Quelli che ci salvarono

Di

Editore: Neri Pozza

4.1
(243)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 507 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8854502294 | Isbn-13: 9788854502291 | Data di pubblicazione: 

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Weimar, 1939. La guerra è appena iniziata e Anna, una diciottenne orfana di madre, che vive con il padre ma senza il suo affetto, conosce Max Stern, un medico ebreo trentaseienne, e se ne innamora. Quando Stern è costretto a fuggire, ricercato dalle SS non solo perché ebreo ma per la sua attiva partecipazione alla rete di resistenza antinazista, Anna decide di ospitarlo nella propria casa, in un sottoscala dimenticato, di nascosto dal padre, che non fa mistero delle proprie simpatie per il regime. Max e Anna diventano amanti. Aiutata dalla fornaia Mathilde, membro della resistenza, Anna tenta di procurarsi dei documenti falsi per espatriare in Svizzera con Max. Ma proprio quando i documenti sono pronti e Anna sta per annunciare a Max di essere incinta, il padre scopre il nascondiglio e fa arrestare il medico, che viene internato nel campo di concentramento di Buchenwald, costruito nei boschi intorno alla città. Dopo un duro confronto col padre, Anna scappa di casa e si rifugia da Mathilde, la fornaia: non rivedrà mai più né suo padre, che presto si trasferisce a Berlino, né Max, che verrà impiccato nel campo. Nell'anno in cui Anna mette al mondo Trudy, la figlia concepita con Max, Mathilde viene scoperta mentre trasporta un carico di armi verso il campo ed è uccisa. Al forno si presenta un ufficiale nazista, il quale fa chiaramente capire ad Anna che avrà salva la vita se accetterà di essere la sua amante. E così sarà, fino alla fine della guerra e alla fuga del soldato in Sud America.
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  • 4

    QUELLI CHE CI SALVARONO

    La scrittrice statunitense Jenna Blum ha incominciato a scrivere racconti all’età di sedici anni e ha proseguito in questa attività collaborando con le maggiori riviste letterarie. “Quelli che ci salv ...continua

    La scrittrice statunitense Jenna Blum ha incominciato a scrivere racconti all’età di sedici anni e ha proseguito in questa attività collaborando con le maggiori riviste letterarie. “Quelli che ci salvarono” è il suo romanzo d’esordio pubblicato nel 2004 per Harcourt (edito in Italia da Neri Pozza- Collana I narratori delle tavole- 2007), vincitore del L’Harold U. Prize per i romanzi riguardanti la storia e la cultura ebraica. Il libro si sviluppa in due piani temporali differenti e in differenti continenti: la prima parte, concernente gli anni 40, si svolge in Germania, la seconda parte, relativa alla seconda metà degli anni 90, è ambientata negli Stati Uniti d’America. E’ la storia di una madre e di una figlia e del loro difficile rapporto dovuto ad un passato terribile sepolto dal silenzio del senso di colpa che lo accompagna, dalla mortificazione di una dignità calpestata, da tanto coraggio irrimediabilmente sconfitto, dalla scomoda testimonianza delle atrocità commesse dalla bestialità e dalla violenza umana, dalle emozioni vissute sulla propria pelle, emozioni a volte inspiegabili, forse imperdonabili. Figlia di un filonazista Anna, la madre, vive la sua gioventù scampando miracolosamente al lavaggio di cervello a cui venivano sottoposti tutti i giovani tedeschi. Il suo primo amore, Max Stern, un medico ebreo, viene trascinato via dalla follia hitleriana lasciandola incinta e ripudiata dal padre. Dal loro rapporto nasce Gertrude, detta Trudie, una bellissima bambina che il padre non conoscerà mai. Per sopravvivere alla guerra Anna (che lavora e vive presso Matilde Standt, fornaia e attivista della Resistenza che la coinvolgerà nell’impresa), suo malgrado, diventerà l’amante di un alto ufficiale nazista del campo di concentramento di Buchenwald, e grazie a lui avrà salva la sua vita e quella della sua piccola, pagando un alto prezzo in termini di moralità e rispetto per se stessa.
    Ritroviamo Trudie, ormai donna di mezza età, affermata insegnante universitaria di Storia tedesca. Un matrimonio alle spalle, Trudie che dovrebbe avere una vita soddisfacente è tormentata dai dubbi sulla sua origine soprattutto dopo aver trovato, tra le cose di sua madre Anna ormai anziana, una foto che le ritrae insieme a un ufficiale nazista. Nell’ambito di un progetto universitario di lavoro, Trudie cercherà di dissipare i suoi nebulosi ricordi d’infanzia, intervistando i tedeschi sopravvissuti alla guerra per sapere quanto e come essi siano stati coinvolti nei tragici eventi di quegli anni e quali sentimenti abbiano provato o possano ancora provare nei confronti di tutto l’orrore perpetrato soprattutto nei confronti della popolazione ebraica. Attraverso le loro testimonianze, troverà fortuitamente chi gli fornirà l’esatta percezione di ciò che fu sua madre, per tutta la vita chiusa in un fermo mutismo nei confronti del passato, intraprendendo la via del perdono e della pace verso di lei che non le ha mai svelato il nome del padre, ma soprattutto verso se stessa.
    Un libro dalla prosa scorrevole e fluida che consente di “leggere” una terribile pagina di storia da una diversa angolazione, con particolare cura nella descrizione delle azioni e delle reazioni immediate dei protagonisti nei confronti delle miriadi di emozioni, siano esse positive o negative, che si trovano a vivere durante la loro vita. Qualche incongruenza, qualche domanda che rimane senza una logica risposta, un finale che avrei preferito differente per capire meglio una storia così toccante e intima, pur vissuta in un momento collettivo altamente tragico, un mancato confronto conclusivo diretto tra le due donne, non sminuisce tutte le altre doti di questo romanzo che attraverso la sua scrittura riesce a dare un impatto altamente visivo al lettore e a trasmettere, con grande realtà, le emozioni di chi visse all’interno di una della pagine più buie della Storia.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    0

