Quella sera dorata

Di

Editore: Adelphi

3.8
(2158)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 318 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Tedesco , Spagnolo

Isbn-10: 8845920550 | Isbn-13: 9788845920554 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Alberto Rossatti

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Viaggi

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Descrizione del libro
Quando qualcuno si accinge a scrivere la biografia di qualcun altro, parenti eamici del biografato cercano quasi sempre di ostacolare un'iniziativa che, inun futuro minacciosamente vicino, li costringerebbe a leggere la solitacompilazione di svarioni, congetture e voli di fantasia non autorizzati. Èquindi ovvio che né la moglie, né il fratello, né l'amante del defunto JulesGund, autore di un solo e venerato libro, desiderano che il giovane OmarRezaghi si rechi nella tenuta di famiglia in Uruguay, e s'inpicci di faccendeche non lo riguardano. È solo l'inizio di una commedia dove nessunacombinazione di fatti, sentimenti o rivelazioni è esclusa in partenza.
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  • 4

    In questo romanzo ci si innamora dei dialoghi che dicono tutto senza dire e sono veri e pieni di arguzia, si vuol bene ai personaggi e si finisce per sognare quel luogo in Uruguay, ochos rios, che tie ...continua

    In questo romanzo ci si innamora dei dialoghi che dicono tutto senza dire e sono veri e pieni di arguzia, si vuol bene ai personaggi e si finisce per sognare quel luogo in Uruguay, ochos rios, che tiene i suoi abitanti come sospesi nel tempo e incapaci di proseguire, rifugiati in un bozzolo di relazioni fatte di ricordi e buone maniere. E' un libro per quando si ha bisogno di dolcezza.

    ha scritto il 

  • 4

    Spinta dalla curiosità di leggerlo qualche anno fa dopo aver visto che ne avevano fatto un film con un mito come Anthony Hopkins, era rimasto a riposo aspettando il suo momento. Che è arrivato, e fina ...continua

    Spinta dalla curiosità di leggerlo qualche anno fa dopo aver visto che ne avevano fatto un film con un mito come Anthony Hopkins, era rimasto a riposo aspettando il suo momento. Che è arrivato, e finalmente direi!! Meraviglioso! Dialoghi coinvolgenti, colti, pieni d'amore e ironia, a volte straripanti di passione per qualsiasi cosa o per il doloroso nulla che riempie le vite di alcuni dei protagonisti. Passi indimenticabili, immagini di paesaggi che resteranno nella mente tanto quanto la descrizione dei personaggi e delle loro vite. Incredibile. Ora posso andare alla ricerca del film ;)

    ha scritto il 

  • 3

    Romanzo gradevole e ben scritto, anche se gira intorno a un tema decotto (abbandonare una vita non vissuta e insoddisfacente per scegliere di vivere quella "vera" corrispondente al nostro essere). Per ...continua

    Romanzo gradevole e ben scritto, anche se gira intorno a un tema decotto (abbandonare una vita non vissuta e insoddisfacente per scegliere di vivere quella "vera" corrispondente al nostro essere). Personaggi un po' cosí, con l'eccezione dell'antipatica Caroline e dall'insopportabile, manovriera Deirdre; Cameron non sembra adorare le donne...

    ha scritto il 

  • 1

    Storia insignificante: tante chiacchere e nient'altro. Scrittura senza spessore, unico vantaggio il fatto che i protagonisti sono pochi e ben caratterizzati e quindi non si fa fatica a ricordarli. ...continua

    Storia insignificante: tante chiacchere e nient'altro. Scrittura senza spessore, unico vantaggio il fatto che i protagonisti sono pochi e ben caratterizzati e quindi non si fa fatica a ricordarli.

    ha scritto il 

  • 0

    Cosa fare della propria vita?

    Quella sera dorata è un romanzo sul mutamento di situazioni, sentimenti, prospettive di vita. La materia mutante è sempre lì, in vista, anche se non si riesce a metterla a fuoco o a fissarne i punti d ...continua

    Quella sera dorata è un romanzo sul mutamento di situazioni, sentimenti, prospettive di vita. La materia mutante è sempre lì, in vista, anche se non si riesce a metterla a fuoco o a fissarne i punti di viraggio: Cameron riporta lunghe conversazioni, pranzi, cene, merende, silenzi, passeggiate fra gli alberi, alludendo a uno scarto di “inesprimibilità” che orienta le scelte dei suoi personaggi, agiti dall’inconscio più che attori di una coscienza. È un romanzo di viaggi e addii, con una base malinconica che non degenera mai in facili struggimenti. Omar e Arden, Caroline e Adam, Pete e Deirdre hanno una buona caratterizzazione, e una chiara identità lessicale, il che è importantissimo per un’opera che si regge su dialoghi insistiti. Questo, al di là delle centinaia di “disse” e “rispose”, è un pregio, poiché la conversazione, sebbene fluida e piegata di continuo dall’ambiente circostante, non appare mai casuale o dispersiva. L’impianto narrativo è solido e la lettura piacevolissima.

