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Rabbia

Una biografia orale di Buster Casey

By Chuck Palahniuk

(1901)

| Paperback | 9788804572954

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Book Description

"Come la maggior parte delle persone, anch'io non avevo mai incontrato Rant Casey né ci avevo mai parlato finché non è morto. Con la gente famosa è sempre così, quando tirano le cuoia la loro cerchia di amici intimi si ingantisce."

Rabbia prend Continue

"Come la maggior parte delle persone, anch'io non avevo mai incontrato Rant Casey né ci avevo mai parlato finché non è morto. Con la gente famosa è sempre così, quando tirano le cuoia la loro cerchia di amici intimi si ingantisce."

Rabbia prende la forma di una storia (romanzesca) orale di Buster "Rant" Casey, nella quale un assortimento di amici, nemici, ammiratori, detrattori e familiari dice la sua su questo personaggio malvagio (o forse no), morto in circostanze tanto misteriose quanto leggendarie, che forse è stato (ma forse non è stato) il più efficiente serial killer della nostra epoca.

"Buster Casey sarebbe dunque per la rabbia ciò che 'Typhoid Mary' Mallon è stata per il tifo, Gaetan Dugas per l'Aids e Liu Jian-lun per la Sars."

Buster è cresciuto in una cittadina nel mezzo del nulla, assetato di sensazioni forti in un mondo di videogames e di soffocante conformismo. Dopo le prime ribellioni al liceo scappa dal suo villaggio natale alla volta della grande città: cerca qualcosa, una comunità di persone, un'emozione inimmaginabile, un bandolo della matassa, un senso per la propria esistenza. E ben presto diventa il leader di un gruppo di giovani dediti a una sorta di rito-gioco di demolizione urbana chiamato "party crashing": nelle notti prescelte i partecipanti decorano in modi bizzarri le loro auto e quando arriva il momento cominciano ad attaccarsi a vicenda cercando di cozzare con le proprie vetture contro quelle degli altri. Ed è proprio in occasione di una di queste violente cacce notturne che Casey incontra la più spettacolare e tragica delle morti al volante. Ma Casey è morto davvero?

358 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    "Hai mai desiderato di non essere mai nato?"

    Si apre così "Rabbia" di Chuck Palahniuk, un libro che non conosce le mezze misure. Schietto, diretto e crudo.
    E' uno dei miei libri preferiti, dopo Invisible Monsters sempre dello stesso autore. Si presenta come una biografia orale, un'intervista a ...(continue)

    Si apre così "Rabbia" di Chuck Palahniuk, un libro che non conosce le mezze misure. Schietto, diretto e crudo.
    E' uno dei miei libri preferiti, dopo Invisible Monsters sempre dello stesso autore. Si presenta come una biografia orale, un'intervista ad amici\conoscenti\nemici\parenti, tutti coloro che hanno avuto un qualunque contatto con Rant, un personaggio enigmatico, strano e con un passato a dir poco unico.
    AMO questo libro e AMO il pazzo, cinico e pessimista Chuck Palahniuk.

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    Λυσανδρα Ѽ ℇℓℓis said on Aug 1, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ventata di novita'

    In questo grande lavoro la biografia orale non sempre scorre ed e' a tratti impegnativo da seguire, ma e' quacosa di assolutamente innovativo e di ottima qualita'.

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    Lamberto said on Jul 25, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Sì/forse alla biografia orale: è uno stile diverso rispetto agli altri libri di Palahniuk che ho letto e crea in alcuni capitoli un bell'effetto di canto e controcanto.
    No al resto: ci si anestetizza anche al disgusto e c'è troppa carne al fuoco. All ...(continue)

    Sì/forse alla biografia orale: è uno stile diverso rispetto agli altri libri di Palahniuk che ho letto e crea in alcuni capitoli un bell'effetto di canto e controcanto.
    No al resto: ci si anestetizza anche al disgusto e c'è troppa carne al fuoco. All'ennesima dettagliata descrizione di un'azione sconvolgente sbadigli, di fronte a un mondo che più vai avanti più diventa un grottesco cartone animato inarchi un sopracciglio, e quando tutti i pezzi si incastrano alla perfezione (come volevasi dimostrare) chiudi il libro senza pensarci più.

