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Quelli di Anarres

I reietti dell'altro pianeta

Di

Editore: Nord

4.3
(761)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 333 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Chi semplificata , Giapponese , Greco , Polacco , Turco , Tedesco , Svedese , Portoghese , Ceco

Isbn-10: 8842907766 | Isbn-13: 9788842907763 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: R. Valla

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Anarres e Urras sono due pianeti gemelli, ma Anarres, quasi desertico, nonaveva mai favorito gli insediamenti umani, fino a quando non vi migrarono inmassa i seguaci di Odo. Da allora gli Odoniani hanno creato una società di sopravvivenza, consona ai loro ideali: una fratellanza da cui sono esclusi isentimenti di proprietà, di governo, di autorità. I contatti fra i due pianetisono esigui, perché un muro chiude il porto franco in cui scendono le navispaziali anarresiane e salvaguarda gli anarchici di Anarres dalle idee di Urras.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Ho finito di recente di leggere "I reietti dell'altro pianeta" di Ursula K. Le Guin, autrice che in precedenza conoscevo di nome, ma di cui mai fin'ora avevo letto nulla. E' stata questa una cosa di ...continua

    Ho finito di recente di leggere "I reietti dell'altro pianeta" di Ursula K. Le Guin, autrice che in precedenza conoscevo di nome, ma di cui mai fin'ora avevo letto nulla. E' stata questa una cosa di cui ora mi pento, vista la qualità dell'opera che mi è capitata tra le mani; ma andiamo per gradi.

    Cominciamo della trama in breve (ovviamente da qui partono gli spoiler): il libro è incentrato tutto sul personaggio di Shevek, un eminente fisico proveniente da Anarres, un pianeta in cui vige l'anarchia, l'assenza di qualsiasi governo e legge, ed in cui le persone vivono con gli ideali della condivisione e della fratellanza. Il pianeta ha inoltre un mondo gemello, Urras, simile per molti versi alla Terra del '900: il territorio è conteso tra gli stati socialisti e quelli capitalisti, spesso in guerra tra di loro; è da questo mondo che gli anarchici di Anarres sono fuggiti, ed è da allora che vivono in isolamento. Shevek, essendo ghettizzato sul suo mondo natale, comincerà a stabilire un contatto coi fisici dell'altro pianeta, finché non riuscirà addirittura a recarvisi, primo anarresiano a riuscirci dalla fondazione della sua comunità: nonostante gli urrasiani dello stato capitalista dell'A-Io lo rispettino molto, il fisico si renderà tuttavia conto che lo fanno per proprio interesse, in modo da potersi avvantaggiare sui rivali "comunisti" di Thu. Shevek capirà ben presto di non appartenere nemmeno a Urras, ma la sua spinta a "abbattere i muri ideologici" tra i due pianeti e più in generale tra le persone è troppo forte: aiutato dall'ambasciata terrestre in Urras, lo scienziato condividerà infine le proprie scoperte con tutte le nazioni e tutti i pianeti contemporaneamente, in modo che nessuno possa avvantaggiarsene. (fine della parte spoiler)

    E' un libro molto "denso", questo della Le Guin, e non solo per il formato dei caratteri: in mezzo alla vicenda del protagonista, che in realtà è piuttosto scarna, l'autrice ci infila un mucchio di particolari, sia di carattere scientifico/fisico, che soprattutto, sociale/politico: il risultato riesce a trasportare il lettore dritto all'interno nell'ambientazione del romanzo, un mondo che è, del resto, estremamente ben dettagliato e descritto nei suoi minimi particolari. Tutto ciò, a seconda dei punti di vista, può rappresentare un pregio ma anche un difetto: ogni tanto infatti si fa anche fatica a stare dietro a tutto il groviglio di riflessioni e di piccole vicende del protagonista, anche per il fatto che i capitoli dispari del libro sono dedicati al presente mentre quelli pari al passato (in un dualismo che si ritrovano anche nella fisica temporale al centro degli studi del protagonista). Personalmente trovo però questo particolare soddisfacente: è bello infatti vedere un personaggio così umano e realistico come il protagonista (oltre ad avere in questo modo lo stimolo di rileggere il romanzo per cogliere meglio tutti i particolare). E' un libro talmente coinvolgente che anche qualche difetto stilistico, come l'essere a tratti molto raccontato e poco mostrato passa comunque in secondo piano, rispetto all'affresco generale del tutto.

