Questo bacio vada al mondo intero

Di

Editore: Rizzoli (La scala)

4.2
(876)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 451 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Catalano , Portoghese , Francese , Coreano , Chi tradizionale , Greco , Ungherese

Isbn-10: 8817040746 | Isbn-13: 9788817040747 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Marinella Magrì

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
New York, agosto 1974. La città si ferma, come incantata, e guarda in alto: un funambolo sta attraversando il vuoto tra le Torri Gemelle, in equilibrio su un cavo d’acciaio, a centodieci piani d’altezza. Intorno all’enigmatica figura di Philippe Petit, eroica e insieme così fragile, McCann costruisce un romanzo fatto di storie e voci intrecciate, un’epopea corale di straordinaria universalità: il ritratto autentico e coinvolgente di un’America in bilico tra potenza e rovina, fatta di immigrati e prostitute, preti e artisti, madri ricche e disperate dell’Upper East Side e figli che muoiono in Vietnam. Le loro storie s’intersecano, casualmente e inesorabilmente, a partire da quel giorno di agosto, all’ombra di quelle torri che sono ancora un simbolo di potere, ma già un presagio della caduta che verrà.
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  • 5

    Anni fa provai a leggere Underworld di Don De Lillo, e fu uno dei miei più grossi fallimenti in merito alle letture. Lo trovavo ben scritto e mi piaceva molto la struttura del romanzo: avvenimenti col ...continua

    Anni fa provai a leggere Underworld di Don De Lillo, e fu uno dei miei più grossi fallimenti in merito alle letture. Lo trovavo ben scritto e mi piaceva molto la struttura del romanzo: avvenimenti collegati a un unico evento, che era l'espediente per raccontare la vita di tante persone in vari periodi della storia contemporanea. Purtroppo, però, di Underworld non mi interessava proprio niente: né l'evento principale né le storie ad esso collegate, e dopo mesi di tentativi, tutti annegati in un mare di noia, lo abbandonai. E da allora ho sempre voluto ritrovare la stessa struttura narrativa in un romanzo che fosse più affine ai miei interessi.
    Ed ecco che, inaspettatamente, l'ho trovato in "Questo bacio vada al mondo intero" (Che è più corretto chiamare "Let the great world spin", titolo che ha una forte attinenza con il contenuto al contrario dell'inspiegabile "traduzione" in italiano). Un mosaico di personaggi, splendidamente delineati, che in qualche modo sono collegati dall'"evento": il funambolo Philippe Petit che, il 7 agosto del 1974, compì l'impresa non autorizzata di tendere un cavo fra il 110° piano della Torre Nord e della Torre Sud delle Twin Towers ed esibirsi in uno spettacolo di equilibrismo, aiutato solo da un bilanciere e senza nessuna protezione. E tutti i personaggi che raccontano la storia sono, in un modo o nell'altro, collegati a questo evento e tra di loro. Un'opera veramente pregevole, che ci riporta nella New York degli anni Settanta, subito dopo la guerra del Vietnam, con la piaga dell'eroina, le discriminazioni verso gli afroamericani ancora in atto. E un giorno, nelle piccole miserie dei newyorkesi (ma non solo) arriva il funambolo, come un raggio di luce che costringe le persone a guardare in alto, ad appassionarsi e a coltivare la speranza. Un romanzo che mi ha coinvolta molto, anche per l'abilità dello scrittore di non dire tutto e subito, ma di svelare le cose piano piano, calandosi nei panni del personaggio del quale, di volta in volta, racconta la storia. Mi ha lasciata veramente senza fiato. Da adesso in avanti, uno dei miei romanzi preferiti.

    ha scritto il 

  • 5

    Vite precarie e differenti che si incontrano o semplicemente si sfiorano, unite dal filo sottile con cui McCann tesse la sua trama. A ciascun personaggio dedica un capitolo, gli dà voce e modo di racc ...continua

    Vite precarie e differenti che si incontrano o semplicemente si sfiorano, unite dal filo sottile con cui McCann tesse la sua trama. A ciascun personaggio dedica un capitolo, gli dà voce e modo di raccontarsi. Ognuno lo fa partendo dagli accadimenti contingenti in cui la storia lo coglie  e, andando a ritroso, svela al lettore scelte e condizioni che lo hanno guidato fino al presente. È qui l'aspetto del romanzo che più mi ha affascinato: l'aprirsi di prospettive diverse che riscattano, completano o correggono l'immagine di ciascuno rispetto all'interpretazione e alla visione parziale o distorta degli altri. Sono uomini e donne in bilico su un filo sottile come il poetico funambolo, la "musa", il simbolo forse del libero arbitrio. Egli procede in equilibrio sul vuoto mentre, sotto, una parte di New York arresta il suo ritmo frenetico e rimane attonita, col naso in su, il fiato sospeso. Lo spettacolo, nell'insieme, merita!

