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Racconti

Capolavori della narrativa n.57

By Ernst Theodor Amadeus Hoffmann

(53)

| Paperback

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Book Description

13 Reviews

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    Solo l'arte e la conoscenza vera ci possono rendere felici

    Questo vecchio volume della Fratelli Fabbri editori risale al 1968 e fa parte di una collana (I grandi della letteratura) destinata originariamente alla vendita per corrispondenza, i cui numeri sono ormai reperibili solo sulle bancarelle dell' ...(continue)

    Questo vecchio volume della Fratelli Fabbri editori risale al 1968 e fa parte di una collana (I grandi della letteratura) destinata originariamente alla vendita per corrispondenza, i cui numeri sono ormai reperibili solo sulle bancarelle dell'usato.
    Si tratta comunque di volumi curati nella traduzione, come ho potuto constatare leggendo le tragedie di Eschilo, anche se poveri quanto ad apparato critico: consiglio quindi agli appassionati di acquistarli, vincendo magari un po' di diffidenza data dall'aspetto molto “soprammobile”, perché in grado di affrire testi molto interessanti.
    Venendo al contenuto, il libro presenta quattro racconti di E.T.A. Hoffmann, dei quali tre (Il consigliere Krespel, L'uomo della sabbia, La scelta della sposa) presenti anche nel volume di racconti dello stesso autore edito da TEA e da me commentato di recente. Mi sono quindi limitato a leggere, e commenterò, l'unico racconto diverso, Il vaso d'oro, che peraltro è uno dei testi fondamentali per comprendere appieno la poetica di questo grande romantico irregolare.
    Per chi non avesse la fortuna di trovare su qualche bancarella questo volume, ricordo che Il vaso d'oro, con altri racconti di Hoffmann, è comunque reperibile nei Grandi Libri Garzanti.
    Il vaso d'oro è senza dubbio uno dei racconti di Hoffmann in cui l'elemento fantastico è più presente: è, come in altri capolavori dell'autore, un fantastico gioioso, meraviglioso, in cui è assente l'aspetto tragico e cupo caratterizzante altri racconti dell'autore tedesco: questo perché in questo racconto compito dell'elemento fantastico è quello di contrapporsi alla convenzionalità della vita borghese delineando una alternativa positiva, data dall'arte, dalla conoscenza e dal rapporto primordiale con la natura.
    Protagonista è lo studente di Dresda Anselmus, che un giorno, sotto un sambuco, viene avvicinato da una meravigliosa serpicina verde dagli occhi azzurri, che gli sussurra dolci parole prima di immergersi nell'Elba. Anselmus si innamora, ma il suo animo è combattuto tra questo sentimento e quello che prova per Veronika, la bella figlia del vicedirettore Paulmann che sogna di sposarlo qualdo sarà diventato Consigliere di corte.
    Anselmus trova lavoro come copista nella casa dello stravagante Consigliere Lindhorst, che si rivela essere in realtà il Re delle Salamandre e padre della serpicina, e che vede di buon occhio l'unione dei due.
    Anselmus oscillerà a lungo tra i due sentimenti contrapposti: quando si convince che la storia di Lindhorst e della serpicina non son altro che il frutto della sua fantasia si ritrova rinchiuso in una bottiglia di vetro, e solo il suo pentimento e la vittoriosa lotta di Lindhorst contro le forze che volevano strappare lo studente alla serpicina riusciranno a liberarlo e ad unirlo per sempre alla sua amata: andranno a vivere ad Atlantide immersi in una natura meravigliosa.
