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Quicksilver: The Baroque Cycle

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Publisher: Cornerstone

4.1
(177)

Language:English | Number of Pages: 926 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) German , Italian

Isbn-10: 0099410680 | Isbn-13: 9780099410683 | Publish date:  | Edition New Ed

Also available as: Hardcover , Audio CD , eBook

Category: Fiction & Literature , History , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
In this richly imagined follow-up to his bestseller "Cryptonomicon", Neal Stephenson brings to life a cast of unforgettable characters in a time of breathtaking genius and discovery, men and women whose exploits defined the age of the High Baroque...Daniel Waterhouse possesses a brilliant scientific mind and yet knows that his genius is dwarfed by that of his friends Isaac Newton, Gottfried Leibniz, and Robert Hooke. A student of the twin disciplines of science and alchemy, he is embroiled in a bloody struggle for religious freedom. Jack Shaftoe began his life as a London street urchin and is now a reckless wanderer in search of good fortune. The intrepid exploits of Half-Cocked Jack, King of the Vagabonds, are quickly becoming the stuff of legend through Europe. Eliza is a young woman whose ingenuity is all that keeps her alive after being set adrift from the Turkish harem in which she has been imprisoned since she was a child. Daniel, Jack and Eliza traverse a landscape populated by mad alchemists, Barbary pirates, and bawdy courtiers, as well as historical figures including Samuel Pepys, Ben Franklin, and other great minds of the age.
Travelling from the infant American colonies to the Tower of London, the glittering courts of Louis XIV, and all manner of places in between, this magnificent historical epic brings to vivid life a time like no other, and establishes its author as one of the pre-eminent talents of our own age.
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  • 4

    Questo è uno dei romanzi più difficili che mi sia mai capitato di leggere per i suoi contenuti: non ho mai incontrato un tentativo così riuscito di riprodurre lo stile ma soprattutto il pensiero corrente di un periodo storico così lontano da noi come il tardo diciassettesimo secolo. Non potrei co ...continue

    Questo è uno dei romanzi più difficili che mi sia mai capitato di leggere per i suoi contenuti: non ho mai incontrato un tentativo così riuscito di riprodurre lo stile ma soprattutto il pensiero corrente di un periodo storico così lontano da noi come il tardo diciassettesimo secolo. Non potrei considerare questo romanzo "storico" perché non è tratteggiato con l'occhio di un contemporaneo che guarda il passato. L'autore si è immedesimato in maniera quasi inquietante nella mente di scienziati e vagabondi e altri personaggi di metà Seicento... forse ha una macchina del tempo nascosta in garage, chissà. La cosa secondo me è doppiamente incredibile se si considera che metà del romanzo parla di scienza: credo sia molto difficile riuscire a guardare ai primi scienziati coerenti con questo termine (i filosofi naturali) e alle loro idee senza apporre giudizi di sorta dati dalla nostra conoscenza di oggi. Ci sono idee di Newton di cui oggi sorridiamo bonariamente perché sappiamo che non sono valide, per dire, e così per molti altri: riuscire a far discutere queste idee ai contemporanei di Newton senza però infarcire la loro bocca di nozioni e conoscenze posteriori è veramente complesso, bisogna davvero fare delle scissioni non da ridere.

    Ed è questo che lo rende un libro di fantascienza: la fantascienza nasce dalla riflessione di dove la tecnologia sempre più permeante della vita umana avrebbe portato la nostra specie. Ed è la stessa precisa riflessione che si pongono alcuni dei personaggi (specie nella divertentissima - sarcasmo - parte in cui si discute dell'eticità dello sventrare cani ancora in vita o nel sezionare i resti di un collega recentemente defunto). La scienza ai suoi inizi, chiamata per la prima volta così (forse non ancora, neanche), la fisica, la chimica che si scinde dall'alchimia, la crittografia - base da cui nascerà poi lo studio che porterà ai primi elaboratori di calcolo e poi ai nostri computer - l'anatomia, l'astronomia...), gli albori di discipline importantissime per l'evoluzione umana...

    Ciò è un punto a favore ma anche un difetto, per certi versi, perché anche i lettori devono riuscire a fare la stessa scissione, e soprattutto impegnarsi a leggere un libro che per una corposa prima parte è interamente incentrato su discussioni scientifico-filosofiche e per l'altra su giochi politici di cui noi sappiamo poco o pochissimo. Se si riesce a superare questa prima parte, poi le vicende prendono di più, ma rimane un romanzo che richiede molto impegno. Anche lo stile è molto difficile: ho letto che l'autore ha dichiarato "non l'ho scritto pensando al pubblico di oggi", o una cosa simile, ed è vero. Ci sono termini, anche nella traduzione, che io conosco perché ho trovato in certi libretti d'opera settecenteschi, ma che non ho mai sentito utilizzare nel linguaggio corrente.

