Questa è l'acqua

Di

Editore: Einaudi

4.0
(1295)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 200 | Formato: eBook | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Chi tradizionale , Catalano

Isbn-10: 8858400909 | Isbn-13: 9788858400906 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Scienze Sociali

Ti piace Questa è l'acqua?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
I sei racconti di Questa è l'acqua , scritti tra il 1984 e il 2005, offrono uno sguardo di insieme sulla straordinaria avventura artistica di Wallace, e una summa delle sue tematiche e dei diversi stili con cui le ha affrontate ed esaltate. La depressione, vivisezionata nelle sue spietate dinamiche nel doloroso e commovente Il pianeta Trillafon in relazione alla Cosa Brutta ; la ricerca di una nuova maturità ed equilibrio nel discorso tenuto davanti agli studenti del Kenyon College, che dà il titolo alla raccolta; il sentimento amoroso in tutte le sue possibili declinazioni, tra goffaggine, tenerezza, crudeltà, nelle due novelle Solomon Silverfish e Ordine e fluttuazione a Northampton ; l'adolescenza come stagione della vita in cui ricerca d'identità e perversione finiscono per coesistere, in Altra matematica ; le nuove complessità del mondo globale e il crollo di ogni logica binaria, nel piccolo gioiello Crollo del '69 . A un anno dalla tragica scomparsa, con questo nuovo libro di racconti torniamo ad ascoltare la voce unica e incomparabile di David Foster Wallace. «Alle 2:30 del mattino, a letto, Solomon Silverfish, sassone segreto, celta teorico, aveva due notizie per Ira Schoenweiss, all'altro capo del filo. La prima era che a sentire le vicende di quella notte il culo troppo-stupido-e-ciccione-anche-solo-per-commentare-quanto-fosse-stupido-e-ciccione di Ira Schoenweiss era ancora il culo di Ira Schoenweiss solo perché stava dentro una grossa imbracatura giudiziaria che glielo teneva attaccato al corpo. La seconda era che se Silverfish non sbagliava quello era il terzo e peggiore arresto in due anni per guida in stato di ebbrezza, e che si credeva, che Silverfish era un superman? Che faceva miracoli giudiziari?» David Foster Wallace
Ordina per
  • 3

    Disaffinità elettive

    Secondo tentativo di approccio a Foster-Wallace, seconda volta che l'impressione è quella di un diamante che non riesce a scalfire a pieno la scorza delle mie sensazioni.

    Lui innegabilmente bravo. Io ...continua

    Secondo tentativo di approccio a Foster-Wallace, seconda volta che l'impressione è quella di un diamante che non riesce a scalfire a pieno la scorza delle mie sensazioni.

    Lui innegabilmente bravo. Io forse innegabilmente poco adatto al suo modo di scrivere. Le storie si fanno leggere, a tratti in alcuni episodi mi prendono, però qualcosa stride sempre. Almeno per me, s'intende.
    Descrizioni e approfondimenti che portano a vicoli ciechi, perifrasi che alla lunga mi sembrano più un esercizio di forma che uno strumento funzionale alla narrativa. Tutto questo mischiato a spunti davvero interessanti, a tratti geniali per come vengono effettuate le scelte finalizzate al racconto di certe situazioni e realtà.

    Al netto di questo, forse io e lui siamo poco compatibili.

    ha scritto il 

  • 4

    Avevo paura di leggere Foster Wallace. Ne avevo tanta, di paura.
    Un po' facevo bene, un po' sono stata stupidissima, rischiando di perdere qualcosa di speciale.
    Ci sono parti che non ho proprio capito ...continua

    Avevo paura di leggere Foster Wallace. Ne avevo tanta, di paura.
    Un po' facevo bene, un po' sono stata stupidissima, rischiando di perdere qualcosa di speciale.
    Ci sono parti che non ho proprio capito, ma so di essere limitata io. E poi c'è tutto quello che prima ancora di passare dalla testa mi ha trafitta decisamente più in basso.
    C'è una profondità leggera in tutto questo, c'è un'intelligenza sensibile e struggente che a tratti spiazza, togliendo il fiato. Ho pianto, ho sorriso, ho avuto voglia di abbracciare forte l'autore, ma sopratutto ho avuto voglia di leggerlo ancora.
    Che in fondo è ciò che conta.

    ha scritto il 

  • 0

    David maledetto

    SOLOMON SILVERFISH
    * È mio marito e io e lui siamo uniti da una cosa chiamata amore che, casomai non l’aveste ancora sentita nominare, non è solo un sentimento, è un modo di vivere la vita con una per ...continua

