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Quello che le mamme non dicono

dal Pampero ai Pampers alla ricerca dell'istinto materno

Di

Editore: Rizzoli

4.0
(414)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 238 | Formato: Altri

Isbn-10: 8817037753 | Isbn-13: 9788817037754 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Children , Family, Sex & Relationships , Humor

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Descrizione del libro
Lei ha 27 anni e crede nel mojito, nella carriera, nel suo uomo e nei viaggi improvvisati. La nana ha cinque settimane e abita la sua pancia. Scoprirlo è uno shock, soprattutto se nell’immaginario collettivo “fare la mamma” appare un’attività totalizzante, incompatibile con libertà, sogni, ambizioni e diverse sfaccettature della propria personalità. L'autrice-protagonista decide di affrontare la situazione armandosi di buoni propositi, ma soprattutto di ironia e sarcasmo.
Qui si sostiene che è buono e giusto conservare la parte migliore di sé - quella divertente, folle, avventuriera - anche dopo un figlio. Che l'istinto materno a volte arriva e altre è in ritardo. Ma anche che esistono momenti neri che nessuno racconta, che dopo un mese di neonato ne servirebbero tre di psicoterapia, che ogni tanto è perfettamente normale rimpiangere il “prima”.
Dimenticate la mammina che chiama il figlio “angioletto” anche se non dorme da quindici settimane, quella che considera il parco giochi una botta di vita e quella che decanta le gioie delle vacanze coi nonni. Preparatevi a scoprire la verità, tutta la verità riguardo alla vita col pupo, e anche gli esilaranti retroscena di pappe, giochi e ninne nanne.
Un libro dedicato alle donne che si sentono troppo giovani per fare figli, a quelle che ci pensano ma non hanno idea di cosa le aspetti, a quelle che già ne hanno e certe volte, con tutto l’amore del mondo, vorrebbero fuggire alle Bahamas.
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  • 5

    Mamma per davvero!

    Questa non è una recensione: questo è un elogio.
    Non conoscevo il blog di Chiara. Poi sono rimasta incinta e, girovagando nell'etere alla ricerca di sostegno psico-panzesco, ho trovato il suo blog. E poi il suo libro.
    Il fatto è che, pur non rientrando nella sua casistica (io la gravi ...continua

    Questa non è una recensione: questo è un elogio.
    Non conoscevo il blog di Chiara. Poi sono rimasta incinta e, girovagando nell'etere alla ricerca di sostegno psico-panzesco, ho trovato il suo blog. E poi il suo libro.
    Il fatto è che, pur non rientrando nella sua casistica (io la gravidanza l'ho cercata), mi sono ritrovata tantissimo tra le pagine di questo libro. Perché non importa se cerchi un figlio o non lo cerchi, dal momento in cui decidi di tenerlo significa che in qualche modo sei pronta per farti scombinare la vita. Che tu decida di averlo prima o dopo essere rimasta incinta, sempre una decisione è. Una decisione che, se non si prende a cuore leggero, si prende di sicuro senza aver di fronte la realtà che ti si sta per prospettare davanti.
    E così non è necessario che "ti sia capitato" per aver paura di perdere se stessi durante il viaggio nella gravidanza e soprattutto nella maternità; è invece necessario avere qualcosa da perdere, che siano i mojito o le birrette il lavoro dei propri sogni o la passione che coltiviamo da anni.
    Io in questo libro mi ci sono trovata tutta: dall'imbarazzo di trovarmi assieme ad altre incinte e parlare SOLO di gravidanza, settimane, ecografie, TN, morfologiche, stime dei pesi, lunghezza della cervice, DPP... a mamme che ti sciorinano tutte le marche di vestitini, pannolini, giocattolini, e poi ti parlano di rigurgitini, sbrodolini e via dicendo. Le vicende, le paure, le situazioni buffe, le situazioni un-po'-meno-buffe ma ridiamoci su lo stesso, gli "oddio, la mia vita è finita sotto un cumulo di tutine rigurgitate", tutto quello che Chiara racconta è reale. Di sicuro esisteranno mamme che sono mamme ancora prima di diventarlo, che sanno perfettamente dov'è il loro istinto materno e come utilizzarlo. Io non sono tra queste e mi rincuora ritrovarmi nelle sue parole, contro lo stereotipo della mamma, contro il buonismo imperante, contro tutto quello che danneggia veramente chi è al primo figlio e davvero non si riconosce nella figura prevalente.
    In pratica non c'è stato capitolo che io non abbia apprezzato. Ma più di tutto ho ritenuto fondamentale, tra tutti gli smascheramenti, lo scrivere di Baby Blues. Cose che mi sono ritrovata a piangere su quelle pagine, ma stavolta per la gioia. La gioia di non essere l'unica. Perché è facile cercare informazioni sui siti specializzati dove si scrive "abbassamento di tono, umore variabile, possibile pianto e irritazione". Un po' meno facile è trovare una mamma come te che scrive che a dieci giorni dal parto preparerebbe valigia e valigione e se la svignerebbe fino ai due anni compiuti. Poi passa, certo: sdrammatizzando, ridendoci su. E anche leggendo questo libro.

