Racconti

Di

Editore: Einaudi

4.0
(219)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: A000105128 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , Cofanetto

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
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  • 5

    Quand’è che un racconto è bello? Quando le parole scivolano in fondo al cuore, quando le storie diventano le tue, quando il tuo salotto si riempie di cespugli e di profumi delle colline. Nel mio ha co ...continua

    Quand’è che un racconto è bello? Quando le parole scivolano in fondo al cuore, quando le storie diventano le tue, quando il tuo salotto si riempie di cespugli e di profumi delle colline. Nel mio ha cominciato a scorrere anche il Po ed ogni tanto mi ci faccio un giro in barca. Che racconti, che personaggi, che ambienti.

    ha scritto il 

  • 3

    "Certe volte ero contento se mi picchiavano, perché così mi sentivo disperato e potevo guardare fieramente il cielo, o rinchiudermi col gatto sul balcone e piangergli sulla schiena"

    E' la solitudine, la malattia che affligge i personaggi maschili di queste brevi narrazioni (racconti sparsi, alcuni completi, altri no; la parte più consistente è rappresentata dalle novelle e dalle ...continua

    E' la solitudine, la malattia che affligge i personaggi maschili di queste brevi narrazioni (racconti sparsi, alcuni completi, altri no; la parte più consistente è rappresentata dalle novelle e dalle poesie del ciclo "Ciau Masino") pavesane; una solitudine dura ed impenetrabile, inasprita da una cappa di grave, insolente tristezza che la rende ancor più bella agli occhi dell'uomo, nobilitandola.
    Fratelli uno dell'altro, i protagonisti di questi racconti, avvizziscono tutti allo stesso modo, e, ancora giovani, si distinguono per un abbandono pigro e totale ai tristi impulsi di una natura strana e vigliacca.
    Amari e cattivi come animali selvatici, buttano via un'intelligenza che, a saperla usare, risulterebbe più che preziosa, drammaticamente coscienti del fatto che non è possibile, per loro, entrare in intimità con nessuno (alcuni di loro amano, non riamati; altri, amati, non riescono ad amare in un modo diverso da come "amano" i bambini, animati da una gelosia annichilente e da una capricciosa volontà di possesso).
    E allora si vorrebbe poterli scuotere (il parlare, la retorica, persino quella apparentemente più convincente, con esseri del genere, sono assolutamente sprecati), per allontanare dalle loro piccole spalle tutto l'oscuro, apatico dolore del quale si sono fatti carico; e si vorrebbe provare ad insegnare loro, se non proprio ad essere felici, perché la felicità, davvero, non è cosa che si possa né trasmettere né apprendere, almeno ad amarla, questa felicità, a capire che le rare tenerezze delle quali gli altri sono capaci, riescono, in qualche misterioso modo, a regalare un piccolo conforto.
    Non è detto, poi, che essi non continuino, con la solita cocciutaggine da ragazzi permalosi ed egocentrici, a fuggire lontano, nei prati, lungo gli argini dei torrenti, in cerca di un silenzio assoluto, propizio a certi pericolosi pensieri; pensieri belli e potenti, capaci di una seduzione che, ammaliante, ha la forza per annientare qualsiasi altro pensiero. E non è detto nemmeno che smettano di ricercare la solitudine, perché per tipi come i personaggi di Pavese, la solitudine è come un dio, o che rinuncino ad essere crudeli e sprezzanti.
    Ma almeno si potrà affermare, con la coscienza linda, d'aver fatto qualcosa, d'aver provato a rubarli ad una misantropia grigia ed inutile che non fa che rovinarli, rendendoli del tutto inadatti all'amore.
    E le donne, le donne di questo Pavese, come sono? Molte sono prostitute, se non proprio di mestiere, per lo meno per vocazione (si perdona difficilmente, alle donne, la volontà d'essere sentimentalmente libere ed indipendenti). L'autore, dal canto suo, è tenero (di una tenerezza che, però, odora di pietà) solo con quelle che, fragili e vergognose, si ritirano o s'ammazzano perché hanno dato troppo a qualcuno che non se lo meritava. Queste sono le donne che lui sentiva di poter capire e, quindi, raccontare. Le altre, le donne fatali che temeva (ma che pure continuava a voler delineare con la sua bella penna), ci restano, invece, sempre lontane, con le loro voglie oscure ed inaccessibili.
    A completare il quadro, una serie di riflessioni (riflessioni irrinunciabili, almeno per il primo Pavese), sotto forma di racconto, sulla società, sulla politica, sulla guerra (raffigurata in lampi brevi e potenti).

