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Quer pasticciaccio brutto de via Merulana

Di

Editore: Aldo Garzanti Editore ( I grandi libri Garzanti ; 16)

4.0
(3106)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 341 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Spagnolo

Isbn-10: A000107927 | Data di pubblicazione:  | Edizione 4

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Altri , Copertina morbida e spillati , CD audio

Genere: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
E' il romanzo più importante di Gadda, con un'avvincente trama di giallo, centrato su un torbido efferato delitto; un capolavoro di sapienza stilistica, di umorismo, di livida satira, di sdegni e di furori ma anche di intensa pietà verso la debilitata ragione degli uomini.
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  • 3

    bhe, vabbè

    Ok. "Gadda è Gadda e non si discute" dice una recensione. Io direi: Gadda è Gadda e che non se ne parli più. E Gifuni è Gifuni. Cioè è bravo e si sa. L'ho visto ed ora sentito ovunque ed è un gran bravo attore. Ovunque.

    ha scritto il 

  • 5

    Non si può esprimere un giudizio su Gadda perchè Gadda è Gadda e non si discute.
    La trama è solo un pretesto per uno straordinario affresco sulle bassezze dell'umanità con uno sguardo a volte greve e a volte ironico, ma sempre attento e spietato. La caratterizzazione dei personaggi, a partire da ...continua

    Non si può esprimere un giudizio su Gadda perchè Gadda è Gadda e non si discute. La trama è solo un pretesto per uno straordinario affresco sulle bassezze dell'umanità con uno sguardo a volte greve e a volte ironico, ma sempre attento e spietato. La caratterizzazione dei personaggi, a partire da Don Ciccio Ingravallo, è spettacolare e il linguaggio..... beh, non mi permetto neppure di azzardare un giudizio, posso solo esprimere il mio parere personale e dire che solo quando leggo siffatta natura letteraria io mi sento veramente appagata. Sono una fervida e appassionata sostenitrice del principio per cui non si può scrivere come si parla, e lo so che così faccio fuori quasi tutta la narrativa contemporanea, ma tant'è...

    ha scritto il 

  • 1

    Confusionario, probabilmente volutamente confusionario, ma questo non rende meno ostica la lettura. Ci sono alcuni punti sinceramente interessanti, tra il detto e il non detto, le supposizioni e questo giallo del quale sembra non esserci fine. Tuttavia in alcuni punti ho faticato davvero a compre ...continua

    Confusionario, probabilmente volutamente confusionario, ma questo non rende meno ostica la lettura. Ci sono alcuni punti sinceramente interessanti, tra il detto e il non detto, le supposizioni e questo giallo del quale sembra non esserci fine. Tuttavia in alcuni punti ho faticato davvero a comprendere il significato di determinati pezzi.

    ha scritto il 

  • 5

    Un linguaggio che resta in testa, una realtà impressa con l'odore dé l'umanità che la compone, spazi e tempi immortalati nello stile del miglior neorealismo cinematografico, ironia e conoscenza, quer Capoccione de Palazzo Chiggi che strilla manco fosse no stracciaro, l'Italia raccontata all'itali ...continua

    Un linguaggio che resta in testa, una realtà impressa con l'odore dé l'umanità che la compone, spazi e tempi immortalati nello stile del miglior neorealismo cinematografico, ironia e conoscenza, quer Capoccione de Palazzo Chiggi che strilla manco fosse no stracciaro, l'Italia raccontata all'italiani, l'italia raccontata dagli italiani, una scrittura che non ricalca la lingua parlata perchè va più in là, va molto più in là, perché si sviluppa lungo le pagine come un pensiero sulla panchina della piazza la domenica pomeriggio, un grande scrittore, un grandissimo scrittore, impossibile da tradurre, impossibile da dimenticare.

    ha scritto il 

  • 2

    Sarà che forse io non ho le basi culturali o perché cerco nei libri altra cosa, ma questo libro è stata una vera delusione. Sia perché mi aspettavo un giallo ma descritto da un autore che giallista non è e che quindi poteva dare la sua impronta; sia perchè questo titolo è sempre sulla bocca di tu ...continua

    Sarà che forse io non ho le basi culturali o perché cerco nei libri altra cosa, ma questo libro è stata una vera delusione. Sia perché mi aspettavo un giallo ma descritto da un autore che giallista non è e che quindi poteva dare la sua impronta; sia perchè questo titolo è sempre sulla bocca di tutti (ma a questo punto mi chiedo quanti lo abbiano letto davvero). Se devo leggere un libro in cui la lingua diventa un metodo di provocazione, intellettualismo, stimolo non è un giallo che mi serve, ma mi aspetto di essere provocata in altri modi narrativi (la poesia ci riesce benissimo, ma anche la narrativa pura). Un giallo ha degli schemi da rispettare, nel bene e nel male, anche senza la soluzione catartica. Per il resto ho trovato noioso, ridondante, compiaciuto lo stile di scrittura e sinceramente non fa per me. Questo il post del mio blog http://amacadieuterpe.wordpress.com/2014/08/24/quer-pasticciaccio-brutto-di-via-merulana-di-carlo-emilio-gadda/

    ha scritto il 

  • 5

    Un grande ingegnere...

