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Questo bacio vada al mondo intero

Di

Editore: Rizzoli (BUR)

4.3
(793)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 451 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Catalano , Portoghese , Francese , Coreano , Chi tradizionale , Greco , Ungherese

Isbn-10: 8817052442 | Isbn-13: 9788817052443 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Marinella Magrì

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Philosophy

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Descrizione del libro
1974. È un'estate torrida, di tradimenti e morti, Watergate e Vietnam. Un'estate di tormento e violenza. Poi, un mattino, New York si ferma incantata per osservare la passeggiata nel vuoto di un funambolo. Lieve e misterioso nel suo gioco di equilibrio, l'uomo ricama un sogno di purezza e speranza percorrendo una corda tesa a 110 metri dal suolo, fra le Torri Gemelle. Sotto di lui, in strada, la città trattiene il respiro e dimentica per un attimo le sue tragedie. Inizia così la storia poetica e convulsa di una manciata di newyorchesi - un monaco di strada che porta la sua missione fra le prostitute nel Bronx; una di loro, giovane e bellissima, che divide il marciapiede con la madre; un'artista corrosa dal rimorso ma decisa a ripulire la propria vita; madri in lutto e una nonna che non vuole arrendersi - le cui vite si sfiorano e si scontrano come biglie, sotto i grattacieli e nei sobborghi di una città dolente e umana. Una città che tiene ben nascosta la propria anima, sospesa come un equilibrista sul filo sottile tra il bene e il male. Un grande romanzo americano, crocevia di voci e destini che sanno aprire la porta alla speranza in un mondo abitato dal dolore.
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  • 5

    ~給尋求安身立命的勇氣的「每個人」 ~

    保持身心的平衡是件非常不容易的事,真能做到的人,想必也是經歷過大風大浪。
    如果有人在高空中走鋼索,你想那樣的人是不是風險更高?!
    特別是在人瀕臨生死存亡的瞬間,這樣的畫面與走鋼索的人並無二致。
    面對生活各樣的挑戰,有人試膽成性,但也有人是情非得已不得不與之對抗,生命本來就是一場場驚心動魄的冒險,顯然最後安然度過的人,必然不是用自身的蠻力抗衡,而是憑藉著信念,繼續向前,絕不瞻前顧後,就是一心一 ...continua

    保持身心的平衡是件非常不容易的事,真能做到的人,想必也是經歷過大風大浪。
    如果有人在高空中走鋼索,你想那樣的人是不是風險更高?!
    特別是在人瀕臨生死存亡的瞬間,這樣的畫面與走鋼索的人並無二致。
    面對生活各樣的挑戰,有人試膽成性,但也有人是情非得已不得不與之對抗,生命本來就是一場場驚心動魄的冒險,顯然最後安然度過的人,必然不是用自身的蠻力抗衡,而是憑藉著信念,繼續向前,絕不瞻前顧後,就是一心一意把該走的路給走完。
    時間不會因為你可憐就停止轉動,更不會因為你暴怒,就降低痛苦所帶來的各種副作用,到底世上有多少人正為著自身的苦難而受罪,可能另有選擇可以逃脫又或者用最極端的手段去了結一切與痛苦相關的事物。
    人生總有哭笑不得的事發生,我們可以定睛在問題本身,像個無頭蒼蠅,也能從中發現些什麼﹔生活是件大事,也可以是微不足道的小事,大大小小加起來居家電影不斷被播放。
    你可以只是旁觀者,繼續做些與自身無益的事,藉此忘卻煩憂,也能直接與你的問題面對面,然後繼續生活~直到下一個機會出現將你熱切期盼的事發生。
    屏息以待的時刻會讓我們投以專注,知道即將要發生的事,然後仰望它﹔反過來,無常也是如此, 它會分散我們的注意力,接著將我們擊垮。
    時間是屹立不搖的勇者,它會完成使命﹔換作是我們,又將如何面對自己以及這世界的形形色色。

    ha scritto il 

  • 3

    presenze e mancanze

    L'autore ha voluto mettere tanta carne al fuoco, un bel rischio, ma ha saputo gestir bene i collegamenti, gli intrecci sono sottili ma ben disegnati, le storie sono profonde ed emozionanti e la scritt ...continua

