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Racconti di Pietroburgo

Di

Editore: Garzanti

4.2
(1938)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 70 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8811997356 | Isbn-13: 9788811997351 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Pietro Zveteremich

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida , eBook

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 5

    "Roma" è il racconto di Gogol' più bello che abbia mai letto finora. Descrizioni incredibilmente delicate e leggere, eppure al contempo penetranti e capaci di cogliere i più piccoli dettagli e le migl ...continua

    "Roma" è il racconto di Gogol' più bello che abbia mai letto finora. Descrizioni incredibilmente delicate e leggere, eppure al contempo penetranti e capaci di cogliere i più piccoli dettagli e le migliori sfumature. "Il naso" è, invece, veramente divertente.

    ha scritto il 

  • 3

    Raccolta di alcuni dei racconti più famosi di Gogol, con un'appendice che, onestamente, non ho letto. Gogol mescola il quotidiano realistico e il fantastico in modo grottesco e ironico. Una lettura pi ...continua

    Raccolta di alcuni dei racconti più famosi di Gogol, con un'appendice che, onestamente, non ho letto. Gogol mescola il quotidiano realistico e il fantastico in modo grottesco e ironico. Una lettura piena di umorismo ma al tempo stesso di satira sociale e, mi è parso, di profondo pessimismo.

    ha scritto il 

  • 4

    Cappotto e nuvole

    A proposito di Gogol ho trovato molte definizioni leggendo qua e là. Che è una delle figure più importanti della scuola realistica letteraria in Russia, fondamentalmente un romantico, con derive surre ...continua

    A proposito di Gogol ho trovato molte definizioni leggendo qua e là. Che è una delle figure più importanti della scuola realistica letteraria in Russia, fondamentalmente un romantico, con derive surreali e grottesche. Per me è solo un narratore che conosceva bene il suo dono e voleva che anche i suoi lettori godessero nel leggere i suoi racconti, con quell'eccitazione infantile e la curiosità tipica dei bambini. Per la maggior parte del tempo, durante la lettura, mi sono sentito trasportato in un luogo immaginario, in una notte di luna piena, con un falò che brucia nel bel mezzo di un prato e un vecchio saggio che mi recitava le sue storie. L’unica differenza è che le sue storie non sono per bambini. Ma una bizzarra collezione di elementi stravaganti e di humor nero nella sua forma più alta, che rendono ogni racconto un piccolo gioiello da leggere e rileggere. Dove l’alienazione nella società e lo stato di ansia per mantenere il proprio ruolo all'interno di essa sono intrisi di una satira veramente spietata. Anche se spesso mi sono domandato, ma che diavolo vuole dire? E’ divertente, coinvolgente da leggere ma…dove vuole arrivare? Forse neppure Gogol capiva Gogol, forse cercare di capirlo è già un fallimento. Magari è meglio tacere e spendere dell’ottimo tempo in sua compagnia.

    ha scritto il 

  • 4

    "E molte volte, in seguito, durante la sua vita, tremò vedendo quanta inumanità sia nelle creature umane, quanta feroce volgarità si nasconda nella mondanità raffinata e illuminata, e, Dio mio! persino negli uomini che il mondo tiene per nobili e onesti."

    Gogol' con questa raccolta mi ha veramente sorpreso: in un una Russia descritta magistralmente si muovono personaggi grotteschi, surreali, mortalmente divertenti, sarcasticamente incatenati alle conve ...continua

    Gogol' con questa raccolta mi ha veramente sorpreso: in un una Russia descritta magistralmente si muovono personaggi grotteschi, surreali, mortalmente divertenti, sarcasticamente incatenati alle convenzioni e ai ruoli sociali. E da questi personaggi indimenticabili si dipanano le situazioni più strambe e spaventose: nasi che scompaiono, morti in cerca di cappotti, ritratti che prendono vita. Un affresco dai mille colori, a volte sbiaditi, a volte brillanti.

    La Prospettiva Nevskij ***
    Il naso ****
    Il ritratto ***1/2
    Il cappotto ****
    Le momorie di un pazzo ****1/2

    ha scritto il 

  • 3

    Credo che sia uno di quei classici da far leggere alle medie o in una scuola di scrittura creativa. Tutto può essere raccontato e solo per questo fatto può esser vissuto. Peccato per i finali delle st ...continua

    Credo che sia uno di quei classici da far leggere alle medie o in una scuola di scrittura creativa. Tutto può essere raccontato e solo per questo fatto può esser vissuto. Peccato per i finali delle storie. Finiscono in modo improvviso e a volte ti lasciano in bilico nel comprendere se c'era o non c'era una morale. Invece magnifico il modo di raccontare la storia, il dipanarsi dei personaggi e delle situazioni della Russia di quel tempo.

    ha scritto il 

  • 4

    Un morto dall'aspetto di impiegato

    Un morto dall'aspetto di impiegato si aggira per le strade di Pietroburgo strappando i cappotti dalle spalle dei passanti. Mi colpisce il fatto che Akaki Akakjevic, non è un uomo ma un impiegato. Una ...continua

    Un morto dall'aspetto di impiegato si aggira per le strade di Pietroburgo strappando i cappotti dalle spalle dei passanti. Mi colpisce il fatto che Akaki Akakjevic, non è un uomo ma un impiegato. Una categoria sociale sovrasta ogni altro aspetto della sua vita esteriore. Allo stesso modo l'impiegato non ha una vita interiore ma ha un cappotto, la sua unica ragione di vita. L'impiegato, il suo cappotto e attorno a lui il vuoto assoluto. A pensarci bene fa venir la pelle d'oca.

