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Quello che ancora vive

Di

Editore: Libri Coop

3.5
(12)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 165 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8896160022 | Isbn-13: 9788896160022 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: History

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Descrizione del libro
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  • 1

    Cosa si vuol pretendere da un libro in omaggio? Beh, Maggiani è un bravo narratore. Per quanto si tratti di tre pezzi "impressionistici", magari mi sarei aspettata un po' meno retorica fumosa e un po' più di racconto di vicende garibaldine. Le foto sono belle.

    ha scritto il 

  • 3

    Maggiani è un grande scrittore (e anche un grande fotografo). Peccato che il gioco degli sponsor (leggi Coop) invalidi un po' il risultato finale. Troppo incenso per le cooperative!! Chissa se qualcuno ricorda il ruolo di Unipol e Cmc in molte vicende non proprio edificanti.

    ha scritto il 

  • 4

    Lacrime

    Mentre leggevo le ultime righe di questo libro ho sentito all'improvviso le lacrime scorrermi lungo viso quasi senza che me ne accorgessi.L'evento è strano per me che leggo i libri con un certo distacco un po'intellettualistico e vuol dire che questo libro ha davvero colpito nel segno.Per i 150 d ...continua

    Mentre leggevo le ultime righe di questo libro ho sentito all'improvviso le lacrime scorrermi lungo viso quasi senza che me ne accorgessi.L'evento è strano per me che leggo i libri con un certo distacco un po'intellettualistico e vuol dire che questo libro ha davvero colpito nel segno.Per i 150 dell'Unità di Italia, edito dalla Coop, Maggiani ricostruisce la vicenda della mitica "Trafila" che portò al salvamento di Garibaldi attraverso le terre di Romagna. Garibaldi e i suoi in fuga dopo la disfatta della Repubblica Romana cercano in Romagna di imbarcarsi verso Venezia dove la Repubblica sta resistendo all'assedio degli austriaci. In quell'Agosto di 170 anni fa in Romagna si consuma una delle più belle pagine del Risorgimento un intero popolo decide di prendersi cura di Garibaldi e di condurlo oltre gli Appennini sano e salvo dopo aver constatato che non c'è la possibilità di raggiungere Venezia via mare in quanto le coste sono presidiate dagli austriaci.E così Garibaldi come se fosse il testimone dell'idea di libertà che la Repubblica Romana nella sua breve esistenza era riuscita a propagare viene passato, affidato di volta in vota nelle mani di uomini, donne, preti, borghesi, operai ecc.in una specie di grande staffetta.E dopo qualche giorno grazie all'arguzia e alla conoscenza dei luoghi di questo popolo romagnolo il Generale Garibaldi è salvo. Sua moglie Anita che gli è stata compagna in tante battaglie muore lì invece in mezzo alle paludi del Po incinta di 6 mesi.E tutto questo Maggiani lo racconta poeticamente ma ancora più poeticamente racconta quale sia l'eredità lasciata da questo avvenimento epico in queste terre.Il libro è corredato da foto meravigliose o forse sono io che amo tanto i paesaggi lagunari e Anita e la Repubblica Romana a vederci tutto questo bello.

    ha scritto il 

  • 4

    La storia raccontata da uno scrittore diventa poesia. Lo spaesato ligure Maggiani calato in terra di Romagna, nella pianura più piatta, abitata da un popolo strano, metà contadino e metà marinaio, che lui osserva con curiosità antropologica. Un popolo capace però, di dare vita ad un episodio alti ...continua

    La storia raccontata da uno scrittore diventa poesia. Lo spaesato ligure Maggiani calato in terra di Romagna, nella pianura più piatta, abitata da un popolo strano, metà contadino e metà marinaio, che lui osserva con curiosità antropologica. Un popolo capace però, di dare vita ad un episodio altissimo: la trafila che salvò Garibaldi e soprattutto a rinnovarne ancor oggi la memoria. Il racconto dei lumini nella nebbia è un pezzo di altissima poesia. Bello.

