Questo bacio vada al mondo intero

Di

Editore: Rizzoli (La scala)

4.2
(920)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 451 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Catalano , Portoghese , Francese , Coreano , Chi tradizionale , Greco , Ungherese

Isbn-10: 8817040746 | Isbn-13: 9788817040747 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Marinella Magrì

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Filosofia

Ti piace Questo bacio vada al mondo intero?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
New York, agosto 1974. La città si ferma, come incantata, e guarda in alto: un funambolo sta attraversando il vuoto tra le Torri Gemelle, in equilibrio su un cavo d’acciaio, a centodieci piani d’altezza. Intorno all’enigmatica figura di Philippe Petit, eroica e insieme così fragile, McCann costruisce un romanzo fatto di storie e voci intrecciate, un’epopea corale di straordinaria universalità: il ritratto autentico e coinvolgente di un’America in bilico tra potenza e rovina, fatta di immigrati e prostitute, preti e artisti, madri ricche e disperate dell’Upper East Side e figli che muoiono in Vietnam. Le loro storie s’intersecano, casualmente e inesorabilmente, a partire da quel giorno di agosto, all’ombra di quelle torri che sono ancora un simbolo di potere, ma già un presagio della caduta che verrà.
Ordina per
  • 3

    Intreccio di storie che mostra l'abilità dell'autore nel cambiare registro di narrazione. In certi momenti risulta avvincente, in altri non si vede l'ora che il capitolo finisca. Giudizio modesto per ...continua

    Intreccio di storie che mostra l'abilità dell'autore nel cambiare registro di narrazione. In certi momenti risulta avvincente, in altri non si vede l'ora che il capitolo finisca. Giudizio modesto per quanto sopra detto.

    ha scritto il 

  • 4

    La vicenda si apre con la descrizione di un evento realmente accaduto. A New York nell'agosto del 1974 Philipe Petite, giovane funambolo, sfidò autorità e sistemi di sicurezza per attraversare le torr ...continua

    La vicenda si apre con la descrizione di un evento realmente accaduto. A New York nell'agosto del 1974 Philipe Petite, giovane funambolo, sfidò autorità e sistemi di sicurezza per attraversare le torri gemelle su un cavo di acciaio issato tra esse a 400 mt. di altezza.
    È da questa vicenda che partirà la descrizione dei personaggi e delle loro vite che rappresentano la società dell'epoca, tristemente contrapposte all'immagine estatica iniziale.
    A distanza di mesi ricordo ancora nitidamente il turbinio in cui si viene catapultati, l'angoscia di dover sopravvivere al lutto di un figlio perso in Vietnam, la vita nel bronx, dove anche la fede più solida di un prete verrà messa a dura prova.
    Mi piace quando da un libro imparo qualcosa, al di là della storia che ho letto volentieri, con questo libro sono venuta a conoscenza dell'esistenza di Petite, della sua fantastica vita che non potevo fare a meno di approfondire, incuriosita dalla sua professione, così lontana dalla mia... credo che per tutto il resto della mia esistenza ogni tanto penserò a quel gesto così incredibile, anche soltanto per il fatto che, banalmente, io sono terrorizzata dalle altezze

    ha scritto il 

  • 3

    Let the great world spin – “C'è qualche speranza che questa desolazione mi porti conforto?” Mu'allaqat (I poemi sospesi)

    Book Challenge iRead 2017: 3/40 – “Un libro narrato dal punto di vista di diversi personaggi”
    InkBooks Reading Challenge 2017: 3/50 – “Un libro con un titolo di almeno 5 parole”

    Non riesco a dare un g ...continua

    Book Challenge iRead 2017: 3/40 – “Un libro narrato dal punto di vista di diversi personaggi”
    InkBooks Reading Challenge 2017: 3/50 – “Un libro con un titolo di almeno 5 parole”