    In generale lo reputo un buon libro seppur con qualcosa che non ho apprezzato.
    La storia si sviluppa in 2 filoni temporali diversi, si alternano i capitoli degli anni Novanta con Anna adulta e madre ...continua

    In generale lo reputo un buon libro seppur con qualcosa che non ho apprezzato.
    La storia si sviluppa in 2 filoni temporali diversi, si alternano i capitoli degli anni Novanta con Anna adulta e madre di Trudy, anche lei protagonista e degli anni Quaranta da cui parte la storia di Anna diciannovenne.
    All’inizio della storia degli anni Quaranta ecco la prima cosa che non mi è piaciuta: si parla della frequentazione di Anna e Max…ok, si conoscono perché lei le porta il proprio cane che sta male, poi accadono altre cose e ad un certo punto la storia continua con loro due che si vedono tutte le sere, amichevolmente, per giocare a scacchi e con lui che ha, tra gli animali che accudisce, anche il suo cane. Magari spiegare un attimo il durante non sarebbe stato male, trovare le cose già fatte senza spiegazioni mi ha un filino infastidita.
    Poi Max, che sembra ricoprire un ruolo importante dalla trama, scompare velocemente dalla storia, il suo ruolo sarà quindi solo marginale, se non per il fatto che nel breve periodo in cui c’era ha fatto in tempo a mettere incinta Anna.
    Bello il personaggio di Trudy, con il suo lavoro di docente di Storia avrà modo di sapere, tramite delle interviste, delle cose del periodo della guerra che non è riuscita a sapere direttamente dalla madre, soprattutto una molto importante e che sinceramente non ho capito come mai Anna non gliela abbia mai voluta dire. Attraverso questa ricerca che fa per l’ Università in cui lavora, Trudy incontrerà personaggi interessanti, Rainer in primis, ma anche Felix alla fine.
    Per Rainer ho trovato assolutamente fuori luogo la storia d’amore con Trudy, fortuna che è stata una parentesi breve. Riguardo Felix, ho trovato piuttosto improbabile che in un piccolo paese di uno stato americano Trudy riesca a trovare un personaggio che guarda caso è nato nel suo stesso piccolo paese in Germania e che conosceva anche di vista sua madre. Mi è sembrata una cosa un po’ esagerata, ecco.
    Riguardo il finale non so cosa dire, mi è piaciuto abbastanza, non so se io avrei fatto finire così questo libro, ma se dovessi pensare a qualcosa di diverso non mi verrebbe in mente niente che non sia ovvio, quindi tutto sommato meglio tenere buono questo.

    ha scritto il 

  • 2

    Il romanzo percorre il passato e il presente, seguendo le vicende di Anna e di sua figlia Trudie nella Germania nazista e poi nel Minnesota negli anni '90.
    Anna è una giovane donna tedesca, ariana (qu ...continua