    Questa in estrema sintesi la trama, che detta così sembra quella di una favoletta per bambini. In realtà il racconto racchiude significati, neppure molto reconditi, che ne fanno quasi un manifesto della visione del mondo dell'autore e del ruolo dell'artista nella società.
    Anselmus è studente: deve quindi ancora decidere quali siano le strade da intraprendere nella vita, a quali elementi valoriali dare importanza. Gli si prospettano due possibilità: condurre una tranquilla vita borghese, facendo carriera sino a diventare Consigliere di corte, ed a questo lo spinge Veronika, che vuole vivere in un bel palazzo ed essere ammirata dai passanti. Veronika non è innamorata di lui, ma del suo possibile status: alla fine, infatti, sposerà l'archivista Heerbrand, lui sì diventato Consigliere di corte, e dirà al padre queste parole rilevatrici: ”... ho amato con tutto il cuore Anselmus, e siccome l'archivista Heerbrand, ora lui stesso promosso Consigliere di corte, assicurava che Anselmus sarebbe diventato qualcuno, avevo deciso che lui e nessun altro sarebbe diventato mio marito”.
    L'alternativa è data dal mondo magico del Consigliere Lindhorst, che è il mondo della poesia, della conoscenza vera e del rapporto primordiale con la natura. E' un mondo difficile da comprendere, apparentemente lontano; Anselmus per entrarvi deve copiare e capire con applicazione i testi antichi, deve spogliarsi delle convenzioni e dei conformismi della società, che lo giudicano pazzo.
    Deve resistere alle lusinghe della società ed alla violenza con cui le forze oscure di quest'ultima lo colpiscono, nella consapevolezza della forza eversiva della vera conoscenza e del recupero di un rapporto vero con la natura da parte dell'uomo. Solo quando si sarà liberato di tutto questo, quando il suo amore e la sua fede nella concezione della vita che gli viene offerta sarà totale, potrà essere poeta e vivere in un nuovo, antico mondo dove regna l'armonia tra uomo e natura, dove il simbolico Vaso d'oro che dà il titolo al racconto sarà suo, ed in esso fiorirà il giglio della conoscenza.
    Hoffmann, come spesso, chiude questa favola – che forse gli sembrava troppo “fantastica”, troppo mediata rispetto a quanto intendeva dire, con un autentico colpo di genio rivelatore. Non sapendo come concludere l'ultimo capitolo, l'autore viene invitato dal Cancelliere, con una lettera nella quale si firma “salamandra” Lindhorst, nel suo palazzo, dove può vedere, grazie ad una bevanda magica, il mondo in cui vive Anselmus con la sua serpentina, e quindi de-scriverlo. Si pone però un interrogativo angosciante: beato te, Anselmus, che vivi ad Atlantide, ma io (che pure aspiro alla conoscenza, che pure sono poeta), tra poco dovrò tornare alla meschinità della vita di tutti i giorni, alla mia sordida stanzetta, e non rivedrò mai più il giglio. Lindhorst gli risponde che la felicità di Anselmus deve derivargli dal vivere “in poesia”, e che quindi Atlantide è dentro di noi, basta saperla vedere. L'arte, la poesia, sono la chiave per superare gli angusti limiti imposti dall'organizzazione sociale alla nostra esistenza, e il poeta può e deve diffondere questa conoscenza al suo pubblico.
    L'autore entra dunque nella storia che ha narrato, a lui viene consegnata la morale, e questo accentua il carattere pedagogico e metaforico del racconto, di questo capolavoro assoluto della letteratura d'ogni tempo.