    Nelle ultime trecento-duecento pagine poi sono stata risucchiata dagli eventi e ora VOGLIO sapere come va avanti, il che è incredibile, considerando che una settimana fa mi dicevo "finisco questo e poi MAI PIUUUUUUUUU'!")... Magari però prima mi prendo una pausa e leggo qualcos'altro. XD

    Interessante, ma preparatevi a un librone che richiederà impegno, dedizione... E grandi dosi di caffè!

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  • 5

    Alle origini di Cryptonomicon

    E' sempre un formidabile e magnifico tour de force la lettura di un romanzo di Neal Stephenson.
    Anche se ci sono volute settimane per leggerlo, e si è dovuto superare qualche momento di stanca di fronte alla gigantesca mole di riferimenti ultra-eruditi che quest'uomo presenta a getto contin ...continue

    E' sempre un formidabile e magnifico tour de force la lettura di un romanzo di Neal Stephenson.
    Anche se ci sono volute settimane per leggerlo, e si è dovuto superare qualche momento di stanca di fronte alla gigantesca mole di riferimenti ultra-eruditi che quest'uomo presenta a getto continuo, si resta sempre col rimpianto di averlo finito troppo presto.
    Con Quicksilver, l'autore ci porta inizialmente nella Londra del 1600 per un'approfondita conoscenza di Newton e dei suoi colleghi della Royal Society of Science e di vari re inglesi più o meno fuori di testa causa sifilide, incroci familiari e psicopatie varie. Ma è solo il punto di partenza, perché poi si toccherà la Francia (dove faremo conoscenza con Luigi XIV e la corte di Versailles), l'Olanda (Guglielmo d'Orange difensore dei protestanti e memorabili descrizioni di Amsterdam), vari principati tedeschi (un simpaticissimo Leibniz alle prese tra l'altro con l'amministrazione delle miniere d'argento); e una capatina nella recente colonia del Massachussets, dove l'Università di Harvard è stata appena fondata ma è ancora piuttosto provinciale e il MIT consiste in un capanno-officina nei boschi. Più un altro centinaio di altri posti e personaggi storici di varie nazionalità, tra i quali ci si smarrisce più spesso del normale. E in verità, mi pare proprio che in questo libro Stephenson abbia osato un'inversione della consueta regola in uso nei romanzi storici, mettendo in scena quattro o cinque personaggi d'invenzione in mezzo a una folla di tizi realmente esistiti, alcuni dei quali - già mostruosamente ingombranti per conto loro, come Newton e Leibniz – assurgono né più né meno che a ruolo di coprotagonisti.
    Ma i personaggi inventati, che sono poi quelli che ci portano materialmente a spasso per il romanzo, sono altrettanto memorabili, e doppiamente piacevoli per il rapporto che li lega a un altro amatissimo romanzo di Stephenson, Cryptonomicon: il matematico Waterhouse e l'avventuriero Shaftoe sono infatti gli antenati dei protagonisti di Cryptonomicon; Enoch Root, enigmatico scienziato e alchimista dalla longevità alquanto sospetta se ne va tranquillamente a spasso nella Londra del 1600 così come (in Cryptonomicon) durante la Seconda Guerra Mondiale.
    New entry, la giovanissima Eliza, avventuriera con il pallino della finanza, che scopriamo con delizia essere originaria dell'isola di Outer Qwghlm, ben nota ai fans di Cryptonomicon.
    E' veramente un privilegio potersi immergere, tutto sommato per un pugno di euro, in letture come questa: anche perché a fronte dell'incredibile densità informativa che caratterizza i suoi libri - e che costringe talvolta ad arrancare e a districarsi in un ginepraio di riferimenti storici, scientifici e filosofici - Stephenson ricompensa regolarmente con invenzioni meravigliose, immagini indimenticabili e, soprattutto, smisurato divertimento.

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  • 4

    La prima parte è bellissima, con tutta la Royal society impegnata in esperimenti. I vari salti temporali non infastidiscono, anche se non agevolano :)
    La seconda invece è troppo improbabile e i salti temporali sono troppo semplificati.
    Insomma, da leggere comunque, però ...

