Qui, dove ci incontriamo

Di

Editore: Bollati Boringhieri (Varianti)

4.0
(82)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 169 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8833916219 | Isbn-13: 9788833916217 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Maria Nadotti

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Un libro nomade, che viaggia attraverso l'Europa, dove storie apparentemente disparate si rivelano parti di un tutto, momenti perduti ritrovano il loro posto. Memorie sensuali del passato penetrano nel presente. Città - Madrid, Cracovia, Lisbona, Ginevra, Londra - costituiscono ibridi rievocativi di un vecchio e nuovo mondo. Nell'attraversare confini e barriere temporali, questo libro è un romanzo giocoso e inatteso. "Come tutti i grandi romanzieri, come tutte le grandi persone, John Berger guida i suoi personaggi e i suoi lettori con tenerezza e profondo umorismo" (Michael Ondaatje).
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  • 4

    "Non saprò mai quello che ho trovato.
    No, non lo saprai mai. La sola cosa che devi sapere è se stai mentendo o cercando di dire la verità, non puoi più permetterti di fare confusione..."

    ha scritto il 

  • 4

    Dedicato a chi mi ha suggerito di leggerlo

    Ci sono libri che ti prendono e ti sorprendono, coinvolgendoti a un livello profondo. Ed è difficile parlarne senza lasciarsi trascinare dalle emozioni. Questo è uno di quelli. Le città hanno un volto ...continua

    Ci sono libri che ti prendono e ti sorprendono, coinvolgendoti a un livello profondo. Ed è difficile parlarne senza lasciarsi trascinare dalle emozioni. Questo è uno di quelli. Le città hanno un volto definito, un carattere preciso, che scopri osservandole con attenzione e con lo sguardo di un amante. Sono diverse tra loro, eppure a volte basta un particolare anche insignificante, come il gesto di un passante, un colore, una voce, a ridestare un ricordo e una somiglianza con un luogo lontano del passato. È la caratteristica delle città e dei luoghi che l'autore visita e ci descrive. Un fiume della Piccola Polonia somiglia, nel suo corso e nella sua indifferenza, a quello che scorreva accanto alla sua casa in Inghilterra, vicino al quale giocava con il padre. Lisbona, Ginevra, Londra e le altre, sono reali e immaginate, sono punti di incontro e fusione di spazio e tempo, di presente e passato, in cui le persone scomparse si muovono accanto ai vivi, legate ad essi dalla gioia dei ricordi condivisi. Basta saper guardare e, soprattutto, aver la "cortesia" di accorgersi di loro.

    ha scritto il 

  • 4

    Ancora pensieri sugli Incontri per un'amica.

    Carissima!
    Non sai quanto mi faccia piacere contribuire alla tua passione per la lettura con i miei piccoli pieces of advice; il tuo entusiasmo mi inorgoglisce.
    Riuscire ad incuriosire una formidabile ...continua

    Carissima!
    Non sai quanto mi faccia piacere contribuire alla tua passione per la lettura con i miei piccoli pieces of advice; il tuo entusiasmo mi inorgoglisce.
    Riuscire ad incuriosire una formidabile e profonda lettrice come te mi galvanizza e mi conforta sulla mia capacità di coinvolgere, condividere e comunicare le cose giuste alle persone giuste.
    Io non ho goduto Berger in modo così intimo e personale come te, però ci ho trovato comunque molto.
    Per il tuo intenso vissuto, a te è piaciuto anche a livello emotivo: cosa si può desiderare di più da una lettura?
    Di Berger ho pure 'G' da leggere, cosa che farò non appena uscirò dalle brume marsigliesi e dello Yorkshire, (ma si dice [iorksciaier] o [iorkscir]?)
    Non c'e' dubbio che qui ci troviamo di fronte ad uno scrittore con i contro zebedei..

    Baci!

    ha scritto il 

  • 4

    Il mio primo Berger. E certo non l'ultimo.
    Con penna leggera e al tempo stesso capace di toccare in profondità, Berger affronta con delicatezza e misurato dolore le tematiche relative al tempo e alla ...continua

    Il mio primo Berger. E certo non l'ultimo.
    Con penna leggera e al tempo stesso capace di toccare in profondità, Berger affronta con delicatezza e misurato dolore le tematiche relative al tempo e alla morte.
    Bellissimo il capitolo dedicato alle pitture rupestri della Grotta Chauvet.

    ha scritto il 

  • 3

    “Metti per iscritto qualcosa e non sai subito di cosa si tratta. La sola cosa che devi sapere è se stai mentendo o cercando di dire la verità........”