    ha scritto il 

  • 1

    Interessante nei contenuti, meno nella forma

    Ha il coraggio di parlare della maternità senza "gli occhi a cuore", senza sdolcinatezze e senza ho-amato-mio-figlio-dal-primo sguardo.
    Affronta quindi la maternità in modo molto realistico e rompendo il tabù buonista oggi imperante.
    A livello di contenuto lo trovo piuttosto buono, ve ...continua

    Ha il coraggio di parlare della maternità senza "gli occhi a cuore", senza sdolcinatezze e senza ho-amato-mio-figlio-dal-primo sguardo.
    Affronta quindi la maternità in modo molto realistico e rompendo il tabù buonista oggi imperante.
    A livello di contenuto lo trovo piuttosto buono, vero e necessario per i neo-genitori.
    Ma l'autrice eccede, a mio parere, nel voler fare la simpatica. Nel farcire la scrittura di troppe battute che funzionano solo in parte.
    Purtroppo nello stile non ha la leggerezza e ironia della Kinsella. E' una cosa che deve riuscirti al 100% altrimenti 90% è già troppo poco e crolla tutto.

    ha scritto il 

  • 4

    Dal Pampero al Pampers

    Già il sottotitolo fa capire su che linea si svilupperà il libro. È divertente, scorrevole, soprattutto non banale. Non è la solita storia chick lit su mamme perfette-in carriera-sempre a posto/pettinate/che alternano aperitivi a giochi al parco con i pupi. Né un manuale sulla gravidanza, noioso ...continua

    Già il sottotitolo fa capire su che linea si svilupperà il libro. È divertente, scorrevole, soprattutto non banale. Non è la solita storia chick lit su mamme perfette-in carriera-sempre a posto/pettinate/che alternano aperitivi a giochi al parco con i pupi. Né un manuale sulla gravidanza, noioso o tecnico. È il racconto, a volte ironico, a volte diretto, mai banale, di una donna normalissima su cui “piove” una gravidanza come un fulmine a ciel sereno. E mai, come nel suo caso, la frase “le sconvolge la vita” risulta essere più azzeccata. Così percorriamo, insieme all’autrice, i 9 mesi di gravidanza, ma soprattutto il dopo, quando la “nana” è nata, quando porta con sé quel tornado fatto di notti insonni, urla di cui non si conosce il motivo, una vita relegata tra 4 mura, parenti che dispensano consigli (quasi) mai richiesti (e a volta pure contradditori). Il tutto raccontato con ironia e leggerezza. Bello davvero!
    - […] Ho pensato bene di comprare anche un quaderno. Pensavo di scrivere qualcosa. Per lei. Era un piccolo quaderno rosso a righe, di quelli con la copertina rigida. L’ho aperto e ci ho scritto la prima cosa che mi è venuta in mente, ovvero le tre parole che avevo detto scoprendo il test positivo: “Ma Che Davvero?”. Poi ho iniziato a scrivere. Ho scritto a quella cosetta che era un vermetto nella mia pancia e che ora è mia figlia, e non dicendo cose come “La mamma già ti ama tanto e ti aspetta” ma riflessioni estemporanee e racconti quotidiani di quello che facevo, di come mi sentivo, delle persone che avevo intorno e che presto avrebbe conosciuto anche lei. Di cosa mi mandava in bestia, di cosa facessi prima di scoprire le due lineette sul test, di cosa amo e odio nelle persone. Ma anche. Dei 10 film che dovrà assolutamente vedere entro i 20 anni. Dei telefilm scaricati che le lascerò in eredità, quali vedere quando è annoiata e quali prima di uscire la sera per caricarsi. Della top list delle canzoni ballabili in bagno mentre ci si trucca e di quelle per struggersi quando si è state mollate. Dei tipi di uomini da evitare e di come dribblare per quanto possibile le prese per i fondelli. Tutte quelle consapevolezze che ho raggiunto con gli anni e che forse saperle prima non cambia niente perché ci devi passare con la tua pellaccia ma: eccole qua, fanne un po’ quello che ti pare. Dei cibi che mi piacciono di più e come cucinarli o, più spesso, dove andarli a comprare. Di cosa va di moda adesso, per capire in che periodo è nata e chi ero io. Dei cinque momenti più belli della mia vita e delle cose che amo
    - Però c’è lui: il bambino. C’è la consapevolezza di aver creato insieme una meraviglia. Una persona. Una vita. Un esserino che è un erogatore incessante di sentimenti, che vi ama incondizionatamente, che si appoggia completamente a voi. È un legame che va al di là di tutto, che dà un senso molto più profondo al semplice “stare insieme”. Siete i pilastri sui quali si appoggerà per costruire se stesso. La sensazione di avere tra le mani la sua vita rende il legame e due completo, necessario. Essere felici allora diventa qualcosa in più di un desiderio egoistico, è una sorta di dovere verso di lui. Più felicità ha intorno, più ne assorbe, più sarà allenato a riconoscerla e perseguirla. Credo sia questa la consapevolezza che accompagna la coppia dopo un figlio. Sapere che due più uno non è un’addizione, ma una moltiplicazione. Di amore. Di cose belle.