    L'autore ha voluto mettere tanta carne al fuoco, un bel rischio, ma ha saputo gestir bene i collegamenti, gli intrecci sono sottili ma ben disegnati, le storie sono profonde ed emozionanti e la scrittura molto scorrevole.
    E allora cosa c'è in questo libro che non gli fa fare il salto di qualità, che non lo fa essere uno di quei libri dai quali non ti staccheresti mai: la presenza di tanti personaggi, il fatto che non ci sia un vero protagonista (il funambolo di certo non lo è visto che è il personaggio di cui tutti parlano ma del quale l'autore ci fa conoscere meno la storia personale), l'assenza del personaggio in cui immedesimarsi, cui affezionarsi come a uno di famiglia, che ti porti nel cuore una volta terminato il libro. Sì, quell'elemento decisamente manca...

    ha scritto il 

  • 2

    Io non ho capito

    Ho voluto fortissimamente leggere questo libro su cui riponevo tante aspettative.
    Ho letto e riletto con cura le recensioni entusiastiche e ancora non me ne do una spiegazione della totale profonda no ...continua

    Ho voluto fortissimamente leggere questo libro su cui riponevo tante aspettative.
    Ho letto e riletto con cura le recensioni entusiastiche e ancora non me ne do una spiegazione della totale profonda noia che mi ha trasmesso.
    Non che mi aspettassi un libro leggero ma in tutta questa amarezza speravo che il funambolo portasse un tocco di lievità o di poesia che invece non ho trovato. Ci sono talmente tante cose che non ho trovato che mi è impossibile persino scrivere una recensione...

    ha scritto il 

  • 5

    Ci sono dei pomeriggi afosi, asfissianti, a luglio inoltrato, in cui la canicola non ti da tregua e solo barricandoti in casa, con finestre sprangate e lasciando entrare un esile filo di luce, puoi tr ...continua

    Ci sono dei pomeriggi afosi, asfissianti, a luglio inoltrato, in cui la canicola non ti da tregua e solo barricandoti in casa, con finestre sprangate e lasciando entrare un esile filo di luce, puoi trovare un leggero ristoro nell'aria condizionata; ma ciò che offre vero sollievo e giovamento al corpo e allo spirito è una fetta di anguria, rossa, fresca del frigorifero da cui è stata tirata fuori qualche minuto prima di essere consumata, e gustata, voracemente, a morsi, senza preoccuparsi di sputare via tutti i noccioli.

    Questo bacio vada al mondo intero è stato la mia fetta di anguria, desiderata e divorata avidamente, in tempi di proposte di lettura piuttosto aride e per niente allettanti. Tante storie che si intersecano, come in un groviglio di fili, sotto il cielo di New York, anch'esso attraversato da un filo, un cavo di acciaio, teso tra le due Torri Gemelle, su cui, nel torrido agosto del 1974, una smilza figura scura si staglia, tenendosi in vertiginoso equilibrio, a più di 400 metri d'altezza dal suolo.
    L'impresa del funambolo francese Philippe Petit che sfida la gravità, la vertigine, il vuoto ed entra nella storia, è l'unico evento realmente accaduto riportato nel romanzo. Sotto i suoi piedi incredibilmente arpionati ad un cavo spesso pochissimi centimetri, i microcosmi di uomini e donne distanti e diversi tra di loro entrano in contatto, come parti di un disegno più grande, e si ritrovano a gravitare nella stessa orbita, come se esistesse un istante, nella Storia, in cui le singole esistenze si incrociano e si legano in un nodo indissolubile.

    Un romanzo che ha a che fare con un'idea di Caso o di Destino, ad ogni modo, di una Forza che determina la sorte degli uomini, che pure compiono delle scelte in libertà: uomini che cercano di tenersi in equilibrio, come Petit sul cavo di acciaio. Le loro storie vanno lette così. E sono delle grandi belle storie, fatte di degrado, di dolore, di abbandono, ma anche di condivisione, di solidarietà, di vicinanza.

    Padre Corrigan è uno dei personaggi letterari di cui ci si innamora, inevitabilmente. Se il libro finisse mai al cinema, "Corrie" avrebbe il viso scavato di Viggo Mortensen. Irlandese, è un prete di strada, che ha messo la sua vita a disposizione dei reietti. Nel degrado del Bronx offre sostegno morale e materiale alle prostitute del quartiere; vive un rapporto tormentato con Dio, per via della malattia del sangue che gli da un aspetto simile a quello dei tossici a cui da asilo, ed è innamorato di una donna che lo mette di fronte alla sua natura umana. Dio lo sfida: "E'questo che mi piace di Dio. Cominci a conoscerlo grazie alla Sua occasionale assenza".

