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Racconti del terrore

By Edgar Allan Poe

(103)

| Hardcover | 9788817210249

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220 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Il terrore che conosciamo attraverso gli occhi di Poe non è certamente il terrore che intendiamo noi oggi, è una sensazione piú insidiosa e primitiva. In questi racconti vi sono terrori derivanti da leggende, dalla follia, dalle torture e ogni raccon ...(continue)

    Il terrore che conosciamo attraverso gli occhi di Poe non è certamente il terrore che intendiamo noi oggi, è una sensazione piú insidiosa e primitiva. In questi racconti vi sono terrori derivanti da leggende, dalla follia, dalle torture e ogni racconto vede dei protagonisti mossi da un'impulsivitá, un'emotivitá molto forte. Ho apprezzato particolarmente La caduta della casa Usher; sono rimasta affascinata dal Il gatto nero e inquietata dalla Sepoltura prematura e Il pozzo e il pendolo; anche gli altri racconti comunque meritano. Piccola nota sull'edizione 0.99: il racconto La mascherata della morte rossa è incompleto, ho dovuto reperire il racconto tramite altre fonti, peccato.

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    Stefy said on Aug 7, 2014 | Add your feedback

  • 13 people find this helpful

    Il sig. Harold Bloom dice che Edgar Allan Poe non è mai stato un grande scrittore. Ma, mi permetto di dire, non sono d'accordo con lui, perchè ho come l'impressione il sig. Harold Bloom sottovaluti le forze sotterranee della scrittura. Non mi riferis ...(continue)

    Il sig. Harold Bloom dice che Edgar Allan Poe non è mai stato un grande scrittore. Ma, mi permetto di dire, non sono d'accordo con lui, perchè ho come l'impressione il sig. Harold Bloom sottovaluti le forze sotterranee della scrittura. Non mi riferisco ai torbidi e noiosi lamenti dell'uomo del sottosuolo; ma ai catenacci scricchiolanti che legano i nostri incubi.
    Quando leggiamo noi esprimiamo un giudizio su ciò che in quel momento quella determinata lettura ci trasmette, ma esprimiamo anche un altro giudizio, quello a posteriori, quando la lettura è già stata messa da parte. Credo Poe, e la letteratura malata di Poe, siano volendo disprezzabili nel primo giudizio, ma infallibili nel secondo.
    Harold Bloom, invece, disprezzabile in ogni caso.

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    sigurd said on Jul 20, 2014 | 15 feedbacks

  • 9 people find this helpful

    Merely this and nothing more


    Non mi piace perdere.
    Non ho voluto fare la psichiatra nonostante l’attrazione e il background culturale: ai miei tempi il liceo classico era tutto un’analisi.
    Gli psichiatri sanno di avere perso anche quando qualche povero cristo non gli preferis ...(continue)


    Non mi piace perdere.
    Non ho voluto fare la psichiatra nonostante l’attrazione e il background culturale: ai miei tempi il liceo classico era tutto un’analisi.
    Gli psichiatri sanno di avere perso anche quando qualche povero cristo non gli preferisce il cappio.
    Con Poe avrebbero gettato la spugna prima di cominciare. Lui non avrebbe rispettato quel minimo di regole che impone un set tra medico e paziente. La lenta e implacabile autodistruzione dell’alcolista tormentato dal terrore della morte gli avrebbe tolto l’unico motivo di esistere come medici, l’analisi. Il talentuoso psicopatico la sa condurre su se stesso con una profondità che Freud se la sarebbe sognata.

    Il gioco di questi celebri racconti è scoperto. Nemmeno per un attimo t’imbroglia con il soprannaturale. È inutile cercare la catarsi tra le righe. Aristotele ne sarebbe rimasto spiazzato. Qua è Nietzsche che la fa da padrone.
    “È proprio vero! – nervoso – molto, spaventosamente, nervoso ero e sono ancora; ma perché dire che sono pazzo? La malattia aveva acuito i miei sensi – non distrutto – non smorzato.”
    E poi: “…spinto da una nervosa inquietudine che mi dava la caccia come un demonio.”

