Racconti - vol. 1

Di

Editore: Garzanti

4.2
(57)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 638 | Formato: Paperback

Isbn-10: A000025020 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Fausto Malcovati

Disponibile anche come: Tascabile economico

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Descrizione del libro
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  • 5

    I racconti di Cechov sono una delle letture più belle che io abbia mai fatto (finora).
    Storie "piccole" e storie "grandi", personaggi vivi, scrittura talvolta leggera, talvolta dolente, talvolta spiet ...continua

    I racconti di Cechov sono una delle letture più belle che io abbia mai fatto (finora).
    Storie "piccole" e storie "grandi", personaggi vivi, scrittura talvolta leggera, talvolta dolente, talvolta spietata. Ma sempre molto molto umana.
    Si possono tenere i 5 volumi sul comodino e ogni sera leggere un racconto. Fa sicuramente bene. All'anima e alla mente.

    ha scritto il 

  • 4

    I racconti di Cechov presenti in questa raccolta sono: Una storia noiosa; Il reparto numero 6; Il monaco nero; La casa col mezzanino; L’uomo nella fodera; La signora col cagnolino; La fidanzata.
    U ...continua

    I racconti di Cechov presenti in questa raccolta sono: Una storia noiosa; Il reparto numero 6; Il monaco nero; La casa col mezzanino; L’uomo nella fodera; La signora col cagnolino; La fidanzata.
    Una scrittura asciutta, senza pomposità ed inutili fronzoli è una della caratteristiche più apprezzabili dell’autore. Una scrittura contemporanea anche ha più di cento anni di distanza, difatti basterebbe sostituire carrozze e libri con auto e tv, per ottenere un racconto dei nostri giorni.
    Leggere queste pagine equivale ad un viaggio nella Russia di fine ottocento; l’obbiettività della narrazione consente di essere accompagnati in quell’epoca, senza essere influenzati da opinioni dell’autore, in questo modo è il lettore a farsi un’idea dei fatti, ad indignarsi o stupirsi come loro diretta conseguenza. In alcuni racconti si potrebbe anche trovare una metafora della Russia stessa, dei suoi vizi, costumi, della carenza di virtù, su questo Cechov sembra essere molto critico, come appare critico nei confronti dell’arretratezza culturale e civile, non solo nel popolo ma anche in certi ambienti borghesi dove, come si usa dire, la forma vale più della sostanza: anch’esso tema molto attuale.
    Tutti i racconti danno spunto alla riflessione, ma tra i miei preferiti metterei sicuramente i primi tre.

    ha scritto il 

  • 5

    E' con rinnovato ed ammirato stupore che son tornato, dopo anni, alla narrativa di Cechov. Narrativa tanto cristallina e trasparente in superficie (e fertile di sviluppi futuri), quanto enigmatica e s ...continua

    E' con rinnovato ed ammirato stupore che son tornato, dopo anni, alla narrativa di Cechov. Narrativa tanto cristallina e trasparente in superficie (e fertile di sviluppi futuri), quanto enigmatica e sorprendente negli equilibri strutturali, nel contrappunto delle voci, negli spiazzanti intercalare, nelle penombre e nei chiaroscuri. Voci come "monadi afflitte" diceva A.M. Ripellino, esistenze inautentiche, fluttuanti come alghe in uno stagno. Un mondo inerte ed annoiato, capace anche di improvvisi miraggi, di alate speranze; dove il presente, gelido e desolato, si rivela via via come una stazione di transito.
    Riscopro anche un meraviglioso saggio di V. Strada, dove in poche righe si riassume, come meglio non si potrebbe, la sostanza e la maestria compositiva dello scrittore russo: "Cechov osserva gli infiniti "cerchi magici" in cui gli uomini si dibattono e si perdono. Ma il suo sguardo è privo di dogmi, il suo animo è scevro di sconforto. Spinozianamente animato dalla fredda passione di una superiore impersonale razionalità, guarda gli umani sforzi e li valuta, intendendone l'essenza. Poeta di una età di massa brulicante di feriali destini e di eccelse ideologie, Cechov possiede una segreta forza che lo pone al di là di disperazione e speranza e gli fa dominare con ironica sapienza il caos delle infinitesime oscillazioni vitali. Fedele allo spirito disincantato delle scienze, sente e scandaglia le fonti non razionali dell'attività razionale dell'uomo. La profondità della sua rinnovazione letteraria fu pari soltanto all'umiltà con cui la compì".

    ha scritto il 

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