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Quell'anno a scuola

By Tobias Wolff

(192)

| Others | 9788806176662

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Book Description

È il 1960, JFK è appena stato eletto, ma alla Hill School la notizia è lavisita di Hemingway: il grande scrittore consegnerà il premio letterario dellascuola al miglior racconto. Uno degli studenti, il più povero e comples Continue

È il 1960, JFK è appena stato eletto, ma alla Hill School la notizia è lavisita di Hemingway: il grande scrittore consegnerà il premio letterario dellascuola al miglior racconto. Uno degli studenti, il più povero e complessato,pensa di scrivere la storia che gli darà fama e riconoscimento sociale. Ma lasua opera viene smascherata come il puro plagio di un racconto altrui. Esplodelo scandalo e il ragazzo viene cacciato dalla scuola. Raccontata vent'anni piùtardi, dal ragazzo stesso, diventato scrittore affermato, questa storiatormentata si staglia nella mente del lettore come il congedo nostalgicodall'ultimo istante dorato che precede la fine dell'innocenza.

25 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Dopo aver letto questo libro mi è venuta voglia di leggere qualcosa di Ayn Rand...

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    Bunky said on Jun 1, 2014 | 2 feedbacks

  • 5 people find this helpful

    Quell’anno a scuola è il 1960, gli USA stanno vivendo un momento storico, JFK è stato appena eletto presidente e un vento nuovo è nell’aria. Nella Hill School che frequenta la voce narrante (è davvero autobiografica la storia?) c’è la tradizione di i ...(continue)

    Quell’anno a scuola è il 1960, gli USA stanno vivendo un momento storico, JFK è stato appena eletto presidente e un vento nuovo è nell’aria. Nella Hill School che frequenta la voce narrante (è davvero autobiografica la storia?) c’è la tradizione di invitare un autore e di fargli scegliere il miglior racconto tra quelli fatti dai ragazzi degli ultimi anni. Il premio per il vincitore è l’incontro con l’autore in questione…non sto a spiegare cosa succede dopo perché purtroppo la quarta di copertina lo fa fino in fondo (se preferite la sorpresa e vi interessa il libro, non leggetela!!!) e anche perché credo che fondamentalmente si trattasse di un espediente narrativo per potersi confrontare con i grandi autori di quegli anni da un lato, un modo per parlare dello scrivere dall’altro. Mi è spiaciuto che un po’, tra gli altri, sia messa alla berlina Ayn Rand, l’autrice de La fonte meravigliosa(che devo ancora leggere), e che questo mi spinga ad avere una visione negativa di lei, e che lo stesso venga fatto anche con un altro autore di cui non dico… Insomma, forse, anzi, per certi versi, credo, sempre più, che il contatto reale con un autore che ammiriamo, lo renda e “riduca” ad UMANO come siamo noi tutti, e gli tolga quel fascino, quelle capacità che lo rendono per noi lettori qualcosa di speciale. Per quanto riguarda invece l’essere scrittori e il fatto che un buon libro nasca solo dopo tormenti e dopo aver fatto i lavapiatti…bhè, anche questo non mi convince al 100%, mi sa di stereotipo. Insomma, se da un lato mi è sembrato noioso, Quell’anno a scuola mi ha comunque suscitato tanti pensieri e riflessioni… e mi chiedo, cosa saremmo stati disposti a fare al liceo per incontrare che so…Umberto Eco? Ai posteri l’ardua sentenza.

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    Chiara White said on Feb 20, 2014 | 5 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Me esperaba mucho más de una novela de la que no había leído ninguna crítica pero cuya sinopsis me había cautivado. No llego a empatizar con el protagonista y en ocasiones la lectura se me hacía lenta y pesada. El final es la mejor parte del libro, l ...(continue)

    Me esperaba mucho más de una novela de la que no había leído ninguna crítica pero cuya sinopsis me había cautivado. No llego a empatizar con el protagonista y en ocasiones la lectura se me hacía lenta y pesada. El final es la mejor parte del libro, la mayor parte de la acción se concentra ahí.

