Hooray! You have added the first book to your bookshelf. Check it out now!
Create your own shelf sign up
[−]
  • Search Digit-count Valid ISBN Invalid ISBN Valid Barcode Invalid Barcode

Racconti del Klondike

By Jack London

(32)

| Others | 9788845701740

Like Racconti del Klondike ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free

Book Description

3 Reviews

Login or Sign Up to write a review
  • 1 person finds this helpful

    Come sia stata possibile la “retrocessione” di London ad autore di libri per ragazzi è davvero un mistero…
    Quel che emerge in questi racconti è anzitutto la passione per l’uomo, sotto la più visibile passione per la vita: per i tanti tipi d’uomo, gl ...(continue)

    Come sia stata possibile la “retrocessione” di London ad autore di libri per ragazzi è davvero un mistero…
    Quel che emerge in questi racconti è anzitutto la passione per l’uomo, sotto la più visibile passione per la vita: per i tanti tipi d’uomo, gli yankee, i “mezzosangue” e poi perfino per gli indiani, inizialmente disprezzati; per gli uomini audaci, accesi dalla brama di arricchirsi, per gli eroi silenziosi, pieni di dignità, eroi solo perché costretti dal bisogno o dalle circostanze; ma anche per i vigliacchi, come il predicatore cristiano, fanatico, che rinnega la sua religione (cosa non proprio politically correct…) a differenza dell’avventuriero “laico”, in “Il dio dei suoi padri”; e persino per i pigri egoisti e meschini (“In un paese lontano”).
    Ma in quest’ultimo racconto si coglie anche la paradossale “passione per la morte” di London, che è poi sempre passione per la vita: come si affronta la morte, come reagiscono corpo e mente? E i particolari psicologici, i dettagli realistici sono qui di una forza impressionante.
    Come questo, alcuni dei racconti più efficaci sono storie di agonie, di morte, eppure di vita: di agonie annunciate, ineluttabili (a volte la rovina della propria famiglia o del proprio popolo), ma contro cui si lotta con tutte le proprie forze e il cui esito perciò non è del tutto scontato. C’è coscienza della forza inarrestabile della Natura o della Storia, eppure anche una residua, estrema fiducia nell’uomo, nella sua forza vitale e nelle sue capacità: la resistenza, l’intelligenza e persino, paradossalmente, la consapevolezza dei propri limiti (“Farsi un fuoco”, memorabile e bruciante come un marchio sulla pelle).
    Raramente si scivola nell’“avventura” pura (“Un’odissea…”), nella storia romanzesca fitta di eventi e imprese, quasi elencati; sono il realismo e la passione per l’uomo (alla Boccaccio) che tengono lontano London dal commerciale, dall’intrattenimento usa-e-getta.
    Già i primi cinque o sei racconti della raccolta mostrano tutte le capacità tecniche e, se si vuole, i trucchi dello scrittore. L’ambiente descritto è sempre lo stesso, ma il fulcro della narrazione, soprattutto i personaggi centrali ma anche il tema sono sempre diversi: London ha scritto un’enciclopedia del Grande Nord, non semplicemente dei racconti. Ma non è solo questo: è la struttura del testo a essere sempre nuova. C’è il racconto con finale rivelatore, p. es. sull’identità di un personaggio, e la variante del finale a sorpresa: ma quest’ultimo inserito in un racconto il cui tema al contrario è esplicito fin dalle prime righe, p. es. in “Bâtard”. Qui, poi, il tema è tutt’altro che banale: la malvagità pura, o, meglio, il piacere di fare del male a qualcuno (a un cane, qui: nucleo dei futuri “Il richiamo…” e “Zanna bianca”) e forse, ancora più in profondità, una paradossale mutua dipendenza in un totalizzante rapporto di odio reciproco. E si badi che uno dei due è un cane! Ecco un altro elemento caratterizzante, e persino educativo, di London: l’uso di punti di vista sempre diversi (con splendidi esempi di indiretto libero) e per l’epoca molto originali, che spesso riscattano le convinzioni eurocentriche, blandamente razziste e “speciste” soprattutto dei primi racconti. Gli indiani p. es., o i “mezzosangue”, inizialmente primitivi, perdenti, dalla comprensione limitata, diventano protagonisti di epos della vendetta, giustificati in ciò anche da qualche “bianco”, o di inutili lotte, disperate ma coerenti e tenaci, contro la penetrazione dell’uomo bianco (lotte che implicano l’uccisione di donne e bambini, ma di cui significativamente non viene mostrata la punizione finale, solo la sconfitta).
    La mentalità di London è, in superficie, quella materialista, scientista e darwiniana della sua epoca, ma in realtà quella critica, drammatica di un Verga, mai assolutoria e tanto meno apologetica; peraltro la sua “arte” scopre poi punti di vista insospettati e livelli di realtà, spiegazioni, molto più profondi (un po’ come in Dostoevskij o Cervantes). E non sto parlando degli accenni, tutto sommato storicisti o vagamente spiritualisti, e in genere un po’ scontati, alle diverse epoche e alle “profondità” della Storia, all’essenza della Natura o della Vita. In “Bâtard” la malvagità del cane è eredità genetica, che viene dal padre, lupo, e dalla madre, cagna pigra, ringhiosa e oscenamente “depravata” (!); poi, più efficacemente e profondamente, si rivela frutto di una lunga, distorta relazione con un altro essere vivente, dell’educazione alla violenza, alla sopraffazione, delle torture subite, e il racconto diventa una piccola finestra aperta su un abisso sconvolgente.
    Un plauso all’edizione della piccola casa editrice Massari, corredata di foto, cartina, breve introduzione, note, e povera di refusi o errori di traduzione (“Mammone” per “Mammona”; “flusso incessabile”; qualche “sta’” e simili senza accento). Manca solo una nota al riferimento contenuto in un racconto al “giudice Linch”: sarcasmo che indicava in realtà un linciaggio o, in questo caso, un giudizio sommario con prevedibile impiccagione finale.

