Quello che le mamme non dicono

dal Pampero ai Pampers alla ricerca dell'istinto materno

Di

Editore: Rizzoli

4.0
(438)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 238 | Formato: Altri

Isbn-10: 8817037753 | Isbn-13: 9788817037754 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Bambini , Famiglia, Sesso & Relazioni , Umorismo

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Descrizione del libro
Lei ha 27 anni e crede nel mojito, nella carriera, nel suo uomo e nei viaggi improvvisati. La nana ha cinque settimane e abita la sua pancia. Scoprirlo è uno shock, soprattutto se nell’immaginario collettivo “fare la mamma” appare un’attività totalizzante, incompatibile con libertà, sogni, ambizioni e diverse sfaccettature della propria personalità. L'autrice-protagonista decide di affrontare la situazione armandosi di buoni propositi, ma soprattutto di ironia e sarcasmo.
Qui si sostiene che è buono e giusto conservare la parte migliore di sé - quella divertente, folle, avventuriera - anche dopo un figlio. Che l'istinto materno a volte arriva e altre è in ritardo. Ma anche che esistono momenti neri che nessuno racconta, che dopo un mese di neonato ne servirebbero tre di psicoterapia, che ogni tanto è perfettamente normale rimpiangere il “prima”.
Dimenticate la mammina che chiama il figlio “angioletto” anche se non dorme da quindici settimane, quella che considera il parco giochi una botta di vita e quella che decanta le gioie delle vacanze coi nonni. Preparatevi a scoprire la verità, tutta la verità riguardo alla vita col pupo, e anche gli esilaranti retroscena di pappe, giochi e ninne nanne.
Un libro dedicato alle donne che si sentono troppo giovani per fare figli, a quelle che ci pensano ma non hanno idea di cosa le aspetti, a quelle che già ne hanno e certe volte, con tutto l’amore del mondo, vorrebbero fuggire alle Bahamas.
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  • 4

    Ovviamente non su tutto mi sono trovata d'accordo, ma nell'insieme direi che sottoscrivo almeno l'ottanta per cento delle cose che l'autrice racconta. Fa ridere, e aiuta, e affronta certe questioni no ...continua

    Ovviamente non su tutto mi sono trovata d'accordo, ma nell'insieme direi che sottoscrivo almeno l'ottanta per cento delle cose che l'autrice racconta. Fa ridere, e aiuta, e affronta certe questioni normalmente solo bisbigliate con imbarazzo. Consigliato a tutte e tutti: a chi c'è in mezzo e quindi sa, a chi c'è già passato e ricorda, e a chi progetta (o forse no) e non sa cosa lo aspetta.

    ha scritto il 

  • 4

    Lettura spassosa ma molto veritiera

    Divertente, leggero e soprattutto veritiero: finalmente qualcuno che mette nero su bianco tutte le sfaccettature della maternità. Un periodo bellissimo, emozionante ma anche difficile e impegnativo, c ...continua

    Divertente, leggero e soprattutto veritiero: finalmente qualcuno che mette nero su bianco tutte le sfaccettature della maternità. Un periodo bellissimo, emozionante ma anche difficile e impegnativo, che non è solo cuori e baci. In versione tragi-comica, Chiara racconta la sua esperienza di mamma a sorpresa, dalla scoperta delle doppie linee fino all'anno e mezzo della figlia. Lettura carina, spiritosa e piacevole per future mamme, neo mamma, già mamme, ecc...
    Ora la sto seguendo sulla pagina Facebook del suo blog "Ma che davvero?"

    ha scritto il 

  • 4

    L'istinto materno prima o poi viene, si. Anche se a vedere le due linee rosse ti viene da piangere e non solo di felicità. Anche se sarà sempre difficile tenere in piedi la vita da mamma e quella da d ...continua

    L'istinto materno prima o poi viene, si. Anche se a vedere le due linee rosse ti viene da piangere e non solo di felicità. Anche se sarà sempre difficile tenere in piedi la vita da mamma e quella da donna con idee interessi progetti lavorativi. Poi un sorriso sdentato ti scioglie il cuore. Ecco, penso che un libro così dovrebbe diventare obbligatorio in tutti i corsi pre parto

    ha scritto il 

  • 3

    "Al giorno d'oggi sono pochi i tabù che ancora si tengono in piedi. Il lato oscuro della maternità è uno di questi"

    Libro onesto, sincero, divertente. Da tanto seguo il suo blog ma non avevo ancora le ...continua

    "Al giorno d'oggi sono pochi i tabù che ancora si tengono in piedi. Il lato oscuro della maternità è uno di questi"

    Libro onesto, sincero, divertente. Da tanto seguo il suo blog ma non avevo ancora letto il libro.
    Unico appunto: non sopporto proprio quando i bambini vengono denominati "nani".