    Non riesco a dare un giudizio definitivo a questo romanzo. Tutto ruota intorno a un filo o meglio un cavo di acciaio come quello che Philippe Petit srotolò da un capo all'altro del World Trade Center. Era il 1974, lo spettro dell'undici Settembre ancora lontano e le Twin Towers erano gli edifici più alti del mondo. Lungo questo cavo si snodano le storie di alcuni personaggi – prostitute in cerca di pace, madri che hanno perso i figli in Vietnam, uomini in lotta con sé stessi e con il loro credo – ognuno racconta la sua storia. Su tutti, il funambolo intento nella sua incredibile traversata.
    Non posso dire che questo libro non mi sia piaciuto, è solo che lungo tutto il romanzo aleggia un senso di amarezza che ritroviamo persino trent'anni dopo, quando a raccontare la sua storia è la figlia di uno di loro, che nonostante abbia avuto la possibilità di riscattarsi, vive la sua vita in maniera incerta come se si trovasse lei stessa a dover camminare su quel cavo sospeso tra le torri. Il titolo in italiano trae in inganno, non vi è traccia, tra i personaggi, dell'ampio respiro che vorrebbe lasciar trapelare, ognuno rimane chiuso in sé stesso. L'unico forse che riesce a sollevarsi dall'amarezza di fondo è il funambolo stesso. “Sarebbe accaduto nei momenti più strani, mentre guidava in autostrada o sigillava la finestra della capanna con delle assi prima di una tempesta, o mentre passeggiava nell'erba alta [..]. Di nuovo a mezz'aria, il cavo teso sotto i piedi, fra le dita. Avvolto dalle spire del vento. Una sensazione di altitudine improvvisa. La città sotto di lui. Qualsiasi fosse il suo stato d'animo, ovunque si trovasse, ecco che, spontaneamente, quel momento ritornava.” Scrive l'autore nella nota finale del romanzo: “La letteratura può ricordarci che la vita non è stata ancora scritta tutta: restano ancora così tante storie da raccontare.” Ed era giusto che qualcuno raccontasse l'impresa di Philippe Petite.

    Da Wikipedia: Il mattino del 6 agosto 1974, Philippe compie la sua impresa più famosa e spettacolare: la traversata delle Twin Towers del World Trade Center di New York. Sono le 07:15 quando raggiunge il tetto della Torre Nord, aiutato dai suoi complici nell'installazione dell'attrezzatura, e si prepara a salire su un cavo di acciaio spesso poco meno di 3 centimetri, sospeso a 417.5 metri dal suolo. La traversata dura 45 minuti, tempo in cui Philippe ripercorre il cavo (42.5 metri) otto volte avanti e indietro, con il solo aiuto di un'asta per l'equilibrio e del tutto privo di sistemi di sicurezza. Durante la performance non manca un saluto alle torri e anche al pubblico, che si è formato nel mentre. Al termine dell'esibizione Petit viene arrestato dalla polizia di New York. Tuttavia, valutata la copertura mediatica dell'impresa, il procuratore distrettuale fa cadere le accuse formali e tramuta la condanna nell'obbligo di esibirsi per i bambini a Central Park. Philippe Petite è l'autore, tra l'altro, della frase: “I limiti esistono soltanto nell'anima di chi è a corto di sogni”.

    *Ciaran sedeva al bancone, le braccia incrociate e il mento sui polsi, parlava con il barista. Ha sollevato lo sguardo verso di me e mi sono sentita gelare. Mi sono voltata velocemente. Ci sono rocce conficcate tanto in profondità nella terra che, per quanto si scavi, non vedranno mai la superficie. Credo sia paura. Paura dell'amore.

    *In una manciata di secondi fu purezza in movimento e ogni cosa gli divenne possibile. Era al tempo stesso dentro e fuori il proprio corpo, abbandonato all'aria e a quanto ciò significava: niente futuro, niente passato, e questo conferiva alla sua camminata una sfacciata disinvoltura. Trasportava la propria vita da un capo all'altro. In attesa dell'attimo in cui avrebbe smarrito perfino la coscienza del respiro.

    *Si chiese se fosse così il momento della morte, il rumore del mondo e poi la serenità del distacco.

    *La particolarità dell'amore è che diventiamo vivi in corpi che non sono il nostro.

    *A volte incappiamo in qualcosa che non è affatto adatto a noi. Fingiamo che lo sia, convinti di potercelo scrollare di dosso come un cappotto, per poi scoprire che, più che un cappotto, è una seconda pelle.

    *Era certo che un giorno sarebbe diventato il centro del mondo, che la sua vita avrebbe influenzato quella di altri. Ma a quell'età è quello che pensano tutti. L'egocentrismo è uno degli attributi della giovinezza. Lasciare il segno. Ma un adulto prima o poi impara. Ti scavi una piccola nicchia e ti ci annidi. E cavalchi la vita meglio che puoi.

    ha scritto il 

  • 4

    No Tag

    Non chiederti se è un romanzo, una raccolta di racconti, o chissà che altra forma narrativa. E' tutto e nessuno di questi allo stesso tempo. Lettore, devi solo passare il primo pezzo che risulta forse ...continua

    Non chiederti se è un romanzo, una raccolta di racconti, o chissà che altra forma narrativa. E' tutto e nessuno di questi allo stesso tempo. Lettore, devi solo passare il primo pezzo che risulta forse un po' lungo e poi devi stare attento ai vari agganci tra un capitolo e l'altro. Nella vita c'è qualcosa di casuale? Solo apparentemente. Lo stesso vale per il libro...