    Non siamo dalle parti di Hoffman o dei romantici. L’orrido non è fuori di noi stessi pronto a rivelarsi a individui particolarmente sensibili. Non è metafora né allegoria. È invece dentro di noi e aggredisce i più sfortunati, quelli che la vita non ha attrezzato di robusto carapace come Akab e Kurtz.
    Il terrore di convivere con la morte è legato all’indeterminatezza del suo arrivo, somma crudeltà, e non alla certezza che esiste e è ineludibile.
    “Può sembrare strano, ma ora che eravamo in mezzo al gorgo mi sentivo più calmo di quando ci stavamo avvicinando ad esso. Avendo compreso che ormai non avevamo più speranza, mi ero liberato di gran parte del terrore che si era impadronito di me prima.”
    Kierkegaard avrebbe spiegato la fondamentale importanza, per la sopravvivenza psichica umana, della disperazione.

    Va da sé che chi va in cerca del brivido alla Stephen King si ritrova in una terra straniera.

    E nonostante i lustri trascorsi e le riletture, ancora e sempre, in questi versi c'è la chiave di lettura:

    “Deep into that darknes peering, long I stood there wondering, fearing,
    Doubting, dreaming dreams no mortal ever dared to dream before;
    But the silence was unbroken, and the stillness gave no token,
    And the only word there spoken was the whispered word, “Lenore?”
    This I whispered, and an echo murmured back the word, “Lenore!”
    Merely this and nothing more.”

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    Maria Francesca e basta said on Jul 14, 2014 | 3 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Una raccolta ben fatta. La scelta dei racconti da inserire in questo piccolo volume è stata realizzata con gusto e criterio, in modo da abbracciare tutti i temi cari all'autore e dare al lettore una visione a 360° della sua nutrita produzione lettera ...(continue)

    Una raccolta ben fatta. La scelta dei racconti da inserire in questo piccolo volume è stata realizzata con gusto e criterio, in modo da abbracciare tutti i temi cari all'autore e dare al lettore una visione a 360° della sua nutrita produzione letteraria.
    Il mio preferito tra questi? Non ho dubbi: La caduta della casa degli Usher. In questa breve storia trasuda tutto ciò che caratterizza la penna di Poe: decadenza, follia, morte.. ma soprattutto quella sua puriginosa ossessione per la sepoltura prematura. Da rabbrividire.

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    Thule said on Jul 10, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Solo i primi tre racconti mi sono piaciuti. Il resto dei racconti l'ho trovato un po' lento e non mi ha "catturata".

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    *Sognatrice* said on May 12, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un torto non può essere risarcito se il prezzo pagato ricade su chi si vendica. Del pari non è riparato quando il vendicatore manca di manifestarsi come tale a colui che ha fatto il torto

    Questa non è la prima raccolta di racconti di Poe che leggo, e nemmeno la più spaventosa. L'orrore di questo autore, comunque, non è l'orrore come lo intendiamo noi oggi, ovviamente, è un qualcosa di più sottile e primitivo, come un tormento o anche ...(continue)

    Questa non è la prima raccolta di racconti di Poe che leggo, e nemmeno la più spaventosa. L'orrore di questo autore, comunque, non è l'orrore come lo intendiamo noi oggi, ovviamente, è un qualcosa di più sottile e primitivo, come un tormento o anche solo l'idea di un tormento, una specie di tortura psicologica. Per quanto riguarda il mio personale gusto, ho trovato piuttosto inquietanti, se non proprio spaventosi, i racconti "Il gatto nero", "Il barile di Amontillado", "La verità sulla vicenda del signor Valdemar" e "Il cuore rivelatore". "Il pozzo e il pendolo" è l'esempio lampante di tortura psicologica e mi è piaciuto molto, per gli altri racconti invece ho provato solo noia noia noia.

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    Samo 萨莫 said on May 11, 2014 | Add your feedback

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