    "I reietti dell'altro pianeta" è insomma un capolavoro assoluto della fantascienza, che affronta temi da buona parte dei suoi sottogeneri (i viaggi spaziali, le spiegazioni scientifiche, l'oppressione politica, l'utopia/distopia, e così via) nella maniera migliore possibile. Se siete appassionati di questo genere, insomma, il consiglio è: fatelo vostro, a tutti i costi!

    ha scritto il 

  • 4

    Anche se alcune situazioni sono troppo legate all'attualità dell'epoca in cui è stato scritto, Tuttavia l'ampio respiro delle tematiche trattate lo rende sempre attuale. La figura di Shevek si ...continua

    Anche se alcune situazioni sono troppo legate all'attualità dell'epoca in cui è stato scritto, Tuttavia l'ampio respiro delle tematiche trattate lo rende sempre attuale. La figura di Shevek si impone con forza e lancia un invito di riflessione sul rapport tra scienza e libertà.

    ha scritto il 

  • 1

    Che cocente delusione, questo libro della LeGuin (nonostante le stupende copertine di questa collana). E' un libro che affronta temi importanti, ma cerca di farlo senza disturbare nessuno, oscillando ...continua

    Che cocente delusione, questo libro della LeGuin (nonostante le stupende copertine di questa collana). E' un libro che affronta temi importanti, ma cerca di farlo senza disturbare nessuno, oscillando verso tante posizioni forti, senza abbracciarne nessuna, come per non offendere. E quindi ci vengono presentate due distopie, una sottile e un po' buonista, quella degli anarchici di Anarres, l'altra plutocratica e sfacciatamente vicina a noi, quella propietarista di Urras. Eppure nessuna è una vera distopia, perché Anarres disumanizza certi comportamenti, sventra la famiglia, promuove il potere dei mediocri, ma esalta la fratellanza e il volestri bene. Urras gode delle divisioni sociali, sfrutta i deboli, gode dell'apparenza, ma la sua società è sana e equilibrata. Alla fine, il giudizio pende verso Anarres apparentemente solo perché alla LeGuin l'anarchia sta simpatica, non perché ci sono vere basi. Allo stesso modo, badate bene, né Urras, nè Anarres sono la terra, sebbene Urras la ricorda tanto. I terresti sono un popolo sconfitto, illuminato dalla tragedia, a margine delle vicende. Questo ci aiuta a tenere tutti i temi sociali toccati lontani da noi, così da trattarli con distacco, senza quasi sentirli nostri. Mi ha ricordato Uno Straniero in Terra Straniera narcotizzato, a tratti. Ma è un libro che manca di forza e se si affrontano certe imprese la forza è tutto.

    ha scritto il 

  • 5

    Una bella lettura

    La prosa è curata, la traduzione ben fatta. La trama si dipana come una matassa di lana che venga filata pazientemente, ed è grazie a questo che mano a mano si tessono nella nostra mente le ...continua

    La prosa è curata, la traduzione ben fatta. La trama si dipana come una matassa di lana che venga filata pazientemente, ed è grazie a questo che mano a mano si tessono nella nostra mente le immagini suggestive di Anarres, ed emergono in maniera sempre più netta e meglio definita i caratteri dei protagonisti di questa storia. Per me si è trattato della prima lettura, ma dopo aver voltato l'ultima pagina mi sento sicuro di poter affermare che questo è un libro che terrò nel mio scaffale per riscoprirlo con piacere tra un po' di anni.

