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Quello che vuole la tecnologia

By Kevin Kelly

(44)

| eBook | 9788875782276

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Book Description

14 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Per grandi appassionati di nichilismo

    Ogni tanto bisogna infliggersi una lettura per aggiornarsi sulle ultime notizie dal nichilismo e sviluppare qualche anticorpo.
    E più il libro è nichilista più si può dare un voto alto su una scala rovesciata. In questo caso siamo ai vertici di una r ...(continue)

    Ogni tanto bisogna infliggersi una lettura per aggiornarsi sulle ultime notizie dal nichilismo e sviluppare qualche anticorpo.
    E più il libro è nichilista più si può dare un voto alto su una scala rovesciata. In questo caso siamo ai vertici di una riflessione che si è già lasciata alle spalle l'uomo, avendolo abolito senza pensarci.
    La natura è tecnologia originaria che genera inevitabilmente forme sempre più complesse di vita. Le creature, gli esseri viventi, sono complessi incredibilmente vari di tecnologie chimico-biologiche. 
    L'uomo, diciamo "l'homo sapiens", grazie ad una tecnologia (il linguaggio) è una sorta di acceleratore tecnologico nel cuore della natura.
    E ciò che chiamiamo "tecnologia", che Kelly chiama "technium", è una nuova natura, o meglio un'evoluzione della natura. C'è compenetrazione piena tra "technium" e natura. Il technium viene dalla natura e la natura è diretta inevitabilmente al technium.
    Sicuramente un libro pieno d'intelligenza e arguzia ... un eccellente modellizzazione riflessiva e logica della natura intesa come processo o meccanismo.
    Un voto a quattro o cinque stelle ci sta tutto. Quattro o cinque stelle sotto zero. Eccellente nel suo glaciale genere.
    Difficile dire se possano sopravvivere anche minime tracce di pensiero a una così grande profusione d'intelligenza.

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    Anagramma said on Jun 4, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Non riesco a sbilanciarmi e a essere completamente d'accordo con la sua teoria, però i fatti che cita sono fatti.
    E in effetti ti viene da pensare "Perbacco, non ci avevo pensato, però ha ragione".

    In ogni caso, lettura interessante.

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    Malla-kun said on Apr 29, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La tesi di Kelly e' che l'insieme degli oggetti tecnologici creati dall'uomo, che lui chiama technium richiamandosi al concetto di Gaia, sia un ordine vivente - al pari dei mammiferi per capirsi - capace di evolversi e dotato di una qual certa volont ...(continue)

    La tesi di Kelly e' che l'insieme degli oggetti tecnologici creati dall'uomo, che lui chiama technium richiamandosi al concetto di Gaia, sia un ordine vivente - al pari dei mammiferi per capirsi - capace di evolversi e dotato di una qual certa volontà propria.
    Tesi dunque bizzarra e francamente portata avanti in maniera alquanto superficiale. Nella prima parte del libro, che peraltro e' la migliore delle 3, Kelly prova a dimostrare il suo assunto principalmente affastellando dati e citazioni di altri autori, una noiosa sequela di ipse dixit nel vano tentativo di dare qualche base solida alla sua teoria, possibilmente provocatorie e originali. Ma a parte qualche interessante osservazione il tutto si perde in un dolciastro sapore induttivista ingenuamente positivista che sfocia in un determinismo d'antan. La seconda parte e' invece un curioso peana agli Amish che adottano nuove tecnologie solo dopo averle accuratamente testate, il solo metodo che Kelly concepisce per prevenire i disastri tecnologici che pure si rende conto sono sempre possibili. Nella terza parte il Kelly si sbraccia per evidenziare i caratteri tipici di una entità capace di evolversi che secondo lui si ritrovano nel technium, ma l'unico risultato che sortisce e' quello di far notare che tra le altre cose ha mal digerito anche la fisica quantistica

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    Eugenio Angelillo said on Jan 19, 2013 | Add your feedback

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    Le riflessioni sono tante e il fatto che non siano articolate in maniera troppo schematica rende la lettura piacevole e scorrevole. Per quanto riguarda gli Amish, mi dispiace per il capitolo dedicato, ma ho da offrire soltanto risate. Complessivament ...(continue)

    Le riflessioni sono tante e il fatto che non siano articolate in maniera troppo schematica rende la lettura piacevole e scorrevole. Per quanto riguarda gli Amish, mi dispiace per il capitolo dedicato, ma ho da offrire soltanto risate. Complessivamente è comunque un saggio pieno di spunti e di ragionamenti interessantissimi.

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    Pier said on Jan 2, 2013 | Add your feedback

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    Per rispondere alla domanda “Cosa vuole la tecnologia?” Kevin Kelly ricorre alla teoria dei sistemi adattivi complessi per mostrare quanto la tecnologia sia qualcosa di più che un mero insieme di aggeggi tecnologici. Ma già il fatto di porsi questa d ...(continue)

    Per rispondere alla domanda “Cosa vuole la tecnologia?” Kevin Kelly ricorre alla teoria dei sistemi adattivi complessi per mostrare quanto la tecnologia sia qualcosa di più che un mero insieme di aggeggi tecnologici. Ma già il fatto di porsi questa domanda significa prendere posizione perché si parte dall’assunto che la tecnologia, appunto, voglia qualcosa?

    Innanzitutto, guardare alla tecnologia come a un sistema complesso significa stabilire i confini del fenomeno che stiamo indagando. Kelly definisce l’oggetto della sua indagine “technium”, che è dato non soltanto dagli artefatti tecnologici prodotti dall’uomo durante la sua evoluzione ma è piuttosto il risultato di quanto prodotto dalla civiltà umana dal momento in cui il primo ominide si è alzato in posizione eretta.