    Il romanzo percorre il passato e il presente, seguendo le vicende di Anna e di sua figlia Trudie nella Germania nazista e poi nel Minnesota negli anni '90.
    Anna è una giovane donna tedesca, ariana (quindi un diverso punto di vista, quello tedesco civile), che si innamora di un medico ebreo, Max, dal quale avrà una bambina, Trudy.
    Max non conoscerà mai sua figlia perché arrestato e portato nel campo di concentramento di Buchenwald dove troverà la morte. Anna, entrata a far parte della Resistenza, è costretta a diventare amante di un ufficiale delle SS, un Oberstrumfuhrer, fino alla fine della guerra per la sua salvezza e di quella della sua bambina.
    Lo stile è scorrevole e ho apprezzato molto anche la scelta di far scorrere, in alternanza, tra passato e presente, la storia di madre e figlia, ma il libro comunque non mi ha convinta. A tratti l'ho trovato un po' approssimativo.
    Delle azioni di Anna come membro della Resistenza si parla davvero molto poco, di cosa fa l'ufficiale e di cosa succede al campo non si parla affatto, eccetto per un continuo riferimento all'odore di pancetta affumicata (che tutti possiamo immaginare da dove derivi) impregnati sulla divisa e sulla pelle dell'ufficiale tedesco, Horst.
    Per i temi trattati mi aspettavo molto di più.

    ha scritto il 

  • 4

    4 Stelline

    Cosa faresti se fossi molto giovane, con una bambina piccola, ci fossero guerra, violenza,fame? Cosa accetteresti pur di sopravvivere e di mantenere in vita tua figlia?

    ha scritto il 

  • 5

    Sapevo che questo libro mi avrebbe fatto star male ed arano mesi che si trovava nella lista dei desideri... Alla fine mi sono decisa e ne é valsa la pena! L'ho letto in sole tre sere, vivendo insieme ...continua

    Sapevo che questo libro mi avrebbe fatto star male ed arano mesi che si trovava nella lista dei desideri... Alla fine mi sono decisa e ne é valsa la pena! L'ho letto in sole tre sere, vivendo insieme ai personaggi l'attesa che la guerra finisse. Ho apprezzato il fatto che la vicenda sia stata raccontata dal punto di vista "tedesco", controcorrente rispetto a quanto ho letto finora. Alla fine, però, nessuno dei personaggi mi é rimasto nel cuore e quando ho letto l'ultima pagina ho tirato un sospiro di sollievo!

    ha scritto il 

  • 4

    Un bel romanzo.

    La storia di Anna e sua figlia Trudy che scorre parallela tra passato e presente, tra l’epoca nazista e la fine degli anni novanta in America.

    Anna è tedesca, figlia di un gerarca nazi ...continua

    Un bel romanzo.

    La storia di Anna e sua figlia Trudy che scorre parallela tra passato e presente, tra l’epoca nazista e la fine degli anni novanta in America.

    Anna è tedesca, figlia di un gerarca nazista, e si innamora di un giovane medico ebreo col quale avrà una figlia, Trudy che il padre non conoscerà mai perché viene deportato nel campo di lavoro di Buchenwald. Anna, ripudiata e tradita dal padre, per salvarsi la vita è costretta a cedere alle lusinghe di un ufficiale nazista che in quel campo lavora, col quale intesse una relazione della serie “a letto con il nemico” e che le consente di sopravvivere e di salvare la figlia dalle atrocità della guerra.

    Parallelamente troviamo la stessa Trudy, adulta ma piena di dubbi sulle sue origini, carica di domande sul suo passato, alle prese con la madre anziana che si è rinchiusa in un silenzio totale ed assoluto rispetto alla sua storia, che non racconta nulla alla figlia di quanto le è accaduto, che non vuole per alcun motivo rinvangare il passato e dare spiegazioni.

    Ma come sempre accade, la tortura di non conoscere le proprie origini, le proprie radici, la propria storia è una punizione troppo grande per qualunque essere umano e spinge Trudy ad allontanarsi dalla madre, a viverla quasi come un ingombro e al tempo stesso a cercare disperatamente degli indizi che le consentano di capire chi è suo padre, cosa ne è stata della loro vita prima di arrivare in America, quando lei era troppo piccola per ricordare i dettagli ma sufficientemente grande da averne in bocca ancora un sapore amaro.

    E’ un romanzo ben costruito, dove l’autrice trova spazio per raccontare cosa accadeva in quell’epoca buia, con una durezza e un senso del realismo che non offuscano una trama da romanzo che cattura e convince quasi sempre.

    ha scritto il 

  • 4

    Interesante, nos relata la lucha de una mujer por súpervivir y mantener a su hija en una ciudad alemana durante el nazismo. La novedad en esta lectura, para mi, ha sido que la protagonista es una alem ...continua

    Interesante, nos relata la lucha de una mujer por súpervivir y mantener a su hija en una ciudad alemana durante el nazismo. La novedad en esta lectura, para mi, ha sido que la protagonista es una alemana no judía y nos da la visión de que también el pueblo alemán no judío pasó muchas penurias.
    Se lee fácil y me ha parecido bastante menos duro que otros sobre esa época que he leído.

    ha scritto il 

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