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    Eustachio said on Jul 2, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Boh, mi ha lasciata un po' così. Un sacco di spunti interessanti, ma forse c'è troppa roba e un po' si perde.
    Narrato così, a "biografia orale", è divertente, ma mi ha dato spesso l'impressione che con una narrazione più classica certe cose me le sar ...(continue)

    Boh, mi ha lasciata un po' così. Un sacco di spunti interessanti, ma forse c'è troppa roba e un po' si perde.
    Narrato così, a "biografia orale", è divertente, ma mi ha dato spesso l'impressione che con una narrazione più classica certe cose me le sarei godute di più.

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    LiveMyLex said on Jun 25, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Palahniuk è sempre molto originale: l'idea del romanzo corale, che mi ha ricordato il "mentre morivo" Faulkneriano, le varie trovate come il Party Crashing, la divisione tra diurni e notturni e il definirsi graduale dei temi e degli episodi. Ma quest ...(continue)

    Palahniuk è sempre molto originale: l'idea del romanzo corale, che mi ha ricordato il "mentre morivo" Faulkneriano, le varie trovate come il Party Crashing, la divisione tra diurni e notturni e il definirsi graduale dei temi e degli episodi. Ma questa volta ho come l'impressione che abbia voluto mettere troppa carne al fuoco e che, rispetto ai primi suoi libri, qui ci sia del compiaciuto manierismo.

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    Cappa960 said on May 6, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Nessuna canalizzazione per questo romanzo polifonico post-moderno.
    E non è la prima volta che Palahniuk mi frega, all’inizio grande originalità che ti trovi lì a esclamare “cazzo che figata!”, magari ruttando e grattandosi le parti basse, e poi ti tr ...(continue)

    Nessuna canalizzazione per questo romanzo polifonico post-moderno.
    E non è la prima volta che Palahniuk mi frega, all’inizio grande originalità che ti trovi lì a esclamare “cazzo che figata!”, magari ruttando e grattandosi le parti basse, e poi ti trovi perso in 300 pagine che ne sembrano 3000 che dicono più o meno sempre la stessa cosa.
    In un paese che assomiglia tanto al posto dove viene catapultato l’interprete di 22/11/63 di King lo sport preferito è l’autoscontro, fatto però su strade vere, e la storia è la biografia di RAnt Casey, il più cattivo che ci sia, roba che genny ‘a carogna è una mammoletta. Devo dire anche la storia, o perlomeno la morale, sebbene ho fatto parecchia fatica a tenerne le fila, non è poi così diversa dalla lezione di king sull’inutilità de ritorno al passato per cambiare il futuro che sarà sempre peggiore di quello già accaduto.
    La tecnica della narrazione telegrafonica a nome di un tot di personaggi porta il fuoco in una tipica umanità dell’autore, i personaggi sono come quei nostri amici da adolescenti che avevano strane schifose perversioni (chi collezionava caccole, chi altre terribili abitudini hard), che però rimangono in questo stato esattamente fino alla fine dei loro giorni. E il buon, anzi il cattivo Chuck, tenta di insegnarci che non sono loro i cattivi della foresta bensì quelli che ben pensano i quali rimango i veri responsabili del marciume del mondo.
    Intanto si sprecano best practise nauseabonde: dal contagio doloso di rabbia all’assaggio a mezzo cunnilingus del bolo della fortunata, dalparty crashing alla vendita di denti di qualsiasi forma animale, dall’addomesticamento di ragni velenosi alla più becera applicazione di programmazione neurolinguistica per venditori di auto… e chi più ne ha più ne metta.
    Inoltre la reminiscenza di fight club risuona con un’eco vastissima, il clan di party crashers e le loro folli regole sono una loro versione 2.0.
    A leggere le altre recensioni sembra mi sia perso il vero senso epico di questo capolavoro così pregno non solo di umori schifosi, ma del vero senso dell’umanità…io non ce la faccio a rileggerlo, apprezzerei in privato una versione bignamesca edulcorata in pdf con tanto di mappa dei personaggi corredata da fototessera. Io in questo frattale, senza doping ho fatto fatica a orientarmi.

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    Mingamarco said on May 5, 2014 | Add your feedback

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