Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Racconti di Pietroburgo

Di

Editore: Marsilio

4.2
(1951)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 216 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8831777130 | Isbn-13: 9788831777131 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Copertina rigida , eBook

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

Ti piace Racconti di Pietroburgo?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 5

    https://antoniodileta.wordpress.com/2015/08/03/racconti-di-pietroburgo-nikolaj-gogol/

    “Tutto qui è diverso che negli altri quartieri di Pietroburgo: qui non ci si sente né alla capitale né in provinci ...continua

    https://antoniodileta.wordpress.com/2015/08/03/racconti-di-pietroburgo-nikolaj-gogol/

    “Tutto qui è diverso che negli altri quartieri di Pietroburgo: qui non ci si sente né alla capitale né in provincia; ogni giovanile desiderio e slancio, senti che per le strade di Kolomna t’abbandona. L’avvenire non si spinge fin qui, qui tutto è quiete e ritiro, qui si trova tutto ciò che s’è depositato dall’agitazione della capitale. Qui abitano impiegati a riposo, vedove, la gente modesta che ha a che fare col Senato e che perciò s’è condannata qui per quasi tutta la vita; cuoche disoccupate che girellano l’intero giorno per i mercati, cicalano coi garzoni delle botteghe e mettono insieme ogni giorno cinque copechi di caffè e quattro di zucchero, infine tutta quella classe di persone che si può definire con una parola cinerea, gente che col suo vestito, colla sua faccia, coi suoi capelli e con i suoi occhi ha un aspetto come appannato, cinereo appunto, come che non sia una giornata di tempesta né di sole ma semplicemente così, né l’una cosa né l’altra...”
    (Nikolaj Gogol’, estratto da “Il ritratto”, in “Racconti di Pietroburgo”, ed. Einaudi, traduzioni di Tommaso Landolfi)

    Gogol’ è sempre un garanzia per me, lo è ancora di più quando è tradotto da Tommaso Landolfi. Nell’edizione Einaudi che ho letto, sono contenuti cinque racconti: “Il naso”, “Il ritratto”, “La Prospettiva”, “Il giornale di un pazzo”, “Il mantello”. Su un paio di questi avevo scritto, tempo fa, alcune brevi impressioni. Sugli altri, complice il caldo, preferisco tacere, lasciando la parola a Gogol’ stesso. Prima di lasciarvi a un altro estratto dai suoi racconti, aggiungo che, in appendice, ci sono due scritti dedicati a Pietroburgo e a Roma.

    “Ma la cosa più strana sono i fatti che avvengono sulla Prospettiva. Oh, non vi fidate della Prospettiva! Io sempre mi avvolgo più stretto nel mantello, quando ci passo, e mi studio di non guardare gli oggetti circostanti. Tutto qui è inganno, tutto delirio, tutto è altro da ciò che sembra. Voi credete che quel signore che passeggia là in un soprabito di taglio eccellente sia molto ricco; neanche per idea: tutte le sue sostanze sono investite in quel soprabito. Immaginate che quei due grassoni che si sono fermati davanti a quella chiesa ne stiano giudicando l’architettura; niente affatto: essi ragionano di due corvi che si sono appollaiati uno di fronte all’altro in modo tanto buffo. Pensate che quel tipo passionale che agita le mani narri una certa storia di sua moglie con un ufiziale; niente affatto: egli parla di Lafayette. Pensate che quelle dame...ma delle dame fidatevi meno che mai. E guardatevi dal fermarvi davanti alle vetrine dei negozi: i ninnoli che vi sono esposti, son certo bellissimi, ma ci corrono fior di banconote. Iddio poi vi preservi dal guardare sotto i cappelli delle signore. Ha un bell’ondeggiare il mantello d’una beltà, io, per me, per nulla al mondo andrò dietro di lei a curiosare. Lungi, in nome di Dio, lungi dal lampione! E presto, il più presto che potete, passate oltre! È ancora una fortuna se avrete evitato che esso lasci gocciare il suo olio graveolente sul vostro elegante soprabito. Ma anche a prescindere dal lampione, ogni cosa qui respira l’inganno. Essa mente a ogni ora, questa Prospettiva, ma più che mai quando la notte colla sua folta massa vi scende facendo risaltare le mura bianche e giallastre delle case, quando l’intera città si tramuta in tuono e lampo, miriadi di carrozze si riversano sui ponti, i postiglioni gridano e balzano sui cavalli, e quando il demonio stesso accende le luci solo per mostrare ogni cosa in un fallace aspetto.”
    (estratto da “La Prospettiva”)