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    Viducoli said on Aug 16, 2014 | Add your feedback

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    Nel mondo del Realismo magico

    Questo bel volume della TEA, oggi fuori catalogo, contiene alcuni dei più significativi racconti di E.T.A. Hoffmann, comunque facilmente reperibili in altre edizioni, e ci permette di entrare nel, o di approfondire il, realismo magico di quest ...(continue)

    Questo bel volume della TEA, oggi fuori catalogo, contiene alcuni dei più significativi racconti di E.T.A. Hoffmann, comunque facilmente reperibili in altre edizioni, e ci permette di entrare nel, o di approfondire il, realismo magico di questo straordinario scrittore.
    In verità non si tratta solo di racconti, perché almeno uno dei testi, Mastro Pulce, è un vero e proprio romanzo, che anche se piuttosto breve (circa 200 pagine in questa edizione) è unanimemente considerato uno dei capolavori assoluti di Hoffmann.
    Il primo, lungo, racconto della raccolta, Il maggiorasco, è anche quello più romantico in senso stretto, essendo ambientato in un castello dove avvengono fatti oscuri. E' quindi anche quello per certi versi meno caratterizzato, anche se non mancano elementi tipicamente Hoffmanniani ad esempio nel gioco dei rimandi temporali. Il racconto è nondimeno interessante, oltre che godibilissimo, per la sua abbastanza scoperta funzione “politica”: il Maggiorasco, questo istituto tipicamente medievale che, al fine di salvaguardare l'unitarietà delle proprietà e dei titol, assegnava l'eredità ad uno solo dei figli, è la causa delle tragedie che si svolgono nel castello di R...sitten. Hoffmann ci dice quindi con questo racconto che è necessario superare i retaggi del feudalesimo e dell'assolutismo.
    Il racconto seguente, Il mago Sabbiolino, è uno dei più noti di Hoffmann, ed anche uno dei più allucinati. La tragica storia dell'amore di Natanaele per Olimpia, la bella figlia del professor Spallanzani che si rivelerà essere nient'altro che un automa, ha dei tratti di assoluta modernità e prefigura quasi tanta letteratura di fantascienza che la seguirà. Già Hoffmann aveva presagito come la cieca fede nella scienza potesse generare tragedie, soprattutto in relazione alla fragilità dei sentimenti dell'animo umano. Il sinistro alchimista Coppelius/Coppola è l'antesignano dei tanti scienziati cattivi che la letteratura, anche di serie B partorirà nel corso del '900.
    Segue un altro grande capolavoro, Il consigliere Krespel, nel quale Hoffmann ci mette in guardia dall'accettare passivamente le apparenze: la realtà, ci dice l'autore, è complessa, e i fenomeni con cui si manifesta possono ingannarci riguardo alla sua essenza. Krespel, infatti, uomo apparentemente bizzarro e insofferente delle convenzioni, tiene segregata la figlia Antonia in modo che viene da tutti giudicato crudele: in realtà il suo comportamento è dettato dall'infinito amore per la figlia, dalla necessità di sottrarla alla morte. Quando il racconto svela le cause del comportamento di Krespel la sua figura e i suoi atti vengono nettati della patina di bizzarria che il ricopriva e risplendono di una tragica grandezza.
    Fantasmi è il racconto più breve, ed anche a mio avviso il meno significativo della raccolta, piccolo episodio che comunque ci porta ancora a riflettere sulla possibilità di dare interpretazioni diverse ad un fatto.
    Gli ultimi due racconti lunghi (o romanzi brevi) sono due autentiche perle, nei quali Hoffmann abbandona l'elemento drammatico per portarci nel mondo della fiaba saldamente ancorata alla società ed al mondo in cui l'autore vive. Con La scelta della fidanzata e, ancora di più, con Mastro Pulce ci immergiamo appieno nel Realismo magico. Hoffmann gioca con noi facendoci apparire del tutto verosimili le storie che racconta, in cui appaiono maghi ultracentenari accanto a Segretari di Cancelleria prussiani, studenti di Jena che in realtà sono cactus, astronomi che duellano a colpi di cannocchiale, pulci che si ribellano al loro domatore. Perché l'autore ha la capacità di farci sorbire anche le vicende più inverosimili? Senza dubbio per il contenuto fortemente satirico nei confronti della società in cui viveva delle sue storie. Il Consigliere Tusmann, meraviglioso protagonista de La scelta della fidanzata, verosimilissimo rappresentante della burocrazia prussiana, è talmente assurdo nei suoi comportamenti da fare apparire più reali di lui le gesta del mago Leonardo; l'inquisitore Knarrpanti, ancora una figura dissacrante l'occhiuto stato prussiano, è talmente ottuso nella sua indagine contro Pellegrino Tyss che il lettore accetta di buon grado che quest'ultimo abbia come consigliere una pulce parlante. Il mondo di Hoffmann è il suo (il nostro) mondo, e ciascuno può trovare nei suoi personaggi i tratti di qualcuno che conosciamo e nelle sue storie le assurdità e le contraddizioni della società. Per questo trovo assolutamente azzeccata la definizione di Realismo magico data alla poetica di questo straordinario autore.
    Questi racconti, in particolare gli ultimi due, ci permettono anche di godere della somma ironia con cui Hoffmann narra. Un esempio eclatante è dato dal finale de La scelta della fidanzata, nel quale Edmondo ed Albertina sembrano finalmente destinati a coronare il loro sogno d'amore ma.... a voi il piacere di leggere.

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    Viducoli said on Aug 10, 2014 | 1 feedback

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    autore bizzarro e a tratti quasi demoniaco; mi ha ricordato Eco nel cimitero di Praga

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    Trinki said on May 23, 2014 | Add your feedback

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    Quanto è pazzo Hoffmann?
    (comunque ha risvegliato il mio amore per i racconti, soprattutto con "il vaso d'oro" e "le miniere di Falun")

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    Cec said on Nov 20, 2012 | Add your feedback

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    interessante

    Lo consiglio a chiunque sia interessato allo studio della cultura romantica

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    Giumoric said on Oct 6, 2011 | Add your feedback

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