    Da quel momento il technium ha iniziato a evolvere parallelamente all’aumento delle capacità cognitive dell’uomo. Per alcuni millenni l’evoluzione del technium è proceduta molto lentamente: le invenzioni/scoperte più significative che hanno accompagnato la crescita dell’umanità sono state, in ordine sparso, i primi manufatti di selce, il fuoco, la lavorazione del legno, l’agricoltura, la vita in comunità sedentarie, i primi villaggi. Ovviamente il linguaggio è ciò che ha rappresentato il salto in avanti più grande, così come millenni dopo la scrittura.

    Questo approccio non risulta certo nuovo a chi abbia un po’ di dimestichezza con l’antropologia, con la sociologia e, per rimanere ai media e alla tecnologia, col pensiero mcluhaniano.
    Ciò che ho trovato particolarmente interessante è il parallelismo che Kelly sviluppa fra evoluzione biologica e evoluzione tecnologica. Mettendo da parte l’idea tradizionale di evoluzione che, a partire dal Big Bang, è guidata soltanto dal caos Kelly fa invece riferimento a quella corrente di pensiero che vede una intenzionalità nel processo evolutivo. Questa intenzionalità significa, semplificando, che il più piccolo organismo unicellulare concepibile a un certo punto ha desiderato riprodursi; alla riproduzione segue una sempre maggiore complessità biologica (da una a due cellule, e così via), fino ad arrivare a noi.

    Traslando questo discorso verso la tecnologia, il technium (di cui noi stessi facciamo parte se lo vediamo come un sistema complesso) è evoluto nel corso dei millenni con uno scopo preciso: espandersi, crescere, divenire sempre più complesso. Questa evoluzione all’inizio è stata lenta ma al crescere della complessità è diventata sempre più veloce fino ad arrivare agli ultimi secoli, durante i quali si è registrata un’impennata esponenziale della quantità di innovazioni introdotte nel technium.
    Ogni tecnologia (in senso lato: il sistema giuridico è una tecnologia, il metodo scientifico è una tecnologia, e delle più importanti) ha consentito un avanzamento molto più veloce e ha posto le basi per far sì che altre tecnologie potessero svilupparsi perché un nuovo utensile, una nuova metodologia di lavorazione, un nuovo macchinario creano un contesto fertile per ulteriori innovazioni.

    L’affermazione più forte di Kelly è che certe tecnologie volevano emergere e sarebbero emerse comunque in un dato momento storico proprio perché il risultato di determinato contesto culturale, sociale, produttivo. Alcune tecnologie erano inevitabili.
    Molto interessanti sono gli esempi che l’autore porta per quanto riguarda invenzioni o scoperte che emerse contemporaneamente in luoghi diversi a opera di persone diverse che non lavoravano insieme (ad esempio il telefono o la lampadina) o di quelle che invece sono comparse, scomparse e ricomparse più volte finché non sono diventate sufficientemente mature per trovare la loro giusta collocazione (come esempio recente penso ai tablet che sono comparsi più volte negli ultimi 20-30 anni ma si sono radicati solo recentemente grazie alla maturità tecnologica che hanno raggiunto e, soprattutto, al ventaglio di usi che la Rete consente oggi e che ancora non permetteva soltanto 15 anni fa).

    Il libro di Kelly è molto ricco di suggestioni, accompagnate da dati ed esempi, alcune magari non proprio condivisibili se non viste all’interno di questo panorama (come l’idea che la tecnologia così intesa sia dotata di libero arbitrio). Forse pecca un po’ di determinismo ma è sicuramente una lettura stimolante, soprattutto nelle prime parti perché poi negli ultimi capitoli si perde un po’. Kelly ha comunque il merito di non voler fare il profeta dell’evoluzione tecnologica a tutti i costi; egli stesso spiega che alcune tecnologie non le usa e che per certi aspetti preferisce uno stile di vita più semplice.
    L’adozione o meno di una tecnologia è comunque sempre una scelta; in differenti gruppi sociali, per ragioni storiche, ambientali e quant’altro, possono essere presenti certe tecnologie e non altre, possono affermarsene alcune senza che si siano prima diffuse quelle precedenti (ad esempio in molte zone africane è per presente il cellulare mentre è molto meno facile trovare linee telefoniche fisse).

    da immaginariablog.blogspot.it

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    Ste79 (PhilipDick) said on Dec 8, 2012 | Add your feedback

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    lettura molto interessante, ricca di spunti e riflessioni, da leggere a piccole dosi. Visione inesorabile del ruolo del "technium" sulla società umana. Alcuni personali riflessioni dell'autore possono essere tuttavia confutate. Lettura consigliata pe ...(continue)

    lettura molto interessante, ricca di spunti e riflessioni, da leggere a piccole dosi. Visione inesorabile del ruolo del "technium" sulla società umana. Alcuni personali riflessioni dell'autore possono essere tuttavia confutate. Lettura consigliata per chi ama fantasticare sugli scenari dell'innovazione tecnologica. Il libro poteva essere un po' più condensato, alcuni concetti sono stra-ripetuti e raccontati a volta in modo prolisso.

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    Luca Del Col said on Nov 15, 2012 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (44)
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    • 1 star
  • eBook 392 Pages
  • ISBN-10: 887578227X
  • ISBN-13: 9788875782276
  • Publisher: Codice Edizioni
  • Publish date: 2010-01-01
  • Also available as: Paperback
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