    ha scritto il 

  • 5

    "Roma" è il racconto di Gogol' più bello che abbia mai letto finora. Descrizioni incredibilmente delicate e leggere, eppure al contempo penetranti e capaci di cogliere i più piccoli dettagli e le migl ...continua

    "Roma" è il racconto di Gogol' più bello che abbia mai letto finora. Descrizioni incredibilmente delicate e leggere, eppure al contempo penetranti e capaci di cogliere i più piccoli dettagli e le migliori sfumature. "Il naso" è, invece, veramente divertente.

    ha scritto il 

  • 3

    Raccolta di alcuni dei racconti più famosi di Gogol, con un'appendice che, onestamente, non ho letto. Gogol mescola il quotidiano realistico e il fantastico in modo grottesco e ironico. Una lettura pi ...continua

    Raccolta di alcuni dei racconti più famosi di Gogol, con un'appendice che, onestamente, non ho letto. Gogol mescola il quotidiano realistico e il fantastico in modo grottesco e ironico. Una lettura piena di umorismo ma al tempo stesso di satira sociale e, mi è parso, di profondo pessimismo.

    ha scritto il 

  • 4

    Cappotto e nuvole

    A proposito di Gogol ho trovato molte definizioni leggendo qua e là. Che è una delle figure più importanti della scuola realistica letteraria in Russia, fondamentalmente un romantico, con derive surre ...continua

    A proposito di Gogol ho trovato molte definizioni leggendo qua e là. Che è una delle figure più importanti della scuola realistica letteraria in Russia, fondamentalmente un romantico, con derive surreali e grottesche. Per me è solo un narratore che conosceva bene il suo dono e voleva che anche i suoi lettori godessero nel leggere i suoi racconti, con quell'eccitazione infantile e la curiosità tipica dei bambini. Per la maggior parte del tempo, durante la lettura, mi sono sentito trasportato in un luogo immaginario, in una notte di luna piena, con un falò che brucia nel bel mezzo di un prato e un vecchio saggio che mi recitava le sue storie. L’unica differenza è che le sue storie non sono per bambini. Ma una bizzarra collezione di elementi stravaganti e di humor nero nella sua forma più alta, che rendono ogni racconto un piccolo gioiello da leggere e rileggere. Dove l’alienazione nella società e lo stato di ansia per mantenere il proprio ruolo all'interno di essa sono intrisi di una satira veramente spietata. Anche se spesso mi sono domandato, ma che diavolo vuole dire? E’ divertente, coinvolgente da leggere ma…dove vuole arrivare? Forse neppure Gogol capiva Gogol, forse cercare di capirlo è già un fallimento. Magari è meglio tacere e spendere dell’ottimo tempo in sua compagnia.

    ha scritto il 

  • 4

    "E molte volte, in seguito, durante la sua vita, tremò vedendo quanta inumanità sia nelle creature umane, quanta feroce volgarità si nasconda nella mondanità raffinata e illuminata, e, Dio mio! persino negli uomini che il mondo tiene per nobili e onesti."

    Gogol' con questa raccolta mi ha veramente sorpreso: in un una Russia descritta magistralmente si muovono personaggi grotteschi, surreali, mortalmente divertenti, sarcasticamente incatenati alle conve ...continua

    Gogol' con questa raccolta mi ha veramente sorpreso: in un una Russia descritta magistralmente si muovono personaggi grotteschi, surreali, mortalmente divertenti, sarcasticamente incatenati alle convenzioni e ai ruoli sociali. E da questi personaggi indimenticabili si dipanano le situazioni più strambe e spaventose: nasi che scompaiono, morti in cerca di cappotti, ritratti che prendono vita. Un affresco dai mille colori, a volte sbiaditi, a volte brillanti.