    Non aspettatevi grandi scene d'azione, e nemmeno temete chissà quali panettoni ideologici: semplicemente lasciatevi andare al ritmo della narrazione, e lasciate che la vostra immaginazione faccia il resto.

    ha scritto il 

  • 5

    praticamente un trattato sull'anarchia, dove il personaggio di shevek rappresenta l'uomo che si rivolta tanto contro le possibili derive autoritaristiche di un sistema collettivistico quanto contro ...continua

    praticamente un trattato sull'anarchia, dove il personaggio di shevek rappresenta l'uomo che si rivolta tanto contro le possibili derive autoritaristiche di un sistema collettivistico quanto contro gli eccessi inutili di capitalismo portato all'estremo. la sfida della le guin alle convenzioni -scrivere un romanzo altamente politicizzato dentro i canoni di un genere letterario- è perfettamente riuscita, anche grazie alla sua capacità di creare personaggi altamente credibili e di inserire nel romanzo dei momenti di sincera umanità.

    ha scritto il 

  • 4

    reietti dell'altro pianeta del 1974 è uno dei più celebri romanzi di fantascienza utopica scritti da Ursula K. Le Guin. Urras e Anarres, due pianeti gemelli, che pur nutrendosi della luce dello ...continua

    reietti dell'altro pianeta del 1974 è uno dei più celebri romanzi di fantascienza utopica scritti da Ursula K. Le Guin. Urras e Anarres, due pianeti gemelli, che pur nutrendosi della luce dello stesso sole Thau Ceti sono divisi da secoli da una tra le più impenetrabili barriere: un muro ideologico. Urras, lussureggiante, densamente popolato e tecnologicamente avanzato, è infatti governato prevalentemente da un sistema capitalistico, a differenza di Anarres, un pianeta difficile ed arido, che è stato colonizzato dai seguaci di Odo, un gruppo di anarchici che vi ha creato una società consona ai propri ideali, una fratellanza da cui il concetto di proprietà è stato sradicato in favore di un collettivismo spontaneo. Entrambi vedono sorgere a notte l'altro pianeta come luna meravigliosa e vicina.

    ha scritto il 

  • 5

    Due pianeti che orbitano uno intorno all’altro come lune gemelle. Uno, Urras ha un ecosistema simile alla terra, l’altro, Anarres, è un pianeta spoglio, semidesertico. Su Urras vi sono nazioni e ...continua

