Quello che resta

Un romanzo di Fitzwilliam Darcy, gentiluomo

Di

Editore: TEA

3.8
(372)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 444 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8850220391 | Isbn-13: 9788850220397 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Bruno Amato

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Rosa

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Descrizione del libro
Fitzwilliam Darcy, uno dei più amati eroi romantici della letteratura di tutti i tempi, è sempre stato un enigma persino per i lettori più affezionati di Jane Austen. Ora, con il volume conclusivo della trilogia a lui dedicata, Pamela Aidan ci rivela le più minute e nascoste sfumature del tormentato animo del gentiluomo.
Sconvolto dall’inatteso rifiuto di Elizabeth alla sua proposta di matrimonio, narratoci nel secondo episodio della serie, Darcy non trova pace: i sentimenti che lo legano a lei non si sono mai assopiti e un incontro casuale con Elizabeth, in visita nel Derbyshire, gli offre un’inattesa opportunità. Nel frattempo, l’acerrimo e odiato nemico Wickham torna a farsi vivo e a tormentarlo, minacciando anche la serenità della sua amata… Sempre rispettando mirabilmente le atmosfere e lo stile della Austen, l’autrice ci regala un’occasione imperdibile per tuffarsi in quel mondo Regency che hanno imparato a conoscere, e ad amare, nelle pagine di Orgoglio e pregiudizio.
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  • 2

    Dopo lunghi tentennamenti, ho scelto di leggere questo volume (l'unico) della trilogia "Tutto il tuo Darcy minuto per minuto", perché sospettavo (con ragione) che non sarei riuscita a superare la dose ...continua

    Dopo lunghi tentennamenti, ho scelto di leggere questo volume (l'unico) della trilogia "Tutto il tuo Darcy minuto per minuto", perché sospettavo (con ragione) che non sarei riuscita a superare la dose unitaria. L'oggetto di tutte queste attenzioni, Mr. Fitzwilliam Darcy, l'uomo più sognato dell'intero universo, l'incubo dei fidanzati e dei mariti, non ci guadagna affatto, iniziando la storia nei panni di un bamboccio presuntuoso e concludendola in quelli di un uomo dal carattere eccellente al quale tutti (per prima Elizabeth, ma poi vari amici e persino un'assennatissima Georgiana) si sentono in dovere di fare la lezione; in nessuna delle due versioni ('prima e dopo la cura'), risulta in grado di suscitare nella lettrice la più piccola scintilla di entusiasmo.
    È questo (parlo anche per esperienza personale…) in parte l'inevitabile risultato della minutissima introspezione al quale il nostro eroe viene sottoposto: si perde la misura di quella titanica lotta interiore tra l'orgoglio e l'amore che, con un abilissimo colpo di scena, JA fa emergere nella sua enormità solo a partire dalla famosa confessione a Hunsford; "In vain I have struggled. It will not do. My feelings will not be repressed…", sfida inarrivabile per tutte le dichiarazioni a venire (e per tutti i traduttori). Ma forse la Aidan poteva curare un po' di più questa parte della vicenda, o, almeno, evitare di lanciare il suo Darcy in un goffo tentativo di corteggiamento… e forse qua e là poteva ricordarsi che l'Autrice (quella con la A maiuscola) si era preoccupata di distribuire equamente le colpe tra il 'Pride' dell'uno e il 'Prejudice' dell'altra, e non sentirsi in dovere di punire esclusivamente il protagonista maschile.
    Le parti migliori del romanzo restano a mio avviso le 'inserzioni' di personaggi e intrighi (spie, ribelli, lacché e maliarde), quelle dove il lettore non è costretto a cercar di far combaciare i frammenti di un puzzle che rischia di essere molto poco compatibile con l'immagine che tiene dentro di sé come indelebile modello. Sì, perché dal punto di vista della credibilità storica Pamela Aidan risulta sufficientemente informata e (diversamente dalla Reynolds) non fa pasticci colossali. Il che, di questi tempi, è già dire molto.

    ha scritto il 

  • 4

    Una bella rivisitazione di Orgoglio e Pregiudizio

    Una bella rivisitazione di Orgoglio e Pregiudizio, senza dubbio quest'ultimo libro è il migliore della trilogia.
    Finalmente assistiamo al cambiamento di Mr. Darcy, dopo esser stato rifiutato da Elizab ...continua

    Una bella rivisitazione di Orgoglio e Pregiudizio, senza dubbio quest'ultimo libro è il migliore della trilogia.
    Finalmente assistiamo al cambiamento di Mr. Darcy, dopo esser stato rifiutato da Elizabeth nel Kent, e approfondiamo la conoscenza degli altri personaggi che hanno arricchito la storia raccontata dall'Aidan.
    Qui tutto è descritto minuziosamente e forse a volte l'autrice ha esagerato un pò, infatti il tutto poteva benissimo esser raccolto in due volumi. Comunque vale la pena leggerlo, sicuramente lo consiglio a tutte le fans di Orgoglio e Pregiudizio.

    ha scritto il 

  • 3

    Trilogia finita. Tiriamo le somme!