    ha scritto il 

  • 5

    Quello che nessuno ti dirà mai

    E' vero che ognuna vive la maternità a modo suo, ma sono convinta che la maggioranza delle neo-mamme si rifletterà in molte pagine del libro. Come ben dice l’autrice l'istinto materno non é innato, nessuna mamma é perfetta e nessun libro / saggio / manuale ti spiega come imparare a convivere con ...continua

    E' vero che ognuna vive la maternità a modo suo, ma sono convinta che la maggioranza delle neo-mamme si rifletterà in molte pagine del libro. Come ben dice l’autrice l'istinto materno non é innato, nessuna mamma é perfetta e nessun libro / saggio / manuale ti spiega come imparare a convivere con un nuovo essere nella propria vita...provare per credere!

    ha scritto il 

  • 4

    La maternità da un punto di vista diverso

    il suo blog lo conoscevo ed amavo già da molto tempo, ma il suo libro non lo avevo mai letto. Visto che sono per la condivisione delle esperienze più che per i consigli degli esperti, mi sono buttata sulla sua e su altre storie di esperienza diretta. Al di là del fatto che si tratta di una storia ...continua

    il suo blog lo conoscevo ed amavo già da molto tempo, ma il suo libro non lo avevo mai letto. Visto che sono per la condivisione delle esperienze più che per i consigli degli esperti, mi sono buttata sulla sua e su altre storie di esperienza diretta. Al di là del fatto che si tratta di una storia raccontata in modo davvero divertente, quello che mi ha colpito è altro: non importa come arrivi ad essere madre, ci sono tanti modi per vivere la propria maternità e anche quelli meno convenzionali sono validi. Poi, insomma, tratta anche argomenti spinosi come i baby blues, la fatica, le notti insonni con grande onestà, e questo fa piacere

    ha scritto il 

  • 3

    Una mamma molto imperfetta

    Ma che bello questo romanzo, questo racconto della vita della protagonista dal momento in cui è rimasta incinta, fino ai 18 mesi della figlia. Finalmente anche in Italia esiste qualche donna capace di dire la verità, che, per quanto possa essere l'esperienza più meravigliosa di questo mondo diven ...continua

