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Racconti

Di

4.2
(1975)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Paperback

Isbn-10: 8881292416 | Isbn-13: 9788881292417 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Cofanetto , Copertina morbida e spillati , Rilegato in pelle , Tascabile economico , eBook

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 1

    Temo proprio che l'affinità tra me e Poe sia pari a zero. Ho iniziato questa raccolta e ho faticato parecchio a non annoiarmi... Ho pensato fosse colpa di racconti di importanza secondaria, ma purtroppo neppure la lettura dei suoi più famosi mi ha indotta a cambiare idea.
    Benchè riconosca i ...continua

    Temo proprio che l'affinità tra me e Poe sia pari a zero. Ho iniziato questa raccolta e ho faticato parecchio a non annoiarmi... Ho pensato fosse colpa di racconti di importanza secondaria, ma purtroppo neppure la lettura dei suoi più famosi mi ha indotta a cambiare idea.
    Benchè riconosca il fascino di alcune sue atmosfere cupe, probabilmente anche a causa della formula del racconto stesso, questo libro non fa proprio per me.

    ha scritto il 

  • 5

    Maestro di una saggezza antica, condottiero verso la letteratura del futuro, Poe pare essere qui tra noi, a raccontare storie che potrebbero essere cortometraggi, a scrivere frasi che potrebbero essere messaggi, a inventare la semiotica e decifrare la matematica, a firmare libri autografi da un t ...continua

    Maestro di una saggezza antica, condottiero verso la letteratura del futuro, Poe pare essere qui tra noi, a raccontare storie che potrebbero essere cortometraggi, a scrivere frasi che potrebbero essere messaggi, a inventare la semiotica e decifrare la matematica, a firmare libri autografi da un tempo senza età.

    ha scritto il 

  • 5

    Le stanze perfette del romantico Poe

    Più volte lo scrittore Julio Cortázar ha citato alcuni racconti di Poe come esempi di racconto perfetto, per come si è inciso nella nostra memoria, per l’intensità, per la capacità di costruire un ponte tra una storia (magari su un singolo episodio, un personaggio piccolo e un’azione circoscritta ...continua

    Più volte lo scrittore Julio Cortázar ha citato alcuni racconti di Poe come esempi di racconto perfetto, per come si è inciso nella nostra memoria, per l’intensità, per la capacità di costruire un ponte tra una storia (magari su un singolo episodio, un personaggio piccolo e un’azione circoscritta) e il suo ignoto lettore, per la capacità di metterci in trappola lentamente e inesorabilmente, per l’assenza di dettagli superflui, quell’implacabile corsa contro il tempo che costituisce il terreno di gara di questa forma letteraria breve.
    E ancora scrive, nel saggio “Del racconto breve e dintorni” “… una certa gamma di racconti nasce da uno stato di trance, anormale secondo i canoni della normalità corrente (…). Che Poe abbia ottenuto i suoi migliori racconti in tale stato (…) lo prova, prima ancora di qualsiasi testimonianza certa, l’effetto traumatico, contagioso e, per alcuni, diabolico di Il cuore rivelatore o di Berenice.” E da qui Cortázar passa a descrivere il racconto come quell’enorme informe coagulo o massa che si presenta davanti all’autore lungo il percorso di vita quotidiano come un sogno, costringendolo al processo di scrittura, durante il quale quella massa indefinita assume una forma.

    Rileggere Poe in una sera d’inverno vuol dire fare i conti con sogni e visioni, allucinate, razionali o talvolta molto divertenti (come Il diavolo nel campanile). Ma, oltre al congegno efficace dell’incubo, al loro interno trovi a una seconda lettura anche quel dettaglio prima ignorato che finisce con l’aggredirti, ed entra nel tuo vocabolario di definizioni. Metti “Berenice”: il protagonista sta raccontando la sua monomania descrivendola come una intensità d’interesse che lo porta a una contemplazione ossessiva e paralizzante di ogni cosa e ogni fenomeno. E tra gli esempi di questo disturbo cita il “ripetere con assoluta monotonia qualche parola banale finché il suo suono, a forza di essere ripetuto, finiva per svuotarsi di significato”. In una frase Poe ha dato forma alle proprie ossessioni, un efficace corrispettivo letterario di uno stato mentale che difficilmente dimenticherai.

    “Berenice” è del 1835, a decenni da Freud, e le esplorazioni di Poe si muovevano ancora in libertà tra le pareti delle stanze che le parole ergevano a palcoscenico dei suoi sogni. Chissà se Stevenson quando scrisse del dottor Jekyll e di Mister Hyde descrivendone nel dettaglio lo studio aveva in mente quel breve saggio “La filosofia dell’arredamento” (1840) incluso in questa raccolta. Ma Poe aveva anche scoperto il potenziale di inquietudine e interesse che si trova al di fuori di ogni stanza: è la massa, questa novità del XIX secolo coagulatasi fuori dalle case, attorno all’illuminazione cittadina e al cambiamento frenetico dello stile di vita, a dar vita a un racconto importante come l’“Uomo della folla”, colpevole del crimine più perverso secondo il suo romantico autore, il rifiuto di restare soli.

