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Quer pasticciaccio brutto de via Merulana

La biblioteca di Repubblica - Novecento, 46

Di

Editore: Gruppo Editoriale l'Espresso

4.0
(3114)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 256 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Spagnolo

Isbn-10: 8481305421 | Isbn-13: 9788481305425 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback , Altri , Copertina morbida e spillati , CD audio

Genere: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Dal più celebre "giallo" della letteratura italiana non verremo mai a sapere chi è il colpevole: come tutti i romanzi di Gadda, infatti, anche il Pasticciaccio è incompiuto, coerentemente con la visione del mondo dell'autore, che concepiva la realtà come un aggrovigliatissimo "garbuglio", tragicamente impossibile da dipanare per giungere a possederne un qualsiasi bandolo. Ma se la verità è negata, non ci si può comunque sottrarre alla ricerca, all'esercizio dell'intelligenza e dell'ironia, all'illusorio ma suggestivo esorcismo della nostra sostanziale incapacità di conoscere.
Intelligenza e ironia non fanno certo difetto al commissario Ciccio Ingravallo, il quale nella fascistissima Roma del 1927 si trova a indagare su un delitto che coinvolge le sue amicizie e anche i suoi segreti affetti. Convinto seguace del dubbio programmatico, nutrito di testi filosofici molto amati, questo singolare poliziotto molisano si muove tra labili indizi e improvvise scoperte che complicano vieppiù, anziché semplificare, il quadro delle ricerche. E lo fa nella consapevolezza dell'inutilità dei suoi sforzi di mettere ordine in un contesto insensato, cui corrisponde drammaticamente l'insensatezza della storia, e del regime sciagurato che gli è toccato in sorte di dover servire.
Pubblicato nel 1957, ma già parzialmente scritto fra il 1946 e il 1947, il romanzo è uno dei capolavori assoluti del nostro secondo Novecento, che si avvale di una lingua ricchissima e composita, ove dialetti centro-meridionali e italiano letterario si fondono in una miracolosa miscela espressiva, e che confermano l'indiscutibile preminenza - finalmente riconosciuta dai più - di Carlo Emilio Gadda nella letteratura europea del XX secolo.
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  • 3

    Un giallo ostico ed affascinante

    Non è nemmeno così sicuro che si possa poi definire un giallo, questo romanzo di Gadda. C'è una storia, un delitto, la ricerca del colpevole, ma il tutto resta irrimediabilmente sullo sfondo.
    Tutto viene travolto da un diluvio di parole, di frasi, di parentesi, di descrizioni, di osservazio ...continua

    Non è nemmeno così sicuro che si possa poi definire un giallo, questo romanzo di Gadda. C'è una storia, un delitto, la ricerca del colpevole, ma il tutto resta irrimediabilmente sullo sfondo.
    Tutto viene travolto da un diluvio di parole, di frasi, di parentesi, di descrizioni, di osservazioni e di considerazioni, senza quasi soluzione di continuità, tanto che non c'è mai tempo di domandarsi chi possa essere stato l'autore dell'omicidio.
    Non si può non restare affascinati dall'uso della lingua, si resta senza fiato per lo stupore (ma anche per la fatica), ci si perde nel flusso continuo di una prosa così travolgente e magnifica da divenire quasi insostenibile.

    ha scritto il 

  • 3

    bhe, vabbè

    Ok. "Gadda è Gadda e non si discute" dice una recensione. Io direi: Gadda è Gadda e che non se ne parli più.
    E Gifuni è Gifuni. Cioè è bravo e si sa. L'ho visto ed ora sentito ovunque ed è un gran bravo attore. Ovunque.

    ha scritto il 

  • 5

    Non si può esprimere un giudizio su Gadda perchè Gadda è Gadda e non si discute.
    La trama è solo un pretesto per uno straordinario affresco sulle bassezze dell'umanità con uno sguardo a volte greve e a volte ironico, ma sempre attento e spietato. La caratterizzazione dei personaggi, a parti ...continua

