Alla scoperta di un'Italia tenera e selvaggia, spesso di irresistibile comicità, in un viaggio che unisce lo stupore e la precisione di un appassionato reportage all'incanto di un grande romanzo. Il romanzo del calcio italiano.
Si può insultare un poliziotto mentre tieni buona la mamma al telef Continue
Alla scoperta di un'Italia tenera e selvaggia, spesso di irresistibile comicità, in un viaggio che unisce lo stupore e la precisione di un appassionato reportage all'incanto di un grande romanzo. Il romanzo del calcio italiano.
Si può insultare un poliziotto mentre tieni buona la mamma al telefonino? Sì che si può! Si può cantare "bruciare il meridione" quando hai la morosa napoletana? Come no! Si può gioire di più, patire di più per una partita di calcio che non per un matrimonio o una sciagura? Niente di più facile!
Stufo di vergognarsi del suo tifo sfrenato sugli spalti del Bentegodi, Verona, Tim Parks, anglo-veronese di lunga data, si butta nella mischia e segue l'Hellas andata e ritorno, in casa e in trasferta, nel bene e nel male, per tutte le gioie e le angosce di una lunghissima stagione. In un anno in cui in Italia accade di tutto e in cui, come al solito, i tifosi del Verona sono accusati di razzismi e di volgarità di ogni genere.
Da Udine a Reggio Calabria, da Bari a Torino, da San Siro all'Olimpico, eccoci in viaggio con le famigerate brigate gialloblù. Sorpresa: perchè mai, viste da vicino, appaiono così simpatiche, e armate solo d'ironia?
Abbinando un ritmo narrativo incalzante ad aneddoti spassosi, questo libro vuole offrire una riflessione sul vasto spazio mentale che in Italia, ma anche altrove, è stato invaso dal dio calcio. Un dio che pretende una fede, naturalmente.
La sola fede che può unificare davvero l'Italia: nazione imperfetta, amalgama incompleto di staterelli nemici, con i cori e le canzoni dei tifosi che fanno rivivere ostilità antiche.
Viva allora questa pazza fede del calcio, dove la bellezza del gioco incanta le folle contrapposte e il tutto finisce, senza poi troppi danni, già la domenica sera.
Così il lunedì si riesce (quasi sempre) a parlare con il resto degli italiani: quelli che tifano per un'altra squadra.