    La Prospettiva Nevskij ***
    Il naso ****
    Il ritratto ***1/2
    Il cappotto ****
    Le momorie di un pazzo ****1/2

    ha scritto il 

  • 3

    Credo che sia uno di quei classici da far leggere alle medie o in una scuola di scrittura creativa. Tutto può essere raccontato e solo per questo fatto può esser vissuto. Peccato per i finali delle st ...continua

    Credo che sia uno di quei classici da far leggere alle medie o in una scuola di scrittura creativa. Tutto può essere raccontato e solo per questo fatto può esser vissuto. Peccato per i finali delle storie. Finiscono in modo improvviso e a volte ti lasciano in bilico nel comprendere se c'era o non c'era una morale. Invece magnifico il modo di raccontare la storia, il dipanarsi dei personaggi e delle situazioni della Russia di quel tempo.

    ha scritto il 

  • 4

    Un morto dall'aspetto di impiegato

    Un morto dall'aspetto di impiegato si aggira per le strade di Pietroburgo strappando i cappotti dalle spalle dei passanti. Mi colpisce il fatto che Akaki Akakjevic, non è un uomo ma un impiegato. Una ...continua

    Un morto dall'aspetto di impiegato si aggira per le strade di Pietroburgo strappando i cappotti dalle spalle dei passanti. Mi colpisce il fatto che Akaki Akakjevic, non è un uomo ma un impiegato. Una categoria sociale sovrasta ogni altro aspetto della sua vita esteriore. Allo stesso modo l'impiegato non ha una vita interiore ma ha un cappotto, la sua unica ragione di vita. L'impiegato, il suo cappotto e attorno a lui il vuoto assoluto. A pensarci bene fa venir la pelle d'oca.

    ha scritto il 

  • 5

    Fantastici racconti senza tempo

    A parte “Il naso” e l'ancora più celebre “Il cappotto” , che avevo già letto in un'altra pubblicazione , mi è piaciuta molto questa bellissima raccolta e fra tutti i racconti che la compongono ho part ...continua

    A parte “Il naso” e l'ancora più celebre “Il cappotto” , che avevo già letto in un'altra pubblicazione , mi è piaciuta molto questa bellissima raccolta e fra tutti i racconti che la compongono ho particolarmente apprezzato “La prospettiva Nevskij” ma soprattutto “Il ritratto” .
    E ogni aggettivo deve essere obbligatoriamente espresso con un superlativo quando si parla di Gogol , maestro insuperabile nel tratteggio di tutti i suoi personaggi siano essi protagonisti , come il famosissimo povero e sventurato Akakij Akakievic Basmackin de “Il cappotto” , oppure figure di secondo piano tutte egualmente disegnate in maniera splendida.
    Un autore irrinunciabile per chi ami la grande letteratura russa.

    ha scritto il 

  • 4

    Racconti davvero interessanti e in cui è presente una sottile ironia che ho davvero apprezzato che utilizzi anche elementi pseudo-fantastici. Ci vuole un po' per entrare nello stile di questo autore e ...continua

    Racconti davvero interessanti e in cui è presente una sottile ironia che ho davvero apprezzato che utilizzi anche elementi pseudo-fantastici. Ci vuole un po' per entrare nello stile di questo autore essendo decisamente datato ma la lettura di questi racconti vale davvero la pena! Miglior racconto secondo me: Le memorie di un pazzo.

    ha scritto il 

  • 3

    sono 6 storie strane, alcune surreali e fantastiche. La più assurda è" il diario di un pazzo", strana "il naso", col finale a sorpresa " il mantello". sono comunque racconti godibili anche se talvolta ...continua

    sono 6 storie strane, alcune surreali e fantastiche. La più assurda è" il diario di un pazzo", strana "il naso", col finale a sorpresa " il mantello". sono comunque racconti godibili anche se talvolta ci sono dei periodi lunghissimi, e non c'è un capoverso, un paragrafo::bisogna dedicarcisi a leggere questi racconti

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per