    Claire è una donna benestante che vive nell'Upper East Side, a Park Avenue. E' anche la madre straziata dal dolore per la morte di suo figlio in Vietnam e nel giorno di Petit, incontra altre quattro donne che come lei hanno vissuto il sacrificio dei propri figli in una guerra controversa. Tra queste donne, c'è Gloria, unica nera in un mondo di bianchi, che finirà per prendersi cura delle figlie di Jazzlyn, una delle prostitute aiutate da Corrigan. E oltre alle loro, altre vite, altre storie, che dimostrano che non siamo soli, a tenerci in equilibrio sul filo che lega le nostre vite.

    Ogni personaggio usa la propria voce per raccontarsi; punti di vista, parole, movimenti cambiano, assecondando la natura polifonica del testo. Così chi legge vive insieme al funambolo i momenti di suspense immediatamente prima di impugnare il bilanciere e sfidare il vuoto; vive la sua vertigine e lo stesso vuoto d'aria e trattiene il respiro, come se una sua minima distrazione, un minimo soffio d'aria potesse spingere Philippe giù nel vuoto. Attraverso il linguaggio rude e spezzato della prostituta Tillie, sente il gusto del romanticismo amaro ma profondo di una donna di strada che un generoso amante ha iniziato alla poesia di Rumi. E le cicatrici sul corpo di Corrie, la sensualità di Adelita, i movimenti incerti di Claire che entra nella stanza del figlio per la prima volta dopo mesi dalla sua morte, le ferite di Gloria che viene aggredita per strada, il corpo di Jazzlyn che giace esanime sulla strada e lo sguardo pentito di Lara, che per quell'incidente non riesce a darsi pace: tutto è vivo, negli spazi di interlinea che separano le righe l'una dall'altra.

    Intanto, intorno a loro, intorno a noi, il mondo continua a girare: Let the great world spin, "lascia che il mondo giri in vortici infiniti", non a caso, è il meraviglioso titolo originale dell'opera tratto da un verso di una poesia di Tennyson.

    Ce ne sono tanti di motivi per cui questo libro è uno dei più belli che abbia mai letto negli ultimi anni. Corrigan è il primo. New York, che vive nei suoi soliti rumori quotidiani, un posto che ci appartiene, anche senza esserci mai stati, viene subito dopo. Un altro lo si può trovare tra queste righe:

    Tutti abbiamo sentito di questo genere di cose. La lettera d’amore che arriva mentre la tazza di tè cade a terra. La chitarra che attacca con la prima nota mentre l’ultimo respiro si spegne. Non le attribuisco a Dio né alla forza dei sentimenti. Forse al caso. O forse il caso è solo un altro modo per convincerci che siamo preziosi.

    Recensione da www.confessionidiunserialreader.blogspot.com

    ha scritto il 

  • 4

    Nonostante i tanti personaggi e le tante storie tutte diverse fra loro e che talvolta si intrecciano i libri corali mi trasmettono
    un senso di malinconia, i tanti che soffrono lo stesso dolore mi se ...continua

    Nonostante i tanti personaggi e le tante storie tutte diverse fra loro e che talvolta si intrecciano i libri corali mi trasmettono
    un senso di malinconia, i tanti che soffrono lo stesso dolore mi sembrano sempre più soli con se stessi, la coralità
    accentua la solitudine del singolo.

    Libro bellissimo, duro e delicato nello stesso tempo, pagine e pagine di storie di violenza a e di droga ma anche di condivisione
    e solidarietà, di un uomo irrisolto e combattuto fra sacralità e carnalità, di prostitute e artisti, di madri e padri orfani dei propri figli
    perduti nell’ insensatezza di una guerra senza senso, di giudici delusi e disillusi, di donne e uomini divisi fra il bisogno e la paura
    di amare…un’intera umanità che vive e ride e piange in una New York citta-cloaca triste, sporca e vera, paurosamente vera.

    A tenere i fili di tutto c’è lui, l’uomo volante, Philippe Petit che già mi aveva incantata con il suo Trattato di funambolismo, quella figura piccola e scura che, su un cavo d’acciaio, una mattina d’estate percorre più volte il cielo fra le torri gemelle, e tutti col naso in su, quasi a voler distogliere lo sguardo dalle miserie terrene per elevarsi verso mete più alte e più pulite, verso un riscatto possibile.

    ha scritto il 

  • 0

    Lasciate girare il mondo

    E' la fantastica avventura di Philippe Petit la colonna portante di questo romanzo. L'uomo che attraversò, nel 1974, lo spazio vuoto tra i grattacieli del World Trade Center usando solo una fune tesa ...continua