    ha scritto il 

  • 3

    pavese potenziale

    niente da dire su Pavese. Ma se fosse stato un po' più fortunato con le donne, sarebbe stato meno imbarazzato (e imbarazzante). Preferisco i romanzi, ma la sua è una grande prosa

    ha scritto il 

  • 0

    Sono arrivato fino a pagina 422 di questo libro (più o meno a tre quarti).
    E' una serie di racconti su quello che un giovane degli anni 30 avrebbe potuto fare: andare al lago a cercare delle ragazze, p ...continua

    Sono arrivato fino a pagina 422 di questo libro (più o meno a tre quarti).
    E' una serie di racconti su quello che un giovane degli anni 30 avrebbe potuto fare: andare al lago a cercare delle ragazze, parlare di politica, etc..
    Il libro é interessante, però, alla lunga, risulta un poco pesante, e per questo motivo non l'ho finito.
    Il primo racconto 'Ciao Masino' mi é rimasto impresso, soprattutto per lo stile con cui é raccontato.

    (mi chiedo cosa direbbe la mia prof. di Italiano a vedere quello che sto scrivendo)

    ha scritto il 

  • 3

    Racconti ( primo volume )

    Einaudi Editore. Finito di stampare l'8 settembre 1973. Ristampa identica alla precedente del 12 ottobre 1968. "I Nuovi Coralli".
    I racconti sono in ordine cronologico. Un libro che si avvicina molto a ...continua

    Einaudi Editore. Finito di stampare l'8 settembre 1973. Ristampa identica alla precedente del 12 ottobre 1968. "I Nuovi Coralli".
    I racconti sono in ordine cronologico. Un libro che si avvicina molto al Diario e segue la maturazione dell' uomo e dello scrittore Pavese. Dai primi racconti dolenti e drammatici, di amori conflittuali o di incomunicabilità umana si arriva alla prosa limpida e densa dei suoi romanzi maggiori. . Ci sono, nei racconti, "gli ambienti" cari a Pavese, definiti con espressività e immediatezza ; la strada, la casa di campagna, il casino, la campagna piemontese, il fiume, i caffè di città, l' imbarcadero sul Po. Belli.

    ha scritto il 

  • 3

    Racconti ( secondo volume )

    Einaudi Editore. Finito di stampare l'8 settembre 1973. Ristampa identica alla precedente del 12 ottobre 1968
    Uscita dopo "Paesi tuoi", questa prima raccolta di racconti non ebbe fortuna.
    E invece c' è ...continua

    Einaudi Editore. Finito di stampare l'8 settembre 1973. Ristampa identica alla precedente del 12 ottobre 1968
    Uscita dopo "Paesi tuoi", questa prima raccolta di racconti non ebbe fortuna.
    E invece c' è in queste pagine , una prosa fluida e controllata, che incanta. Ci sono tutti i temi e le atmosfere che Pavese amplierà nei romanzi : la campagna, la donna, il mare, la città, il vino, il sesso. Dirà Pavese: << Non sempre si scrivono romanzi. Si può costruire una realtà accostando e disponendo sforzi e scoperte che ci piacquero ognuno per sè, eppure siccome tendevano a liberare da una stessa ossessione, fanno avventura e risposta. Qui, come in tutte le avventure, si è trattato di fondere insieme due campi di esperienza. E la risposta potrebbe essere questa: solamente l' uomo fatto sa essere ragazzo>>. ( Dal risvolto di copertina della prima edizione di" Feria d'agosto").

    ha scritto il