    ha scritto il 

  • 5

    Un sogno in un sogno

    Avete presente quei romanzi che parlano di romanzi? Solitamente hanno come protagonista uno scrittore o un libraio o un professore di lettere, un filologo o anche solo un ragazzino che stava rimoderna ...continua

    Avete presente quei romanzi che parlano di romanzi? Solitamente hanno come protagonista uno scrittore o un libraio o un professore di lettere, un filologo o anche solo un ragazzino che stava rimodernando la cantina.
    Solitamente questi romanzi ruotano intorno ad un libro misterioso - ovviamente inesistente - di cui a noi poveri lettori viene dato giusto un assaggio, quella tanto che basta per destare la nostra curiosità e poi più nulla. Il titolo, magari, i personaggi, l'ambientazione, le scene più significative. Seguendo la storia la curiosità aumenta e noi finiamo per sentirci esclusi dal privilegio di leggerlo, come fosse il vangelo riservato ad una ristretta cerchia di adepti.

    In Quella sera dorata un romanzo del genere c'è.

    leggi la recensione: http://stclementsorangesandlemons.blogspot.it/2015/08/un-sogno-in-un-sogno-quella-sera-dorata.html

    ha scritto il 

  • 3

    Non troppo

    Gli aggettivi che mi vengono in mente per descrivere questo libro sono: piacevole, scorrevole, misurato, raffinato, grazioso, rassicurante, consolatorio, geometrico, educato, molto ben scritto. Per gl ...continua

    Gli aggettivi che mi vengono in mente per descrivere questo libro sono: piacevole, scorrevole, misurato, raffinato, grazioso, rassicurante, consolatorio, geometrico, educato, molto ben scritto. Per gli antichi greci il “non troppo” è stata la cifra di un’intera cultura che nella realizzazione dell’equilibrio ha identificato il senso del mondo e dell’esistenza; in Cameron di “Quella sera dorata” il “non troppo” è il modo manieristico per costruire un romanzo squisito, ma superficiale, una deliziosa barchetta di carta, di ottima fattura, che galleggia sopra il mare in tempesta dell’esistenza, senza subirne turbamenti.
    In Uruguay si incontrano un giovane dottorando in letteratura- che vorrebbe scrivere una biografia di Jules Gund, scrittore suicida- e i familiari dello scrittore, restii all’autorizzazione. Nell’ambientazione languida e suggestiva dell’Uruguay l’arrivo del dottorando altera gli equilibri della sconclusionata combriccola dei Gund mettendo in discussione la sua stessa vita.

    Lo sai, mio padre voleva che studiassi medicina, ma non ce la facevo: mi piacevano i libri, e leggere, e ho scelto il dottorato in lettere, ma non fa per me. Amo i libri e basta, non ho la passione dell'insegnamento, non amo scrivere e non sono bravo. [...] Ho ventotto anni e non so cosa voglio fare. Non so cosa so fare. Non so niente

    In un delizioso groviglio di eventi, in cui non può mancare l’amore, tutti alla fine troveranno il loro giusto posto nel mondo. Come non accade mai nella vita. E se il libro voleva anche suggerire una riflessione sul rapporto fra vita e arte (come rappresentazione della vita) non c’è riuscito, perché Cameron non l’ha voluto davvero. Cameron non ha voluto turbarci con il caos dell’esistenza, con gli irrisolti, con domande che non trovano risposta; ci invita piuttosto a sospirare romanticamente, in una bella veranda affacciata sullo splendido paesaggio uruguayano- sorseggiando insieme un cocktail e fumando un buon sigaro- per raccontarci una storia deliziosa, capace di regalare qualche ora di graziosa evasione, prima di rituffarci in una vita in cui, invece, “the city of your final destination” (titolo originale dell’opera, meno azzeccato di quello scelto per l’edizione italiana) è piuttosto una meta mai definitiva di una ricerca esistenziale incessante, talvolta contraddittoria e tormentata, in cui non esistono soluzioni capaci di far risolutivamente quadrare tutti i conti.

    ha scritto il 

  • 3

    Libro fresco, molto scorrevole, senza pretese, la scrittura di Cameron è sempre bella ma rispetto agli altri suoi libri secondo me manca un po' di introspezione e intensità.

    ha scritto il 

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