    E' la fantastica avventura di Philippe Petit la colonna portante di questo romanzo. L'uomo che attraversò, nel 1974, lo spazio vuoto tra i grattacieli del World Trade Center usando solo una fune tesa e l'equlibrio mentale prima che fisico, catalizza l'attenzione dei personaggi che caratterizzano la vicenda. Una storia ambientata nella New York in piena campagna bellica contro il Vietnam, una città che assomiglia ad una cloaca, i cui miasmi e liquami, sotto forma di droga, violenza e prostituzione si abbattono sulle vite dei bassofondi del Bronx. Ma in mezzo a tale squallore si elevano le vite di uomini e donne che si aggrappano alla vita con l'unica forza data loro, quella della sopravvivenza. Vite che, come fiori, crescono tra le spaccature dell'asfalto lurido riuscendo in taluni casi a fiorire ed in altri casi a venire spezzate da qualcosa di molto più grande di loro. Un intreccio di storie, casualmente legate tra loro in cui Mc Cann riesce ad andare in profondità nei pensieri delle persone facendole diventare tremendamente vere, vive e dannatamente aggrappate alla vita che scorre e gira come il mondo. Let the great world spin, titolo originale.

    ha scritto il 

  • 5

    Il mondo gira. Sotto i nostri passi incerti.

    “C'è chi pensa che l'amore sia la fine della strada, e che se si è abbastanza fortunati da trovarlo ci si ferma lì. Altri dicono che è come un burrone nel quale si precipita. Ma chiunque abbia vissuto ...continua

    “C'è chi pensa che l'amore sia la fine della strada, e che se si è abbastanza fortunati da trovarlo ci si ferma lì. Altri dicono che è come un burrone nel quale si precipita. Ma chiunque abbia vissuto almeno un po' sa che muta con il passare dei giorni, e secondo l'energia che gli si dedica, lo si conserva o ci si aggrappa, oppure lo si perde, ma a volte capita che non sia nemmeno mai stato lì, sin dall'inizio."

    In una mattina del 1974 a New York c’è chi muore, chi è arrestato, chi perde l'amore della sua vita dopo averlo appena trovato, chi deve incominciare la sua nuova vita proprio oggi. E c'è anche qualcuno che tende un cavo tra le Torri Gemelle e le attraversa più volte, dimostrando che nonostante tutto si può sempre arrivare dall'altra parte del filo, sconfiggendo i propri problemi e il proprio destino.

    Tutti cercano amore, speranza e considerazione. La nostra vita è in continuo equilibrio tra aspetti positivi e negativi. Possiamo diventare migliori o peggiori di quello che siamo trovando le persone giuste o quelle sbagliate, trovando più o meno amore, più o meno considerazione. Non ci sono bravi e cattivi a prescindere. Ognuno di noi ha bisogno di qualcun altro che ci faccia capire qual è la strada giusta, di qualcuno che ci riporti in equilibrio.

    Ed è proprio la speranza ciò di cui hanno bisogno tutti i protagonisti, soffocati dalle paure; paura per la guerra in Vietnam, per il razzismo non risolto, per la povertà, paura di giudicare e di essere giudicato, di amare e di non essere ricambiati.

    McCann è bravissimo a creare momenti struggenti e poetici anche nei momenti più squallidi e a trasmetterci i sentimenti e le sensazioni dei protagonisti. Il romanzo è un insieme di voci che si intrecciano, di storie che sembrano separate ma che invece sono strettamente interconnesse, di stili diversi.

    “A Yale, quando era giovane e caparbio, era certo che un giorno sarebbe diventato il centro del mondo, che la sua vita avrebbe influenzato quella degli altri. Ma quell’età è quello che pensano tutti. L’egocentrismo è uno degli attributi della giovinezza. Lasciare il segno. Ma un adulto prima o poi impara. Ti scavi una piccola nicchia e ti ci annidi. E cavalchi la vita meglio che puoi. Vai a casa dalla tua dolce sposa e cerchi di calmarle i nervi. Ti metti seduto e le fai i complimenti per la posateria. Ringrazi la tua buona stella per l’eredità di tua moglie. Fumi un sigaro di qualità e speri in qualche capriola fra le lenzuola di seta. Le compri un bel gioiello da De Natale e la baci in ascensore perché è ancora bella e in forma, nonostante gli anni. Lo è davvero. La saluti con un bacio e vai a lavorare ogni giorno, e presto ti rendi conto che il tuo dolore non è più acuto di quello degli altri. Porti il lutto per la morte di tuo figlio e ti svegli nel cuore della notte con tua moglie che ti piange accanto e allora vai in cucina, tu prepari un sandwich col formaggio e pensi: Almeno è un sandwich al formaggio a Park Avenue, poteva andare peggio, saresti potuto cadere più in basso. E come ricompensa, un sospiro di sollievo.”