    ha scritto il 

  • 4

    non rispecchia esattamente la mia esperienza ma mi ci sono ritrovata

    arrivata quasi ai 4 mesi della mia cipollina mi sono ritrovata a chiedermi se fossi una buona madre, specialmente quando mi ritrovo lessa alle 23,00 con lei ancora vispa che non vuole saperne di addor ...continua

    arrivata quasi ai 4 mesi della mia cipollina mi sono ritrovata a chiedermi se fossi una buona madre, specialmente quando mi ritrovo lessa alle 23,00 con lei ancora vispa che non vuole saperne di addormentarsi o ha appena rigurgitato e vacambiatatutta e la metterei volentieri nel cestone della biancheria così com'è.

    in giro si vedono solo queste madri perfette, madri coraggio, portano in giro le loro occhiaie con orgoglio, come ferite di guerra, sono contente che il loro mondo graviti intorno al figlio, mentre a me mancano terribilmente i momenti a due con suo papà... lo ammetto!!! intendiamoci, lei è bella, abbastanza tranquilla rispetto alla media ma è pur sempre un neonato e come tale assorbe circa il 90% delle energie della mamma confinata in casa.

    cercavo un punto di vista diverso, uno che affrontasse la realtà in un modo che non fosse "come sono contenta, stanotte ho dormito ben un'ora filata" e eccolo!

    so già a chi regalare questo libro, anche lei scrive e magari tra blogger non so che rapporti ci siano se di stima/disistima ma credo che si farà una risata, io me ne sono fatta tante e piano piano sto cominciando a diffidare di questi angeli del focolare sotto LSD o che magari poi tra le 4 pareti sbroccano peggio di me o mangiano a quattro palmenti per la frustrazione, io non riesco a tacere i miei problemi e pensare di essere la mosca bianca non è bello!!!

    ha scritto il 

  • 5

    Mamma per davvero!

    Questa non è una recensione: questo è un elogio.
    Non conoscevo il blog di Chiara. Poi sono rimasta incinta e, girovagando nell'etere alla ricerca di sostegno psico-panzesco, ho trovato il suo blog. E ...continua

    Questa non è una recensione: questo è un elogio.
    Non conoscevo il blog di Chiara. Poi sono rimasta incinta e, girovagando nell'etere alla ricerca di sostegno psico-panzesco, ho trovato il suo blog. E poi il suo libro.
    Il fatto è che, pur non rientrando nella sua casistica (io la gravidanza l'ho cercata), mi sono ritrovata tantissimo tra le pagine di questo libro. Perché non importa se cerchi un figlio o non lo cerchi, dal momento in cui decidi di tenerlo significa che in qualche modo sei pronta per farti scombinare la vita. Che tu decida di averlo prima o dopo essere rimasta incinta, sempre una decisione è. Una decisione che, se non si prende a cuore leggero, si prende di sicuro senza aver di fronte la realtà che ti si sta per prospettare davanti.
    E così non è necessario che "ti sia capitato" per aver paura di perdere se stessi durante il viaggio nella gravidanza e soprattutto nella maternità; è invece necessario avere qualcosa da perdere, che siano i mojito o le birrette il lavoro dei propri sogni o la passione che coltiviamo da anni.
    Io in questo libro mi ci sono trovata tutta: dall'imbarazzo di trovarmi assieme ad altre incinte e parlare SOLO di gravidanza, settimane, ecografie, TN, morfologiche, stime dei pesi, lunghezza della cervice, DPP... a mamme che ti sciorinano tutte le marche di vestitini, pannolini, giocattolini, e poi ti parlano di rigurgitini, sbrodolini e via dicendo. Le vicende, le paure, le situazioni buffe, le situazioni un-po'-meno-buffe ma ridiamoci su lo stesso, gli "oddio, la mia vita è finita sotto un cumulo di tutine rigurgitate", tutto quello che Chiara racconta è reale. Di sicuro esisteranno mamme che sono mamme ancora prima di diventarlo, che sanno perfettamente dov'è il loro istinto materno e come utilizzarlo. Io non sono tra queste e mi rincuora ritrovarmi nelle sue parole, contro lo stereotipo della mamma, contro il buonismo imperante, contro tutto quello che danneggia veramente chi è al primo figlio e davvero non si riconosce nella figura prevalente.
    In pratica non c'è stato capitolo che io non abbia apprezzato. Ma più di tutto ho ritenuto fondamentale, tra tutti gli smascheramenti, lo scrivere di Baby Blues. Cose che mi sono ritrovata a piangere su quelle pagine, ma stavolta per la gioia. La gioia di non essere l'unica. Perché è facile cercare informazioni sui siti specializzati dove si scrive "abbassamento di tono, umore variabile, possibile pianto e irritazione". Un po' meno facile è trovare una mamma come te che scrive che a dieci giorni dal parto preparerebbe valigia e valigione e se la svignerebbe fino ai due anni compiuti. Poi passa, certo: sdrammatizzando, ridendoci su. E anche leggendo questo libro.

