Questo bacio vada al mondo intero

Di

Editore: Rizzoli (BUR)

4.2
(922)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 451 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Catalano , Portoghese , Francese , Coreano , Chi tradizionale , Greco , Ungherese

Isbn-10: 8817052442 | Isbn-13: 9788817052443 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Marinella Magrì

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Filosofia

Ti piace Questo bacio vada al mondo intero?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
1974. È un'estate torrida, di tradimenti e morti, Watergate e Vietnam. Un'estate di tormento e violenza. Poi, un mattino, New York si ferma incantata per osservare la passeggiata nel vuoto di un funambolo. Lieve e misterioso nel suo gioco di equilibrio, l'uomo ricama un sogno di purezza e speranza percorrendo una corda tesa a 110 metri dal suolo, fra le Torri Gemelle. Sotto di lui, in strada, la città trattiene il respiro e dimentica per un attimo le sue tragedie. Inizia così la storia poetica e convulsa di una manciata di newyorchesi - un monaco di strada che porta la sua missione fra le prostitute nel Bronx; una di loro, giovane e bellissima, che divide il marciapiede con la madre; un'artista corrosa dal rimorso ma decisa a ripulire la propria vita; madri in lutto e una nonna che non vuole arrendersi - le cui vite si sfiorano e si scontrano come biglie, sotto i grattacieli e nei sobborghi di una città dolente e umana. Una città che tiene ben nascosta la propria anima, sospesa come un equilibrista sul filo sottile tra il bene e il male. Un grande romanzo americano, crocevia di voci e destini che sanno aprire la porta alla speranza in un mondo abitato dal dolore.
Ordina per
  • 5

    La recensione che segue è stata pubblicata nel numero di aprile 2017 della rivista letteraria on line Il Colophon.

    Ci sono libri che ti toccano talmente in profondità da rimanerti dentro per giorni, s ...continua

    La recensione che segue è stata pubblicata nel numero di aprile 2017 della rivista letteraria on line Il Colophon.

    Ci sono libri che ti toccano talmente in profondità da rimanerti dentro per giorni, settimane, mesi dopo che li hai terminati, continuando a parlarti. E mentre ne sei immerso non li vorresti abbandonare, vorresti che durassero all’infinito.
    Questo bacio vada al mondo intero è uno di quei libri. E se ti fermi a riflettere non sapresti nemmeno dire di preciso perché: per la scrittura? per la trama? per l’atmosfera? Forse per tutto questo e tanto altro. Ma non parlerò dell’emozione e di quella sensazione simile all’innamoramento che ha suscitato in me, perché è soggettiva e personalissima. Vorrei rimanere coi piedi per terra e analizzare i motivi per cui, secondo me, si tratta di uno dei libri più belli che ho letto negli ultimi anni.
    Per la scrittura certamente. McCann è essenziale e lineare, non ama giri di parole, eccessi, ridondanze, barocchismi e descrizioni inutili. Ma con una breve frase riesce a farti entrare nell’anima delle persone e delle situazioni. Frasi che nella loro essenzialità e concretezza sono spesso intrise di grande poesia.
    “La sola cosa per cui valeva la pena intristirsi era sapere che a volte in questa vita c’è più bellezza di quanta il mondo possa reggerne”.
    La stessa poesia che mette persino nel titolo originale, purtroppo convertito — in italiano — in una frase melensa che suggerisce un romanzo sentimentale. Il titolo originale infatti è Let the great world spin (Lascia che il mondo giri in vortici infiniti), anche il titolo di uno dei capitoli, e un verso della poesia Locksley Hall di Tennyson che racconta di un amore perduto.
    La trama è intrigante, con questo acrobata in primo piano che si accinge ad attraversare un cavo d’acciaio teso tra due grattacieli in una New York attonita degli anni ’70. All’apparenza sembra che sia proprio questo episodio il filo che lega tutte le altre storie: uno strano sacerdote (irlandese emigrato negli USA come McCann) che si adopera per aiutare le prostitute di un quartiere disagiato, le madri di alcuni soldati caduti in Vietnam, una sgangherata coppia di artisti, e tante altre figure di grande intensità e forza drammatica. Storie che all’apparenza scorrono parallele ma che ad un certo punto della vicenda acquisiranno nuovi significati e si incastreranno perfettamente una nell’altra come pezzi di un puzzle.
    Anche l’atmosfera di attesa, che spinge il lettore a sperare, e che pervade tutto il libro è certamente elemento di fascino. Il cavo teso su cui mantenersi in equilibrio non è solo quello dell’acrobata, sono i tanti fili invisibili che attraversano la storia e a cui si aggrappano i protagonisti per non cadere giù, per non farsi inghiottire dalla disperazione, l’amarezza, la noia, la disillusione.
    Perché “c’è chi pensa che l’amore sia la fine della strada, e che se si è abbastanza fortunati da trovarlo, ci si ferma lì. Altri dicono che è come un burrone nel quale si precipita. Ma chiunque abbia vissuto almeno un po’ sa che muta con il passare dei giorni, e secondo l’energia che gli si dedica, lo si conserva o ci si aggrappa, oppure lo si perde, ma a volte capita che non sia nemmeno mai stato lì, fin dall’inizio”.

