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R.U.R

Rossum's Universal Robots

Di

Editore: Bevivino (Viaggiatori dell'utopia)

4.0
(43)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 173 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Ceco , Francese , Portoghese

Isbn-10: 8888764623 | Isbn-13: 9788888764627 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Vanni De Simone

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Scritto nel 1920, è la prima volta che nella letteratura entra la figura del "robot", dal ceco robota, faticaccia, sfacchinata. I robot sono il risultato di una sostanza chimica; si ribelleranno anche allo scienziato che li ha prodotti.
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  • 4

    Bello, emozionante, lascia un sacco di sensazioni e richiama una gran varietà di riferimenti letterari, storici, filmici...
    Nonostante l'inevitabile sensazione di incompletezza che ogni testo teatrale ...continua

    Bello, emozionante, lascia un sacco di sensazioni e richiama una gran varietà di riferimenti letterari, storici, filmici...
    Nonostante l'inevitabile sensazione di incompletezza che ogni testo teatrale porta con sè, poichè può essere colmata solo da una buona messa in scena... E non oso immaginare la maraviglia delle scenografie delle prime rappresentazioni, in quel clima incandescente di eventi ed idee che era l'inizio del secolo scorso. Il finale è molto retorico, ma immaginarlo recitato risulta molto potente: l'uomo trasmette e procrastina l'odio, ma alla fine l'amore è sempre più forte (fosse e fosse stato vero! .. però certo è il gran motore di tantissime cose).
    Testo brevissimo che va letto! Forse senza aspettative di complessità (anche se le idee forti e rivoluzionarie lo sono sempre), forse più disponibili a recepirlo coi sensi e con la voce interiore.

    "DOMIN: ..nei prossimi anni la R.U.R. produrrà così tanto grano, così tanti vestiti, così tanto di tutto che niente avrà più valore. Tutti saranno in grado di ottenere ciò di cui hanno bisogno: non ci sarà più povertà. Sì, la gente sarà senza lavoro, ma solo perchè non ci saranno più lavori da fare: vivranno solo per migliorare se stessi. ...
    Non ci saranno più lavoratori, niente più segretarie, nessuno scenderà più in miniera o salirà su alcun tipo di macchinario: l'uomo non dovrà più distruggere la propria anima facendo un lavoro che odia.
    ALQUIST: Domin, Domin! Quello che stai dicendo suona veramente bene. Comunque c'era qualcosa di buono nell'atto di servire, qualcosa di grande nell'umiltà. Oh, Harry, c'era una sorta di virtù nel lavoro e nella fatica.
    DOMIN: Probabile, ma ricompenseremo l'uomodi tutto ciò che ha perso, una volta ricreato il mondo da Adamo. Oh, Adamo, non dovrai più lavorare con sudore e ritornerai al Paradiso da dove sei stato cacciato dalla mano di Dio. Sarai libero e supremo, non avrai lavoro nè bisogno di perfezionare il tuo essere: sarai signore della creazione."

    ha scritto il 

  • 5

    I can't believe I'd never read this before. I love Robots, I love robot revolts and the end of man. This is the book where we get the word robot from and I'd still not gotten around to reading it! But ...continua

    I can't believe I'd never read this before. I love Robots, I love robot revolts and the end of man. This is the book where we get the word robot from and I'd still not gotten around to reading it! But I am SOOOO glad I did. It was brilliant. Everything that modern scifi has been trying to say about robots since is all here!!! It's the perfect continuation on from Frankenstein. It's depressing and sees the destruction of the human race, yet it has a happy ending. I would love to see it performed as a play.

    I loved the fact that the robots were perfectly humanoid in appearance (and to be ultimately ironic wouldn't be classed as robots in today's scifi terms). That they were originally invented to save labour but ended up being used by nationalist governments to fight war. I liked that there was a woman fighting for robot rights and trying to make them more human. There were a few gender issues but overall I found it throughly enjoyable.

    It really should be read by everyone who likes robots. It's everything that Cameron and BSG stole and re-packaged and honestly I think the original does it much better.

    ha scritto il 

  • 4

    Splendida opera che serve a farci capire quanto gli uomini siano utili ma non indispensabili e quanto l'amore sia presente ovunque e comunque, in ogni luogo o situazione e per qualunque individuo.. an ...continua

    Splendida opera che serve a farci capire quanto gli uomini siano utili ma non indispensabili e quanto l'amore sia presente ovunque e comunque, in ogni luogo o situazione e per qualunque individuo.. anche se non dovrebbe avere un'anima ma riesce a scoprirla da sé.. un libro che è in realtà un'opera teatrale, ti ruba pochissimo tempo ma ti segna.. lo consiglio assolutamente =)

    ha scritto il 

  • 4

    Profetico

    R.U.R. è un dramma teatrale all'interno del quale possiamo trovare innumerevoli spunti, figure, dinamiche poi divenute consuete per SF e sottogeneri. Un ibrido, a mezza via tra "Frankenstein" e gli au ...continua

    R.U.R. è un dramma teatrale all'interno del quale possiamo trovare innumerevoli spunti, figure, dinamiche poi divenute consuete per SF e sottogeneri. Un ibrido, a mezza via tra "Frankenstein" e gli automi meccanici del '700. Se avete visto la trasposizione cinematografica di "Io, robot" (con Will Smith, per intenderci), sappiate che Proyas si è ispirato molto più a R.U.R. che non ad Asimov.
    Intrigante, ingenuo, apocalittico.

    ha scritto il 

  • 5

    Geniale

    Con questo racconto, Capek impose al mondo la parola robot. Impossibile non leggerlo! L'avevo inizialmente presa solo per completare la mia cultura fantascientifica, e invece mi ha assorbito fin dalle ...continua

    Con questo racconto, Capek impose al mondo la parola robot. Impossibile non leggerlo! L'avevo inizialmente presa solo per completare la mia cultura fantascientifica, e invece mi ha assorbito fin dalle prime battute. Se non fosse per le (belle!) foto dell'opera originale, non sembrerebbe scritta nel 1920.

    ha scritto il 

  • 0

    Scritto nel 1920 e messo in scena per la prima volta al Národní Divadlo di Praga il 25 gennaio del 1921, R.U.R. segna l’ingresso nelle lingue di tutto il mondo di un neologismo che avrà una fortuna in ...continua

    Scritto nel 1920 e messo in scena per la prima volta al Národní Divadlo di Praga il 25 gennaio del 1921, R.U.R. segna l’ingresso nelle lingue di tutto il mondo di un neologismo che avrà una fortuna inattesa e grandissima nella storia del costume, della letteratura e della scienza mondiali, robot (dal ceco robota faticaccia, sfacchinata). Impasti di una sostanza chimica prodotto della mente di uno scienziato geniale, Rossum, un ‘pazzo fantastico’, i robot di R.U.R. sono stati visti come feroci rivoluzionari in rapporto con l’allora recente rivoluzione bolscevica, anelanti alla distruzione del mondo per imporre un ordine nuovo che nell’opera appare tutt’altro che positivo o gradevole. I robot, anche se privi di anima ma torvi e subdoli, hanno però un’intelligenza e una memoria straordinarie che utilizzeranno per scatenarsi contro i loro stessi costruttori umani, e addirittura contro lo stesso Capek, sgomentato dai mostri da lui suscitati nella sua opera. Tuttavia queste interpretazioni potrebbero risultare riduttive, in quanto R.U.R., metafora e parabola di avvenimenti di portata immensa, si presta facilmente a più piani di lettura, da quello socio-politico a quello, più specifico, della letteratura utopistica mondiale e della tradizione fantastica occidentale.

    ha scritto il