    ha scritto il 

  • 1

    Interessante nei contenuti, meno nella forma

    Ha il coraggio di parlare della maternità senza "gli occhi a cuore", senza sdolcinatezze e senza ho-amato-mio-figlio-dal-primo sguardo.
    Affronta quindi la maternità in modo molto realistico e rompendo ...continua

    Ha il coraggio di parlare della maternità senza "gli occhi a cuore", senza sdolcinatezze e senza ho-amato-mio-figlio-dal-primo sguardo.
    Affronta quindi la maternità in modo molto realistico e rompendo il tabù buonista oggi imperante.
    A livello di contenuto lo trovo piuttosto buono, vero e necessario per i neo-genitori.
    Ma l'autrice eccede, a mio parere, nel voler fare la simpatica. Nel farcire la scrittura di troppe battute che funzionano solo in parte.
    Purtroppo nello stile non ha la leggerezza e ironia della Kinsella. E' una cosa che deve riuscirti al 100% altrimenti 90% è già troppo poco e crolla tutto.

    ha scritto il 

  • 4

    Dal Pampero al Pampers

    Già il sottotitolo fa capire su che linea si svilupperà il libro. È divertente, scorrevole, soprattutto non banale. Non è la solita storia chick lit su mamme perfette-in carriera-sempre a posto/pettin ...continua

    Già il sottotitolo fa capire su che linea si svilupperà il libro. È divertente, scorrevole, soprattutto non banale. Non è la solita storia chick lit su mamme perfette-in carriera-sempre a posto/pettinate/che alternano aperitivi a giochi al parco con i pupi. Né un manuale sulla gravidanza, noioso o tecnico. È il racconto, a volte ironico, a volte diretto, mai banale, di una donna normalissima su cui “piove” una gravidanza come un fulmine a ciel sereno. E mai, come nel suo caso, la frase “le sconvolge la vita” risulta essere più azzeccata. Così percorriamo, insieme all’autrice, i 9 mesi di gravidanza, ma soprattutto il dopo, quando la “nana” è nata, quando porta con sé quel tornado fatto di notti insonni, urla di cui non si conosce il motivo, una vita relegata tra 4 mura, parenti che dispensano consigli (quasi) mai richiesti (e a volta pure contradditori). Il tutto raccontato con ironia e leggerezza. Bello davvero!
    - […] Ho pensato bene di comprare anche un quaderno. Pensavo di scrivere qualcosa. Per lei. Era un piccolo quaderno rosso a righe, di quelli con la copertina rigida. L’ho aperto e ci ho scritto la prima cosa che mi è venuta in mente, ovvero le tre parole che avevo detto scoprendo il test positivo: “Ma Che Davvero?”. Poi ho iniziato a scrivere. Ho scritto a quella cosetta che era un vermetto nella mia pancia e che ora è mia figlia, e non dicendo cose come “La mamma già ti ama tanto e ti aspetta” ma riflessioni estemporanee e racconti quotidiani di quello che facevo, di come mi sentivo, delle persone che avevo intorno e che presto avrebbe conosciuto anche lei. Di cosa mi mandava in bestia, di cosa facessi prima di scoprire le due lineette sul test, di cosa amo e odio nelle persone. Ma anche. Dei 10 film che dovrà assolutamente vedere entro i 20 anni. Dei telefilm scaricati che le lascerò in eredità, quali vedere quando è annoiata e quali prima di uscire la sera per caricarsi. Della top list delle canzoni ballabili in bagno mentre ci si trucca e di quelle per struggersi quando si è state mollate. Dei tipi di uomini da evitare e di come dribblare per quanto possibile le prese per i fondelli. Tutte quelle consapevolezze che ho raggiunto con gli anni e che forse saperle prima non cambia niente perché ci devi passare con la tua pellaccia ma: eccole qua, fanne un po’ quello che ti pare. Dei cibi che mi piacciono di più e come cucinarli o, più spesso, dove andarli a comprare. Di cosa va di moda adesso, per capire in che periodo è nata e chi ero io. Dei cinque momenti più belli della mia vita e delle cose che amo
    - Però c’è lui: il bambino. C’è la consapevolezza di aver creato insieme una meraviglia. Una persona. Una vita. Un esserino che è un erogatore incessante di sentimenti, che vi ama incondizionatamente, che si appoggia completamente a voi. È un legame che va al di là di tutto, che dà un senso molto più profondo al semplice “stare insieme”. Siete i pilastri sui quali si appoggerà per costruire se stesso. La sensazione di avere tra le mani la sua vita rende il legame e due completo, necessario. Essere felici allora diventa qualcosa in più di un desiderio egoistico, è una sorta di dovere verso di lui. Più felicità ha intorno, più ne assorbe, più sarà allenato a riconoscerla e perseguirla. Credo sia questa la consapevolezza che accompagna la coppia dopo un figlio. Sapere che due più uno non è un’addizione, ma una moltiplicazione. Di amore. Di cose belle.

    ha scritto il 

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