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Racconti del terrore

Di

Editore: Barbera

4.0
(3539)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 240 | Formato: Altri

Isbn-10: 8878991694 | Isbn-13: 9788878991699 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico , Copertina rinforzata scuole e biblioteche

Genere: Fiction & Literature , Horror , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • 4

    Più che racconti di terrore li definirei solo inquietanti, visto il modo in cui al giorno d'oggi viene utilizzato il termine terrore.
    Si tratta di un'inquietudine sottile che si insinua sottopelle e mina leggermente le tue sicurezze.

    Non sono un'amante dei racconti, ai quali p ...continua

    Più che racconti di terrore li definirei solo inquietanti, visto il modo in cui al giorno d'oggi viene utilizzato il termine terrore.
    Si tratta di un'inquietudine sottile che si insinua sottopelle e mina leggermente le tue sicurezze.

    Non sono un'amante dei racconti, ai quali preferisco i lunghi romanzi, e questo ha reso un po' più ardua l'impresa.
    Il mio preferito resta in assoluto La mascherata della Morte Rossa che ricordavo dai tempi, ormai remoti, della scuola. La descrizione della stanza di velluto mette davvero i brividi.
    Per il resto si fa prima a dire quelli che mi sono piaciuti meno, Una discesa nel Maelstrom e L'uomo della folla.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Da Bradbury a Poe...

    Ammetto di aver deciso di leggerlo durante la lettura de L’uomo illustrato di Bradbury. Arrivato al racconto Usher II, ne ho sentito l’immediata necessità. Sia perché quel racconto di Bradbury l’ho trovato fantastico, sia perché alla fine mi son sentito ignorante e gretto come le vi ...continua

    Ammetto di aver deciso di leggerlo durante la lettura de L’uomo illustrato di Bradbury. Arrivato al racconto Usher II, ne ho sentito l’immediata necessità. Sia perché quel racconto di Bradbury l’ho trovato fantastico, sia perché alla fine mi son sentito ignorante e gretto come le vittime del Signor William Stendhal. L’unica possibilità era rimediare all’istante, per cui ho interrotto momentaneamente L’uomo illustrato e mi son buttato sui Racconti del terrore.
    Il primo approccio con Poe è stato senz’altro positivo, ma… C’è un ma… In realtà è un “ma” di poco valore: il mio gradimento per i racconti di questa raccolta variano molto, oscillando da racconti che mi son piaciuti molto (la maggior parte), a racconti (solo due) che mi son piaciuti molto poco (perché son buono, avrei potuto dire “per nulla”..ops).
    Perciò metto una valutazione racconto per racconto (in realtà è una scusa per il fatto che sono pazzo e mi dà un senso di inquietudine mettere una singola valutazione ad una raccolta di racconti..trovo sia ingiusto generalizzare nei confronti dei racconti che mi son piaciuti di più):
    Il gatto nero ★★★★★
    Sarà anche il periodo.. Sto facendo pace col mondo felino xD

    Il barile di Amontillado ★★★★★
    “Per l’amor d’Iddio, Montresors!”. Il mio preferito.

    La mascherata della Morte Rossa ★★★★☆
    Forse non l’ho apprezzato appieno, perché mi ha un po’ disturbato che, in questa edizione, fosse interrotto a metà. Per cui, per terminare la lettura, l’ho dovuto cercare in internet. (Peccato).

    La caduta della Casa Usher ★★★★★
    La casa da cui Stendhal prende spunto, per costruire la propria (in realtà è più un mausoleo xD) in Usher II di Bradbury.

    La verità sulla vicenda del signor Valdemar ★☆☆☆☆
    Ecco, spero che il mesmerismo non sia così tanto ricorrente.

    La sepoltura prematura ★★★★☆
    Forse il meno bello dei suoi racconti sui sepolti vivi.

    Il cuore rivelatore ★★★★★
    Di sicuro, in questo racconto, il protagonista NON è pazzo! Agisce sempre con logica e razionalità, dall’inizio alla fine… xD

    Una discesa nel Maelstrom ★☆☆☆☆
    Un barile potrebbe salvarti la vita…

    Il manoscritto trovato in una bottiglia ★★★☆☆
    Per me, è il racconto più così così.

    Il pozzo e il pendolo ★★★★★
    Che ansia! Bello

    ha scritto il 

  • 5

    Il terrore che conosciamo attraverso gli occhi di Poe non è certamente il terrore che intendiamo noi oggi, è una sensazione piú insidiosa e primitiva. In questi racconti vi sono terrori derivanti da leggende, dalla follia, dalle torture e ogni racconto vede dei protagonisti mossi da un'impulsivit ...continua

    Il terrore che conosciamo attraverso gli occhi di Poe non è certamente il terrore che intendiamo noi oggi, è una sensazione piú insidiosa e primitiva. In questi racconti vi sono terrori derivanti da leggende, dalla follia, dalle torture e ogni racconto vede dei protagonisti mossi da un'impulsivitá, un'emotivitá molto forte. Ho apprezzato particolarmente La caduta della casa Usher; sono rimasta affascinata dal Il gatto nero e inquietata dalla Sepoltura prematura e Il pozzo e il pendolo; anche gli altri racconti comunque meritano. Piccola nota sull'edizione 0.99: il racconto La mascherata della morte rossa è incompleto, ho dovuto reperire il racconto tramite altre fonti, peccato.