    Un libro bello, delicato, struggente, scritto veramente bene.

    ha scritto il 

  • 0

    Un bel romanzo

    una struttura complessa costituita da frammenti semplici, legati dalla città di New York, dal panorama delle Torri Gemelle, appena costruite e ancora in parte sfitte al momento in cui si svolge la st ...continua

    una struttura complessa costituita da frammenti semplici, legati dalla città di New York, dal panorama delle Torri Gemelle, appena costruite e ancora in parte sfitte al momento in cui si svolge la storia.
    Le date sono importanti: un funambolo percorre un filo teso tra le due torri nell'agosto del '74.
    L'anno prima gli accordi di pace di Parigi, hanno posto fine alla guerra del Vietnam.
    Ventisette anni dopo le Torri verranno giù, come sappiamo, l'11 settembre del 2001.
    Nel '74 siamo anche agli albori di Arpanet, che, prima in mano ai militari, poi a gruppi di geni informatici ante litteram darà infine origine al mondo connesso come lo conosciamo ora.
    Questi sono tutti fatti veri, che il romanzo intreccia con le vite possibili di un campionario di personaggi da romanzo, soprattutto (ma non solo) newyorkesi, che vedono o non vedono, o sentono raccontare (alcuni non faranno a tempo), oppure cercano di sapere e capire, o infine si trovano a giudicare di quella magica passeggiata.
    Quello che conta è raccontare, ed è veramente un racconto bello, con la sua struttura a scacchiera che mi ha ricordato, con molta più semplicità, La vita, istrzioni per l'uso di Perec.

    ha scritto il 

  • 4

    1974. È un'estate torrida, di tradimenti e morti, Watergate e Vietnam. Un'estate di tormento e violenza. Poi, un mattino, New York si ferma incantata per osservare la passeggiata nel vuoto di un funam ...continua

    1974. È un'estate torrida, di tradimenti e morti, Watergate e Vietnam. Un'estate di tormento e violenza. Poi, un mattino, New York si ferma incantata per osservare la passeggiata nel vuoto di un funambolo. Lieve e misterioso nel suo gioco di equilibrio, l'uomo ricama un sogno di purezza e speranza percorrendo una corda tesa a 110 metri dal suolo, fra le Torri Gemelle. Sotto di lui, in strada, la città trattiene il respiro e dimentica per un attimo le sue tragedie. Inizia così la storia poetica e convulsa di una manciata di newyorchesi - un monaco di strada che porta la sua missione fra le prostitute nel Bronx; una di loro, giovane e bellissima, che divide il marciapiede con la madre; un'artista corrosa dal rimorso ma decisa a ripulire la propria vita; madri in lutto e una nonna che non vuole arrendersi - le cui vite si sfiorano e si scontrano come biglie, sotto i grattacieli e nei sobborghi di una città dolente e umana. Una città che tiene ben nascosta la propria anima, sospesa come un equilibrista sul filo sottile tra il bene e il male.
    E’ Philippe Petit, sospeso a 110 metri d’altezza tra le due torri gemelle del World Trade Center, che mette in scena il dramma tutto americano di dolore e senso di colpa.
    C’è una America del prima, che vive di speranza perché non sa che dopo deve fare i conti con le guerre razziali, con i mal d’amore, con la guerra in Vietman, con il senso del giudizio. E c’è un America del dopo, quella del filo sospeso tra le due Torri gemelle, quella che ha un inizio e una fine, quella che nonostante la vita non è mai come ti aspetti, prosegue, magari si libra su quel filo, ma non cade, non cede, non perde il suo scopo più intimo: perché se c’è un capo (inizio del filo), se c’è chi percorre quel filo (le persone), se c’è una fine (arrivo), c’è sempre una destinazione da raggiungere al di là delle difficoltà, degli imprevisti, delle cadute.
    E’ così la vita: non sapere mai cosa in realtà verrà dopo, ed è così che sarà anche per la vita di questi personaggi. Il funambolo riuscirà a restare sospeso sul suo filo? Le figlie delle prostitute riusciranno – un giorno – a vivere in un mondo migliore? Ci potrà mai essere un mondo senza lotte tra generi diversi? Tutto ciò non può essere svelato. Perché se la vita non ci dà le coordinate per essere sicuri in ogni situazione, non sarebbe giusto neanche qui chiarificare il tutto, perché è nel dubbio che il senso di scoperta irrompe e dire di più sarebbe venir meno a queste premesse.

    ha scritto il 

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