    ha scritto il 

  • 4

    è meraviglioso constatare che, fra tanti personaggi in bilico tra santi e falsi dei, l'unico stabile è il funambolo; è un po' sconcertante constatare che, nonostante il leggiadro funambolo di cui sopr ...continua

    è meraviglioso constatare che, fra tanti personaggi in bilico tra santi e falsi dei, l'unico stabile è il funambolo; è un po' sconcertante constatare che, nonostante il leggiadro funambolo di cui sopra, il romanzo sembra ignorare totalmente il concetto di lievità; è una grande consolazione constatare che stai leggendo un gran bel libro.

    ha scritto il 

  • 3

    Un racconto basato su un fatto veramente accaduto e che ha unito vari personaggi sotto lo stesso sguardo. Lo stile narrativo cambia per ogni storia ma no ci lega ai personaggi come secondo me dovrebb ...continua

    Un racconto basato su un fatto veramente accaduto e che ha unito vari personaggi sotto lo stesso sguardo. Lo stile narrativo cambia per ogni storia ma no ci lega ai personaggi come secondo me dovrebbe. Un bel libro, leggero, ma non eccezionale!

    ha scritto il 

  • 5

    Anni fa provai a leggere Underworld di Don De Lillo, e fu uno dei miei più grossi fallimenti in merito alle letture. Lo trovavo ben scritto e mi piaceva molto la struttura del romanzo: avvenimenti col ...continua

    Anni fa provai a leggere Underworld di Don De Lillo, e fu uno dei miei più grossi fallimenti in merito alle letture. Lo trovavo ben scritto e mi piaceva molto la struttura del romanzo: avvenimenti collegati a un unico evento, che era l'espediente per raccontare la vita di tante persone in vari periodi della storia contemporanea. Purtroppo, però, di Underworld non mi interessava proprio niente: né l'evento principale né le storie ad esso collegate, e dopo mesi di tentativi, tutti annegati in un mare di noia, lo abbandonai. E da allora ho sempre voluto ritrovare la stessa struttura narrativa in un romanzo che fosse più affine ai miei interessi.
    Ed ecco che, inaspettatamente, l'ho trovato in "Questo bacio vada al mondo intero" (Che è più corretto chiamare "Let the great world spin", titolo che ha una forte attinenza con il contenuto al contrario dell'inspiegabile "traduzione" in italiano). Un mosaico di personaggi, splendidamente delineati, che in qualche modo sono collegati dall'"evento": il funambolo Philippe Petit che, il 7 agosto del 1974, compì l'impresa non autorizzata di tendere un cavo fra il 110° piano della Torre Nord e della Torre Sud delle Twin Towers ed esibirsi in uno spettacolo di equilibrismo, aiutato solo da un bilanciere e senza nessuna protezione. E tutti i personaggi che raccontano la storia sono, in un modo o nell'altro, collegati a questo evento e tra di loro. Un'opera veramente pregevole, che ci riporta nella New York degli anni Settanta, subito dopo la guerra del Vietnam, con la piaga dell'eroina, le discriminazioni verso gli afroamericani ancora in atto. E un giorno, nelle piccole miserie dei newyorkesi (ma non solo) arriva il funambolo, come un raggio di luce che costringe le persone a guardare in alto, ad appassionarsi e a coltivare la speranza. Un romanzo che mi ha coinvolta molto, anche per l'abilità dello scrittore di non dire tutto e subito, ma di svelare le cose piano piano, calandosi nei panni del personaggio del quale, di volta in volta, racconta la storia. Mi ha lasciata veramente senza fiato. Da adesso in avanti, uno dei miei romanzi preferiti.

    ha scritto il 

  • 5

    Vite precarie e differenti che si incontrano o semplicemente si sfiorano, unite dal filo sottile con cui McCann tesse la sua trama. A ciascun personaggio dedica un capitolo, gli dà voce e modo di racc ...continua

    Vite precarie e differenti che si incontrano o semplicemente si sfiorano, unite dal filo sottile con cui McCann tesse la sua trama. A ciascun personaggio dedica un capitolo, gli dà voce e modo di raccontarsi. Ognuno lo fa partendo dagli accadimenti contingenti in cui la storia lo coglie  e, andando a ritroso, svela al lettore scelte e condizioni che lo hanno guidato fino al presente. È qui l'aspetto del romanzo che più mi ha affascinato: l'aprirsi di prospettive diverse che riscattano, completano o correggono l'immagine di ciascuno rispetto all'interpretazione e alla visione parziale o distorta degli altri. Sono uomini e donne in bilico su un filo sottile come il poetico funambolo, la "musa", il simbolo forse del libero arbitrio. Egli procede in equilibrio sul vuoto mentre, sotto, una parte di New York arresta il suo ritmo frenetico e rimane attonita, col naso in su, il fiato sospeso. Lo spettacolo, nell'insieme, merita!

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per