    ha scritto il 

  • 3

    La trafila di Garibaldi in Romagna

    Interessante spunto di una storia della mia terra che non conoscevo, declinato in chiave poetica. Troppa enfasi forse sull'anima cooperativa (giustificata dallo sponsor del libro) e troppa poca narrazione dell'evento stesso... Avrei preferito qualche dettaglio in più, ma resta comunque buono lo s ...continua

    Interessante spunto di una storia della mia terra che non conoscevo, declinato in chiave poetica. Troppa enfasi forse sull'anima cooperativa (giustificata dallo sponsor del libro) e troppa poca narrazione dell'evento stesso... Avrei preferito qualche dettaglio in più, ma resta comunque buono lo spunto per una ricerca privata. E' proprio vero che nulla muore finchè si ricorda!

    ha scritto il 

  • 4

    In queste pagine Maggiani percorre una terra dai labili confini, dove abitano “pescatori che hanno familiarità con la vanga e contadini che hanno confidenza con il mare”. Una terra lontana e diversa dalla sua, di cui vuole cogliere lo spirito imparando a conoscere quella gente che vi abita, fatta ...continua

    In queste pagine Maggiani percorre una terra dai labili confini, dove abitano “pescatori che hanno familiarità con la vanga e contadini che hanno confidenza con il mare”. Una terra lontana e diversa dalla sua, di cui vuole cogliere lo spirito imparando a conoscere quella gente che vi abita, fatta di “drittura e dolcezza”, ascoltando la loro storia, entrando nel loro passato, dando voce ai loro ricordi.
    E’ un cammino “difficile e bello” alla ricerca di “quello che ancora vive”, cioè di quegli ideali e di quei valori che animarono parte di un popolo, di una comunità, che affratellarono gente diversa -pescatori d'anguille o d'Adriatico, contadini di pianura o di crinale, artigiani dei piccoli borghi e parroci, contrabbandieri e uomini di lettere- in nome di un obiettivo comune, che diedero vita a un episodio appassionante e poco conosciuto del nostro Risorgimento: la Trafila garibaldina nelle Romagne.
    Trafila: costituire una catena che non deve spezzarsi, passandosi di mano in mano ciò che si è avuto in custodia -in questo caso Garibaldi e la sua salvezza. Perché la sconfitta potesse avere un riscatto e la speranza infranta una nuova speranza, dopo la caduta della Repubblica Romana. Perché, salvando il Generale, quegli uomini e quelle donne -il popolo- potessero salvare il loro ideale e se stessi, cioè il loro orgoglio, la loro speranza di scelta, la loro libertà di essere sovrani secondo l’ideale mazziniano.
    La Trafila. Perché le certezze di una comunità e il senso di appartenenza furono più forti delle incertezze dei singoli individui, delle loro debolezze, dei loro timori.
    Tredici giorni e tredici notti per un’epopea che non si concluse con la vittoria sperata -il Generale non giungerà a Venezia e Venezia non si sottrarrà all’assedio- ma diventerà comunque una vittoria, perché Garibaldi sarà ancora vivo e ancora libero, dopo.
    Maggiani e il fotografo Carbone hanno cercato, visto, ascoltato ciò che ancora vive di quei giorni, raccontando i luoghi, le persone, lo spirito di una comunità.
    Immagini e parole. Volti e voci. Spazi e pensieri... A unire il passato e il presente, a dire la Storia attraverso le storie. Perchè, come ci ricorda Maggiani: "Nessuna sconfitta è definitiva se non nel silenzio, nessuna tragedia è stata vana finché c’è una voce che ne porta viva memoria. Ed anche solo essere vivi e portare con sé, nella propria, le vite passate è vittoria sulla peggiore delle sconfitte: la smemoratezza."
    La penna di Maggiani, intrisa di poesia, e l'obiettivo mai scontato o banale di Carbone a cogliere la realtà di una terra dalle molte e diverse sfaccettature, lo spirito autentico delle genti che vi abitano e un momento della loro storia che ancora echeggia lungo quelle strade e per quelle valli con la voce del ricordo...

    ha scritto il 

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