    ha scritto il 

  • 5

    Fantastici racconti senza tempo

    A parte “Il naso” e l'ancora più celebre “Il cappotto” , che avevo già letto in un'altra pubblicazione , mi è piaciuta molto questa bellissima raccolta e fra tutti i racconti che la compongono ho part ...continua

    A parte “Il naso” e l'ancora più celebre “Il cappotto” , che avevo già letto in un'altra pubblicazione , mi è piaciuta molto questa bellissima raccolta e fra tutti i racconti che la compongono ho particolarmente apprezzato “La prospettiva Nevskij” ma soprattutto “Il ritratto” .
    E ogni aggettivo deve essere obbligatoriamente espresso con un superlativo quando si parla di Gogol , maestro insuperabile nel tratteggio di tutti i suoi personaggi siano essi protagonisti , come il famosissimo povero e sventurato Akakij Akakievic Basmackin de “Il cappotto” , oppure figure di secondo piano tutte egualmente disegnate in maniera splendida.
    Un autore irrinunciabile per chi ami la grande letteratura russa.

    ha scritto il 

  • 4

    Racconti davvero interessanti e in cui è presente una sottile ironia che ho davvero apprezzato che utilizzi anche elementi pseudo-fantastici. Ci vuole un po' per entrare nello stile di questo autore e ...continua

    Racconti davvero interessanti e in cui è presente una sottile ironia che ho davvero apprezzato che utilizzi anche elementi pseudo-fantastici. Ci vuole un po' per entrare nello stile di questo autore essendo decisamente datato ma la lettura di questi racconti vale davvero la pena! Miglior racconto secondo me: Le memorie di un pazzo.

    ha scritto il 

  • 3

    sono 6 storie strane, alcune surreali e fantastiche. La più assurda è" il diario di un pazzo", strana "il naso", col finale a sorpresa " il mantello". sono comunque racconti godibili anche se talvolta ...continua

    sono 6 storie strane, alcune surreali e fantastiche. La più assurda è" il diario di un pazzo", strana "il naso", col finale a sorpresa " il mantello". sono comunque racconti godibili anche se talvolta ci sono dei periodi lunghissimi, e non c'è un capoverso, un paragrafo::bisogna dedicarcisi a leggere questi racconti

    ha scritto il 

  • 5

    La svestizione

    "Infine le visioni del sogno divennero la sua vita, e tutta la sua esistenza prese una strana piega: dormiva da sveglio e vegliava nel sonno. Se qualcuno l'avesse veduto quando sedeva in silenzio dava ...continua

    "Infine le visioni del sogno divennero la sua vita, e tutta la sua esistenza prese una strana piega: dormiva da sveglio e vegliava nel sonno. Se qualcuno l'avesse veduto quando sedeva in silenzio davanti al tavolo vuoto, o quando camminava per la strada, l'avrebbe certo preso per un lunatico o un alcolizzato: il suo sguardo era completamente atono, la sua naturale distrazione s'accrebbe e da ultimo scacciò trionfante dal suo volto ogni sentimento e ogni moto. Egli si rianimava solo al sopraggiungere della notte”.

    Il riso è l'elemento fondamentale nell'incantevole geografia dei racconti di Gogol: il riso trasforma gli incubi in storie straordinarie, le ombre in personaggi stravaganti, i fantasmi in empatici antieroi. Il mondo è sottosopra nella visione di questo maestro della letteratura, questo dissacrante scrivano che irride la meccanica ipocrisia della società borghese, mettendo a frutto le potenzialità estreme di una lingua miracolosa. Ecco che il romanticismo diabolico, l'assurdo esistenziale e il labirinto grottesco divengono una spiegazione ironica e incompleta del nostro quotidiano patire e delle nostre ridicole imperfezioni. Questo libro indaga l'essere umano in un modo che ci avvicina al sorriso del genio e anima il desiderio di un vivere differente nel mondo, più vicino al nostro minuscolo e fragile essere. L'inutilità della passione diviene un amabile segno del carattere: perché chi ruba il cappotto e chi lo perde sono nella visione dell'esiliato Gogol, lo stesso fortunato e irresistibile individuo, il suo maledetto e chimerico lettore.

    “Akakij Akakievic fu portato via e sepolto. E Pietroburgo restò senza Akakij Akakievic, quasi non ci fosse mai neppure stato. Scomparve e s'involò un essere che nessuno proteggeva, che non era caro a nessuno, che non aveva saputo attirar l'attenzione neanche di uno di quegli studiosi della natura i quali mancano, pure, di mettere in punta a uno spillo la più comune mosca e d'osservarla al microscopio; una creatura che sopportava umilmente gli scherzi di cancelleria e se ne era andata alla tomba senza aver compiuto alcuna egregia impresa, ma davanti a cui, tuttavia, seppure sull'estremo della sua vita, era balenato l'ospite d'oro in vista d'un mantello nuovo, che aveva ravvivato per un istante la sua povera esistenza; una creatura sul cui capo s'era in seguito abbattuta irresistibile la sventura, come s'abbatte sul capo dei grandi di questa terra”.

    ha scritto il 

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