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Racconti

By Edgar Allan Poe

(291)

| Others | 9788845212857

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Book Description

99 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Le stanze perfette del romantico Poe

    Più volte lo scrittore Julio Cortázar ha citato alcuni racconti di Poe come esempi di racconto perfetto, per come si è inciso nella nostra memoria, per l’intensità, per la capacità di costruire un ponte tra una storia (magari su un singolo episodio, ...(continue)

    Più volte lo scrittore Julio Cortázar ha citato alcuni racconti di Poe come esempi di racconto perfetto, per come si è inciso nella nostra memoria, per l’intensità, per la capacità di costruire un ponte tra una storia (magari su un singolo episodio, un personaggio piccolo e un’azione circoscritta) e il suo ignoto lettore, per la capacità di metterci in trappola lentamente e inesorabilmente, per l’assenza di dettagli superflui, quell’implacabile corsa contro il tempo che costituisce il terreno di gara di questa forma letteraria breve.
    E ancora scrive, nel saggio “Del racconto breve e dintorni” “… una certa gamma di racconti nasce da uno stato di trance, anormale secondo i canoni della normalità corrente (…). Che Poe abbia ottenuto i suoi migliori racconti in tale stato (…) lo prova, prima ancora di qualsiasi testimonianza certa, l’effetto traumatico, contagioso e, per alcuni, diabolico di Il cuore rivelatore o di Berenice.” E da qui Cortázar passa a descrivere il racconto come quell’enorme informe coagulo o massa che si presenta davanti all’autore lungo il percorso di vita quotidiano come un sogno, costringendolo al processo di scrittura, durante il quale quella massa indefinita assume una forma.

    Rileggere Poe in una sera d’inverno vuol dire fare i conti con sogni e visioni, allucinate, razionali o talvolta molto divertenti (come Il diavolo nel campanile). Ma, oltre al congegno efficace dell’incubo, al loro interno trovi a una seconda lettura anche quel dettaglio prima ignorato che finisce con l’aggredirti, ed entra nel tuo vocabolario di definizioni. Metti “Berenice”: il protagonista sta raccontando la sua monomania descrivendola come una intensità d’interesse che lo porta a una contemplazione ossessiva e paralizzante di ogni cosa e ogni fenomeno. E tra gli esempi di questo disturbo cita il “ripetere con assoluta monotonia qualche parola banale finché il suo suono, a forza di essere ripetuto, finiva per svuotarsi di significato”. In una frase Poe ha dato forma alle proprie ossessioni, un efficace corrispettivo letterario di uno stato mentale che difficilmente dimenticherai.

    “Berenice” è del 1835, a decenni da Freud, e le esplorazioni di Poe si muovevano ancora in libertà tra le pareti delle stanze che le parole ergevano a palcoscenico dei suoi sogni. Chissà se Stevenson quando scrisse del dottor Jekyll e di Mister Hyde descrivendone nel dettaglio lo studio aveva in mente quel breve saggio “La filosofia dell’arredamento” (1840) incluso in questa raccolta. Ma Poe aveva anche scoperto il potenziale di inquietudine e interesse che si trova al di fuori di ogni stanza: è la massa, questa novità del XIX secolo coagulatasi fuori dalle case, attorno all’illuminazione cittadina e al cambiamento frenetico dello stile di vita, a dar vita a un racconto importante come l’“Uomo della folla”, colpevole del crimine più perverso secondo il suo romantico autore, il rifiuto di restare soli.

    (questo commento si riferisce all'edizione uscita nel 2003 per La Biblioteca di Repubblica - collana Ottocento)

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    darjee said on Feb 10, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Essendo un'antologia di racconti inevitabilmente presenta esiti talvolta ben riusciti, tal altra meno.
    Sinceramente mi aspettavo qualcosa di più, succede sempre così quando le aspettative sono alte. Avendo già letto un po' di Lovecraft devo dire che ...(continue)

    Essendo un'antologia di racconti inevitabilmente presenta esiti talvolta ben riusciti, tal altra meno.
    Sinceramente mi aspettavo qualcosa di più, succede sempre così quando le aspettative sono alte. Avendo già letto un po' di Lovecraft devo dire che Poe mi è parso fiacco nel complesso, ma va considerato che egli visse più di mezzo secolo prima di Lovecraft, quindi fu un precursore di certa letteratura di genere.
    Interessante il personaggio di Mr Dupin, nel quale ravviso l'antesignano di Sherlock Holmes nella sagacia che usa per sviscerare un caso irrisolto.

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    Argyll said on Jan 7, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ho letto solo un breve racconto di quelli "del mistero", dal titolo La lettera rubata, giusto per farmi un'idea.
    Non male, ma non è un tipo di lettura che mi interessi granché e quindi mi accontento così, almeno per ora.

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    gio' said on Dec 28, 2013 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    I titoli: La lettera rubata, Il cuore rivelatore, La caduta della casa degli Usher, La verità sul caso del sig. Valdemar, La maschera della morte rossa.
    Posso capire il successo che i racconti hanno avuto: forse il genere era abbastanza nuovo all’epo ...(continue)

    I titoli: La lettera rubata, Il cuore rivelatore, La caduta della casa degli Usher, La verità sul caso del sig. Valdemar, La maschera della morte rossa.
    Posso capire il successo che i racconti hanno avuto: forse il genere era abbastanza nuovo all’epoca e inoltre l’incipit di ogni racconto è davvero originale e cattura. Oggi sicuramente fanno meno paura, ma “Il cuore rivelatore” è un soggetto ancora attuale. E pur essendo letteratura di genere, mi sembra che la scrittura comunque meriti.
    La realizzazione per l’ascolto del primo racconto mi è piaciuta, un po’ meno quella degli altri nei quali la lettura a volte è anche disturbata da un sottofondo musicale ripetitivo e troppo alto.
    [I classici della letteratura. Classici podcast. Tranne il primo racconto, realizzazione di Ménéstrandise con lettura di Edoardo Camponeschi. Versione integrale.]

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    Escamar said on Aug 30, 2013 | 3 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    La ragione delle tre stelle è presto detta: metà del libro è di altissima qualità, ove cioè resta nell'ambito dei racconti di terrore, metafisici. Tutti gli altri sono invece inutilmente artefatti e i tentativi di Poe di giocare coi toni dell'ironico ...(continue)

    La ragione delle tre stelle è presto detta: metà del libro è di altissima qualità, ove cioè resta nell'ambito dei racconti di terrore, metafisici. Tutti gli altri sono invece inutilmente artefatti e i tentativi di Poe di giocare coi toni dell'ironico e del grottesco sono malriuscite pedanterie che ho faticato a finire.

    Il mio consiglio è di limitarsi a leggere i ben noti capolavori e magari il "Colloquio di Monos e Una" e lasciar perdere il resto.

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    Z said on Jul 20, 2013 | Add your feedback

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