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Quicksilver: The Baroque Cycle

By Neal Stephenson

(75)

| Paperback | 9780099410683

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Book Description

In this richly imagined follow-up to his bestseller "Cryptonomicon", Neal Stephenson brings to life a cast of unforgettable characters in a time of breathtaking genius and discovery, men and women whose exploits defined the age of the High Baroque... Continue

In this richly imagined follow-up to his bestseller "Cryptonomicon", Neal Stephenson brings to life a cast of unforgettable characters in a time of breathtaking genius and discovery, men and women whose exploits defined the age of the High Baroque...Daniel Waterhouse possesses a brilliant scientific mind and yet knows that his genius is dwarfed by that of his friends Isaac Newton, Gottfried Leibniz, and Robert Hooke. A student of the twin disciplines of science and alchemy, he is embroiled in a bloody struggle for religious freedom. Jack Shaftoe began his life as a London street urchin and is now a reckless wanderer in search of good fortune. The intrepid exploits of Half-Cocked Jack, King of the Vagabonds, are quickly becoming the stuff of legend through Europe. Eliza is a young woman whose ingenuity is all that keeps her alive after being set adrift from the Turkish harem in which she has been imprisoned since she was a child. Daniel, Jack and Eliza traverse a landscape populated by mad alchemists, Barbary pirates, and bawdy courtiers, as well as historical figures including Samuel Pepys, Ben Franklin, and other great minds of the age.
Travelling from the infant American colonies to the Tower of London, the glittering courts of Louis XIV, and all manner of places in between, this magnificent historical epic brings to vivid life a time like no other, and establishes its author as one of the pre-eminent talents of our own age.

34 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Alle origini di Cryptonomicon

    E' sempre un formidabile e magnifico tour de force la lettura di un romanzo di Neal Stephenson.
    Anche se ci sono volute settimane per leggerlo, e si è dovuto superare qualche momento di stanca di fronte alla gigantesca mole di riferimenti ultra-erud ...(continue)

    E' sempre un formidabile e magnifico tour de force la lettura di un romanzo di Neal Stephenson.
    Anche se ci sono volute settimane per leggerlo, e si è dovuto superare qualche momento di stanca di fronte alla gigantesca mole di riferimenti ultra-eruditi che quest'uomo presenta a getto continuo, si resta sempre col rimpianto di averlo finito troppo presto.
    Con Quicksilver, l'autore ci porta inizialmente nella Londra del 1600 per un'approfondita conoscenza di Newton e dei suoi colleghi della Royal Society of Science e di vari re inglesi più o meno fuori di testa causa sifilide, incroci familiari e psicopatie varie. Ma è solo il punto di partenza, perché poi si toccherà la Francia (dove faremo conoscenza con Luigi XIV e la corte di Versailles), l'Olanda (Guglielmo d'Orange difensore dei protestanti e memorabili descrizioni di Amsterdam), vari principati tedeschi (un simpaticissimo Leibniz alle prese tra l'altro con l'amministrazione delle miniere d'argento); e una capatina nella recente colonia del Massachussets, dove l'Università di Harvard è stata appena fondata ma è ancora piuttosto provinciale e il MIT consiste in un capanno-officina nei boschi. Più un altro centinaio di altri posti e personaggi storici di varie nazionalità, tra i quali ci si smarrisce più spesso del normale. E in verità, mi pare proprio che in questo libro Stephenson abbia osato un'inversione della consueta regola in uso nei romanzi storici, mettendo in scena quattro o cinque personaggi d'invenzione in mezzo a una folla di tizi realmente esistiti, alcuni dei quali - già mostruosamente ingombranti per conto loro, come Newton e Leibniz – assurgono né più né meno che a ruolo di coprotagonisti.
    Ma i personaggi inventati, che sono poi quelli che ci portano materialmente a spasso per il romanzo, sono altrettanto memorabili, e doppiamente piacevoli per il rapporto che li lega a un altro amatissimo romanzo di Stephenson, Cryptonomicon: il matematico Waterhouse e l'avventuriero Shaftoe sono infatti gli antenati dei protagonisti di Cryptonomicon; Enoch Root, enigmatico scienziato e alchimista dalla longevità alquanto sospetta se ne va tranquillamente a spasso nella Londra del 1600 così come (in Cryptonomicon) durante la Seconda Guerra Mondiale.
    New entry, la giovanissima Eliza, avventuriera con il pallino della finanza, che scopriamo con delizia essere originaria dell'isola di Outer Qwghlm, ben nota ai fans di Cryptonomicon.
    E' veramente un privilegio potersi immergere, tutto sommato per un pugno di euro, in letture come questa: anche perché a fronte dell'incredibile densità informativa che caratterizza i suoi libri - e che costringe talvolta ad arrancare e a districarsi in un ginepraio di riferimenti storici, scientifici e filosofici - Stephenson ricompensa regolarmente con invenzioni meravigliose, immagini indimenticabili e, soprattutto, smisurato divertimento.

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    Skimble said on Jun 10, 2014 | 3 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    La prima parte è bellissima, con tutta la Royal society impegnata in esperimenti. I vari salti temporali non infastidiscono, anche se non agevolano :)
    La seconda invece è troppo improbabile e i salti temporali sono troppo semplificati.
    Insomma, da le ...(continue)

    La prima parte è bellissima, con tutta la Royal society impegnata in esperimenti. I vari salti temporali non infastidiscono, anche se non agevolano :)
    La seconda invece è troppo improbabile e i salti temporali sono troppo semplificati.
    Insomma, da leggere comunque, però ...

