Racconti - vol. 1

Di

Editore: Garzanti

4.3
(846)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 638 | Formato: Paperback

Isbn-10: A000025020 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Fausto Malcovati

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , Copertina rigida , Cofanetto , eBook , Copertina rinforzata scuole e biblioteche

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
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  • 4

    EVVIVA I RUSSI !!

    Molto interessanti e avvincenti questi racconti di Anton Cechov la cui scrittura e fervida immaginazione testimoniano e ricordano tutta la grandezza della letteratura russa!

    ha scritto il 

  • 0

    scambio/vendo

    la morte dell'impiegato - il corredo - la figlia di albione - il grasso e lo smilzo - teste in fermento - un cognome cavallino - chirurgia - il padre di famiglia - il camaleonte - il fiammifero svedes ...continua

    la morte dell'impiegato - il corredo - la figlia di albione - il grasso e lo smilzo - teste in fermento - un cognome cavallino - chirurgia - il padre di famiglia - il camaleonte - il fiammifero svedese - le ostriche - il punto esclamativo - il sottuficiale priscibeev - crucci - angoscia - la strega - l'incubo - griscia - nella notte santa - la moglie del farmacista - la carestia - melma - vagnka - in cammino - nemici - ubriachi - il tifo - valadia - ruzzola campi - lo zufolo - il racconto della signora n.n. - kastanka

    ha scritto il 

  • 0

    - La morte dell'impiegato (●●●)
    - Il corredo (●●●●)
    - La figlia di Albione (●●●)
    - Il grasso e lo smilzo (●●●●)
    - Teste in fermento (●●●)
    - Un cognome cavallino (●●●)
    - Chirurgia (●●●●)
    - Il padre di ...continua

    - La morte dell'impiegato (●●●)
    - Il corredo (●●●●)
    - La figlia di Albione (●●●)
    - Il grasso e lo smilzo (●●●●)
    - Teste in fermento (●●●)
    - Un cognome cavallino (●●●)
    - Chirurgia (●●●●)
    - Il padre di famiglia (●●●●●)
    - Il camaleonte (●●●●●)
    - Il fiammifero svedese (●●●●)
    - Le ostriche (●●●●)
    - Il punto esclamativo (●●●●)
    - Il sottufficiale Prišibeev
    - Crucci
    - Angoscia
    - La strega
    - Uno scherzetto
    - L'incubo
    - Griša
    - Nella notte santa
    - Un uomo di conoscenza
    - La moglie del farmacista
    - La corista
    - Melma
    - Van'ka
    - In cammino
    - Lo sciampagna
    - Una disgrazia
    - Nemici
    - Ubriachi
    - Il tifo
    - Volodja
    - Ruzzola-campi
    - Lo zufolo
    - Il racconto della signora NN.
    - Kaštanka
    - Voglia di dormire
    - La steppa (●●●●)
    - La principessa
    - Bellezze
    - L'onomastico
    - Una storia noiosa
    - Gusev
    - Il duello
    - Il saltabecca
    - Il reparto N. 6
    - La paura
    - Il racconto di uno sconosciuto
    - Volodja il Grande e Volodja il Piccolo
    - Il regno delle donne
    - Il monaco nero
    - Il violino dei Rotschild
    - Lo studente
    - L'insegnante di letteratura
    - Anna al collo
    - Ariadna
    - La casa col mezzanino
    - La mia vita
    - I contadini
    - Il pecenego
    - L'uomo nell'astuccio
    - L'uva spina
    - Ionyč
    - Un caso di pratica medica
    - Anima cara
    - La signora col cagnolino
    - Nella conca
    - Il vescovo
    - La fidanzata

    ha scritto il 

  • 4

    Letto da: Peppe.

    Come scorre la vita. Se un senso si può dare ad ogni racconto che ho letto di Cechov, compresi quelli letti in questa raccolta, è proprio questo. Lo ritroviamo in un viaggio di contad ...continua

    Letto da: Peppe.

    Come scorre la vita. Se un senso si può dare ad ogni racconto che ho letto di Cechov, compresi quelli letti in questa raccolta, è proprio questo. Lo ritroviamo in un viaggio di contadini con il loro carri di merci attraverso la steppa Russa, come in una vita spesa alla direzione di un manicomio. E sono tanti i grani di questo rosario che compongono l'azione narrativa di Cechov. Il perchè scorra e cosa fare per migliorare questo flusso, Cechov non dice, non indica, non si propone di insegnare. Mostra così, come è. E allora viene fuori una lirica dei paesaggi, un disegno di figure umane, che rende magnifica e appassionante la lettura.

    ha scritto il 

  • 4

    Meno male...

