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Questa è l'acqua

Di

Editore: Einaudi

4.1
(1141)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 200 | Formato: eBook | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Chi tradizionale , Catalano

Isbn-10: 8858400909 | Isbn-13: 9788858400906 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Social Science

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Descrizione del libro
I sei racconti di Questa è l'acqua , scritti tra il 1984 e il 2005, offrono uno sguardo di insieme sulla straordinaria avventura artistica di Wallace, e una summa delle sue tematiche e dei diversi stili con cui le ha affrontate ed esaltate. La depressione, vivisezionata nelle sue spietate dinamiche nel doloroso e commovente Il pianeta Trillafon in relazione alla Cosa Brutta ; la ricerca di una nuova maturità ed equilibrio nel discorso tenuto davanti agli studenti del Kenyon College, che dà il titolo alla raccolta; il sentimento amoroso in tutte le sue possibili declinazioni, tra goffaggine, tenerezza, crudeltà, nelle due novelle Solomon Silverfish e Ordine e fluttuazione a Northampton ; l'adolescenza come stagione della vita in cui ricerca d'identità e perversione finiscono per coesistere, in Altra matematica ; le nuove complessità del mondo globale e il crollo di ogni logica binaria, nel piccolo gioiello Crollo del '69 . A un anno dalla tragica scomparsa, con questo nuovo libro di racconti torniamo ad ascoltare la voce unica e incomparabile di David Foster Wallace. «Alle 2:30 del mattino, a letto, Solomon Silverfish, sassone segreto, celta teorico, aveva due notizie per Ira Schoenweiss, all'altro capo del filo. La prima era che a sentire le vicende di quella notte il culo troppo-stupido-e-ciccione-anche-solo-per-commentare-quanto-fosse-stupido-e-ciccione di Ira Schoenweiss era ancora il culo di Ira Schoenweiss solo perché stava dentro una grossa imbracatura giudiziaria che glielo teneva attaccato al corpo. La seconda era che se Silverfish non sbagliava quello era il terzo e peggiore arresto in due anni per guida in stato di ebbrezza, e che si credeva, che Silverfish era un superman? Che faceva miracoli giudiziari?» David Foster Wallace
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  • 3

    Solomon Silverfish: ****
    Altra Matematica: **
    Il pianeta Trillafon in relazione alla Cosa Brutta: ***
    Crollo del '69: ***
    Ordine e fluttuazione a Northampton: ****
    Questa è l'acqua: ****

    Con l’illogic ...continua

    Solomon Silverfish: ****
    Altra Matematica: **
    Il pianeta Trillafon in relazione alla Cosa Brutta: ***
    Crollo del '69: ***
    Ordine e fluttuazione a Northampton: ****
    Questa è l'acqua: ****

    Con l’illogicità che caratterizza tutti gli omuncoloidi emotivi autonomi ma inumati, l’amore smodato di Dingle è posseduto dal desiderio di raggiungere quello stesso oggetto di amore la cui fondamentale irraggiungibilità è pane, pena e anima di quell’amore. È per natura insoddisfatto; e tale insoddisfazione, che attraversa l’orbita ermeneutica dell’illogicità amorosa, è la sua vita e la sua missione.

    ha scritto il 

  • 4

    Questa è l’acqua è la prima pubblicazione postuma di David Foster Wallace dopo la sua tragica scomparsa nel 2008. Sulla scorta delle sue raccolte di racconti come Considera l’aragosta, Oblio ma soprat ...continua