    Non si può esprimere un giudizio su Gadda perchè Gadda è Gadda e non si discute.
    La trama è solo un pretesto per uno straordinario affresco sulle bassezze dell'umanità con uno sguardo a volte greve e a volte ironico, ma sempre attento e spietato. La caratterizzazione dei personaggi, a partire da Don Ciccio Ingravallo, è spettacolare e il linguaggio..... beh, non mi permetto neppure di azzardare un giudizio, posso solo esprimere il mio parere personale e dire che solo quando leggo siffatta natura letteraria io mi sento veramente appagata. Sono una fervida e appassionata sostenitrice del principio per cui non si può scrivere come si parla, e lo so che così faccio fuori quasi tutta la narrativa contemporanea, ma tant'è...

    ha scritto il 

  • 1

    Confusionario, probabilmente volutamente confusionario, ma questo non rende meno ostica la lettura. Ci sono alcuni punti sinceramente interessanti, tra il detto e il non detto, le supposizioni e questo giallo del quale sembra non esserci fine. Tuttavia in alcuni punti ho faticato davvero a compre ...continua

    Confusionario, probabilmente volutamente confusionario, ma questo non rende meno ostica la lettura. Ci sono alcuni punti sinceramente interessanti, tra il detto e il non detto, le supposizioni e questo giallo del quale sembra non esserci fine. Tuttavia in alcuni punti ho faticato davvero a comprendere il significato di determinati pezzi. Mentre studiavo Gadda mi sono lasciata conquistare da questo autore e, quei pochi pezzi che avevo letto, di questo libro, mi erano parsi avvincenti. Peccato che forse quelli siano stati davvero tra i pochi spezzoni, di questo volume, che ho apprezzato. Mi ha sinceramente delusa.

    ha scritto il 

  • 5

    Un linguaggio che resta in testa, una realtà impressa con l'odore dé l'umanità che la compone, spazi e tempi immortalati nello stile del miglior neorealismo cinematografico, ironia e conoscenza, quer Capoccione de Palazzo Chiggi che strilla manco fosse no stracciaro, l'Italia raccontata all'itali ...continua

    Un linguaggio che resta in testa, una realtà impressa con l'odore dé l'umanità che la compone, spazi e tempi immortalati nello stile del miglior neorealismo cinematografico, ironia e conoscenza, quer Capoccione de Palazzo Chiggi che strilla manco fosse no stracciaro, l'Italia raccontata all'italiani, l'italia raccontata dagli italiani, una scrittura che non ricalca la lingua parlata perchè va più in là, va molto più in là, perché si sviluppa lungo le pagine come un pensiero sulla panchina della piazza la domenica pomeriggio, un grande scrittore, un grandissimo scrittore, impossibile da tradurre, impossibile da dimenticare.

    ha scritto il 

  • 2

    Sarà che forse io non ho le basi culturali o perché cerco nei libri altra cosa, ma questo libro è stata una vera delusione. Sia perché mi aspettavo un giallo ma descritto da un autore che giallista non è e che quindi poteva dare la sua impronta; sia perchè questo titolo è sempre sulla bocca di tu ...continua

    Sarà che forse io non ho le basi culturali o perché cerco nei libri altra cosa, ma questo libro è stata una vera delusione. Sia perché mi aspettavo un giallo ma descritto da un autore che giallista non è e che quindi poteva dare la sua impronta; sia perchè questo titolo è sempre sulla bocca di tutti (ma a questo punto mi chiedo quanti lo abbiano letto davvero). Se devo leggere un libro in cui la lingua diventa un metodo di provocazione, intellettualismo, stimolo non è un giallo che mi serve, ma mi aspetto di essere provocata in altri modi narrativi (la poesia ci riesce benissimo, ma anche la narrativa pura). Un giallo ha degli schemi da rispettare, nel bene e nel male, anche senza la soluzione catartica. Per il resto ho trovato noioso, ridondante, compiaciuto lo stile di scrittura e sinceramente non fa per me. Questo il post del mio blog http://amacadieuterpe.wordpress.com/2014/08/24/quer-pasticciaccio-brutto-di-via-merulana-di-carlo-emilio-gadda/

    ha scritto il 

  • 5

    Un grande ingegnere...

