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Rabbia ad Harlem

Di

Editore: Demetra (L'Espresso del giallo)

4.0
(164)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 222 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8844000644 | Isbn-13: 9788844000646 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Sandro Ossola ; Prefazione: Manuel Vazquez Montalban

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati , Altri

Genere: Crime , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • 5

    Crudo e delicato

    Può un sempliciotto sopravvivere a truffe, assassini e puttane in uno dei quartieri più pericolosi del mondo a metà degli anni '50? Scopritelo leggendo Questa meraviglia di Chester Himes, che vi terrà incollati alle pagine dall'inizio alla fine.

    Consigliato.

    ha scritto il 

  • 5

    Pensavo che sarebbe stata "solo" una lettura gradevole, invece questo romanzo non ha assolutamente nulla da invidiare a quelli di Jim Thompson, anzi a dire il vero è un passo sopra.
    E' un romanzo "vivace", pieno di azione, con alcuni momenti esilaranti, e crudo: Harlem viene descritta magni ...continua

    Pensavo che sarebbe stata "solo" una lettura gradevole, invece questo romanzo non ha assolutamente nulla da invidiare a quelli di Jim Thompson, anzi a dire il vero è un passo sopra.
    E' un romanzo "vivace", pieno di azione, con alcuni momenti esilaranti, e crudo: Harlem viene descritta magnificamente come violenta e folle, il degrado in cui vivono i neri in America viene raccontato senza moralismi ma con una scrittura davvero di alto livello.

    ha scritto il 

  • 5

    Recensito per L'AltraPagina (Rabbia a Harlem)

    http://www.laltrapagina.it/mag/?p=2044


    Jackson è un afroamericano grassoccio, devoto a Dio e alla sua donna; d’altronde, chi non impazzirebbe per Imabelle, mulatta «dalle labbra a cuscino, il corpo bollente, la pelle color banana con gli occhi castani striati di una-che-arrapa e i fianchi ...continua

    http://www.laltrapagina.it/mag/?p=2044

    Jackson è un afroamericano grassoccio, devoto a Dio e alla sua donna; d’altronde, chi non impazzirebbe per Imabelle, mulatta «dalle labbra a cuscino, il corpo bollente, la pelle color banana con gli occhi castani striati di una-che-arrapa e i fianchi alti e tondeggianti montati su cuscinetti a sfera di un’amante nata».
    Ora, come ben sa tutta Harlem: «una ragazza nera fa deragliare un treno. Ma per una ragazza meticcia anche un prete potrebbe giocarsi tutto». Ed è proprio la conturbante Imabelle a far “deragliare” la tranquilla vita di Jackson, tutta chiesa e lavoro, in un binario che, fino all’ultima pagina, corre all’impazzata verso un mare di guai. La donna, infatti, ha trascinato quel credulone del suo uomo in un imbroglio organizzato da un farabutto che, tramite un processo chimico, riesce ad aumentare il valore delle banconote. Jackson, abbagliato dalla bellezza della sua amata Imabelle e accecato dall’avidità, non esita a mettere in gioco non solo tutto quello che possiede, ma anche tutto ciò che è riuscito a raccimolare in prestito.
    Ecco, però, che nel bel mezzo del trucco di magia, mentre i soldi cucinano nel forno e stanno per lievitare di numero, scatta puntuale la retata dei federali; tutti riescono a scappare, tutti tranne il povero Jackson che solo grazie ad una sostanziosa mazzetta riesce a convincere lo sbirro a lasciarlo fuggire. Ritrovatosi senza soldi e soprattutto senza donna, scomparsa senza lasciare traccia, a Jackson non resta che riuscire a colmare i debiti, ma più ci prova più quella voragine in cui Imabelle l’ha fatto precipitare sembra inghiottirlo.
    Non resta al poverino che chiedere aiuto alla pia suor Gabriel alias suo fratello gemello Goldy, un tossico che, come Jackson imparerà, ha più di una mano in pasta in torbidi giri.
    Sarà proprio Goldy ad aprire gli occhi al fratello: la moltiplicazione dei soldi è un vecchio trucco utilizzato per spillare soldi ai poveri polli di provincia, proprio la razza alla quale Jackson appartiene. Quella vecchia volpe drogata, sempre in giro per il ghetto travestita da suorina di carità, ha fiutato che dietro le disgrazie capitate all’ingenuo consanguineo si cela un grosso affare: la ricerca di quei truffatori forestieri, infatti, potrebbe fruttargli un bel baule pieno d’oro.
    Mentre tutta Harlem viene scossa dall’ira di Bara e Beccamorto, due violenti piedipiatti decisi a riportare l’ordine nel quartiere, Jackson ha solo uno scopo da portare a termine: ritrovare Imabelle.