    ... che non mi sono fatto fermare dalla copertina smunta e dalla immeritata reputazione "dei russi" dell'Ottocento. Racconti lunghi di grandissimo spessore, con dei picchi (es. Reparto n.6).

    ha scritto il 

  • 5

    Un detto popolare recita - con le consuete varazioni locali - "Il medico pietoso rende la piaga infetta"...ebbene Anton Cechov, medico orgoglioso della propria professione tanto da definirla sua sposa ...continua

    Un detto popolare recita - con le consuete varazioni locali - "Il medico pietoso rende la piaga infetta"...ebbene Anton Cechov, medico orgoglioso della propria professione tanto da definirla sua sposa, nelle sue felicissime frequentazioni con "l'amante" letteratura è decisamente un tipo che ama mettere il dito nella piaga. Se di pietà - dato l'atteggiamento realista da freddo scrutatore di vite universalmente riconosciutogli- è inopportuno parlare, non è a mio parere inappropriato riconoscere al "nostro" una presa di coscienza decisa e coerente, circa il fatto che, esporre crudamente le ulcere necrotiche di una società malata e di una umanità vuota di ideali e come impossibilitata a rigenerarsi, fosse il servizio più utile e consapevole che potesse fare al suo tempo e alla sua terra.
    Tolstoj affermò che l'opera di Cechov, è come uno di quei quadri di cui si capisce il senso, solo osservandolo da una certa distanza ; affermazione forse un pò vaga e adattabile certo a più autori , che anzi non perde di verità se applicata a cose di ambito extraletterario, e tuttavia particolarmente calzante se riferita a questa silloge di storie. Più propriamente, parlando dalla mia prospettiva di lettrice, devo dire che di questi racconti- specie nei più cronologicamente datati- mi ha colpito la capacità dell'autore di cogliere i nodi delle anime altrui, il momento cioè in cui sotto l'influsso di accadimenti particolari, vengono a cadere le compensazioni che fisiologicamente si vengono a creare nell'interiorità di un singolo personaggio per permettergli un quieto convivere con sé stesso. Cechov stana i punti deboli, sferra colpi di tacco ai"talloni di Achille" e crea negli individui un conflitto fra la loro forma mentis viziata dall'ambiente e dalla consuetudine, e le loro più autentiche aspirazioni alla libertà
    Solo in un secondo momento, procedendo nella sterminata collezione di storie e personaggi, mi sono resa conto di come tutti questi conflitti personali irrisolti fossero inscritti nella generale rappresentazione di un'epoca di esaurimento degli ideali della borghesia russa e di grande trasformazione della vita economica quale fu quella nella quale si maturò la breve parabola artistica dell'autore.
    Si procede così dalla descrizione di drammi personali determinati da un sistema di forze di segno opposto, che strattonano i personaggi lasciandoli quasi sempre al punto di partenza- seppure con una nuova ma sterile consapevolezza del proprio dolore, ad una esplicita denuncia sociale che divene vieppiù incalzante procedendo verso gli ultimi componimenti.
    Quasi ogni classe sociale è rappresentata: dai contadini brutalizzati dalla fame e dalla fatica - vite "pro forma" che servono solo a garantire gli agi dei piccoli possidenti, e le serate mondane di giudici e funzionari in vario grado dell'amministrazione- ai pope miserabili. C'è inoltre dovizia di avidi mercanti, per non dire di studiosi, medici e accademici che non riescono più a capire il senso di una cultura isterilita e del loro ruolo all'interno di essa. Ci sono infine miopi benefattori o aspiranti tali che si adoperano in opere di assistenza e di scolarizzazione, senza però vedere il male di un contesto socio- politico da riformare dalle fondamenta. E poi si allarga la fila degli idealisti che predicano la suddivisione del lavoro fra tutti i cittadini per permettere anche ai ceti meno abbienti un concreto sviluppo delle aspirazioni spirituali- e un conflitto fra queste due ultime categorie è ben rappresentata nel racconto "La casa col mezzanino".
    Il valore, non solo artistico ma documentario di questi racconti nel rappresentare lo spirito del suo tempo, così come la vita quotidiana è talmente importante da fare impallidire altri tentativi, fatti per altre vie ed altri scopi, di dare un'immagine chiara ed esaustiva della vita nella Grande Russia. Mi riferisco alla sterminata raccolta di foto scattate su commissione dello zar Nicola II dal fotografo Prokudin-Gorskij solo pochi anni dopo la morte di Cechov. A parte il fine scopertamente encomiastico e celebrativo del regime ormai agonizzante che ebbe tale brillante reportage, il paragone non può che certificare la superiorità dell'arte, rispetto alla tecnologia nel rendere viva e immortale un' intera epoca storica.
    Da medico Cechov tasta il polso della realtà in cui vive, ma non ha in dono una fede inossidabile in dottrine o teorie di varia natura; non può che notare acutamente le contraddizioni della vita umana e della società del crepuscolo zarista ma non ha soluzioni in tasca ne "dii ex machina" da calare nei suoi scritti. Stilisticamente parlando ciò si traduce inevitabilmente nella forma del racconto aperto- sia pure con importanti eccezioni- non sempre la più appagante per chi legge, ma spesso la più tonificante per la circolazione cerebrale, e sicuramente la più aderente alla realtà della vita.

    ha scritto il 

  • 5

    letto nel giro di un anno. Rimaneva sul comodino e tra un romanzo e l'altro leggevo un racconto. Esperienza straordinaria, a volte un po' faticosa. Alcuni racconti sono sublimi ed esemplari.

    ha scritto il 

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