    ha scritto il 

  • 4

    Tre vite diverse l’una dall’altra tre storie che non sembrano essere legate tra loro eppure… eppure c’è qualcosa che le lega anche se a distanza, un filo d’acciaio o sottile, un’ America che si ferma ...continua

    Tre vite diverse l’una dall’altra tre storie che non sembrano essere legate tra loro eppure… eppure c’è qualcosa che le lega anche se a distanza, un filo d’acciaio o sottile, un’ America che si ferma a guarda per aria, il tempo che si cristallizza, vite di gente povera e disagiata che si lega a vite di gente ricca che sembra non aver molti problemi eppure…tutti siamo legati gli uni agli altri dal filo del destino, storie lasciate sospese e poi riprese.. questo senso di sospensione è ciò che traspare da questo libro che girata l’ultima pagina ti fa tornare coi piedi per terra e una lacrimuccia non può far altro che scendere…

    ha scritto il 

  • 3

    Intreccio di storie che mostra l'abilità dell'autore nel cambiare registro di narrazione. In certi momenti risulta avvincente, in altri non si vede l'ora che il capitolo finisca. Giudizio modesto per ...continua

    Intreccio di storie che mostra l'abilità dell'autore nel cambiare registro di narrazione. In certi momenti risulta avvincente, in altri non si vede l'ora che il capitolo finisca. Giudizio modesto per quanto sopra detto.

    ha scritto il 

  • 4

    La vicenda si apre con la descrizione di un evento realmente accaduto. A New York nell'agosto del 1974 Philipe Petite, giovane funambolo, sfidò autorità e sistemi di sicurezza per attraversare le torr ...continua

    La vicenda si apre con la descrizione di un evento realmente accaduto. A New York nell'agosto del 1974 Philipe Petite, giovane funambolo, sfidò autorità e sistemi di sicurezza per attraversare le torri gemelle su un cavo di acciaio issato tra esse a 400 mt. di altezza.
    È da questa vicenda che partirà la descrizione dei personaggi e delle loro vite che rappresentano la società dell'epoca, tristemente contrapposte all'immagine estatica iniziale.
    A distanza di mesi ricordo ancora nitidamente il turbinio in cui si viene catapultati, l'angoscia di dover sopravvivere al lutto di un figlio perso in Vietnam, la vita nel bronx, dove anche la fede più solida di un prete verrà messa a dura prova.
    Mi piace quando da un libro imparo qualcosa, al di là della storia che ho letto volentieri, con questo libro sono venuta a conoscenza dell'esistenza di Petite, della sua fantastica vita che non potevo fare a meno di approfondire, incuriosita dalla sua professione, così lontana dalla mia... credo che per tutto il resto della mia esistenza ogni tanto penserò a quel gesto così incredibile, anche soltanto per il fatto che, banalmente, io sono terrorizzata dalle altezze

    ha scritto il 

  • 3

    Let the great world spin – “C'è qualche speranza che questa desolazione mi porti conforto?” Mu'allaqat (I poemi sospesi)

    Book Challenge iRead 2017: 3/40 – “Un libro narrato dal punto di vista di diversi personaggi”
    InkBooks Reading Challenge 2017: 3/50 – “Un libro con un titolo di almeno 5 parole”

    Non riesco a dare un g ...continua

    Book Challenge iRead 2017: 3/40 – “Un libro narrato dal punto di vista di diversi personaggi”
    InkBooks Reading Challenge 2017: 3/50 – “Un libro con un titolo di almeno 5 parole”

