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Racconti di Pietroburgo

Di

Editore: Garzanti

4.2
(1904)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 70 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8811997356 | Isbn-13: 9788811997351 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Pietro Zveteremich

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida , eBook

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 4

    "E molte volte, in seguito, durante la sua vita, tremò vedendo quanta inumanità sia nelle creature umane, quanta feroce volgarità si nasconda nella mondanità raffinata e illuminata, e, Dio mio! persino negli uomini che il mondo tiene per nobili e onesti."

    Gogol' con questa raccolta mi ha veramente sorpreso: in un una Russia descritta magistralmente si muovono personaggi grotteschi, surreali, mortalmente divertenti, sarcasticamente incatenati alle conve ...continua

    Gogol' con questa raccolta mi ha veramente sorpreso: in un una Russia descritta magistralmente si muovono personaggi grotteschi, surreali, mortalmente divertenti, sarcasticamente incatenati alle convenzioni e ai ruoli sociali. E da questi personaggi indimenticabili si dipanano le situazioni più strambe e spaventose: nasi che scompaiono, morti in cerca di cappotti, ritratti che prendono vita. Un affresco dai mille colori, a volte sbiaditi, a volte brillanti.

    La Prospettiva Nevskij ***
    Il naso ****
    Il ritratto ***1/2
    Il cappotto ****
    Le momorie di un pazzo ****1/2

    ha scritto il 

  • 3

    Credo che sia uno di quei classici da far leggere alle medie o in una scuola di scrittura creativa. Tutto può essere raccontato e solo per questo fatto può esser vissuto. Peccato per i finali delle st ...continua

    Credo che sia uno di quei classici da far leggere alle medie o in una scuola di scrittura creativa. Tutto può essere raccontato e solo per questo fatto può esser vissuto. Peccato per i finali delle storie. Finiscono in modo improvviso e a volte ti lasciano in bilico nel comprendere se c'era o non c'era una morale. Invece magnifico il modo di raccontare la storia, il dipanarsi dei personaggi e delle situazioni della Russia di quel tempo.

    ha scritto il 

  • 4

    Un morto dall'aspetto di impiegato

    Un morto dall'aspetto di impiegato si aggira per le strade di Pietroburgo strappando i cappotti dalle spalle dei passanti. Mi colpisce il fatto Akaki Akakjevic, non è un uomo ma un impiegato. Una cate ...continua

    Un morto dall'aspetto di impiegato si aggira per le strade di Pietroburgo strappando i cappotti dalle spalle dei passanti. Mi colpisce il fatto Akaki Akakjevic, non è un uomo ma un impiegato. Una categoria sociale sovrasta ogni altro aspetto della sua vita esteriore. Allo stesso modo l'impiegato non ha una vita interiore ma ha un cappotto, la sua unica ragione di vita. L'impiegato, il suo cappotto e attorno a lui il vuoto assoluto. A pensarci bene fa venir la pelle d'oca.

    ha scritto il 

  • 5

    Fantastici racconti senza tempo

    A parte “Il naso” e l'ancora più celebre “Il cappotto” , che avevo già letto in un'altra pubblicazione , mi è piaciuta molto questa bellissima raccolta e fra tutti i racconti che la compongono ho part ...continua

    A parte “Il naso” e l'ancora più celebre “Il cappotto” , che avevo già letto in un'altra pubblicazione , mi è piaciuta molto questa bellissima raccolta e fra tutti i racconti che la compongono ho particolarmente apprezzato “La prospettiva Nevskij” ma soprattutto “Il ritratto” .
    E ogni aggettivo deve essere obbligatoriamente espresso con un superlativo quando si parla di Gogol , maestro insuperabile nel tratteggio di tutti i suoi personaggi siano essi protagonisti , come il famosissimo povero e sventurato Akakij Akakievic Basmackin de “Il cappotto” , oppure figure di secondo piano tutte egualmente disegnate in maniera splendida.
    Un autore irrinunciabile per chi ami la grande letteratura russa.

    ha scritto il 

  • 4

    Racconti davvero interessanti e in cui è presente una sottile ironia che ho davvero apprezzato che utilizzi anche elementi pseudo-fantastici. Ci vuole un po' per entrare nello stile di questo autore e ...continua

    Racconti davvero interessanti e in cui è presente una sottile ironia che ho davvero apprezzato che utilizzi anche elementi pseudo-fantastici. Ci vuole un po' per entrare nello stile di questo autore essendo decisamente datato ma la lettura di questi racconti vale davvero la pena! Miglior racconto secondo me: Le memorie di un pazzo.

    ha scritto il 

  • 3

    sono 6 storie strane, alcune surreali e fantastiche. La più assurda è" il diario di un pazzo", strana "il naso", col finale a sorpresa " il mantello". sono comunque racconti godibili anche se talvolta ...continua

    sono 6 storie strane, alcune surreali e fantastiche. La più assurda è" il diario di un pazzo", strana "il naso", col finale a sorpresa " il mantello". sono comunque racconti godibili anche se talvolta ci sono dei periodi lunghissimi, e non c'è un capoverso, un paragrafo::bisogna dedicarcisi a leggere questi racconti

    ha scritto il 

  • 5

    La svestizione

    "Infine le visioni del sogno divennero la sua vita, e tutta la sua esistenza prese una strana piega: dormiva da sveglio e vegliava nel sonno. Se qualcuno l'avesse veduto quando sedeva in silenzio dava ...continua

    "Infine le visioni del sogno divennero la sua vita, e tutta la sua esistenza prese una strana piega: dormiva da sveglio e vegliava nel sonno. Se qualcuno l'avesse veduto quando sedeva in silenzio davanti al tavolo vuoto, o quando camminava per la strada, l'avrebbe certo preso per un lunatico o un alcolizzato: il suo sguardo era completamente atono, la sua naturale distrazione s'accrebbe e da ultimo scacciò trionfante dal suo volto ogni sentimento e ogni moto. Egli si rianimava solo al sopraggiungere della notte”.

