Racconti di Pietroburgo

Di

Editore: Rizzoli

4.2
(2087)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 242 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8817153540 | Isbn-13: 9788817153546 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: E. Guercetti

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Fantascienza & Fantasy

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  • 2

    Non mi è piaciuto assolutamente questo libro che in passato mi aveva incuriosito. L'ho trovato noioso, troppo descrittivo al punto che divagando troppo dalla storia porta il lettore a distrarsi e a pe ...continua

    Non mi è piaciuto assolutamente questo libro che in passato mi aveva incuriosito. L'ho trovato noioso, troppo descrittivo al punto che divagando troppo dalla storia porta il lettore a distrarsi e a perdere il filo. L'unica storia che ho gradito e per cui ho dato due stelle è stata "Il naso", grottesca, bizzarra ma almeno ho trovato subito un filo conduttore cosa che nelle altre non è stato.

    ha scritto il 

  • 4

    Pietroburgo tra ironia e grottesco

    Non sono amante della letteratura russa ma posso dire di essere soddisfatto dalla lettura di questo libro.
    Storie ambientate in una Pietroburgo al limite del fantastico dove si articolano le vicende a ...continua

    Non sono amante della letteratura russa ma posso dire di essere soddisfatto dalla lettura di questo libro.
    Storie ambientate in una Pietroburgo al limite del fantastico dove si articolano le vicende avventurose e grottesche dei protagonisti dei cinque racconti.
    Ho sempre pensato che ogni libro letto, bello o brutto che sia, lasci sempre qualcosa di se al lettore e questo lo fa sicuramente

    ha scritto il 

  • 5

    Alla lettura delle prime pagine della traduzione di Landolfi son rimasto di princisbecco poiché, tanti e tali erano i toscanismi, che più che Gogol' mi è parso di leggere Collodi! Poi però mi son abit ...continua

    Alla lettura delle prime pagine della traduzione di Landolfi son rimasto di princisbecco poiché, tanti e tali erano i toscanismi, che più che Gogol' mi è parso di leggere Collodi! Poi però mi son abituato ed ho adorato il libro, su tutti spiccano Il ritratto e Diario di un pazzo , terrificante il primo, geniale il secondo.

    ha scritto il 

  • 4

    Una città di ufficiali amministrativi, burocrati, uffici, fannulloni, artisti, artigiani, passeggiate sulla prospettiva, dame affascinanti, e nasi (tema ricorrente). Una serie di racconti che termina ...continua

    Una città di ufficiali amministrativi, burocrati, uffici, fannulloni, artisti, artigiani, passeggiate sulla prospettiva, dame affascinanti, e nasi (tema ricorrente). Una serie di racconti che termina con due omaggi, uno a Pietroburgo (molto criticata, ma alla fine amata) e uno a Roma, e con lei all’Italia in generale. (Italian Book Challenge)

    ha scritto il 

  • 4

    Con Gogol' le visioni sovvertono ogni ragione. Il reale diventa fantastico e il fantastico, reale. Da questo rovesciamento nasce una nuova realtà delle cose e degli uomini. E quello che poteva apparir ...continua

    Con Gogol' le visioni sovvertono ogni ragione. Il reale diventa fantastico e il fantastico, reale. Da questo rovesciamento nasce una nuova realtà delle cose e degli uomini. E quello che poteva apparire grottesco, tale non è più.
    Ora, le tenebre son calate, se non vi spiace, me ne starei un po’ qua, sulla Prospettiva che ha acceso i suoi lampioni, a guardare la vita che passa.

    Mille fogge di cappelli, di abiti, di fazzoletti, variopinti, leggeri, cui talvolta son votate le cure di due interi giorni da parte delle loro proprietarie, abbagliano anche i ciechi, sulla Prospettiva. Par quasi che un oceano di farfalle si sia levato a un tratto dagli steli, e ondeggi, brillante nugolo, su quegli scarabei neri che son gli uomini.

    P.S. Vitaliano Brancati accusò Landolfi d’aver scambiato Gogol’ per Poe. Se volete leggere i Racconti di Pietroburgo, scegliete la traduzione landolfiana checché ne dica Brancati. ;-)

    ha scritto il 

  • 5

    "Siamo tutti usciti dal Cappotto di Gogol" ( Fedor Dostoevskij)

    Premessa d' obbligo : Nikolaj Vasilevic Gogol è un genio.
    E come tutti i grandi geni i parrucconi dei circoli letterari hanno fatto a gara a volerlo catalogare in un confine.
    Così abbiamo un Gogol pre ...continua

    Premessa d' obbligo : Nikolaj Vasilevic Gogol è un genio.
    E come tutti i grandi geni i parrucconi dei circoli letterari hanno fatto a gara a volerlo catalogare in un confine.
    Così abbiamo un Gogol precursore del realismo socialista, ci giriamo,et voilà eccolo come caposcuola del realismo magico. Per alcuni poi, Gogol è l'anticipatore di una certa letteratura dell'assurdo,un Kafka ante- litteram, per altri uno scrittore umorista e basta. Chi ha ragione? La verità è che tutti hanno ragione e torto insieme, perché Gogol, come tutti i grandi geni trascende le categorie, e non si fa definire. Gogol, un po Kafka, un po' Fantozzi, ma soprattutto tanto Gogol.

    ha scritto il 

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