    ha scritto il 

  • 4

    Caos & Cosmo

    Storie e personaggi che si mescolano, si collegano, si perdono e si ritrovano, nei luoghi e nel tempo. Micro storie che formano e influenzano, insieme a tutte quelle non raccontate qui, la storia dell ...continua

    Storie e personaggi che si mescolano, si collegano, si perdono e si ritrovano, nei luoghi e nel tempo. Micro storie che formano e influenzano, insieme a tutte quelle non raccontate qui, la storia dell'Universo, a volte caotico e a volte con ritrovata armonia, unite da un filo invisibile...
    I personaggi e i loro sentimenti vivono sul sottile equilibrio del famoso funambolo da cui prende inizio il libro. Storia di Vita e Amore Universale, per cui ho ben intenso il senso del titolo in italiano "questo bacio vada al mondo intero" che non traduce il titolo originale, ma che per me invece calza benissimo.
    Di fronte a questa lettura mi sono sentita molto piccola, come il funambolo sul filo teso in cima ai grattacieli di New York. La mia vita piccolissima parte del grande Universo. Ma anche molto sicura e contenta, che, per quanto sottile, anche il mio piede appoggia sul quel filo che unisce tutte le storie.
    Alcune storie mi sono piaciute di più, altre meno, così come i collegamenti da un capitolo all'altro, e i personaggi.
    Due passi di Gloria, il mio personaggio preferito:

    Avevo ventidue anni. Tutto ciò che volevo era rendere la mia vita eccitante, per un po': cogliere gli elementi ordinari delle mie giornate e guardarli sotto una luce diversa, senza obblighi verso il passato.

    C'è chi pensa che l'amore sia la fine della strada, e che se si è abbastanza fortunati da trovarlo, ci si ferma lì. Altri dicono che è come un burrone nel quale si precipita. Ma chiunque abbia vissuto almeno un po' sa che muta con il passare dei giorni, e secondo l'energia che gli si dedica, lo si conserva o ci si aggrappa, oppure lo si perde, ma a volte capita che non sia nemmeno mai stato lì, fin dall'inizio.

    ha scritto il 

  • 3

    Chi ha tradotto il titolo è stato internato si?

    Tredici quadri di vita che si intersecano e si rincorrono, in equilibrio su una fune d'acciaio sospesa nel vuoto delle proprie esistenze.
    Scrive bene McCann e la struttura del libro è molto buona. Ma ...continua

    Tredici quadri di vita che si intersecano e si rincorrono, in equilibrio su una fune d'acciaio sospesa nel vuoto delle proprie esistenze.
    Scrive bene McCann e la struttura del libro è molto buona. Ma per i miei gusti letterari il sentimento (non sentimentalismo) è un po' troppo in primo piano.
    La traduzione del titolo è da denuncia penale!
    Voto: ☆☆☆1\2

    ha scritto il 

  • 5

    Amo New York, per certi versi penso sia quasi un'ossessione. Da quando ci sono stata l'anno scorso è come se ci avessi lasciato un pezzo di me. Ogni volta che ne vedo uno scorcio in un film, un telefi ...continua

    Amo New York, per certi versi penso sia quasi un'ossessione. Da quando ci sono stata l'anno scorso è come se ci avessi lasciato un pezzo di me. Ogni volta che ne vedo uno scorcio in un film, un telefilm, mi sento il cuore allargarsi, mi viene quasi un groppo in gola, quando leggo una storia che si svolge fra le sue strade mi pare di vedermele scorrere davanti. In questo libro, più un susseguirsi di racconti che un romanzo, non ci sono descrizioni "esplicite" di New York, eppure ogni singola riga me l'ha fatta visualizzare. Leggendo questo libro, ho capito cosa me la fa amare tanto; il fatto che mi abbia fatta sentire accolta, a casa, l'ho sentita mia. I personaggi di questi racconti non sono tutti newyorkesi doc, eppure la città gli appartiene. Tant'è vero che la storia inizia in Irlanda, con i fratelli Corrigan e mi ha ricordato un po' il gusto di Un albero cresce a Brooklyn; quando ho finito quella parte ho pensato, ma come potrà riempire ancora meglio le pagine l'autore, se abbandona questo filo? Beh ci è riuscito, con le sue donne del bronx, con le madri disperate, col francese ballerino, con gli artisti in preda ai sensi di colpa, con gli hacker della silicon valley che chiamano i telefoni pubblici per farsi raccontare cosa sta succedendo in cima alle due torri, se c'è davvero quell'uomo che cammina sul filo. Così un giorno qualunque, con quell'uomo che danza sul filo, si apre uno scorcio sull'umanità che danza sulla terra. Non capita spesso di leggere libri così, non capita spesso, arrivati all'ultima riga, di desiderare che ce ne siano ancora.... ma non è tutto merito mio, grazie a Paolo Cognetti che me l'ha fatto scoprire

    ha scritto il 

  • 4

    New York, 7 agosto del 1974, su un cavo sospeso nel vuoto tra le due torri gemelle del World Trade Center, un funambolo passeggia e saluta la folla attonita e incantata.
    E sotto scivolano, si sfiorano ...continua

