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Racconti

Primo amore, ultimi riti. Fra le lenzuola

Di

Editore: Einaudi

3.8
(368)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 314 | Formato: Altri

Isbn-10: 8806189700 | Isbn-13: 9788806189709 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature , Romance

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Descrizione del libro
In un solo volume tutta la produzione breve di Ian McEwan -ovverosia le short stories comprese nelle raccolte "Primo amore, ultimi riti"(1975) e "Fra le lenzuola"(1978) -per offrire al lettore l'intera gamma della scrittura(e degli incubi) dell'allora giovanissimo scrittore inglese.
I primi racconti attraversano ossessioni e atmosfere inquietanti, rapporti familiari morbosi, amori torbidi, bambini tormentati da inaudite crudeltà fisiche e psicologiche.
Negli altri, il ritmo incalzante e la forte tensione ci introducono in un universo in bilico tra visioni oniriche e desolante realtà, allucinazioni solitarie e sempre vani tentativi di comunicare: uno scimmione che si lascia dominare da una scrittrice inaridita; un manichino con sembianze femminili che prima appaga e poi distrugge le più folli speranze feticistiche; la violenza che esplode in una serie di ambigui oggetti lucenti (spade,lucchetti,bisturi)....
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  • 5

    Credo non sia totalmente corretto, nel caso di McEwan, parlare di "racconti" nel modo in cui generalmente si allude ad un "racconto" . Questi sono mini-romanzi, ossessioni in pillole, angoscia e turbamento concentrati in qualche pagina. Naturalmente parliamo di una penna di tutto rispetto, i cui ...continua

    Credo non sia totalmente corretto, nel caso di McEwan, parlare di "racconti" nel modo in cui generalmente si allude ad un "racconto" . Questi sono mini-romanzi, ossessioni in pillole, angoscia e turbamento concentrati in qualche pagina. Naturalmente parliamo di una penna di tutto rispetto, i cui temi (sia nei romanzi che nelle storie più brevi) sono spesso ricorrenti, ma mai noiosi o ripetitivi. Un lavoro di McEwan è sempre una garanzia.

    ha scritto il 

  • 3

    Non amo molto le raccolte di racconti perché mi piace per qualche giorno essere immerso e coinvolto in una nuova storia e la brevità dei racconti non permette questo,anzi ti costringe a passare da una storia all'altra nel giro di pochi minuti.Anche in questo caso non ho cambiato idea,sebbene alcu ...continua

    Non amo molto le raccolte di racconti perché mi piace per qualche giorno essere immerso e coinvolto in una nuova storia e la brevità dei racconti non permette questo,anzi ti costringe a passare da una storia all'altra nel giro di pochi minuti.Anche in questo caso non ho cambiato idea,sebbene alcuni racconti siano veramente potenti e coinvolgenti.Si sente che sono stati scritti in epoca di rivoluzione sessuale e culturale e alcuni avrebbero meritato uno sviluppo maggiore.Mi piace particolarmente la narrazione dell'autore che accompagna il lettore a scoprire piano piano la vicenda senza descrizioni né spiegazioni troppo dettagliate.
    Bella e utile anche la lunga intervista in appendice.

    ha scritto il 

  • 4

    Inquietante, ossessionante, paralizzante a tratti per la sua crudezza: un pugno nello stomaco! Ma affascinante come sempre, nonostante tutto e al di sopra di tutto

    ha scritto il 

  • 4

    Le due prime raccolte di racconti di McEwan, a testimonianza di come il suo stile iniziale fosse molto crudo e a tratti scioccante. Ovviamente la qualità e l'interesse per i singoli racconti è variabile, ma nell'insieme costituiscono una prima prova dell'autore allora sconosciuto davvero signific ...continua

    Le due prime raccolte di racconti di McEwan, a testimonianza di come il suo stile iniziale fosse molto crudo e a tratti scioccante. Ovviamente la qualità e l'interesse per i singoli racconti è variabile, ma nell'insieme costituiscono una prima prova dell'autore allora sconosciuto davvero significativa.
    Una nota di demerito per la traduzione e l'edizione, che - a mio parere - non rivelano una qualità secondo me adeguata a una casa editrice come Einaudi.