    ha scritto il 

  • 5

    Il sig. Harold Bloom dice che Edgar Allan Poe non è mai stato un grande scrittore. Ma, mi permetto di dire, non sono d'accordo con lui, perchè ho come l'impressione il sig. Harold Bloom sottovaluti le forze sotterranee della scrittura. Non mi riferisco ai torbidi e noiosi lamenti dell'uomo del so ...continua

    Il sig. Harold Bloom dice che Edgar Allan Poe non è mai stato un grande scrittore. Ma, mi permetto di dire, non sono d'accordo con lui, perchè ho come l'impressione il sig. Harold Bloom sottovaluti le forze sotterranee della scrittura. Non mi riferisco ai torbidi e noiosi lamenti dell'uomo del sottosuolo; ma ai catenacci scricchiolanti che legano i nostri incubi.
    Quando leggiamo noi esprimiamo un giudizio su ciò che in quel momento quella determinata lettura ci trasmette, ma esprimiamo anche un altro giudizio, quello a posteriori, quando la lettura è già stata messa da parte. Credo Poe, e la letteratura malata di Poe, siano volendo disprezzabili nel primo giudizio, ma infallibili nel secondo.
    Harold Bloom, invece, disprezzabile in ogni caso.

    ha scritto il 

  • 5

    Merely this and nothing more

    Non mi piace perdere.
    Non ho voluto fare la psichiatra nonostante l’attrazione e il background culturale: ai miei tempi il liceo classico era tutto un’analisi.
    Gli psichiatri sanno di avere perso anche quando qualche povero cristo non gli preferisce il cappio.
    Con Poe avrebbero ...continua

    Non mi piace perdere.
    Non ho voluto fare la psichiatra nonostante l’attrazione e il background culturale: ai miei tempi il liceo classico era tutto un’analisi.
    Gli psichiatri sanno di avere perso anche quando qualche povero cristo non gli preferisce il cappio.
    Con Poe avrebbero gettato la spugna prima di cominciare. Lui non avrebbe rispettato quel minimo di regole che impone un set tra medico e paziente. La lenta e implacabile autodistruzione dell’alcolista tormentato dal terrore della morte gli avrebbe tolto l’unico motivo di esistere come medici, l’analisi. Il talentuoso psicopatico la sa condurre su se stesso con una profondità che Freud se la sarebbe sognata.

    Il gioco di questi celebri racconti è scoperto. Nemmeno per un attimo t’imbroglia con il soprannaturale. È inutile cercare la catarsi tra le righe. Aristotele ne sarebbe rimasto spiazzato. Qua è Nietzsche che la fa da padrone.
    “È proprio vero! – nervoso – molto, spaventosamente, nervoso ero e sono ancora; ma perché dire che sono pazzo? La malattia aveva acuito i miei sensi – non distrutto – non smorzato.”
    E poi: “…spinto da una nervosa inquietudine che mi dava la caccia come un demonio.”

    Non siamo dalle parti di Hoffman o dei romantici. L’orrido non è fuori di noi stessi pronto a rivelarsi a individui particolarmente sensibili. Non è metafora né allegoria. È invece dentro di noi e aggredisce i più sfortunati, quelli che la vita non ha attrezzato di robusto carapace come Akab e Kurtz.
    Il terrore di convivere con la morte è legato all’indeterminatezza del suo arrivo, somma crudeltà, e non alla certezza che esiste e è ineludibile.
    “Può sembrare strano, ma ora che eravamo in mezzo al gorgo mi sentivo più calmo di quando ci stavamo avvicinando ad esso. Avendo compreso che ormai non avevamo più speranza, mi ero liberato di gran parte del terrore che si era impadronito di me prima.”
    Kierkegaard avrebbe spiegato la fondamentale importanza, per la sopravvivenza psichica umana, della disperazione.

    Va da sé che chi va in cerca del brivido alla Stephen King si ritrova in una terra straniera.

    E nonostante i lustri trascorsi e le riletture, ancora e sempre, in questi versi c'è la chiave di lettura:

    “Deep into that darknes peering, long I stood there wondering, fearing,
    Doubting, dreaming dreams no mortal ever dared to dream before;
    But the silence was unbroken, and the stillness gave no token,
    And the only word there spoken was the whispered word, “Lenore?”
    This I whispered, and an echo murmured back the word, “Lenore!”
    Merely this and nothing more.”

    ha scritto il 

  • 4

    Una raccolta ben fatta. La scelta dei racconti da inserire in questo piccolo volume è stata realizzata con gusto e criterio, in modo da abbracciare tutti i temi cari all'autore e dare al lettore una visione a 360° della sua nutrita produzione letteraria.
    Il mio preferito tra questi? Non ho ...continua

    Una raccolta ben fatta. La scelta dei racconti da inserire in questo piccolo volume è stata realizzata con gusto e criterio, in modo da abbracciare tutti i temi cari all'autore e dare al lettore una visione a 360° della sua nutrita produzione letteraria.
    Il mio preferito tra questi? Non ho dubbi: La caduta della casa degli Usher. In questa breve storia trasuda tutto ciò che caratterizza la penna di Poe: decadenza, follia, morte.. ma soprattutto quella sua puriginosa ossessione per la sepoltura prematura. Da rabbrividire.

    ha scritto il 

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