    (questo commento si riferisce all'edizione uscita nel 2003 per La Biblioteca di Repubblica - collana Ottocento)

    ha scritto il 

  • 3

    Essendo un'antologia di racconti inevitabilmente presenta esiti talvolta ben riusciti, tal altra meno.
    Sinceramente mi aspettavo qualcosa di più, succede sempre così quando le aspettative sono alte. Avendo già letto un po' di Lovecraft devo dire che Poe mi è parso fiacco nel complesso, ma v ...continua

    Essendo un'antologia di racconti inevitabilmente presenta esiti talvolta ben riusciti, tal altra meno.
    Sinceramente mi aspettavo qualcosa di più, succede sempre così quando le aspettative sono alte. Avendo già letto un po' di Lovecraft devo dire che Poe mi è parso fiacco nel complesso, ma va considerato che egli visse più di mezzo secolo prima di Lovecraft, quindi fu un precursore di certa letteratura di genere.
    Interessante il personaggio di Mr Dupin, nel quale ravviso l'antesignano di Sherlock Holmes nella sagacia che usa per sviscerare un caso irrisolto.

    ha scritto il 

  • 0

    Ho letto solo un breve racconto di quelli "del mistero", dal titolo La lettera rubata, giusto per farmi un'idea.
    Non male, ma non è un tipo di lettura che mi interessi granché e quindi mi accontento così, almeno per ora.

    ha scritto il 

  • 2

    I titoli: La lettera rubata, Il cuore rivelatore, La caduta della casa degli Usher, La verità sul caso del sig. Valdemar, La maschera della morte rossa.
    Posso capire il successo che i racconti hanno avuto: forse il genere era abbastanza nuovo all’epoca e inoltre l’incipit di ogni racconto è ...continua

    I titoli: La lettera rubata, Il cuore rivelatore, La caduta della casa degli Usher, La verità sul caso del sig. Valdemar, La maschera della morte rossa.
    Posso capire il successo che i racconti hanno avuto: forse il genere era abbastanza nuovo all’epoca e inoltre l’incipit di ogni racconto è davvero originale e cattura. Oggi sicuramente fanno meno paura, ma “Il cuore rivelatore” è un soggetto ancora attuale. E pur essendo letteratura di genere, mi sembra che la scrittura comunque meriti.
    La realizzazione per l’ascolto del primo racconto mi è piaciuta, un po’ meno quella degli altri nei quali la lettura a volte è anche disturbata da un sottofondo musicale ripetitivo e troppo alto.
    [I classici della letteratura. Classici podcast. Tranne il primo racconto, realizzazione di Ménéstrandise con lettura di Edoardo Camponeschi. Versione integrale.]

    ha scritto il 

  • 3

    La ragione delle tre stelle è presto detta: metà del libro è di altissima qualità, ove cioè resta nell'ambito dei racconti di terrore, metafisici. Tutti gli altri sono invece inutilmente artefatti e i tentativi di Poe di giocare coi toni dell'ironico e del grottesco sono malriuscite pedanterie ch ...continua

    La ragione delle tre stelle è presto detta: metà del libro è di altissima qualità, ove cioè resta nell'ambito dei racconti di terrore, metafisici. Tutti gli altri sono invece inutilmente artefatti e i tentativi di Poe di giocare coi toni dell'ironico e del grottesco sono malriuscite pedanterie che ho faticato a finire.

    Il mio consiglio è di limitarsi a leggere i ben noti capolavori e magari il "Colloquio di Monos e Una" e lasciar perdere il resto.

    ha scritto il 

  • 4

    Alcuni racconti dovrò rivederli meglio, perché l'ho letti con leggerezza e fretta forse. Ma sono comunque tutti incantevoli. E incantevole è davvero l'aggettivo giusto, perché sia che il protagonista sia un amante dei vini, che un condannato, che un cercatore di tesori, trovandosi tra gli orrori ...continua

    Alcuni racconti dovrò rivederli meglio, perché l'ho letti con leggerezza e fretta forse. Ma sono comunque tutti incantevoli. E incantevole è davvero l'aggettivo giusto, perché sia che il protagonista sia un amante dei vini, che un condannato, che un cercatore di tesori, trovandosi tra gli orrori più assurdi o in mezzo all'ansia (vera ansia) più perversa, tutto questo riesce a incantarti.

    ha scritto il 

  • 4

    La miseria è molteplice. L'infelicità sulla terra è multiforme. Spingendosi di là dall'ampio orizzonte come l'arcobaleno, le sue tinte sono altrettanto varie quanto le tinte di quest'arco, altrettanto distinte e nondimeno altrettanto intimamente fuse. Spingendosi di là da ...continua

    La miseria è molteplice. L'infelicità sulla terra è multiforme. Spingendosi di là dall'ampio orizzonte come l'arcobaleno, le sue tinte sono altrettanto varie quanto le tinte di quest'arco, altrettanto distinte e nondimeno altrettanto intimamente fuse. Spingendosi di là dall'ampio orizzonte come l'arcobaleno! Come può essere che dalla bellezza ho tratto un tipo di bruttezza? Da un patto di pace una similitudine del dolore? Ma come nell'etica il male è conseguenza del bene, così, nella realtà, dalla gioia è nato il dolore. O il ricordo della passata beatitudine costruisce l'angoscia di oggi, oppure gli affanni che sono hanno la loro origine nelle estasi che avrebbero potuto essere.

    ha scritto il 

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