    Non riesco a dare un giudizio definitivo a questo romanzo. Tutto ruota intorno a un filo o meglio un cavo di acciaio come quello che Philippe Petit srotolò da un capo all'altro del World Trade Center. Era il 1974, lo spettro dell'undici Settembre ancora lontano e le Twin Towers erano gli edifici più alti del mondo. Lungo questo cavo si snodano le storie di alcuni personaggi – prostitute in cerca di pace, madri che hanno perso i figli in Vietnam, uomini in lotta con sé stessi e con il loro credo – ognuno racconta la sua storia. Su tutti, il funambolo intento nella sua incredibile traversata.
    Non posso dire che questo libro non mi sia piaciuto, è solo che lungo tutto il romanzo aleggia un senso di amarezza che ritroviamo persino trent'anni dopo, quando a raccontare la sua storia è la figlia di uno di loro, che nonostante abbia avuto la possibilità di riscattarsi, vive la sua vita in maniera incerta come se si trovasse lei stessa a dover camminare su quel cavo sospeso tra le torri. Il titolo in italiano trae in inganno, non vi è traccia, tra i personaggi, dell'ampio respiro che vorrebbe lasciar trapelare, ognuno rimane chiuso in sé stesso. L'unico forse che riesce a sollevarsi dall'amarezza di fondo è il funambolo stesso. “Sarebbe accaduto nei momenti più strani, mentre guidava in autostrada o sigillava la finestra della capanna con delle assi prima di una tempesta, o mentre passeggiava nell'erba alta [..]. Di nuovo a mezz'aria, il cavo teso sotto i piedi, fra le dita. Avvolto dalle spire del vento. Una sensazione di altitudine improvvisa. La città sotto di lui. Qualsiasi fosse il suo stato d'animo, ovunque si trovasse, ecco che, spontaneamente, quel momento ritornava.” Scrive l'autore nella nota finale del romanzo: “La letteratura può ricordarci che la vita non è stata ancora scritta tutta: restano ancora così tante storie da raccontare.” Ed era giusto che qualcuno raccontasse l'impresa di Philippe Petite.

    Da Wikipedia: Il mattino del 6 agosto 1974, Philippe compie la sua impresa più famosa e spettacolare: la traversata delle Twin Towers del World Trade Center di New York. Sono le 07:15 quando raggiunge il tetto della Torre Nord, aiutato dai suoi complici nell'installazione dell'attrezzatura, e si prepara a salire su un cavo di acciaio spesso poco meno di 3 centimetri, sospeso a 417.5 metri dal suolo. La traversata dura 45 minuti, tempo in cui Philippe ripercorre il cavo (42.5 metri) otto volte avanti e indietro, con il solo aiuto di un'asta per l'equilibrio e del tutto privo di sistemi di sicurezza. Durante la performance non manca un saluto alle torri e anche al pubblico, che si è formato nel mentre. Al termine dell'esibizione Petit viene arrestato dalla polizia di New York. Tuttavia, valutata la copertura mediatica dell'impresa, il procuratore distrettuale fa cadere le accuse formali e tramuta la condanna nell'obbligo di esibirsi per i bambini a Central Park. Philippe Petite è l'autore, tra l'altro, della frase: “I limiti esistono soltanto nell'anima di chi è a corto di sogni”.

    *Ciaran sedeva al bancone, le braccia incrociate e il mento sui polsi, parlava con il barista. Ha sollevato lo sguardo verso di me e mi sono sentita gelare. Mi sono voltata velocemente. Ci sono rocce conficcate tanto in profondità nella terra che, per quanto si scavi, non vedranno mai la superficie. Credo sia paura. Paura dell'amore.

    *In una manciata di secondi fu purezza in movimento e ogni cosa gli divenne possibile. Era al tempo stesso dentro e fuori il proprio corpo, abbandonato all'aria e a quanto ciò significava: niente futuro, niente passato, e questo conferiva alla sua camminata una sfacciata disinvoltura. Trasportava la propria vita da un capo all'altro. In attesa dell'attimo in cui avrebbe smarrito perfino la coscienza del respiro.

    *Si chiese se fosse così il momento della morte, il rumore del mondo e poi la serenità del distacco.

    *La particolarità dell'amore è che diventiamo vivi in corpi che non sono il nostro.

    *A volte incappiamo in qualcosa che non è affatto adatto a noi. Fingiamo che lo sia, convinti di potercelo scrollare di dosso come un cappotto, per poi scoprire che, più che un cappotto, è una seconda pelle.