    Due pianeti che orbitano uno intorno all’altro come lune gemelle. Uno, Urras ha un ecosistema simile alla terra, l’altro, Anarres, è un pianeta spoglio, semidesertico. Su Urras vi sono nazioni e superpotenze simili a quelle terrestri. Centocinquant’anni prima alcuni milioni di abitanti di Urras, in lotta contro istituzioni tiranniche e condizioni di vita repressive, hanno lasciato il pianeta e si sono trasferiti sulla luna di Anarres. Qui hanno costituito una società anarchica, priva di stato e di leggi, basata sulla parità dei ruoli e di genere, in cui sono la cooperazione, la condivisione e il benessere collettivo a rappresentare l’etica dominante, piuttosto che la competizione, l’interesse personale ed il profitto individuale. E’ la costruzione dell’utopia. E’ un utopia necessaria per sopravvivere, data la natura desertica e ostile del pianeta. Ma, come dice il sottotitolo del libro si tratta di un’utopia ambigua. Le spinte all’individualità vengono censurate sin da bambini e da adulti subiscono forme di ostracismo che possono essere molto sottili, oppure palesemente violente, come accade ad un protagonista secondario, Tirin le cui parole («Se sapessimo com'è veramente Urras, forse qualcuno di noi desiderebbe andarci.») suscitano una risposta generalizzata dalla comunità. E per quanto non esistano istituzioni di potere, in realtà vi sono piccoli gruppi ed enclave che in effetti hanno dominio sugli altri. E’ in questa tensione tra comunità e individualità che si sviluppa la storia di Shevek, il protagonista, uno scienziato le cui ricerche di fisica (il tentativo di sviluppare una teoria di campo che unifichi i Paradigmi teorici della Sequenzialità temporale a quelli della Simultaneità) potrebbero avere effetti di portata enorme per entrambi i pianeti. Consapevole dell’esistenza di ‘muri’ metaforici e reali, che impediscono la diffusione della sua conoscenza sul suo pianeta natale, decide di ‘tradire’ la sua comunità, e di partire per una missione di condivisione verso l’odiato pianeta nemico, Urras. Deciso ad abbattere i muri divisori e a condividere la conoscenza. Ma su Urras (le cui società sono in tutto simili a quelle della Terra) si scontrerà con nuovi e per lui più incomprensibili muri. Muri che dividono gli individui a seconda del sesso, della razza, delle condizioni economiche e dei paesi di origine. Muri istituzionalizzati a livello politico, sociale, antropologico. Spinto da un’etica comunitaria e da uno spirito quasi messianico, cercherà anche su Urras di andare oltre i recinti. Ma il buio è molto più fitto oltre la siepe e il tentativo di abbattimento di barriere su cui si fondano le società, porterà a conseguenze tragiche. Infine, come un novello messia, tornerà a mani vuote, dispossessed dal punto di vista materiale, ma portatore di una nuova speranza etica e sociale. I Reietti dell’altro pianeta (The Dispossessed - an ambiguous utopia) è un romanzo che abbatte i recinti ristretti della fantascienza, elimina i muri di genere letterario e può annoverarsi a mio parere tra i migliori romanzi degli ultimi decenni. Ha giustamente vinto i premi Hugo e Nebula nel ’74 e ’75, ma avrebbe meritato ulteriori riconoscimenti letterari in altri consessi internazionali. L’autrice Ursula Le Guin scrive con grande stile e notevole maestria, descrivendo in modo molto plausibile e convincente come possa svilupparsi una società anarchica, mettendone in luce le inevitabili grandi contraddizioni. Ma nemmeno mai schierandosi nel confronto tra le società dei due pianeti, entrambe descritte come dotate di grandi risorse e di altrettanti impenetrabili ‘muri’. Voto: 6 Stelle.

    ha scritto il 

  • 4

    Astenersi perditempo

    Leggere la Le Guin è sempre fonte di riflessione, perché scrive di uomini, delle loro mire, del loro sviluppo sociale etico morale. Leggere la Le Guin è sfrondare gli stereotipi di un genere – ...continua

    Leggere la Le Guin è sempre fonte di riflessione, perché scrive di uomini, delle loro mire, del loro sviluppo sociale etico morale. Leggere la Le Guin è sfrondare gli stereotipi di un genere – la fantascienza – spesso bistrattato dagli intellettualoidi da aperitivo, che tra un salatino e l'altro discutono di raggi laser e tutine aderenti, convinti che le storie ipervitaminizzate siano l'unica fonte di gioia in questo tipo di ambientazione, dimenticando che la fantascienza è anche altro, soprattutto quando un autrice come Ursula, con la leggerezza che la contraddistingue, affronta temi all'ordine del giorno. Qui si legge di anarchia e capitalismo – niente tecnologia spinta, non servirebbe a nulla –, e di uomini e donne che ne vivono le conseguenze.

    Leggere la Le Guin è utile.

    ha scritto il 

  • 3

    Un'ambigua lettura

    L'ideologia alla base del romanzo è oggettivamente notevole. L'ambigua utopia anarcoide di Anarres, la simil guerra fredda su Urras, la storia dei "dispossessed". Già per il fatto che ti faccia ...continua

    L'ideologia alla base del romanzo è oggettivamente notevole. L'ambigua utopia anarcoide di Anarres, la simil guerra fredda su Urras, la storia dei "dispossessed". Già per il fatto che ti faccia venir voglia di approfondire il movimento anarchico merita. Tuttavia l'intera vicenda è pesante, a larghi tratti ripetitiva, non emoziona né fa interessare. Pur essendo il protagonista uno ed univoco, non sono riuscito ad entrare in empatia con questa sorta di straniero in terra straniera.

    ha scritto il 

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