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  • 3

    Il libro è bello davvero. Una ricostruzione storica di assoluta levatura, in cui i personaggi inventati da Stephenson si trovano a interagire con le grandi personalità realmente vissute tra '600 e '700.
    Il problema? L'ho trovato un volume di una pesantezza indicibile (e non mi riferisco al ...continue

    Il libro è bello davvero. Una ricostruzione storica di assoluta levatura, in cui i personaggi inventati da Stephenson si trovano a interagire con le grandi personalità realmente vissute tra '600 e '700.
    Il problema? L'ho trovato un volume di una pesantezza indicibile (e non mi riferisco al numero di pagine, comunque ragguardevole)! Ho fatto molta fatica a procedere, nonostante la trama mi intrigasse e mi spingesse a saperne di più. Stephenson scrive, per lunghi tratti, con uno stile quasi didascalico, sciorinando nozioni su nozioni che possono anche risultare interessanti, ma spezzano terribilmente la narrazione. Penso che questo libro sarebbe potuto entrare fra i miei preferiti, se solo non fosse sfuggito così di mano all'autore.
    Sono solo a un terzo della trilogia e non mi sento ancora in grado di affrontare il secondo volume. Prima o poi dovrò farlo, però. :)

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  • 5

    Il Ciclo barocco di Neal Stephenson è una delle opere più ambiziose degli ultimi anni e una delle migliori letture in cui mi sia imbattuto. Uno spaccato del mondo noto e ignoto a cavallo tra Sei e Settecento, ricco di affreschi urbani di grande accuratezza e incontri con personaggi storici di spe ...continue

    Il Ciclo barocco di Neal Stephenson è una delle opere più ambiziose degli ultimi anni e una delle migliori letture in cui mi sia imbattuto. Uno spaccato del mondo noto e ignoto a cavallo tra Sei e Settecento, ricco di affreschi urbani di grande accuratezza e incontri con personaggi storici di spessore, a partire dal coprotagonista Isaac Newton. Stephenson si è documentato con perizia e passione per i ritratti e le ambientazioni, raggiungengo un altissimo livello di verosimiglianza cui aggiunge poi, con estro e una qualche arroganza, trame di pura invenzione che gli permettono di giocare tiri mancini al lettore, spesso in dubbio sullo statuto di scene e apparizioni. Quella di Stephenson è una vertigine metodica, una vivace ironia e una ricerca formale di stile e modelli che riutilizza, con voli metaforici, in tutte le sue opere, a suggerire prospettive diverse e l'inutilità delle etichette.

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  • 5

    Libro immenso,colossale, geniale. Difficile classificarlo, forse la coniata definizione post-cyberpunk è quella che più si avvicina a questo tomo storico-scientifico-religioso-finanziario-fantastico. Arduo descriverne la trama che procede almeno su quattro livelli contemporanemente tra l'america ...continue

    Libro immenso,colossale, geniale. Difficile classificarlo, forse la coniata definizione post-cyberpunk è quella che più si avvicina a questo tomo storico-scientifico-religioso-finanziario-fantastico. Arduo descriverne la trama che procede almeno su quattro livelli contemporanemente tra l'america dei primi decenni del 1700, la buia Londra (con Newton, Hooke, Locke...) e Vienna dell'ultimo cinquantennio del 1600, la Germania di Leibniz, L'Olanda di Orange,la Francia del Re Sole. Spettacolo puro, purissimo ma faticoso libro come sono le opere di Stephenson in genere, tuttavia densissimo. Alcune parti scorrono incredibilmente, altre sono lentissime, tutto però serve tra digressioni storiche, scientifiche ed economiche si muovono personaggi realmente vissuti accanto a splendidi personaggi inventati: Eliza, giovane inglese del Qwghlm (regione nordica, inventata) è sicuramente tra i personaggi migliori della letteratura!. Un avvertenza: il Ciclo Barocco, di cui questo è il primo momento, in realtà è un unico grande libro. Argento vivo sono solo i primi tre capitoli!
    La trama?
    ci provo:
    il libro si apre con lo scienziato puritano Daniel Waterhouse a Boston (dove egli sta tentando di fondare ciò che poi sarà il MIT), intercalate (all’indietro nel tempo), con i suoi studi a Cambridge e al contatto con la filosofia naturale della Royal Society. L'autore ci offre una panoramica (pesantina) degli intrighi di potere della corte inglese, e della faida tra chiesa di Stato, puritani e papisti. Coinvolge quindi dialoghi fitti e veramente complessi sia con politici checon scienziati come Newton e Leibniz, che com'è noto diventeranno rivali a causa della paternità del calcolo infinitesimale.
    Nel secondo capitolo si apre la vicenda del geniale vagabondo Shaftoe (decisamente più fluida) che si intreccia appunto a quella di Eliza, rinchiusa in un harem ottomano e liberata da Shaftoe durante l’assedio dei turchi a Vienna. I due attraverseranno l’Europa in un viaggio che è spettacolo puro lui per inseguire la libertà che è lo scopo della su vita lei per sete di sapere e di potere forte della sua grandissima intelligenza. L'ingresso di questi personaggi hanno l'indubbio merito di alleggerire le vicende di Leibniz, Waterhouse e Newton. Hooke del terzo capitolo in cui Stephenson si esibisce in stili narrativi diversi, muovendosi anche tra quello epistolare e teatrale. Il terzo capitolo però lascia tutto in sospeso per il secondo tomo: Confusione.