    *Era certo che un giorno sarebbe diventato il centro del mondo, che la sua vita avrebbe influenzato quella di altri. Ma a quell'età è quello che pensano tutti. L'egocentrismo è uno degli attributi della giovinezza. Lasciare il segno. Ma un adulto prima o poi impara. Ti scavi una piccola nicchia e ti ci annidi. E cavalchi la vita meglio che puoi.

    ha scritto il 

  • 4

    No Tag

    Non chiederti se è un romanzo, una raccolta di racconti, o chissà che altra forma narrativa. E' tutto e nessuno di questi allo stesso tempo. Lettore, devi solo passare il primo pezzo che risulta forse ...continua

    Non chiederti se è un romanzo, una raccolta di racconti, o chissà che altra forma narrativa. E' tutto e nessuno di questi allo stesso tempo. Lettore, devi solo passare il primo pezzo che risulta forse un po' lungo e poi devi stare attento ai vari agganci tra un capitolo e l'altro. Nella vita c'è qualcosa di casuale? Solo apparentemente. Lo stesso vale per il libro...

    ha scritto il 

  • 4

    è meraviglioso constatare che, fra tanti personaggi in bilico tra santi e falsi dei, l'unico stabile è il funambolo; è un po' sconcertante constatare che, nonostante il leggiadro funambolo di cui sopr ...continua

    è meraviglioso constatare che, fra tanti personaggi in bilico tra santi e falsi dei, l'unico stabile è il funambolo; è un po' sconcertante constatare che, nonostante il leggiadro funambolo di cui sopra, il romanzo sembra ignorare totalmente il concetto di lievità; è una grande consolazione constatare che stai leggendo un gran bel libro.

    ha scritto il 

  • 3

    Un racconto basato su un fatto veramente accaduto e che ha unito vari personaggi sotto lo stesso sguardo. Lo stile narrativo cambia per ogni storia ma no ci lega ai personaggi come secondo me dovrebb ...continua

    Un racconto basato su un fatto veramente accaduto e che ha unito vari personaggi sotto lo stesso sguardo. Lo stile narrativo cambia per ogni storia ma no ci lega ai personaggi come secondo me dovrebbe. Un bel libro, leggero, ma non eccezionale!

    ha scritto il 

  • 5

    Anni fa provai a leggere Underworld di Don De Lillo, e fu uno dei miei più grossi fallimenti in merito alle letture. Lo trovavo ben scritto e mi piaceva molto la struttura del romanzo: avvenimenti col ...continua

    Anni fa provai a leggere Underworld di Don De Lillo, e fu uno dei miei più grossi fallimenti in merito alle letture. Lo trovavo ben scritto e mi piaceva molto la struttura del romanzo: avvenimenti collegati a un unico evento, che era l'espediente per raccontare la vita di tante persone in vari periodi della storia contemporanea. Purtroppo, però, di Underworld non mi interessava proprio niente: né l'evento principale né le storie ad esso collegate, e dopo mesi di tentativi, tutti annegati in un mare di noia, lo abbandonai. E da allora ho sempre voluto ritrovare la stessa struttura narrativa in un romanzo che fosse più affine ai miei interessi.
    Ed ecco che, inaspettatamente, l'ho trovato in "Questo bacio vada al mondo intero" (Che è più corretto chiamare "Let the great world spin", titolo che ha una forte attinenza con il contenuto al contrario dell'inspiegabile "traduzione" in italiano). Un mosaico di personaggi, splendidamente delineati, che in qualche modo sono collegati dall'"evento": il funambolo Philippe Petit che, il 7 agosto del 1974, compì l'impresa non autorizzata di tendere un cavo fra il 110° piano della Torre Nord e della Torre Sud delle Twin Towers ed esibirsi in uno spettacolo di equilibrismo, aiutato solo da un bilanciere e senza nessuna protezione. E tutti i personaggi che raccontano la storia sono, in un modo o nell'altro, collegati a questo evento e tra di loro. Un'opera veramente pregevole, che ci riporta nella New York degli anni Settanta, subito dopo la guerra del Vietnam, con la piaga dell'eroina, le discriminazioni verso gli afroamericani ancora in atto. E un giorno, nelle piccole miserie dei newyorkesi (ma non solo) arriva il funambolo, come un raggio di luce che costringe le persone a guardare in alto, ad appassionarsi e a coltivare la speranza. Un romanzo che mi ha coinvolta molto, anche per l'abilità dello scrittore di non dire tutto e subito, ma di svelare le cose piano piano, calandosi nei panni del personaggio del quale, di volta in volta, racconta la storia. Mi ha lasciata veramente senza fiato. Da adesso in avanti, uno dei miei romanzi preferiti.

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per