    Ma che bello questo romanzo, questo racconto della vita della protagonista dal momento in cui è rimasta incinta, fino ai 18 mesi della figlia. Finalmente anche in Italia esiste qualche donna capace di dire la verità, che, per quanto possa essere l'esperienza più meravigliosa di questo mondo diventare mamma non è una passeggiata!!
    Forse la differenza la fa il fatto di avere passioni e interessi nella vita, oppure avere una vita piatta, non avere alcun hobby e aspettare che qualcuno ci riempia le giornate. Perchè se sei una donna che ama la sua indipendenza, i viaggi, le serate con le amiche oltre che con il proprio compagno, le nottate in compagnia di un buon libro nel silenzio assoluto della casa, le mattine invernali passate nel lettone a girarsi e rigirarsi senza nessuna voglia di uscire dal piumone.. bhe, a quel punto non può essere che la gravidanza e il primo anno di vita con un neonato che ti chiede le sue attenzioni 24 ore al giorno, non ti turbino. E' IMPOSSIBILE.
    Ci sarà sempre quell'amore incondizionato, ma allo stesso tempo ci saranno quei momenti in cui rimpiangerai la vita di prima e poi l'alternanza tra la felicità assoluta guardando quel piccolo esserino così perfetto e talvolta la disperazione più totale quando non smette di piangere tutta la notte e non sai dove trovare il pulsante OFF.
    L'autrice è stata molto brava a sottolineare tutti questi aspetti in modo molto ironico e divertente e ho apprezzato che la sua lotta è sempre stata quella di voler essere ANCHE una buona mamma, ma non SOLO una mamma.
    Ogni donna dovrebbe conservare le sue passioni e, pian piano, ritornare a coltivarle, perché una donna felice sarà anche una mamma migliore.

    ha scritto il 

  • 4

    Uno sguardo lucido sulle gioie e i dolori (anche quelli inconfessabili) della maternità. Consigliato alle neo-mamme che si chiedono se quello che provano sia "normale".

    ha scritto il 

  • 5

    Son tutte belle le mamme del mondo...

    Ho messo cinque stelline perché nel suo genere il libro è davvero carino, divertente, frizzante ma anche agrodolce. Consigliato soprattutto a chi ha avuto da poco un bambino e si deve ambientare in un mondo completamente nuovo, che indubbiamente regala tantissima gioia, ma anche stanchezza e camb ...continua

    Ho messo cinque stelline perché nel suo genere il libro è davvero carino, divertente, frizzante ma anche agrodolce. Consigliato soprattutto a chi ha avuto da poco un bambino e si deve ambientare in un mondo completamente nuovo, che indubbiamente regala tantissima gioia, ma anche stanchezza e cambio di vita radicale. Pur non essendomi riuscita ad immedesimare completamente nella prima parte (per me la gravidanza è stata una scelta fortemente voluta), mi è sembrato di uscire a bere un caffè con un’amica che mi fa morir dal ridere ma che mi sa comprendere. La maternità è spesso una gara con se stesse e con le altre mamme, per dimostrare che siamo infaticabili, felicissime e sempre le migliori in tutto e per tutto, senza alcuna fragilità. Ebbene, questo libro ci ricorda che è normale non sentirsi sempre così!
    Per chi durante la lettura si affezionasse a Chiara, consiglio di seguire il suo bellissimo blog!
    Credo sia questa la consapevolezza che accompagna la coppia dopo un figlio. Sapere che due più uno non è un'addizione, ma una moltiplicazione. Di amore. Di cose belle.
    Grazie Eli ♥

    ha scritto il 

  • 4

    Interessante racconto su come la strada verso la maternità non sia segnata e uguale per tutti. forse il punto di arrivo sì, ma non il percorso.
    due note stonate, secondo la mia sensibilità: è vero che sei una ventisettenne, è vero che ti piace la goodlife, ma perchè ogni due pagine un velat ...continua

    Interessante racconto su come la strada verso la maternità non sia segnata e uguale per tutti. forse il punto di arrivo sì, ma non il percorso.
    due note stonate, secondo la mia sensibilità: è vero che sei una ventisettenne, è vero che ti piace la goodlife, ma perchè ogni due pagine un velato elogio dell'alcol? che palle..forse ci si può divertire e si possono amare la vita, le amiche e gli aperitivi senza necessariamente eccedere. lo trovo sempre di pessimo gusto.
    seconda nota stonata: è vero che hai passato un anno difficile (chi è mamma lo sa di sicuro, anche se non lo ammette), ma da freelance con lavoro saltuario e con in pratica un solo stipendio fisso, chi può permettersi una donna per tre ore per tre volte a settimana più eventuale babysitter?

    ha scritto il 

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