    Se siete stati rapiti da film come La stangata, I soliti ignoti, The snatch, Lock & Stock, o il ciclo di Ocean, se non vi perdete neanche una puntata della serie-tv White collar, Rabbia ad Harlem di Chester Himes è il libro che fa per voi.
    Rabbia a Harlem, un classico senza tempo riproposto da Marcos y Marcos in un piccolo ed elegante formato.
    Guglielmo Paradiso

    ha scritto il 

  • 4

    È il mio primo Chester Himes, è sono stato particolarmente colpito. Non sono più un lettore-divoratore di libri, ma le pagine di questo romanzo (dal genere difficilmente catalogabile, ma chi se ne frega) le ho letteralmente divorate.
    Rabbia ad Harlem è un romanzo (molto cinematografico), co ...continua

    È il mio primo Chester Himes, è sono stato particolarmente colpito. Non sono più un lettore-divoratore di libri, ma le pagine di questo romanzo (dal genere difficilmente catalogabile, ma chi se ne frega) le ho letteralmente divorate.
    Rabbia ad Harlem è un romanzo (molto cinematografico), con tutti i protagonisti afroamericani, così come africano-americano è Himes.
    E a me sta simpatico, molto, non solo per il racconto, ma anche per le sue vicende personali. L'ho detto spesso, i "bricconi" mi stanno simpatici (Ellroy, Fregni,i duri anni '50 hard-boiled, Mickey Spillane, Dashiell Hammett, Raymond Chandler). Il senso di tutto non l'ho ancora trovato, forse sarà l'umanità che sprizza fuori dai loro personaggi. Hanno tutte le debolezze del caso: donne (più o meno fatali), Alcol (tanto), denaro (pochissimo), ma soprattutto una "leggerezza" di vita comune. Sono sdruciti, mal rasati, con i vestiti stazzonati. Arrivano, fanno ridere (sono molto sagaci), prendono la loro dose di sberle, risolvono il caso, la bella di turno sparisce, e loro ritornano nel loro antro. Cosa volere di più?
    (p.s. in questo romanzo, al protagonista manca solo una cosa, non è un detective privato)

    ha scritto il 

  • 3

    Viaggio nel tempo e in una delle comunità afroamericane più famose nel mondo!

    Un'avventura rocambolesca e molto carina nel cuore della Harlem degli anni '60 (chi ha visto il film Malcolm X...)
    Ogni aspetto della sua pittoresca e povera comunità viene descritta con gli occhi di chi ne fa parte, spesso usando lo slang e il gergo locale. Sicuramente non una grande opera ...continua

    Un'avventura rocambolesca e molto carina nel cuore della Harlem degli anni '60 (chi ha visto il film Malcolm X...)
    Ogni aspetto della sua pittoresca e povera comunità viene descritta con gli occhi di chi ne fa parte, spesso usando lo slang e il gergo locale. Sicuramente non una grande opera di thriller o avventura, ma per gli amanti della cultura Afroamericana risulterà una bella lettura.

    ha scritto il 

  • 4

    La cosa sorprendente di questo romanzo - dati per scontati l'originalità del tutto e la bellezza della prosa - è il suo essere avanti anni luce rispetto al suo periodo d'appartenenza.


    E' stato scritto nella seconda metà degli anni Cinquanta, ma parla come un'opera concepita perlomeno quin ...continua

    La cosa sorprendente di questo romanzo - dati per scontati l'originalità del tutto e la bellezza della prosa - è il suo essere avanti anni luce rispetto al suo periodo d'appartenenza.

    E' stato scritto nella seconda metà degli anni Cinquanta, ma parla come un'opera concepita perlomeno quindici anni più tardi: una sorta di manifesto di una blaxpoitation ante - litteram, rintracciabile nei personaggi (su tutti, i due detective Bara e Beccamorto), nel plot, nelle ambientazioni, nel linguaggio affilato e colorito che però non rinuncia a una scrittura "alta".

    Ovviamente, cii si diverte e si ride anche parecchio. Grandissimo Himes!

    ha scritto il 

  • 5

    Noir-giallo avvincente e mai scontato. Ben scritto e trascinante.


    Echi di Kerouac in uno scenario ancora più degradato; alcool denaturato che stordisce più del vinaccio dolce e blues sporco contro il jazz onirico dei protagonisti della beat generation.


    Coltelli che scattano nervosi, ...continua

    Noir-giallo avvincente e mai scontato. Ben scritto e trascinante.

    Echi di Kerouac in uno scenario ancora più degradato; alcool denaturato che stordisce più del vinaccio dolce e blues sporco contro il jazz onirico dei protagonisti della beat generation.

    Coltelli che scattano nervosi, pistole che cantano con molta scioltezza.

    ha scritto il