    Vol.1. - Bello, interessante, rispettoso dell'originale, intrigante. Ma allora Darcy ha un cuore! Non è solo un tronco di pino! Elizabeth Bennet adorabile ( e così B ...continua

    Trilogia finita. Tiriamo le somme!

    Vol.1. - Bello, interessante, rispettoso dell'originale, intrigante. Ma allora Darcy ha un cuore! Non è solo un tronco di pino! Elizabeth Bennet adorabile ( e così Bingley... Jane non pervenuta), Miss Caroline Bingley da prendere a martellate****
    Vol.2. - Non necessario. Ma chissenefrega di cosa ha fatto Darcy ad Oxford mentre cercava di dimenticare Elizabeth... Noioso. **
    Vol. 3. - Il più creativo. Credo che Jane Austen avrebbe arricciato il naso di fronte a certe reinvenzioni della storia. ***

    Nel complesso: molto godibile.

    ha scritto il 

  • 3

    Finalmente ho finito un'altra trilogia!

    Breve premessa. Adoro Orgoglio e Pregiudizio pertanto sono sempre disposta ad acquistare tutto quello che in qualche modo lo riguarda. Fine premessa.
    Come molti sanno Orgoglio e Pregiudizio della Aust ...continua

    Breve premessa. Adoro Orgoglio e Pregiudizio pertanto sono sempre disposta ad acquistare tutto quello che in qualche modo lo riguarda. Fine premessa.
    Come molti sanno Orgoglio e Pregiudizio della Austen è raccontato attraverso il punto di vista di Lizzie Bennet lasciando che i pensieri e i sentimenti di Mr. Darcy rimanessero un mistero per il
    lettore. Dopo anni di lavoro, Pamela Aidan ha deciso di riscrivere interamente questo romanzo dal punto di vista di Mr. Darcy e porvi così rimedio. Ma sarà riuscita ad appassionarmi come lo è stato per l'originale? La mia risposta è Ni.
    Prima di tutto, tre romanzi sono stati decisamente troppi e sinceramente avrei preferito un unico volume come lo è stato quello della Austen. Quello di mezzo può essere tranquillamente evitato perché racconta di una possibile catena di eventi che hanno ben poco di affascinante e intrigante.
    Ricco di descrizioni che seppur belle e di pregio, in alcuni punti hanno reso il romanzo poco scorrevole e noioso (di qualcuna ne avrei fatta volentieri a meno).
    Altra cosa che non mi ha convinto è la figura di Lizzie che compare poco o nulla (solo nell'ultimo volume è decisamente più presente) e un Darcy romantico e perso a sognare la sua Lizzie per tutto il tempo (niente a che vedere con il Darcy della Austen).
    Tra tutti i volumi, l'ultimo è quello più carino ma in generale la trilogia non mi ha fatto fare i salti di gioia anche se l'idea di raccontare la storia di Orgoglio e Pregiudizio attraverso gli occhi di Darcy era interessante. Si poteva fare decisamente di meglio.

    ha scritto il 

  • 3

    The End

    Ultimo capitolo della trilogia. Lo stile dell'autrice è molto piacevole, a volte anche divertente. Il personaggio più gradevole dell'intera trilogia, secondo me, è il valletto: divertentissimo. ...continua

    Ultimo capitolo della trilogia. Lo stile dell'autrice è molto piacevole, a volte anche divertente. Il personaggio più gradevole dell'intera trilogia, secondo me, è il valletto: divertentissimo.

    ha scritto il 

  • 4

    Libro conclusivo della trilogia, andiamo incontro alla sofferenza e al "risveglio" di Mr Darcy che dimostra finalmente la propria forza e passionalità. Avrei approfondito sul finale, troppo frettoloso ...continua