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  • 5

    Ho scritto questo commento mentre stavo ancora leggendo il libro.


    Da:


    http://www.webalice.it/michele.castellano/SF_Fantasy/cosaleggo/Argento%20Vivo.html


    Un romanzo che mi ha colpito immediatamente. Non mi ero accorto della sua uscita, forse perche' pubblicato da un editore ...continue

    Ho scritto questo commento mentre stavo ancora leggendo il libro.

    Da:

    http://www.webalice.it/michele.castellano/SF_Fantasy/cosaleggo/Argento%20Vivo.html

    Un romanzo che mi ha colpito immediatamente. Non mi ero accorto della sua uscita, forse perche' pubblicato da un editore che normalmente non si dedica alla Fantasy, ma mi e' capitato sott'occhio il volume successivo, e ad un rapido esame mi e' sembrato interessante. Il volume iniziale della serie, questo Argento Vivo, era ancora disponibile e l'ho comperato.
    Ora lo sto leggendo, e sono a circa tre quarti, ma ne sono stato completamente conquistato. Se si puo' definire in un qualche modo, e' un fantasy storico-scientifico. Lo sviluppo, o meglio, la nascita della scienza e' seguita attraverso la vita delle persone che l'hanno fatta nascere, con tutti i problemi, difficolta', invidie, indecisioni, idealismi, giochi sporchi e ruberie di idee che e' quasi naturale ci siano stati, anche se non appaiono nella storia ufficiale. Leggere sui libri di storia di alcune idiosincrasie di Newton non e' la stessa cosa che seguire, in modo ovviamente romanzato e in interazione con personaggi di fantasia, lo svilupparsi di una personalita' contorta e complessa, o scoprire che Hook aveva praticamente sviluppato in precedenza la teoria della gravitazione, ma gli mancava qualcosa per completarla, ed e' morto prima di riuscire a trovarlo, lasciando dietro di se' un mucchio di idee, realizzazioni pratiche ed invidie. Lo scontro tra Leibnitz e Newton per lo sviluppo dell'analisi infinitesimale e' descritta in modo esemplare e, al di la' di quello che e' vero o inventato, e' una situazione assolutamente credibile. L'intrecciarsi di personaggi storicamente esistiti con altri di pura fantasia, con le storie di quelli reali a volte piu' incredibile di quelle inventate, e' estremamente stimolante. Al punto in cui sono arrivato, una trama precisa non si e' ancora ben sviluppata, mentre e' stato delineato l'affresco generale. Ma e' questo affresco che mi e' piaciuto veramente molto. La descrizione di una societa' in transizione, con il capitalismo mercantilista ormai completamente affermato, ma in cui le relazioni sociali sono ancora un intreccio tra vecchio e nuovo, mentre il cambiamento epocale della rivoluzione industriale incomincia ad intravedersi. Il ruolo non secondario delle religioni, usate piu' spesso di quel che si creda a scopi politici per la supremazia economica, l'effetto dello spostamento dei confini del mondo soggettivo fino a comprendere l'intero globo, e l'inizio del ragionare in termini globalizzati.
    La descrizione che ne fa Stephenson e' viva e dettagliata, e se anche e' difficile capire quanto ha ricavato da documenti dell'epoca e quanto sono sue estrapolazioni, riesce a darne un senso talmente concreto e reale che sembra una cronaca fatta da una persona che l'ha vissuta. I punti di vista sono tanti quanti sono i personaggi coinvolti, dai nobili che si avviano inconsapevoli verso l'estinzione, a quelli piu' accorti che capiscono il mutare del mondo, ai mercanti borghesi, a volte ricchi ma sempre intraprendenti, al popolo minuto, contadini o plebe cittadina, che ricomincia a formarsi, forse per la prima volta dopo la caduta di Roma, e che, come sempre, ha come principale obiettivo il sopravvivere. E' un periodo storico che mi interessa molto e che spero di arrivare a studiare in dettaglio, anche se sono partito da lontano, come e' possibile vedere nella parte politica di questo mio sito.
    Ma questo non e' un trattato di storia, e' un romanzo Fantasy, e come tale quello che racconta non sempre e' realmente successo, e nemmeno avrebbe potuto succedere, visto che la realta' ha le sue regole che la fantasia spesso non rispetta. E' pero' un romanzo di idee ed intorno ad idee, inserite in un contesto che e' parente stretto di quello che e' stato veramente, ed e' quindi non solo una lettura divertente, ma anche, in un certo qual modo, una spinta ad approfondire un po' di storia e di politica.