    ...e un'opera a più registri: penso che non sia mai stato scritto un thriller più fasullo e pretestuoso di questo; ma lo scopo, di descrivere vita e morte in un paese pieno di problemi, dialetti, incomprensioni e inganni, dove splende la bellezza e incombe la notte su ognuno, è ottenuto in un mod ...continua

    ...e un'opera a più registri: penso che non sia mai stato scritto un thriller più fasullo e pretestuoso di questo; ma lo scopo, di descrivere vita e morte in un paese pieno di problemi, dialetti, incomprensioni e inganni, dove splende la bellezza e incombe la notte su ognuno, è ottenuto in un modo irrangiungibile da chiunque altro.

    ha scritto il 

  • 1

    Ero consapevole delle particolarità del libro e proprio per questo l'ho scelto, eppure non credevo che avrebbero pesato così tanto sul mio ritmo di lettura, sul gradimento e sul giudizio complessivo.
    I primi capitoli sono risultati, pur con le difficoltà imposte dal pluristilismo dell'autor ...continua

    Ero consapevole delle particolarità del libro e proprio per questo l'ho scelto, eppure non credevo che avrebbero pesato così tanto sul mio ritmo di lettura, sul gradimento e sul giudizio complessivo.
    I primi capitoli sono risultati, pur con le difficoltà imposte dal pluristilismo dell'autore, abbastanza interessanti e gradevoli, ma da circa la metà del romanzo si perdono i legami di causa-effetto e le relazioni fra i personaggi, non si capiscono i ragionamenti del commissario Ingravallo e dei suoi collaboratori, gli interrogatori appaiono lunghi e inconcludenti e, d'improvviso, il condominio merulano viene abbandonato per spostare l'azione lungo i quartieri sordidi in cui fioriscono bordelli clandestini e attività di ricettazione.
    L'entusiasmo che mi ha portata a sceglierlo è svanito rapidamente, l'impatto con Gadda non è stato positivo.
    http://athenaenoctua2013.blogspot.it/2014/07/quer-pasticciaccio-brutto-de-via.html

    ha scritto il 

  • 4

    ... e mezza stellina.
    Un romanzo che va letto ma che non credo si debba obbligatoriamente amare. Non che si legga per senso del dovere più che per piacere, beninteso: la lingua di Gadda è bella, stimolante, a suo modo è una raffigurazione dell'unità di Italia, ma, per quanto mi riguarda, al ...continua

    ... e mezza stellina.
    Un romanzo che va letto ma che non credo si debba obbligatoriamente amare. Non che si legga per senso del dovere più che per piacere, beninteso: la lingua di Gadda è bella, stimolante, a suo modo è una raffigurazione dell'unità di Italia, ma, per quanto mi riguarda, alla lunga stanca. Mi sono divertita, stupita della bellezza e bravura dell'autore, ma mi sono scoperta non veder l'ora di arrivare all'ultima pagina, non per scoprire come il romanzo andasse a finire, dopo tutto il giallo è un pretesto per restituire uno spaccato d'Italia sociale e di carattere, ma perché ero affaticata da tanta abbondanza. Il Barocco, senza la tensione del Borromini, nella sua abbondanza annoia così, per me, Gadda. Sono felice di averlo letto, dubito leggerò qualcos'altro di suo.

    ha scritto il 

  • 0

    Non ce l'ho fatta. Mi ha irritato dall'inizio fino a metà, quando ho deciso di abbandonarlo. La scrittura in romanesco non mi mette in difficoltà, ma immagino un valdostano. Inoltre questa scrittura che definirei d'elite, ma più semplicemente potrei dire ricercata, barocca, virtuosa, sempre con i ...continua

    Non ce l'ho fatta. Mi ha irritato dall'inizio fino a metà, quando ho deciso di abbandonarlo. La scrittura in romanesco non mi mette in difficoltà, ma immagino un valdostano. Inoltre questa scrittura che definirei d'elite, ma più semplicemente potrei dire ricercata, barocca, virtuosa, sempre con il dizionario alla mano, mi indispone. Non faccio parte di nessuna elite e un libro deve essere chiaro e leggibile. Deve raggiungere tutti. A mio umile, ma insindacabile, giudizio. Ogni volta avrei voluto arrivare alla fine, per poter parlare con cognizione di causa, ma il senso di fastidio si faceva sempre più accentuato. L'attenzione che dovevo impiegare per leggere, mi distraeva dal contenuto del libro. Lascio Gadda a chi è più tenace di me. Senza rimpianti.

    ha scritto il 

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