    Is this helpful?

    Gorgo said on Sep 26, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Una passeggiata fisica ed emotiva attraverso il grande Nord, un viaggio a ritroso, in un tempo in cui la lotta per la sopravvivenza era esperienza di vita quotidiana.

    Is this helpful?

    Mila said on Aug 7, 2012 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    La vita ti distrugge coi suoi ritmi? Lavori ogni giorni sfinendoti in modo orribile ma senza stancarti davvero? Questi racconti fanno ritrovare una dimensione umana ormai perduta, la vita nella Natura Matrigna del Grande Nord, il freddo e la fame e i ...(continue)

    La vita ti distrugge coi suoi ritmi? Lavori ogni giorni sfinendoti in modo orribile ma senza stancarti davvero? Questi racconti fanno ritrovare una dimensione umana ormai perduta, la vita nella Natura Matrigna del Grande Nord, il freddo e la fame e il sangue, fino a morire di fatica.
    Il tutto in una prosa asciutta e splendida, neve compatta e abbacinante, da ubriacarti mentre la leggi, da rileggere i racconti in continuazione, così forti da lasciarmi impresse immagini a distanza di più di 10 anni ormai.
    Grande London, rassicurante sapere Malemute Kid e tutti gli altri ragazzi a tenere a bada il Klondike.

    "Quanto al pranzo, egli premette la mano contro un oggetto rigonfio sotto la giacca. Era anche sotto la camicia, avvolto in un fazzoletto e accostato alla pelle nuda. Era l'unico modo di impedire che le gallette si congelassero.
    Sorrise compiaciuto mentre pensava a quelle gallette, ognuna di esse tagliata nel mezzo e inzuppata di strutto, ognuna di esse con dentro una fetta generosa di pancetta fritta."

    Accendersi un fuoco, 1908.

    Is this helpful?

    Cecilia 马飞 said on Jul 14, 2009 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (32)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
  • Others 256 Pages
  • ISBN-10: 8845701743
  • ISBN-13: 9788845701740
  • Publisher: Massari
  • Publish date: 2002-01-01
Improve_data of this book