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    Liiy said on Oct 2, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Tobias Wolff, "Quell'anno a scuola"

    Tobias Wolff cala il lettore nell’universo tipicamente americano delle prep-school (e non dei college, come erroneamente riportato in quarta di copertina), ossia i licei-collegio dove gli adolescenti vengono preparati all’università. L’ambientazione ...(continue)

    Tobias Wolff cala il lettore nell’universo tipicamente americano delle prep-school (e non dei college, come erroneamente riportato in quarta di copertina), ossia i licei-collegio dove gli adolescenti vengono preparati all’università. L’ambientazione si presta duttilmente a un romanzo di formazione obliquo, che è soprattutto una riflessione sulla letteratura (rigorosamente americana) e sullo scrivere. Il manifesto di Wolff è semplice: l’onestà intellettuale è il primo strumento che lo scrittore deve imparare a usare, nell’arte come nella vita pubblica e privata. L’autore mette in pratica la sua idea con pagine garbate e spesso sagaci, dimostrando come la giusta dose di pietà verso i propri personaggi serva a renderli ancora più autentici. Esilaranti gli intermezzi con Robert Frost e Ayn Rand; Wolff approfitta di Frost per descrivere come il timore reverenziale verso i maestri possa sfociare nell’umiliazione, e di come un’aura di sacrale autorevolezza possa generare appiattimento critico. Nel caso di Rand l’intento è apertamente satirico, ma Wolff non manca nel fornire al suo bersaglio una sufficiente dose di dignità.

    Qualche elemento in comune con L’ultimo dei Savage di Jay McInerney, anch’esso ambientato in una prep-school negli anni Sessanta.

    La suddetta quarta di copertina contiene un grosso spoiler.

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    Ubiqua said on Mar 20, 2013 | Add your feedback

  • 14 people find this helpful

    Raccontare l’adolescenza di un aspirante scrittore significa declinare, circoscrivere l’assoluto e l’inconoscibile, le pose, le pulsioni e le paure, le forme mutevoli, i film mentali, le megalomanie e le prolessi di grandezza dentro la metrica di un ...(continue)

    Raccontare l’adolescenza di un aspirante scrittore significa declinare, circoscrivere l’assoluto e l’inconoscibile, le pose, le pulsioni e le paure, le forme mutevoli, i film mentali, le megalomanie e le prolessi di grandezza dentro la metrica di un verso, il giro di una frase (tra una maiuscola ed un punto), il respiro di un racconto. Dentro elogi e stroncature. Dentro l’inchiostro e l’odore della carta. Dentro un foglio accartocciato, dentro l’attesa sopra un foglio non ancora accartocciato; intorno parole come chiarezza, esattezza, visibilità...

    (Ecco: Wolff fa tutto questo con tale fiamminga precisione, che non ha bisogno delle mie solite e abusate armi – le similitudini e i paragoni).

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    El Caballero de la Triste Figura said on Nov 11, 2012 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    A true piece of writing is a dangerous thing. It can change your life.

    Old School (Quell'anno a scuola in italiano per Einaudi) è un romanzo di ispirazione biografica in cui un ragazzo senza nome (il narratore in prima persona della storia) è all'ultimo anno di una prep school del New England. Questa scuol ...(continue)

    Old School (Quell'anno a scuola in italiano per Einaudi) è un romanzo di ispirazione biografica in cui un ragazzo senza nome (il narratore in prima persona della storia) è all'ultimo anno di una prep school del New England. Questa scuola organizza tre visite all'anno da parte di autori affermati e famosi e in queste occasioni gli studenti sono invitati a presentare dei racconti, o delle composizioni poetiche. Il migliore viene premiato con un colloquio privato con l'autore in questione. Dopo Robert Frost e Ayn Rand è il turno del grandissimo Ernest Hemingway, un evento che infiamma tutti gli animi portanto ad un'inaspettata svolta. Consigliatissimo.

    http://robertabookshelf.blogspot.com/2011/06/recensione…

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    ζ Roberta said on Jun 9, 2011 | Add your feedback

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