    Libro conclusivo della trilogia, andiamo incontro alla sofferenza e al "risveglio" di Mr Darcy che dimostra finalmente la propria forza e passionalità. Avrei approfondito sul finale, troppo frettoloso, e speso due parole in più sull'amico lord Brougham, ma pazienza.

    ha scritto il 

  • 2

    La solitudine del terzo

    Mentre leggevo (si fa per dire) questo libro sentivo in sottofondo l’eco malinconico di Laura Pausini riadattato per l’occasione: “Darcy se n’è andato e non ritorna più…”. La solitudine l’ha sentita p ...continua

    Mentre leggevo (si fa per dire) questo libro sentivo in sottofondo l’eco malinconico di Laura Pausini riadattato per l’occasione: “Darcy se n’è andato e non ritorna più…”. La solitudine l’ha sentita più che la cantante, la sottoscritta!

    Ma partiamo con calma. Che cosa abbiamo in questo terzo volume della trilogia che la nostra cara Aidan ci ha permesso di deliziare? Darcy1 (sempre lui, il sosia! Dimenticatevi Darcy The Original, che se n’è andato in vacanza e non intende ritornare!), dicevo, Darcy1 sta andando a trovare la cara e dolce zia Lady Catherine de Bourgh con il cugino Richard Fitzwilliam. A questo punto abbiamo solo circa 24 pagine di pura noia fino al momento in cui Darcy1 scopre che Elizabeth è lì, a Rosings!

    Queste sono le uniche pagine piacevoli dell’intero romanzo (così come verso la fine), ovvero quando si fa riferimento agli incontri di Elizabeth con Darcy (forse perché la mia parte malefica mi suggerisce che sono le parti copiate dal romanzo originale!).

    Non vi dico quello che succede dopo il declino di Elizabeth alla proposta di matrimonio di Darcy: e qui ritorna Darcy1, che non fa altro che lamentarsi, essere di malumore, rimbrottare, confessare a Georgiana quello che è successo davvero fra lui ed Elizabeth (!) per circa 150 pagine, che sono sincera, ho bellamente saltato. Ma ecco! All’orizzonte si vede ritornare Elizabeth (che nel frattempo è stata ben ripassata in lavatrice con Mr. Grey ed è ritornata ai suoi bei colori pastello in puro stile regina Elisabetta II) e Darcy1, da Bestia qual era diventato, ritorna solare, felice, allegro, speranzoso e chi ne ha più ne metta!

    Ovviamente poi c’è la corsa per salvare la situazione di Wickham e Lydia, però in questo, come al solito, la Aidan mi stupisce! Infatti quando Darcy1 va a discutere con Wickham1 (anche lui è puramente in versione Aidan) pensavo che facesse fuoco e fiamme, insomma sono tre libri che non fa altro che ripetere quanto detesta Wickham1, che ero portata a credere che quantomeno lo avrebbe trattato con freddezza e con collera e invece succede tutto il contrario! Darcy1 alla presenza di Wickham1 è totalmente calmo e giusto un po’ freddo. O_O Calmo! Calmo! Con il temperamento che si trova Darcy è impensabile che possa comportarsi così! Va bene che non poteva ingaggiare un duello o riempirlo di botte, ma trattarlo così…docilmente! No, non ce lo vedo proprio!

    Tornando al punto: ho letto il romanzo originale e posso tranquillamente e serenamente credere che Darcy dopo la risposta negativa alla sua proposta di matrimonio a Elizabeth sia stato depresso, triste, confuso e arrabbiato…ma mai così! La Aidan ha chiaramente scritto e reinterpretato questo personaggio a suo esclusivo modo di vedere personale, che non approvo. Poco ci manca che Darcy1 sia un dandy, con tutte le paturnie mentali di una donna…cosa che lo rende sgradevolmente effeminato. Lui! Darcy! Rendiamoci conto!

    Ammetto comunque che avevo risposto molte speranze nel primo libro della (sigh) trilogia e che speravo migliorasse e riempisse le lacune del romanzo originale, lasciando però le stesse personalità a ognuno dei personaggi e non intaccando una storia così bella. Cosa purtroppo non accaduta perché il secondo romanzo della Aidan mi ha davvero fatto cascare le braccia! Ho detestato Darcy1! In conclusione, magari il terzo, se non ci fosse stato di mezzo il disgustoso secondo libro, avrebbe avuto qualche chance e stellina in più, ma la Aidan si è davvero bruciata tutta la stima che le avrei potuto concedere!