    Tempo fa:
    Ho viaggiato fra le pagine con Berger. Ho visitato luoghi mai visti prima, Lisbona, Madrid, Londra, Cracovia.........come se li conoscessi da sempre. Insieme a lui ho rivissuto ricordi e i ...continua

    Tempo fa:
    Ho viaggiato fra le pagine con Berger. Ho visitato luoghi mai visti prima, Lisbona, Madrid, Londra, Cracovia.........come se li conoscessi da sempre. Insieme a lui ho rivissuto ricordi e incontrato persone che non ci sono più. Come lui ho visto e ascoltato.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro strano e bellissimo come per certi versi solo i libri di John Berger sanno essere. Messo assieme all’approssimarsi degli ottant’anni, racconta sul fondale di alcuni luoghi d’europa (città, fo ...continua

    Un libro strano e bellissimo come per certi versi solo i libri di John Berger sanno essere. Messo assieme all’approssimarsi degli ottant’anni, racconta sul fondale di alcuni luoghi d’europa (città, fondamentalmente: Lisbona, Londra, Cracovia, Madrid) di strani incontri e apparizioni di benevoli fantasmi: la madre, ma anche un paio di amici/mentori morti da chissà quanto – la morte è una figura costante sullo sfondo – con i quali intavolare e riprendere l’incessante e sospeso dialogo che si ha con chi non c’è più. Con questa sua scrittura particolare, affine a certe tecniche di disegno che fanno scaturire una figura attraverso una serie di affinamenti, o anche a certi patchwork di immagini, viene fuori una sorta di autobiografia, uno zibaldone di riflessioni sempre emozionanti. In particolare, ho trovato di una densità quasi dolorosa le poche pagine che egli dedica alle pitture rupestri del Pont D’Arc.

    ha scritto il 

  • 4

    Qui, dove ci incontriamo la distanza fra di noi si è colmata.
    Lontani dal vortice dello scorrere del tempo che passa,
    soltanto lo spazio ci contiene.
    I confini della realtà intorno si fanno vaghi,
    l'o ...continua

    Qui, dove ci incontriamo la distanza fra di noi si è colmata.
    Lontani dal vortice dello scorrere del tempo che passa,
    soltanto lo spazio ci contiene.
    I confini della realtà intorno si fanno vaghi,
    l'orizzonte raggiunge la sua massima estensione e noi avveniamo, improvvisamente.
    Liberi di vivere un presente che non appartiene a questo mondo, ci caliamo nell'emozione dell'incontro e la meraviglia di scoprirti vicino diventa inebriante consuetudine.

    ha scritto il 

  • 4

    Qui, dove ci incontriamo …
    nei luoghi della mente e del cuore,
    nell’”altrove” dove ti nascondi e dove vengo a cercarti quando mi manchi.
    Qui, dove ancora non riesco a trattenermi a lungo senza pianger ...continua

    Qui, dove ci incontriamo …
    nei luoghi della mente e del cuore,
    nell’”altrove” dove ti nascondi e dove vengo a cercarti quando mi manchi.
    Qui, dove ancora non riesco a trattenermi a lungo senza piangere,
    tra i ricordi e le emozioni,
    dove il dolore diventa pace e l’amore è immenso ed immutato.
    Qui, dove posso raccontarti di questo libro che, sono certa, ti sarebbe piaciuto.
    Qui, dove anch’io sarò …
    nella mente e nel cuore di chi mi ha conosciuta e amata.

    Berger parla di (e a) se stesso, ma lo fa con una tale generosità che la sua storia diventa tua.
    Utilizza tutte le forme di comunicazione che ama: la fotografia, il disegno, la sceneggiatura, la poesia. Le pagine scritte diventano foto, quadri, scene di un film e non di rado ci si ritrova proiettati nel “nostro altrove”, dove chi non abbiamo più accanto torna a parlarci, a guardarci negli occhi, ad esistere.
    Un libro che è un omaggio, una “cortesia” per accorgersi di loro.

    ha scritto il 

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