    Questa è l’acqua è la prima pubblicazione postuma di David Foster Wallace dopo la sua tragica scomparsa nel 2008. Sulla scorta delle sue raccolte di racconti come Considera l’aragosta, Oblio ma soprattutto Brevi interviste con uomini schifosi, con la quale questa condivide un certo spirito per le sensazioni dei personaggi, una sopraffazione come se esistesse un qualche disegno messo a punto per ognuno di essi, con l’intento beffardo di renderli drammaticamente veri. Sono sei racconti eterogenei.
    Si comincia col grottesco Solomon Silverfish, avvocato alle prese con un rapporto travagliato e confuso con la moglie malata terminale, nel quale la compassione e l’empatia per una situazione dolorosa diventa una convivenza conflittuale e a tratti persino comica non solo con la moglie ma con Solomon stesso.
    Il paradossale Altra matematica racconta di un nipote innamorato del nonno e di un tizio innamorato di un cadavere in quella che ha tutta l’aria di essere una lunga equazione algebrica senza possibili soluzioni.
    C’è Crollo del ’69, una digressione spassosa su Karrier, personaggio che riesce sempre a predire il contrario di ciò che si avvera; c’è Ordine e fluttuazione a Northampton nel quale Wallace narra in un’anarchica sequenza di vicende ed emozioni il triangolo disturbato e quasi bucolico fra il protagonista Barry Dingle, Myrnaloy Trask e Don Megala, attraverso il quale indaga in maniera quasi filosofica gli ingranaggi emozionali di un giovane fra, appunto, il suo ordine mentale e la sua fluttuazione romantica. Questa ambivalenza fra ragione e sentimento (in questo Dingle somiglia tantissimo a Wallace) viene riassunta in poche semplici righe: «un romanticismo classico, quasi classicamente statico, quale fondamento, elemento primario, requisito indispensabile dell’esperienza stessa di essere B. Dingle».
    Il brano per il quale è conosciuta questa raccolta, e il fatto che ne dia il titolo è solo una delle tante conferme, è appunto Questa è l’acqua, la trascrizione del discorso per il conferimento delle lauree pronunciato dallo scrittore agli studenti del Kenyon College nel maggio del 2005. Come da lui stesso affermato, questa “roba” non è «divertente, leggera o altamente ispirata come forse dovrebbe essere […, ma] è la verità sfrondata da un mucchio di cazzate retoriche». Il siparietto dei pesci, oggi ricordato ed utilizzato da più parti, è solamente un pretesto contestuale per introdurre ed approfondire un discorso ben più ampio. Wallace raccomanda, quasi da fratello maggiore come se il discorso fosse rivolto anche a sé stesso, che la vita è difficile e specialmente scegliere di viverla in modo consapevole. La realtà è estremamente complessa ed articolata e operare tutte quelle piccole scelte quotidiane è un lavoro culturale enorme che richiede grande sacrificio fisico e mentale: «Imparare a pensare di fatto significa imparare a esercitare un controllo su come e cosa pensare. Significa avere quel minimo di consapevolezza che permette di scegliere a cosa prestare attenzione e di scegliere come attribuire un significato all’esperienza». La cultura come il lavoro di una vita, dove i titoli di studio nulla possono, ma può la persona.
    Aldilà di questo assai significativo brano, l’apice della raccolta dal mio punto di vista si raggiunge con Il pianeta Trillafon in relazione alla Cosa Brutta (curiosamente il primo testo mai pubblicato da Wallace) e questo mi provoca un certo sconforto se si pensa che il tema centrale del racconto è la depressione, narrata per di più in prima persona – e chi conosce la storia e l’epilogo del David uomo non può che rimanerne turbato, ma d’altronde questo tema sarà ricorrente in tutta la produzione futura. Qui si guarda alla malattia come ad un pianeta a galassie di distanza, come ad un compagno di viaggio triste e crudo, che non ti permette divagazioni sul tema nemmeno quando, davanti ad una ragazza carina che sfodera «un grosso sorriso di una bellezza mortale» e che ti chiede il perché di quella cicatrice, tu non puoi fare altro che ammettere: «avevo una fastidiosa etichetta sulla guancia».

    ha scritto il 

  • 4

    sarà il riflesso presente nel primo racconto della personale esperienza vissuta, ma il personaggio di solomon silverfish è così intenso da coprire e sotterrare tutti gli altri personaggi, pure validi, ...continua

    sarà il riflesso presente nel primo racconto della personale esperienza vissuta, ma il personaggio di solomon silverfish è così intenso da coprire e sotterrare tutti gli altri personaggi, pure validi, di tutti gli altri racconti.
    Con la sua straordinaria capacità di plasmare i personaggi, DFW dà voce alle angosce e ai desideri irrisolti che trasudano tra le pagine del libro. Qui tutte le parole, anche quelle sussurrate, sembrano gridate dalla bocca dei protagonisti senza riuscire ad urlare. Soffocate, anche quando strepitate
    E se proprio non volete sorbirvi i racconti, abbiate almeno la bontà e la pazienza di leggervi il manifesto delle ultime pagine: quanto avrei volute sentire quelle parole rivolte a me; le girero' a chi mi sta vicino.

    "È mio marito e io e lui siamo uniti da una cosa chiamata amore che, casomai non l’aveste ancora sentita nominare, non è solo un sentimento, è un modo di vivere la vita con una persona, e la vostra Sophie malata è fatta di questo amore, di questa vita e di questo Silverfish, e la mia vita è la sua e tutt’e due siamo quello che siamo grazie all’altro"

    ha scritto il 

  • 3

    Con questa raccolta leggo D.F. Wallace per la seconda volta, dopo “Una cosa divertente che non farò mai più”. Stavolta alla fine della lettura ho avuto dei sentimenti contrastanti: da una parte, ho nu ...continua