    SOLOMON SILVERFISH
    * È mio marito e io e lui siamo uniti da una cosa chiamata amore che, casomai non l’aveste ancora sentita nominare, non è solo un sentimento, è un modo di vivere la vita con una persona
    ** Vi provocherebbe uno choc fisico scoprire quanto tempo Silverfish riesca a tenere una nota.
    Il post-moderno, David? Questa è solo un storia d’amore. “Solo”? Hai ragione: è una storia d’amore. Un filosofo ossessionato dalla matematica, che ha sperimentato tutto lo sperimentabile del linguaggio e ha investito una fatica immane perché quel linguaggio conciliasse vertici della conoscenza e superficialità pop, ecco: perfino lui non resiste al richiamo della storia d’amore, blues triste, power ballad. Infiltrata in una parodia del milieu letterario ebraico americano con due trovate da standing ovation: una bugia mai pronunciata a cui tutti hanno finito per credere e la forza dell’amore che si veste di pudore e ha tanta ritrosia a mostrarsi che è disposto a rischiare che il bello venga preso per sordido. Scusa David. Hai ragione. Non è “solo una storia d’amore”. È una storia d’amore.

    ALTRA MATEMATICA
    (Gioca, gioca col linguaggio, David, ma ci caschi. Amore, amore.)

    IL PIANETA TRILLAFON IN RELAZIONE ALLA COSA BRUTTA
    Fatto sta che secondo me quell’anno se ne sono accorti tutti che ero un soldatino pieno di problemi, me compreso.
    Niente da segnalare. Questa storia avrà un’illustre discendente: “La persona depressa”. Quanto ti sta a cuore la materia, David?

    CROLLO DEL ‘69
    Signora matematica. Concetti perfino semplici, posso dirlo? ovvi. Ma non troppo, visto che non ci pensiamo mai e arriviamo inesorabilmente a conclusioni errate. Il contrario di: una cosa giusta non è: una cosa sbagliata ma: un’infinità di possibili cose sbagliate.

    ORDINE E FLUTTUAZIONE A NORTHAMPTON
    Altro fatto: certe persone, specie le madri, col tempo finiscono per assomigliare sempre più alle loro automobili.
    Gli “ultimi giapponesi” che non si sono rassegnati al fallimento del sogno freak. Regolarmente, ciclicamente spuntano fuori sottoculture, controculture, alternative. Che c’è dietro? Ideali? Amore libero? Qui, David, ci ridi sopra e riveli l’archetipica lotta tra furbastri e sfigati, banale replica del mondo “ufficiale” “mainstream” o come cavolo lo chiamano, solo che la mascherano con gonnelloni e macrobiotica. È alternativo il tizio che indossa i sandali tutto l’anno? (Fingiamo per pudore di ignorare quella stagione in cui li porta coi calzini.) Nessun messaggio di peace and love: semplicemente ha unghie dei piedi laide che non vogliono stare nelle scarpe. E quei bei discorsi sull’amore e sull’armonia cosmica cavalli di battaglia dei post-freak? Qui, David, uno dei tuoi colpi di genio: mentre la storia asintoticamente si avvicina al suo (ridicolo) climax ci informi che nel mondo avvengono cose, fatti, storie, alcune belle alcune tristi, quasi tutte trascurabili. A demolire il sogno americano son buoni tutti (lo hai fatto anche tu, ma in modo opportuno: senza dichiarare che stavi demolendo il sogno americano) ma pochi si ricordano di aggiungere che pure l’antisogno americano non è poi quel granché.

    QUESTA È L’ACQUA
    * Ecco un’altra cosa vera. Nelle trincee quotidiane della vita da adulti l’ateismo non esiste. Non venerare è impossibile. Tutti venerano qualcosa. L’unica scelta che abbiamo è che cosa venerare. E un motivo importantissimo per scegliere di venerare un certo dio o una cosa di tipo spirituale è che qualunque altra cosa veneriate vi mangerà vivi.
    ** Il genere di libertà davvero importante richiede attenzione, consapevolezza, disciplina, impegno e la capacità di tenere davvero agli altri e di sacrificarsi costantemente per loro, in una miriade di piccoli modi che non hanno niente a che vedere col sesso, ogni santo giorno. Questa è la vera libertà. Questo è imparare a pensare. L’alternativa è l’inconsapevolezza, la modalità predefinita, la corsa sfrenata al successo: essere continuamente divorati dalla sensazione di aver avuto e perso qualcosa di infinito.
    David David Da, David maledetto. Qui dici belle cose, e le dici al pubblico più forte e più vulnerabile che hai trovato: studenti di lettere alla festa di laurea. Pronti a spaccare mondi e culi ma anche a farsi ridimensionare a tempo quasi zero il loro entusiasmo nel passaggio mai non traumatico dall’eden della scuola alla giungla del lavoro. Qui dici belle cose, insegni a questi con toga e tocco che, alt, prima di tutto: vivere. E vivere bene. L’unica plausibile alternativa al suicidio (non soddisfatto ripeti il concetto una seconda volta). Tu sapevi, David. Tu sapevi e ammetti che sai, e nemmeno per un secondo mi viene il sospetto che tu stia mentendo o cercando di ingannare quegli entusiasti. Tu sapevi, David. Che cosa hai sentito quando è stato il crack, sapendo che sapevi? Che cosa hai sentito quando hai ribaltato l’alternativa? David David Da, David maledetto. Ma perché non l’hai, perché non l’hai detto?