    ha scritto il 

  • 4

    Il pornografo inglese

    Nessuno come McEwan fornisce esperienze d'onanismo, abiezione, alienazione, sfascio affettivo, così livide d'umanità. Certi racconti scivolano giù come una tazza di té e ti fanno sentire fradicio come un preservativo usato.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Maestro!

    la prima volta che leggo Ian McEwan, e sono rimasta particolarmente colpita dall' eleganza dell'orrore. Da come, in questi brevi racconti, sa entrarti sotto pelle, non scadendo mai in minuziose descrizioni volgari, perché non è quello che scrive ma quello che suggerisce, che crea inquietudine. U ...continua

    la prima volta che leggo Ian McEwan, e sono rimasta particolarmente colpita dall' eleganza dell'orrore. Da come, in questi brevi racconti, sa entrarti sotto pelle, non scadendo mai in minuziose descrizioni volgari, perché non è quello che scrive ma quello che suggerisce, che crea inquietudine. Un esempio in ” Farfalle”, dove solitudine, piacere, peccato, mancanza di occasioni, sono vissute in egual misura e quasi messe a confronto tra il carnefice e la vittima. La bambina e cioè l'innocenza, verrà poi uccisa dal male, dalla presa di coscienza del pedofilo, ma non è solo un racconto di violenza sessuale, è il dramma che ognuno nella sua vita vive, la perdita dell'innocenza e la conseguente uccisione di una parte di se. Racconti intensi per me e per questo,cerco di gustarmeli lentamente, non credo sia un autore per tutti, ma sicuramente è un maestro

    ha scritto il 

  • 0

    Devo proprio smetterla di leggere i libri solo perché attratta dai titoli. Lo faccio per essere sorpresa dal libro. Mi piace iniziare un libro e non sapere di cosa parla. Ma il più delle volte le delusioni sono atroci... Certo, mai come nel caso di questo libro!
    E dire che non ho nemmeno av ...continua

    Devo proprio smetterla di leggere i libri solo perché attratta dai titoli. Lo faccio per essere sorpresa dal libro. Mi piace iniziare un libro e non sapere di cosa parla. Ma il più delle volte le delusioni sono atroci... Certo, mai come nel caso di questo libro!
    E dire che non ho nemmeno avuto il coraggio di finirlo... McEwan scriverà anche bene, ma uno che riesce ad inventare la storia di un ragazzo che pur di perdere la verginità violenta la sorellina o di un uomo che fa sparire la moglie perché gli aveva rotto un vasetto contenente il pene di un personaggio del passato... Beh... per me questo tipo non ha tutte le rotelle a posto!
    ...e non ho osato andare avanti, ma ho letto fra le altre recensioni storie assurde!
    sarò bigotta e retrograda, ma non riesco proprio a capire il senso di questo libro. Cosa vuole dimostrare l'autore con questo elogio della perversione all'ennesimo livello?
    E lo shock ancora più grande è vedere che il libro avesse un punteggio così positivo e recensioni entusiaste!

    ha scritto il 

  • 2

    Per cominciare: un ragazzino perde la verginità con la sorellina di 10 anni, peraltro più esperta di lui. E poi: due infermiere tradite dallo stesso uomo si vendicano evirandolo; un uomo violenta e uccide una bambina e poi si reca a trovare i suoi genitori; una ex-attrice obbliga il nipotino a tr ...continua

    Per cominciare: un ragazzino perde la verginità con la sorellina di 10 anni, peraltro più esperta di lui. E poi: due infermiere tradite dallo stesso uomo si vendicano evirandolo; un uomo violenta e uccide una bambina e poi si reca a trovare i suoi genitori; una ex-attrice obbliga il nipotino a travestirsi da femmina e a succhiargli il seno... Non c'è alcun dubbio che Ian McEwan scriva bene; ma una fila di racconti più o meno tutti di questo tenore risulta alla fine un po' fastidiosa e ripetitiva, anche perché - perlomeno in alcuni casi - sotto l'ossessione non c'è nulla...

    ha scritto il 

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