    Con questa raccolta leggo D.F. Wallace per la seconda volta, dopo “Una cosa divertente che non farò mai più”. Stavolta alla fine della lettura ho avuto dei sentimenti contrastanti: da una parte, ho nutrito un'enorme ammirazione per l'abilità linguistica di Wallace, capace di creare mille nuovi sottolinguaggi, gerghi, trovate umoristiche mai banali; dall'altra, ho avuto la sgradevole sensazione di essere rimasta “a bocca asciutta” dal punto di vista narrativo. Forse è una mia mancanza, ma l'incompiutezza dei racconti qui presenti mi ha lasciato un fastidio, un'insoddisfazione che non riesco a placare. Capisco bene che questo tratto è parte dell'abilità stilistica dell'autore e non certo una questione di incapacità o pigrizia (tutt'altro: è un'incompiutezza matura e volontaria), eppure non sarei sincera se dicessi che non mi ha innervosito. C'è sempre un inizio scoppiettante, uno svolgimento accattivante e poi, sul più bello (maledettoWallace! Non si fa!) finisce tutto (eh sì, è la stessa delusione che si prova talvolta in circostanze più intime, ma qui andremmo decisamente fuori tema e inoltre è un discorso col quale soltanto le femminucce solidalizzerebbero). Ma va anche detto che certe intuizioni, descrizioni o personaggi sono straordinari: vale per la satira spietata della cultura ebraico-americana, e per il modo geniale di affrontare l'argomento depressione, fino al paradosso del racconto in cui il protagonista è stimato e prezioso per le sue previsioni finanziarie “al contrario” (afferma sempre che accadrà l'esatto opposto di ciò che poi nei fatti accadrà). Il testo che chiude la raccolta e che le dà il titolo, invece, non è un racconto ma la trascrizione di un discorso pronunciato davanti a dei neolaureati nel 2005, ed è assolutamente straordinario e commovente (giuro che non avrei mai immaginato di utilizzare questo aggettivo per Wallace): nella sua apparente semplicità nasconde una così profonda lucidità e saggezza che andrebbe davvero letto a ogni singolo laureato che si appresti ad uscire da un'università (non solo americana).
    In conclusione, posso dire che ci sono degli amori immediati, viscerali e totali, ma questo tra me lettrice e Wallace autore non lo è, e credo che sempre sarà un sentimento contrastato, fluido e pieno di interrogativi: quel che so per certo è che non ho intenzione di lasciarlo presto.

    ha scritto il 

  • 0

    Ma DFW avrà letto Calvino?

    Il mio primo di DFW, ancora in lettura, ma al momento "150 stelle in fila indiana..."
    per : Ordine e fluttuazione a Northampton (esilarante ed empatico), Il pianeta Trillafon in relazione alla Cosa Br ...continua

    Il mio primo di DFW, ancora in lettura, ma al momento "150 stelle in fila indiana..."
    per : Ordine e fluttuazione a Northampton (esilarante ed empatico), Il pianeta Trillafon in relazione alla Cosa Brutta (forse lo scritto più semplicemente illuminante sulla depressione) e Questa è l'acqua.
    Altra matematica è originale, mentre Il crollo del '69 mi ha visto lettrice distratta, forse la globalità mi deconcentra.
    Mi manca il primo racconto, ma direi che sono già ampiamente 5 stelle.
    ***
    "La cultura contemporanea ha imbrigliato queste forze in modo da produrre una ricchezza straordinaria e comodità e libertà personale. La libertà di essere tutti dei signori di minuscoli regni grandi come il nostro cranio, soli al centro del creato. Questo tipo di libertà ha molti lati positivi. Ma naturalmente vi sono molti altri tipi di libertà, e del tipo che è il più prezioso di tutti, voi non sentirete proprio parlare nel grande mondo esterno del volere, dell’ottenere e del mostrarsi. La libertà del tipo più importante richiede attenzione e consapevolezza e disciplina, e di essere veramente capaci di interessarsi ad altre persone e a sacrificarsi per loro più e più volte ogni giorno in una miriade di modi insignificanti e poco attraenti.
    Questa è la vera libertà. Questo è essere istruiti e capire come si pensa. L’alternativa è l’incoscienza, la configurazione di base, la corsa al successo, il senso costante e lancinante di aver avuto, e perso, qualcosa di infinito."

    Così Calvino, concludendo Le città invisibili:
    " L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e approfondimento continui: cercare e sapere riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio".

    ha scritto il 

  • 4

    Il mio primo approccio a David Foster Wallace. E devo dire che è stato positivo.

    Ho apprezzato in particolare "Solomon Silverfish", "Il pianeta Trillafon" e il discorso che dà il titolo alla raccolta. ...continua

    Il mio primo approccio a David Foster Wallace. E devo dire che è stato positivo.

    Ho apprezzato in particolare "Solomon Silverfish", "Il pianeta Trillafon" e il discorso che dà il titolo alla raccolta..
    Gli altri testi, forse anche a causa dello stile troppo sperimentale, li ho trovati un po' "faticosi" da seguire e non hanno lasciato il segno come questi tre..

    In ogni caso, leggerò sicuramente altro di questo autore. Mi ha dato da riflettere.

    ha scritto il 

  • 4

    La Verità con la V maiuscola riguarda la vita prima della morte. Riguarda il fatto di toccare i trenta, magari i cinquanta, senza il desiderio di spararsi un colpo in testa. Riguarda il valore vero de ...continua

    La Verità con la V maiuscola riguarda la vita prima della morte. Riguarda il fatto di toccare i trenta, magari i cinquanta, senza il desiderio di spararsi un colpo in testa. Riguarda il valore vero della vera cultura, dove voti e titoli di studio non c'entrano, c'entra solo la consapevolezza pura e semplice: la consapevolezza di ciò che è così reale ed essenziale, così nascosto in bella vista sotto gli occhi di tutti da costringerci a ricordare di continuo a noi stessi: "questa è l'acqua".

    ha scritto il 

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