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Questo sangue che impasta la terra

Di ,

Editore: Mondadori

3.9
(587)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 250 | Formato: Altri

Isbn-10: 8804505001 | Isbn-13: 9788804505006 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
1970. Nell'Italia della strategia della tensione, delle rivolte studentesche edella febbre per una vita nuova, più libera e creativa, l'ex marescialloBenedetto Santovito viene strappato alla sua vita semplice e tranquilla dauna serie di strane coincidenze. Ma quando inizia a indagare, tra i boschidell'Appennino e i portici di Bologna, scopre che le utopie scandite ad altavoce dagli slogan di piazza e le trame più occulte si mescolano in una zonapericolosa, grigia, assassina.
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  • 3

    Non uno dei migliori libri del duo Guccini- Mchiavelli. Tutto troppo complicato e troppe pause che alla fine stancano,. La storia degli anni 70 ne esce troppo confusa per come l'ho vissuta io dall'interno.
    TRAMA
    È l'inizio degli anni settanta a Bologna: le osterie, i giovani da tutta ...continua

    Non uno dei migliori libri del duo Guccini- Mchiavelli. Tutto troppo complicato e troppe pause che alla fine stancano,. La storia degli anni 70 ne esce troppo confusa per come l'ho vissuta io dall'interno.
    TRAMA
    È l'inizio degli anni settanta a Bologna: le osterie, i giovani da tutta Italia, i palestinesi, le canzoni, la rivoluzione, la strategia della tensione. Due avvenimenti irrompono nella vita da pensionato dell'ex maresciallo Benedetto Santovito. Nottetempo un giovane in tuta mimetica viene scaricato, morente, da una jeep davanti all'ospedale di un paese dell'Appennino. E, poco dopo, una giovane studentessa, figlia di un'amica del commissario, scompare misteriosamente. Forse i due avvenimenti sono collegati e Santovito dovrà scoprirlo indagando in una città brulicante di ragazzi, di rivoluzionari e di spioni, un luogo dove l'utopia e le trame più occulte si fondono in una zona grigia, indistricabile, assassina.

    ha scritto il 

  • 3

    Non male, ma in fondo molto simile al suo genere, il poliziesco italiano, carino, leggibile, con i suoi personaggi caratteristici. Lo sfondo storico è interessante, ricostruendo quegli anni settanta da molti punti di osservazione. Ma niente di più.

    ha scritto il 

  • 4

    La nostalgia dell'ex maresciallo Santovito

    "Decise che il paese di ognuno è quello dove si è nati o dove si è vissuta la prima parte dell’esistenza, dove si hanno radici e ricordi e dove fa sempre piacere tornare, anche se poi non si torna, non si torna quasi mai."

    ha scritto il 

  • 4

    anni di piombo

    L'appennino, come sempre. Il maresciallo, in congedo, Santovito...come sempre. E'una vera e propria saga questa, di quel paese tra emilia e toscana; paese in cui da molti anni, succede sempre qualcosa di significativo. L'intreccio del romanzo è forse un po'forzato, ma del resto di quegli anni pro ...continua

    L'appennino, come sempre. Il maresciallo, in congedo, Santovito...come sempre. E'una vera e propria saga questa, di quel paese tra emilia e toscana; paese in cui da molti anni, succede sempre qualcosa di significativo. L'intreccio del romanzo è forse un po'forzato, ma del resto di quegli anni probabilmente nessuno conosce a fondo la verità (a parte quei pochissimi registi occulti degli avvenimenti di quell'epoca). Campi di addestramento paramilitari, manifestazioni di piazza, depistaggi, delatori e ovviamente omicidi. Guccini e Macchiavelli non si fanno mancare nulla in quest'affresco d'Emilia-Italia dei primi anni '70.
    Simpatica l'autocitazione del maestrone studente chitarrista da osteria di fuori porta...

    ha scritto il 

  • 2

    libro acquistato "per forza" condizione sine qua non per partecipare ad un dibattito con guccini e corona. Giallo mediocre guastato da una scelta ideologica di fondo che annulla anche quei pochi spunti interessanti della trama

    ha scritto il 

  • 4

    Anche questa volta l'accoppiata Guccini-Macchiavaelli non mi ha deluso.
    Ho ritrovato con piacere il maresciallo Santovito e con lui mi sono addentrata nella mia Bologna (quella del 1970 che x motivi anagrafici non ho potuto vivere). Con lui sono entrata al teatro Sanleonardo nel quale da ba ...continua

    Anche questa volta l'accoppiata Guccini-Macchiavaelli non mi ha deluso.
    Ho ritrovato con piacere il maresciallo Santovito e con lui mi sono addentrata nella mia Bologna (quella del 1970 che x motivi anagrafici non ho potuto vivere). Con lui sono entrata al teatro Sanleonardo nel quale da bambina (negli anni 80) andavo a vedere gli spettacoli con le scuole elementari.
    Ma a parte queste nostalgie da bolognese doc, il romanzo è ben costruito, 2 storie affiancate che alla fine si ricongiungono.
    Ho trovato solo un pò forzato il capitolo ANTICHI MESTIERI, con le premonizioni sulla commercializzazione del limoncello e sul ritorno alla montagne e al caminetto "romantico".

    ha scritto il 

  • 4

    Nonostante qualche svarione storico, la trama gialla è ben elaborata, l'atmosfera intensa e ben modulata, il senso (o la mancanza del medesimo) di quegli anni ben trasmesso.
    Insomma, un ottimo giallo con la consueta eccellente ambientazione.

    ha scritto il