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  • 5

    Vediamo un po' da dove cominciare... E' decisamente dura iniziare un sorta di recensione su di un libro del genere. Sono rimasto spiazzato fin dalle prime pagine, e sì che sono abituato a leggere molto. Questo va oltre. Stephenson, un fottuto maledetto e geniale nerd ha creato un migliaio di pagi ...continue

    Vediamo un po' da dove cominciare... E' decisamente dura iniziare un sorta di recensione su di un libro del genere. Sono rimasto spiazzato fin dalle prime pagine, e sì che sono abituato a leggere molto. Questo va oltre. Stephenson, un fottuto maledetto e geniale nerd ha creato un migliaio di pagine che fondono più generi in un qualcosa di difficilmente descrivibile. Al tempo stesso è e non è tante cose. Non è fantascienza e non è cyberpunk, anche se parte dello stile non è lontano. Non è un romanzo storico, anzi sì, ma non è solo questo. Non è un thriller sebbene nel finale la cadenza ne rispechia le fattezze. Non è un saggio scientifico anche se possiamo immaginarci di leggere un'enciclopedia con tanti richiami (una wiki?). E' prolisso, ma per la prima volta in vita mia mi sento di dover togliere qualsiasi riferimento negativo che diamo a questa parola. E' particolareggiato, attento in ogni suo minimo particolare. Mentre lo leggi sei dentro ad una game story grafica per pc.
    A cavallo tra il 1600 ed il 1700 incontriamo i grandi "filosofi naturali" dell'epoca, gli scienziati che hanno reso la civiltà ciò che è adesso. Tocchiamo con mano, ci scontriamo, ascoltiamo, pendiamo dalle loro labra, osserviamo i personaggi che stanno alla base scientifica moderna. Newton, Liebniz, Hooke tra i tanti. Durante il nostro pellegrinaggio (non spirituale certo, ma empirico e metafisico) troviamo descrizioni puntigliose riguardanti esperimenti ed aneddoti. Disquisizioni sulle monete inglesi ed il loro valore, la misurazione della temperatura dell'acqua nell'oceano, il sistema religioso e lo stile di vita di Boston nei primi anni del '700, la prova pratica di un esperimento sull'occhio umano, la costruzione di una meridiana e le basi per una lingua universale flosofica. Una listadi cose da narrare che termina solo con le oltre mille pagine del tomo. Argento vivo, metallo allo stato liquido dalle particolari qualità, è qualcosa che supera i contrasti religiosi e scientifici di un periodo assai vasto. Oltrepassa i legami sociali, le trame di corte, i giochi politici inglesi, continentali e coloniali. Non oso immaginare quanti input siano nella testa dell'autore, da rischio overload. Spettacolari le parti inventate come il Massachusetts Bay Colony Institute of Technologickal Arts (precursore del MIT) che fondono ed amalgamano alla perfezione con quelle storiche ed imbientali. Il racconto è anche avventura, non solo roba per scienziati come Daniel Waterhouse. C'è anche materiale per il vagabondo Shaftoe, veloce e forse differente dal resto del libro. Il lettore si ritrova quindi spiazzato ancora di più seguendo uno stile narrativo mutevole. Qui si ha sicuramente il miglior Stephenson per quanto riguarda la capacità di donare suspance al lettore, abilmente anestetizzato nelle prime (centinaia) pagine.
    Da leggere, non tutto di un fiato senza un innesto sotto cutaneo come quello di Johnny Mnemonic

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