    ...e un'opera a più registri: penso che non sia mai stato scritto un thriller più fasullo e pretestuoso di questo; ma lo scopo, di descrivere vita e morte in un paese pieno di problemi, dialetti, incomprensioni e inganni, dove splende la bellezza e incombe la notte su ognuno, è ottenuto in un mod ...continua

    ...e un'opera a più registri: penso che non sia mai stato scritto un thriller più fasullo e pretestuoso di questo; ma lo scopo, di descrivere vita e morte in un paese pieno di problemi, dialetti, incomprensioni e inganni, dove splende la bellezza e incombe la notte su ognuno, è ottenuto in un modo irrangiungibile da chiunque altro.

    ha scritto il 

  • 1

    Ero consapevole delle particolarità del libro e proprio per questo l'ho scelto, eppure non credevo che avrebbero pesato così tanto sul mio ritmo di lettura, sul gradimento e sul giudizio complessivo.
    I primi capitoli sono risultati, pur con le difficoltà imposte dal pluristilismo dell'autore, abb ...continua

    Ero consapevole delle particolarità del libro e proprio per questo l'ho scelto, eppure non credevo che avrebbero pesato così tanto sul mio ritmo di lettura, sul gradimento e sul giudizio complessivo. I primi capitoli sono risultati, pur con le difficoltà imposte dal pluristilismo dell'autore, abbastanza interessanti e gradevoli, ma da circa la metà del romanzo si perdono i legami di causa-effetto e le relazioni fra i personaggi, non si capiscono i ragionamenti del commissario Ingravallo e dei suoi collaboratori, gli interrogatori appaiono lunghi e inconcludenti e, d'improvviso, il condominio merulano viene abbandonato per spostare l'azione lungo i quartieri sordidi in cui fioriscono bordelli clandestini e attività di ricettazione. L'entusiasmo che mi ha portata a sceglierlo è svanito rapidamente, l'impatto con Gadda non è stato positivo. http://athenaenoctua2013.blogspot.it/2014/07/quer-pasticciaccio-brutto-de-via.html

    ha scritto il 

  • 4

    ... e mezza stellina.
    Un romanzo che va letto ma che non credo si debba obbligatoriamente amare. Non che si legga per senso del dovere più che per piacere, beninteso: la lingua di Gadda è bella, stimolante, a suo modo è una raffigurazione dell'unità di Italia, ma, per quanto mi riguarda, alla lun ...continua

    ... e mezza stellina. Un romanzo che va letto ma che non credo si debba obbligatoriamente amare. Non che si legga per senso del dovere più che per piacere, beninteso: la lingua di Gadda è bella, stimolante, a suo modo è una raffigurazione dell'unità di Italia, ma, per quanto mi riguarda, alla lunga stanca. Mi sono divertita, stupita della bellezza e bravura dell'autore, ma mi sono scoperta non veder l'ora di arrivare all'ultima pagina, non per scoprire come il romanzo andasse a finire, dopo tutto il giallo è un pretesto per restituire uno spaccato d'Italia sociale e di carattere, ma perché ero affaticata da tanta abbondanza. Il Barocco, senza la tensione del Borromini, nella sua abbondanza annoia così, per me, Gadda. Sono felice di averlo letto, dubito leggerò qualcos'altro di suo.

    ha scritto il 

  • 0

    Non ce l'ho fatta. Mi ha irritato dall'inizio fino a metà, quando ho deciso di abbandonarlo. La scrittura in romanesco non mi mette in difficoltà, ma immagino un valdostano. Inoltre questa scrittura che definirei d'elite, ma più semplicemente potrei dire ricercata, barocca, virtuosa, sempre con i ...continua

    Non ce l'ho fatta. Mi ha irritato dall'inizio fino a metà, quando ho deciso di abbandonarlo. La scrittura in romanesco non mi mette in difficoltà, ma immagino un valdostano. Inoltre questa scrittura che definirei d'elite, ma più semplicemente potrei dire ricercata, barocca, virtuosa, sempre con il dizionario alla mano, mi indispone. Non faccio parte di nessuna elite e un libro deve essere chiaro e leggibile. Deve raggiungere tutti. A mio umile, ma insindacabile, giudizio. Ogni volta avrei voluto arrivare alla fine, per poter parlare con cognizione di causa, ma il senso di fastidio si faceva sempre più accentuato. L'attenzione che dovevo impiegare per leggere, mi distraeva dal contenuto del libro. Lascio Gadda a chi è più tenace di me. Senza rimpianti.

    ha scritto il 

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