Racconti di Pietroburgo

Voto medio di 2.135
| 168 contributi totali di cui 157 recensioni , 9 citazioni , 0 immagini , 2 note , 0 video
"Il naso", "Il cappotto"; "Il ritratto": i racconti più famosi dello scrittore russo. Un barbiere trova un naso nel panino che sta mangiando; un impiegato mite e solitario viene derubato del cappotto nuovo e sarà vendicato dal suo fantasma; un uomo ... Continua
Ha scritto il 08/08/17
Primo libro di Gogol
Primo approccio con l'autore. Racconti molto belli. Ho apprezzato lo stile grottesco dei racconti che ho trovato divertenti e i personaggi descritti che sono sempre sembrati credibili e realistici nonostante l'intento caricaturale e l'irrazionalità ..." Continua...
Ha scritto il 28/05/17
Cinque racconti che condividono la stessa ambientazione pietroburghese - e quindi la russia cittadina, degli strati burocrati e impiegatizi, dei circoli artistici e europeizzati - e la stessa visione netta e al tempo stesso surreale del mondo.Nel ..." Continua...
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Ha scritto il 17/05/17
Il mio primo Gogol', che ho trovato immenso, tra ironia, umorismo e grottesco, con un realismo che mi è sembrato mettesse i semi sia per il realismo socialista che per il realismo magico.
Ha scritto il 26/03/17
Semplicemente fantastici, straordinari per l' l'ironia che diventa grottesco e sfocia in tragedia, allucinante e terribile l'ultimo racconto, Memorie di un pazzo, meravigliosi tutti, forse il mio preferito, per affinità elettive, è Il ritratto, ma ..." Continua...
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Ha scritto il 02/02/17
Non mi è piaciuto assolutamente questo libro che in passato mi aveva incuriosito. L'ho trovato noioso, troppo descrittivo al punto che divagando troppo dalla storia porta il lettore a distrarsi e a perdere il filo. L'unica storia che ho gradito e ..." Continua...

Ha scritto il Sep 19, 2017, 19:31
Pag. 61
Ha scritto il Jan 20, 2012, 20:58
I sogni diventarono infine tutta la sua vita e da allora la sua esistenza prese uno strano andamento: si può dire che dormisse quand’era sveglio e vivesse quando dormiva.
Pag. 21
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Ha scritto il Feb 13, 2009, 16:13
Ma questo sorriso era pieno di una certa triste impudenza: esso era così strano e così poco conveniva al volto di lei quanto poco un'espressione di religiosa divozione al ceffo d'un concussionario, o un libro di conti a un poeta.
Pag. 131
Ha scritto il Feb 13, 2009, 16:11
...che cosa è la nostra vita! Una perenne zuffa della fantasia con la realtà!
Pag. 142
Ha scritto il Jan 08, 2009, 07:29
Datemi una trojka di cavalli veloci come il vento! Monta, mio postiglione, suona, mia campanella, impennatevi, cavalli, e portatemi via da questo mondo! Lontano, lontano, che non veda più nulla, nulla. Ecco laggiù il cielo vortica davanti a me; una ... Continua...
Pag. 240

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Ha scritto il Aug 30, 2016, 10:58
Donazione D'Alessandro, Fondo Di Tursi
Ha scritto il Mar 07, 2015, 18:03
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