    Il riso è l'elemento fondamentale nell'incantevole geografia dei racconti di Gogol: il riso trasforma gli incubi in storie straordinarie, le ombre in personaggi stravaganti, i fantasmi in empatici antieroi. Il mondo è sottosopra nella visione di questo maestro della letteratura, questo dissacrante scrivano che irride la meccanica ipocrisia della società borghese, mettendo a frutto le potenzialità estreme di una lingua miracolosa. Ecco che il romanticismo diabolico, l'assurdo esistenziale e il labirinto grottesco divengono una spiegazione ironica e incompleta del nostro quotidiano patire e delle nostre ridicole imperfezioni. Questo libro indaga l'essere umano in un modo che ci avvicina al sorriso del genio e anima il desiderio di un vivere differente nel mondo, più vicino al nostro minuscolo e fragile essere. L'inutilità della passione diviene un amabile segno del carattere: perché chi ruba il cappotto e chi lo perde sono nella visione dell'esiliato Gogol, lo stesso fortunato e irresistibile individuo, il suo maledetto e chimerico lettore.

    “Akakij Akakievic fu portato via e sepolto. E Pietroburgo restò senza Akakij Akakievic, quasi non ci fosse mai neppure stato. Scomparve e s'involò un essere che nessuno proteggeva, che non era caro a nessuno, che non aveva saputo attirar l'attenzione neanche di uno di quegli studiosi della natura i quali mancano, pure, di mettere in punta a uno spillo la più comune mosca e d'osservarla al microscopio; una creatura che sopportava umilmente gli scherzi di cancelleria e se ne era andata alla tomba senza aver compiuto alcuna egregia impresa, ma davanti a cui, tuttavia, seppure sull'estremo della sua vita, era balenato l'ospite d'oro in vista d'un mantello nuovo, che aveva ravvivato per un istante la sua povera esistenza; una creatura sul cui capo s'era in seguito abbattuta irresistibile la sventura, come s'abbatte sul capo dei grandi di questa terra”.

    ha scritto il 

  • 3

    Molto molto interessante. Apprezzo un sacco gli autori russi, quindi Gogol' non poteva mancare. A parte l'unico racconto che non mi ha entusiasmato moltissimo, " il naso" (nonostante solitamente appre ...continua

    Molto molto interessante. Apprezzo un sacco gli autori russi, quindi Gogol' non poteva mancare. A parte l'unico racconto che non mi ha entusiasmato moltissimo, " il naso" (nonostante solitamente apprezzi il nonsense e l'umorismo) è un gran bel libro. Mi è piaciuto un sacco "il ritratto" con le descrizioni di come l'animo umano possa abbassarsi a degli infimi livelli e portare ad azioni negative,nonostante abbia comunque una natura pura e amante del buono e del bello (il protagonista del racconto,infatti, finisce per ridurre la propria arte a pura merce,non appena riesce ad entrare in possesso di un mucchio di soldi che, sì, materialmente gli consentono di raggiungere un livello sociale più alto, ma allo stesso tempo perde dignità come essere umano; cosa che capirà solo alla fine e lo porterà alla rovina). Per quanto riguarda gli altri racconti,tutti caratteristici . "Prospettiva Nevskij" è stato alquanto particolare : già la descrizione iniziale di questa famosissima via di Pietroburgo mi ha fatto venir voglia di essere lì presente a guardare i passanti *^* ma povero Piskarev, che si tormenta in mille modi a causa dell'amore per una donna che lo rifiuta (simpatizzavo per lui T.T) . Poi,"diario di un pazzo" : è comunque un racconto abbastanza forte , sebbene la malattia del protagonista e quello che gli succede ci vengano presentate "velatamente",tramite il racconto del protagonista stesso (che ovviamente non è consapevole della sua malattia, e ci risulta perciò perfino simpatico, con tutti i suoi problemi quotidiani e la sua "abitudine" di "parlare con gli animali") Solo verso la fine,infatti, intuiamo quale triste destino e trattamento gli sarà riservato. E,infine, "il cappotto": qui Gogol' "prende in giro" i vari strati della società, rappresentandoli corrotti, superficiali e ridicoli. Alla fine però,anche lo sventurato protagonista avrà in un certo senso la sua "rivincita". Tre stelline solo perchè "il naso" mi ha guastato l'insieme, ma comunque consigliatissimo.

    ha scritto il 

  • 4

    Non si dimenticano

    Racconti che non si dimenticano, nonostante siano passati diversi anni dalla lettura, li ricordo ancora molto bene. Sarò banale ma una menzione speciale va a "Il cappotto": una lezione di vita. ...continua

    Racconti che non si dimenticano, nonostante siano passati diversi anni dalla lettura, li ricordo ancora molto bene. Sarò banale ma una menzione speciale va a "Il cappotto": una lezione di vita.

    ha scritto il 

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