    Ho letto su goodreads che ha scritto anche un altro libro sull’infanzia di Darcy. Concludendo sono tre le alternative:
    1)questa donna vive una sorta di negazione della propria personalità credendo di essere la Austen;
    2)è ossessionata dal personaggio di Darcy;
    3)crede di scrivere capolavori e fare la nostra felicità poiché amanti della Austen.

    Di sicuro io ho chiuso definitivamente con lei.

    ha scritto il 

  • 3

    Siamo tornati nei binari giusti...ecco l'apoteosi dell'amore fra darcy e lizzie. Sicuramente questo spin off é molto interessante, forse un po' troppo lungo...un libro sarebbe bastato?

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Quello che resta è il capitolo finale della trilogia di Fitzwilliam Darcy, gentiluomo, cominciata con Per orgoglio o per amore e proseguita con Tra dovere e desiderio.
    In quest'ultima parte troviamo u ...continua

    Quello che resta è il capitolo finale della trilogia di Fitzwilliam Darcy, gentiluomo, cominciata con Per orgoglio o per amore e proseguita con Tra dovere e desiderio.
    In quest'ultima parte troviamo un Darcy che nel romanzo originale abbiamo solo potuto immaginare, un uomo distrutto dal fatto di aver ingannato l'amico Bingley e soprattutto sofferente per la mancanza della sua amata Elizabeth.
    La storia comincia con Darcy ed il cugino Fitzwilliam in viaggio verso Rosings Park, ed è un piacere incontrare di nuovo Lady Catherine de Bourgh traboccante di orgoglio e presunzione, la debole figlia Anne -a cui la Aidan riesce a dare un pò più di spazio di quanto non ne avesse nel romanzo originale-, la novella signora Collins, e soprattutto il sempre inopportuno signor Collins.
    Naturalmente la parte migliore della storia è quella in cui Darcy ed Elizabeth finalmente si incontrano e passano del tempo insieme, a Rosings prima e a Pemberley poi, incontri intervallati dalla disastrosa dichiarazione dell'uomo, che vede crollare tutto il suo mondo e le sue convinzioni -nonché il suo orgoglio- quando si trova di fronte ad un rifiuto, che non aveva neppur minimamente contemplato.
    Ciò permette al nostro eroe di maturare e cambiare, di guardare il mondo -e la stessa Elizabeth- con occhi diversi.
    Il suo desiderio di coronare il proprio sogno d'amore -che sa, gli porterà innumerevoli difficoltà a livello sociale e familiare- lo spingono anche a trattare con il nemico di sempre Wickham, per ritrovare il quale la Aidan mette in piedi una storia di spionaggio un pò troppo forzata e inopportuna, a mio parere, che richiama le atmosfere di Tra dovere e desiderio, così come la serata a casa di Lady Sylvanie a cui si reca Darcy. In questo caso, pare proprio inverosimile che l'uomo non si accorga di essere tra dei traditori, e che sia stato invitato lì solo per essere raggirato, come se la scrittrice, ogni volta che si allontana dalla storia originale, debba cadere in un genere letterario diverso e goticheggiante.
    Malgrado questi due episodi, il libro risulta molto gradevole, al livello del primo volume, riuscendo a mostrarci il "dietro le quinte" del romanzo originale.

    http://iltesorodicarta.blogspot.it/

    ha scritto il 

  • 3

    Nonostante tutto, mi è piaciuto.
    Ovviamente ci sono delle parti che non ho gradito. Per esempio: il ricomparire di misteri, indagini, spie del governo ecc. Non poteva finire tutto nel secondo libro?!
    ...continua

    Nonostante tutto, mi è piaciuto.
    Ovviamente ci sono delle parti che non ho gradito. Per esempio: il ricomparire di misteri, indagini, spie del governo ecc. Non poteva finire tutto nel secondo libro?!
    Poi, non so, ma a volte mi capitava di avere la sensazione che mancassero delle scene o che ce ne fossero di più rispetto al libro (questo però potrebbe essere dettato dalla BIBLICA confusione che ho tra Orgoglio e pregiudizio romanzo e film) e alla fine... arriva la fine. Ok, tenera, love-love quanto vuoi, ma io mi aspettavo di più. Mi aspettavo qualcosa DOPO il matrimonio... Ah, vane speranze. E vogliamo parlare del finale APERTO tra Dy e Georgiana? Nu nu nu. Se la Aiden avesse speso il secondo libro per migliorare la trilogia, sarebbe stato sicuramente meglio.

    ha scritto il 

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