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Questo corpo mortale

By Elizabeth George

(88)

| Paperback | 9788850228881

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Book Description

Quando il corpo di una giovane donna, colpito da numerose coltellate, viene rinvenuto in un isolato cimitero di Londra, Lynley e la sua squadra sono chiamati a intervenire. Ma questo non è un caso come gli altri: li condurrà infatti dalle cupe perife Continue

Quando il corpo di una giovane donna, colpito da numerose coltellate, viene rinvenuto in un isolato cimitero di Londra, Lynley e la sua squadra sono chiamati a intervenire. Ma questo non è un caso come gli altri: li condurrà infatti dalle cupe periferie londinesi allo Hampshire, una zona dell'Inghilterra sconosciuta ai più, un luogo bello e al tempo stesso inquietante, dove gli animali vagano liberi per le strade, i tetti sono ancora di paglia e gli estranei non sono i benvenuti. Una zona che nasconde segreti tragici, crudeli, efferati. Cosa ha portato la vittima dalla serenità apparente dello Hampshire alla caleidoscopica confusione di Londra, e chi poteva volere la sua morte? Sono troppi, e spesso misteriosi, i personaggi che si muovevano nella sua orbita: una pittoresca sensitiva, un violinista visionario che sente le voci degli angeli, un artista di strada che colleziona amanti; oltre a un ex fidanzato dal passato oscuro... Un puzzle intricato e sconvolgente, strutturato per condurre il lettore fino alla fine del romanzo con il fiato in gola.

69 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Ni

    Non male.... non bene .... troppe storie che si aggrovigliano in certi punti del racconto . Nel complesso non male

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    Eva1711 said on Jun 3, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    il tutto per tirala lunga

    Eh si, fattibile che non si interroghino: il fratello della vittima, l'ex convivente della vittima, e via via un sacco di personaggi a cascata che hanno a che fare con la vittima....
    il tutto per tirala lunga. Lungo la metà sarebbe anche carino

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    Ale Kurt said on May 29, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un bel giallo, coinvolgente, che non annoia mai...

    Dopo il 'flop' con la Donna che vestiva di rosso, ho comprato questo libro un po' titubante. La trama mi attirava, ma avevo paura di cascare in un brutto tiro dell'autrice.
    Invece non ha niente a che fare col libro precedente.
    La George introduce n ...(continue)

    Dopo il 'flop' con la Donna che vestiva di rosso, ho comprato questo libro un po' titubante. La trama mi attirava, ma avevo paura di cascare in un brutto tiro dell'autrice.
    Invece non ha niente a che fare col libro precedente.
    La George introduce nuovi personaggi, sviluppa nuove situazioni (aldilà dell'indagine in sé) e riesce a creare un ritmo narrativo dapprima un po' lento e prolisso che, lentamente, si scioglie ed il lettore non riesce più a staccarsi dalle pagine.
    La storia in sé è un po' pesante, ma il finale dovrebbe stupire.

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    Malcolm said on May 16, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    VOTO QUATTRO E MEZZO

    Ho un debole per la George... ed ancor più per la coppia Linley/Barbara. Ben scritto, trama avvincente specialmente nel finale quando viene svelata (con mia sorpresa, ahimè, non c'ero arrivata!) l'identità del misterioso Gordon. Personaggi dal grande ...(continue)

    Ho un debole per la George... ed ancor più per la coppia Linley/Barbara. Ben scritto, trama avvincente specialmente nel finale quando viene svelata (con mia sorpresa, ahimè, non c'ero arrivata!) l'identità del misterioso Gordon. Personaggi dal grande spessore, la George ha una grande capacità di rendere reali, solidi i protagonisti dei suoi libri.

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    nikita said on Oct 25, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Serial detectives - 20 ott 13

    Speravo qualcosa di più dall’interminabile libro di miss George, che è sempre una patita di libri super lunghi, con storie che si accavallano su storie, anche se con l’intento di trovare un filone che (prima o poi) le unifichi in un corpus unico. Tra ...(continue)