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    Xander Lavelle said on Aug 12, 2013 | 2 feedbacks

  • 2 people find this helpful

    Il libro è bello davvero. Una ricostruzione storica di assoluta levatura, in cui i personaggi inventati da Stephenson si trovano a interagire con le grandi personalità realmente vissute tra '600 e '700.
    Il problema? L'ho trovato un volume di una pesa ...(continue)

    Il libro è bello davvero. Una ricostruzione storica di assoluta levatura, in cui i personaggi inventati da Stephenson si trovano a interagire con le grandi personalità realmente vissute tra '600 e '700.
    Il problema? L'ho trovato un volume di una pesantezza indicibile (e non mi riferisco al numero di pagine, comunque ragguardevole)! Ho fatto molta fatica a procedere, nonostante la trama mi intrigasse e mi spingesse a saperne di più. Stephenson scrive, per lunghi tratti, con uno stile quasi didascalico, sciorinando nozioni su nozioni che possono anche risultare interessanti, ma spezzano terribilmente la narrazione. Penso che questo libro sarebbe potuto entrare fra i miei preferiti, se solo non fosse sfuggito così di mano all'autore.
    Sono solo a un terzo della trilogia e non mi sento ancora in grado di affrontare il secondo volume. Prima o poi dovrò farlo, però. :)

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    Iophil said on Dec 12, 2012 | 4 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Il Ciclo barocco di Neal Stephenson è una delle opere più ambiziose degli ultimi anni e una delle migliori letture in cui mi sia imbattuto. Uno spaccato del mondo noto e ignoto a cavallo tra Sei e Settecento, ricco di affreschi urbani di grande accur ...(continue)

    Il Ciclo barocco di Neal Stephenson è una delle opere più ambiziose degli ultimi anni e una delle migliori letture in cui mi sia imbattuto. Uno spaccato del mondo noto e ignoto a cavallo tra Sei e Settecento, ricco di affreschi urbani di grande accuratezza e incontri con personaggi storici di spessore, a partire dal coprotagonista Isaac Newton. Stephenson si è documentato con perizia e passione per i ritratti e le ambientazioni, raggiungengo un altissimo livello di verosimiglianza cui aggiunge poi, con estro e una qualche arroganza, trame di pura invenzione che gli permettono di giocare tiri mancini al lettore, spesso in dubbio sullo statuto di scene e apparizioni. Quella di Stephenson è una vertigine metodica, una vivace ironia e una ricerca formale di stile e modelli che riutilizza, con voli metaforici, in tutte le sue opere, a suggerire prospettive diverse e l'inutilità delle etichette.

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    Fabio D Andrea said on Apr 30, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Libro immenso,colossale, geniale. Difficile classificarlo, forse la coniata definizione post-cyberpunk è quella che più si avvicina a questo tomo storico-scientifico-religioso-finanziario-fantastico. Arduo descriverne la trama che procede almeno su q ...(continue)

    Libro immenso,colossale, geniale. Difficile classificarlo, forse la coniata definizione post-cyberpunk è quella che più si avvicina a questo tomo storico-scientifico-religioso-finanziario-fantastico. Arduo descriverne la trama che procede almeno su quattro livelli contemporanemente tra l'america dei primi decenni del 1700, la buia Londra (con Newton, Hooke, Locke...) e Vienna dell'ultimo cinquantennio del 1600, la Germania di Leibniz, L'Olanda di Orange,la Francia del Re Sole. Spettacolo puro, purissimo ma faticoso libro come sono le opere di Stephenson in genere, tuttavia densissimo. Alcune parti scorrono incredibilmente, altre sono lentissime, tutto però serve tra digressioni storiche, scientifiche ed economiche si muovono personaggi realmente vissuti accanto a splendidi personaggi inventati: Eliza, giovane inglese del Qwghlm (regione nordica, inventata) è sicuramente tra i personaggi migliori della letteratura!. Un avvertenza: il Ciclo Barocco, di cui questo è il primo momento, in realtà è un unico grande libro. Argento vivo sono solo i primi tre capitoli!
    La trama?
    ci provo:
    il libro si apre con lo scienziato puritano Daniel Waterhouse a Boston (dove egli sta tentando di fondare ciò che poi sarà il MIT), intercalate (all’indietro nel tempo), con i suoi studi a Cambridge e al contatto con la filosofia naturale della Royal Society. L'autore ci offre una panoramica (pesantina) degli intrighi di potere della corte inglese, e della faida tra chiesa di Stato, puritani e papisti. Coinvolge quindi dialoghi fitti e veramente complessi sia con politici checon scienziati come Newton e Leibniz, che com'è noto diventeranno rivali a causa della paternità del calcolo infinitesimale.
    Nel secondo capitolo si apre la vicenda del geniale vagabondo Shaftoe (decisamente più fluida) che si intreccia appunto a quella di Eliza, rinchiusa in un harem ottomano e liberata da Shaftoe durante l’assedio dei turchi a Vienna. I due attraverseranno l’Europa in un viaggio che è spettacolo puro lui per inseguire la libertà che è lo scopo della su vita lei per sete di sapere e di potere forte della sua grandissima intelligenza. L'ingresso di questi personaggi hanno l'indubbio merito di alleggerire le vicende di Leibniz, Waterhouse e Newton. Hooke del terzo capitolo in cui Stephenson si esibisce in stili narrativi diversi, muovendosi anche tra quello epistolare e teatrale. Il terzo capitolo però lascia tutto in sospeso per il secondo tomo: Confusione.

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    Paolo C 71 said on Feb 3, 2012 | Add your feedback

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    E' uno dei libri più belli che io abbia mai letto .... forse un pò difficile da leggere ..

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    blackcat said on Jan 31, 2012 | Add your feedback

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