    New York, 7 agosto del 1974, su un cavo sospeso nel vuoto tra le due torri gemelle del World Trade Center, un funambolo passeggia e saluta la folla attonita e incantata.
    E sotto scivolano, si sfiorano e si incrociano le esistenze di persone qualunque, sospese tra angoscia, rimorso, rassegnazione, dolore, ma non del tutto sconfitte, nonostante le sofferenze e delusioni che la vita ha loro inferto, che si aggrappano ancora alla speranza, mentre intorno a loro, il mondo continua a girare.

    Quanta poesia in questo romanzo, struggente e profondo!

    Avrei dato cinque stelline, ma non ho amato due storie (Tag e rete occidentale) quanto le altre.

    ha scritto il 

  • 4

    si questa è letteratura poesie sentimento il tutto in equilibrio su un filo..come il funambolo della copertina. persone vite drammi che si incrociano in una New York degli anni 70. Le pagine scorrono ...continua

    si questa è letteratura poesie sentimento il tutto in equilibrio su un filo..come il funambolo della copertina. persone vite drammi che si incrociano in una New York degli anni 70. Le pagine scorrono tra vite distrutte dalla guerra, vite perdute sui marciapiedi, vite che si riscattano e vite che osano. uno dei + bei libri letti negli ultimi anni

    ha scritto il 

  • 3

    Mimi. Prestigiatori. Pagliacci. Saltimbanchi. Acrobati. E sì, funamboli.
    Persone in maggioranza degnissime, che fanno lavori degnissimi, per carità.
    Ma io mi vedo benissimo in una scena di un film di ...continua

    Mimi. Prestigiatori. Pagliacci. Saltimbanchi. Acrobati. E sì, funamboli.
    Persone in maggioranza degnissime, che fanno lavori degnissimi, per carità.
    Ma io mi vedo benissimo in una scena di un film di Woody Allen (non uno dei suoi migliori, non ricordo quale), in cui lui, parlando con Diane Keaton, le mostra un deficiente con la faccia dipinta di bianco e con addosso un lenzuolo, in piedi su un piedistallo ed immobilizzato in un gesto idiota, e le dice "io odio i mimi".
    Anch'io.
    Ma non solo i mimi, anche i pagliacci, i prestigiatori e tutti gli altri.
    Quindi io, nonostante New York, ho fatto fatica a godermi questo libro.
    E' scritto bene ed è originale e tutto, ma ogni due pagine sbuca fuori questo imbecille che un giorno, non sapendo cos'altro fare, ha tirato un cavo fra le torri gemelle (a un certo punto si cerca anche di spiegare come diavolo ha fatto, ma quando ho letto che nella storia c'entrano un arco e le frecce ho smesso di cercare di capire) e poi ci ha camminato sopra. Detestabile sfoggio di arroganza e di coraggio fine a se stesso.
    Le storie di varie persone che vivono quella stessa giornata, incontrandosi per caso o no, non sono male. Mi sono piaciute molto le madri dei ragazzi morti in Vietnam, con cui è facile empatizzare anche se non riesco ad immaginare come possa, una donna che ha perso un figlio in guerra, desiderare di incontrare altre madri che hanno subito a stessa perdita per parlarne insieme; mi è piaciuto meno il monaco e la corte dei miracoli in cui si è calato, ancora meno la storiella del ragazzino che tagga i tunnel della metro, e la telefonata dalla California ad un interlocutore casuale ai piedi delle torri gemelle.
    Alla fine, è un libro discreto (non c'è dubbio che sia scritto bene e che l'idea sia originale), ma merita di essere letto da qualcuno che non ce l'ha con i mimi ed i funamboli.

    ha scritto il 

  • 3

    3 stelle e mezzo in verità.
    L'idea e l'inizio del libro sono molto buoni. La scrittura è sicuramente di rilievo ma in alcuni passaggi cade in eccessive descrizioni, si perde in ridondanti dettagli, co ...continua

    3 stelle e mezzo in verità.
    L'idea e l'inizio del libro sono molto buoni. La scrittura è sicuramente di rilievo ma in alcuni passaggi cade in eccessive descrizioni, si perde in ridondanti dettagli, come se soffrisse di insicurezza, come peccasse di non esperienza. E' un racconto bello, pulito e scorrevole, uno pò di new york, quella di strada e quella dell'elite, poi però si perde, sembra che ci si smarrisca durante la lettura. Un buon libro insomma ma non un capolavoro.

    ha scritto il 

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