    Speravo qualcosa di più dall’interminabile libro di miss George, che è sempre una patita di libri super lunghi, con storie che si accavallano su storie, anche se con l’intento di trovare un filone che (prima o poi) le unifichi in un corpus unico. Tra l’altro, dopo la sbandata di tre o quattro romanzi fa dove, a causa della tragica morte dell’amata moglie, sembrava la serie destinata alla chiusura, con un po’ di fatica e di mestiere, la George sta cercando (riuscendoci) di rimettere il tutto nei binari “normali”. Ed anche qui, sir Thomas Lynley fa un ulteriore (quasi definitivo) passo per tornare nelle forze di Scotland Yard. Purtroppo la storia è viziata da una strutturazione alla Stephen King, non tanto per il versante horror, quanto per quel modo di scrivere e rimandare tipo “Il corpo”, quel racconto da cui fu tratto il film “Stand by me”, per cui si inserisce una storia antica, spezzettata in tanti capitoli distanziati tra loro, per dare senso e respiro alla storia che stiamo seguendo. Per darne spiegazioni, a volte marginali, a volte sostanziali. anche se qui si capisce dalla seconda pagina questa trama secondaria. Ci sono dei ragazzi undicenni, sbandati, che commettono un efferato crimine verso un bimbo. Saranno presi e condannati, ma si capisce che uno di loro è il Gordon che fa da perno alla vicenda. Chi dei tre sia, lo scopriremo alla fine (un punto per la George), tuttavia è ben chiaro che Gordon vive lì nell’Hampshire sotto copertura, anche se ormai sono passati almeno venti anni dai fatti antichi. Sul versante moderno, si scopre che la convivente di Gordon viene trovata uccisa in un cimitero di Londra. Jamima che se ne era andata improvvisamente (forse ha saputo del passato di Gordon?), anche avendo scoperto un tesoro di monete antiche nella villa in cui loro vivono. La situazione quindi si spezza in due, da un lato il narrato nell’Hampshire, dove compare una bella signorina che fa la corte a Gordon, suscitando perplessità sia in Merry (l’amica del cuore di Jamima che non si da pace della morte) sia in Rob (il fratello di Jamima). Dall’altro le indagini che partono a Londra, coordinate dalla squadra di Lynley, affidata però ad un nuovo comandante, il sovraintendente Isabella Archer. Qui si apre una parentesi, perché ci immergiamo nei problemi della quasi quarantenne ispettrice, brava ma un po’ “arrivista”, ma soprattutto dedita a tenersi su con un numero infinito di bottigliette di vodka. Non siamo dalle parti delle cupe sbornie di Rebus (che la George cita en passant), ma solo nel mostrare debolezze del personaggio. Che tuttavia chiede a Lynley di tornare in squadra. Creando non pochi problemi ai sergenti vari, non ultima la nostra Barbara, sempre malvestita ma sempre pronta ad intuizioni folgoranti. E la squadra di Londra indaga sulla vita londinese di Jamima, e sui suoi amori, l’italiano Paolo e il dongiovanni Frazer. Compare anche uno strano tipo di schizofrenico paranoide, che sembra poter incarnare il capro espiatorio tipo. La George qui mescola molto le carte, cercando di indirizzarci verso questo o quello, ma senza riuscirci, che capiamo bene chi possa esserci dietro tutte queste manovre. Ed è ovviamente Lynley che avrà l’intuizione giusta, anche se penerà non poco a trovare il modo di far uscire fuori prove certe dei fatti. Tutto ovviamente condito dalle decisioni sballate della Archer che sembrano mandare nel pallone le indagini. Ritroviamo anche di sfuggita i coniugi St. James anche se in una parte minore, ma che riescono a fornire le prime prove al nostro. Ed entriamo anche nelle problematiche personale della Archer, che il marito ha allontanato da casa e dai figli proprio per il suo alcoolismo. Dispiace, personalmente, che si intraveda una possibile storia tra Isabella e Thomas. Ma forse è solo sesso. Quando tutto sembra perduto, Barbara a New Forest nell’Hampshire (sembra un posto interessante, da vedere se esiste) riesce a sventare una possibile tragica fine della storia. E Lynley, sfruttando il fatto che non erano stati avvertiti dalle autorità sulla natura del “caso Gordon”, riesce a salvare il posto alla neo-sovrintendente. Vedremo in futuro come si evolveranno le storie, anche se (in uno dei tanti rivoli) capiamo che Barbara (che aveva un penchant verso un immigrato) non andrà molto avanti su quel lato. Ma la squadra si ricostruisce, anche se Lynley ne sarà solo il vice. Comunque, troppe pagine e troppa carne al fuoco. Qualche taglio ne avrebbe migliorato la fruibilità. Nel gioco dei contrari (visto che sto abbondando di particelle avversative) sono comunque discretamente soddisfatto della lettura. Chissà se un giorno riuscirò a compilare una storia degli ispettori e dei commissari di polizia della letteratura poliziesca.

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    Giogio53 said on Oct 20, 2013 | Add your feedback

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    Pur avendo una trama ben congegnata e avvincente questo romanzo conferma la mia impressione che la George è troppo prolissa e noiosa per una scrittrice di gialli. Per non rendere noiosa una tale massa di dettagli, o scrivi come Vargas, o il lettore l ...(continue)

    Pur avendo una trama ben congegnata e avvincente questo romanzo conferma la mia impressione che la George è troppo prolissa e noiosa per una scrittrice di gialli. Per non rendere noiosa una tale massa di dettagli, o scrivi come Vargas, o il lettore legge una riga sì una no e arriva alla fine solo per scoprire chi è l'assassino.

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    Chiara187 said on Jul 14, 2013 | Add your feedback

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