    ---

    Lui non ha incanalato le sue doti entro schemi più angusti. Voleva reggere l’urto della vasta, farneticante, ingovernabile onda della cultura contemporanea.
    Ora lo conosciamo come uno scrittore coraggioso in lotta contro la forza che voleva indurlo a rinunciare a se stesso. A distanza di anni sentiremo ancora il gelo che ha accompagnato la notizia della sua morte. Uno dei suoi racconti recenti si conclude con la perentorietà di questa mezza frase:
    Non una parola i più.
    Ma c’è sempre una parola in più. C’è sempre un lettore di più a rigenerare quelle parole. Le parole non smetteranno di pervenirci. Giovinezza e perdita. Questa è la voce di David, americana.

    Don DeLillo, 23 ottobre 2008

    ha scritto il 

  • 4

    Racconti che testimoniano il genio e la sregolatezza dell'autore; una scrittura non facile, uno stile personalissimo e comunque racconti che fanno pensare. Tra tutti "Solomon Silverfish", forte testim ...continua

    Racconti che testimoniano il genio e la sregolatezza dell'autore; una scrittura non facile, uno stile personalissimo e comunque racconti che fanno pensare. Tra tutti "Solomon Silverfish", forte testimonianza di un amore sopra ogni cosa, e "Questa è l'acqua" toccante e profondo discorso tenuto a dei laureati, da leggere e rileggere.

    ha scritto il 

  • 5

    David Foster Wallace: splendido, geniale....NECESSARIO. Credo sia imprescindibile leggere DFW, imprescindibile esimesi dal confronto con questo Autore.
    In particolare ho apprezzato:
    -Solomon Silverfis ...continua

    David Foster Wallace: splendido, geniale....NECESSARIO. Credo sia imprescindibile leggere DFW, imprescindibile esimesi dal confronto con questo Autore.
    In particolare ho apprezzato:
    -Solomon Silverfish
    -Il pianeta Trillafon in relazione alla Cosa Brutta
    -Ordine e fluttuazione a Northampton
    -Questa è l'acqua

    ha scritto il 

  • 3

    Questa è il mio primo approccio con gli scritti di Wollace e devo dire di non esserne stato deluso. Sicuramente questo libro sprona a leggere altro di questo autore innovativo nel suo genere e nel mod ...continua

    Questa è il mio primo approccio con gli scritti di Wollace e devo dire di non esserne stato deluso. Sicuramente questo libro sprona a leggere altro di questo autore innovativo nel suo genere e nel modo di pensare. Di seguito riporto il mio parere sui singoli racconti della raccolta e sul discorso fatto ai laureandi dell'anno accademico 2005.

    Solomon Silverfisch: **** Inizialmente è stato un po ostico, dopo aver capito per sommi capo la storia e l'impostazione data dall'autore verso meta lettura ho riletto il racconto da capo apprezzandone l'amore che manifesta. Unica pecca la parte di racconto finale resa dall'afroamericano che ho trovato fastidiosa come imposta letteralmente.

    Altra matematica: ** Racconto breve strano e spiazzante di cui non credo aver colto a pieno il significato.

    Il pianeta Trilafon in relazione alla Cosa Brutta: ***** Il migliore della raccolta. Parla in prima persona dell'esperienza di un ragazzo che soffre di depressione e lo fa in maniera davvero superba.

    Crollo del '69: ** Questo racconto dalla struttura narrativa particolare e dall'idea di base intrigante non mi ha entusiasmato particolarmente, non riuscendo a comprendere appieno il significato del testo.

    Ordine e fluttuazione a Northampton: **** Quando si dice che l'amore offusca il cervello... questo racconto ne è un esempio lampante, magistrale nella trama e nello stile con un pizzico di comicità nell'insieme.

    Questa è l'acqua: *** E' la trasposizione letteraria del discorso che Wollace fa ai laureandi del Kenyon College del 2005. Sicuramente un discorso molto intellettuale che apre la mente su quanto si sia liberi e di come le nostre restrizioni di pensiero incidono nella vita quotidiana di ogni giorno. L'amarezza sta nell'appurare come alla fine Wollace cede suicidandosi, "morendo ancor prima di aver premuto il grilletto", anche se purtroppo questo è da recriminale ai disturbi depressivi di cui era affetto.

    ha scritto il 

  • 2

    Note:道理人人會說;信仰是一種選擇。

    1.人生都是第一人稱。
    2.思想是個優秀的僕人,卻是個糟糕的主人。
    3.水=生活=日常=絮絮叨叨=庸庸碌碌。差別只在如何定義這些瑣碎。
    4.演講稿。厚度應該更薄才對,排版充滿虛胖感。(笑)

    ha scritto il 

Ordina per