Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Racconti di pioggia e di Luna

Di

Editore: Marsilio

4.0
(272)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 210 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Francese , Chi semplificata , Chi tradizionale , Giapponese

Isbn-10: 8831751093 | Isbn-13: 9788831751094 | Data di pubblicazione:  | Edizione 3

Traduttore: Maria Teresa Orsi ; Curatore: Maria Teresa Orsi ; Curatore della serie: Adriana Boscaro

Genere: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

Ti piace Racconti di pioggia e di Luna?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Nove storie di fantasmi nelle quali Ueda Akinari (1734-1809) riprende spunti cinesi e motivi del folclore, del romanzo e del teatro giapponesi, rielaborandoli in situazioni originali. Ma questi elementi sono solo parte dell'intuizione poetica e della capacità dell'autore di trasformare le sue storie in racconti dove il ricorso al soprannaturale è soprattutto in funzione estetica, la paura è mitigata dalla poesia, e quando "cantano i fagiani e combattono i draghi" il brivido dell'orrore si accompagna all'emozione della bellezza.
Ordina per
  • 4

    Nove racconti pieni di atmosfera

    Qualche tempo fa ho letto questo libro dal titolo bellissimo e poetico.
    "Ugestu Monogatari", in italiano "Racconti di pioggia e di luna" raccoglie 9 racconti pieni di atmosfera, bellissime metafore e ...continua

    Qualche tempo fa ho letto questo libro dal titolo bellissimo e poetico.
    "Ugestu Monogatari", in italiano "Racconti di pioggia e di luna" raccoglie 9 racconti pieni di atmosfera, bellissime metafore e rimandi alle tradizioni cinesi e giapponesi.
    E' stato il titolo ad attirarmi e devo dire che non sono rimasta delusa, anzi mi è piaciuto molto.
    Purtroppo però sono dell'idea che per poterlo capire del tutto bisogni conoscere approfonditamente la letteratura, la storia e il folclore giapponesi.
    Io sono un'appassionata di tutto ciò, ma non lo conosco abbastanza a fondo da poter apprezzare questo bellissimo libro quanto meriterebbe.

    ha scritto il 

  • 4

    Ueda Akinari Racconti di pioggia e di luna Marsilio 2007

    Ueda Akinari, XVIII secolo, uomo bizzarro, inquieto e misantropo; questa è l'opera della maturità estrema, una serie di racconti dove spettri e ...continua

    Ueda Akinari Racconti di pioggia e di luna Marsilio 2007

    Ueda Akinari, XVIII secolo, uomo bizzarro, inquieto e misantropo; questa è l'opera della maturità estrema, una serie di racconti dove spettri e soprannaturale sono evocati senza remore. Favole intrise di erudizione, anche, che attraversano la storia del Giappone dal periodo Heian ai suoi giorni.
    Trame:
    Lo spettro di un imperatore deposto viene fronteggiato da un monaco poeta entro in luogo deserto e selvaggio dove sta la tomba solitaria del primo, che il secondo è andato piamente a visitare. Le furie risentite dell'imperatore lo vincolano al mondo e il suo rancore fiorisce e viene rievocato entro le turbolente vicende per cui all’epoca Heian che ruotava intorno a una sofisticata corte imperiale intenta a verseggiare a lume di luna succede la ferrigna epoca dei potentati guerrieri in continua lotta. Il monaco non fa una piega anche mentre lo spettro rugge e fiammeggia, ma constaterà anni il livido incontro dopo che gli anatemi tutti si erano verificati. Un classico dell'anima giapponese: il rancore anima spettri vendicativi e impedisce la serena conclusione della vita (ma poi all’incazzato dedicano un tempio e lo deificano perché si dia una calmata).

    Pur di mantenere un appuntamento con l'amico, promesso tra mille promesse, un samurai trattenuto suo malgrado in un castello si getta sulla sua spada e divenuto libero spettro si presenta al convegno, confessando però con lugubre rammarico che non potrà gustare il saké che l'altro gli ha preparato con ogni cura.

    Un giovane tanto buono quanto superficiale, dissipatore di patrimoni per innocente insipienza, lascia la moglie tanto fedele quanto sprovveduta per lanciarsi in nuovi fallimentari affari e mentre il paese è percorso dai terribili conflitti e devastazioni dei signori della guerra del XVI secolo nipponico, se ne sta via sette anni invece dei pochi mesi promessi; quando torna, in preda a imprevista resipiscienza, trova, isolata tra la triste devastazione e desolazione di tutto, la sua casa ancora in piedi e lei miseramente sciupata, consunta e languida in attesa; lacrime e riconciliazioni, ma quando il giorno dopo si sveglia, è solo; gocce di pioggia cadono sul suo viso dal tetto che non c'è più e lui ha dormito non su un giaciglio ma tre edere e rovi. In un angolo un tumulo e una logora tavoletta con una poesia piena di rimpianti, unica traccia di lei, che così ancora lo rimprovera amorosa con desolati versi.

    Durante l'epoca Heian un monaco pittore dipinge carpe di inaudita vividezza grazie al fatto che chiedeva ai pescatori di ributtarle nel lago mentre lui stava a guardarne i guizzi; tutti i suoi dipinti li dà, non quelli di carpe. Un giorno lo trovano come morto ma poiché appena tiepido lo vegliano per tre giorni; si sveglia e chiede che venga chiamato il governatore; quello arriva e il monaco gli descrive punto per punto cosa stava facendo prima di sedersi a mangiare fettine crude di una magnifica carpa dorata, attività alla quale era intento quando è stato chiamato da lui. La carpa era il medesimo monaco che ammalatosi e in cerca di sollievo si era buttato nel lago, le cui divinità, grate per le tante carpe salvate, gli avevano regalato fattezze di carpa. Il monaco visse ancora molti anni e dopo la sua morte le sue carpe dipinte buttate in acqua guizzarono via.

    Padre e figlio pellegrini sul sacro monte Kōya, al calar del buio non trovando ospitalità presso gli scostanti monaci si fermano a dormire in un deserto padiglione tra i templi soverchiato dalle cime di neri pini, ma a tarda notte, mentre vegliano timorosi pregando e narrando, si trovano messi in mezzo da un intero battaglione di spettri guidati dal loro signore; dopo un banchetto e una gara di versi in cui li implicano, gli spettri improvvisamente insorgono per dare battaglia ad alcuni demoni che si approssimano. I due sopraffatti svengono, e il giorno dopo si svegliano nelle vicinanze di un tumulo che rinserra aristocratici protagonisti di una vecchia insurrezione, finita con il loro essere giustiziati in massa.

    Una moglie perfetta e sinistramente devota si muta in orrido spettro vendicativo quando il futile marito va oltre ogni decenza.

    Un serpente si innamora di un giovane sofisticato e bello ma incapace di cavarsela da solo (croce di una famiglia di prosperi pescatori, che si rassegna a farlo studiare, cosa vista come inutile ubbia); il giovane non sa ricambiarlo benché quello si muti nella più bella e affascinante fanciulla; certo alquanto diversa da come creanza e costumanze vorrebbero, ma se lei è bizzarra, lui resta stolto sino alla fine; la cosa verrà risolta da un esorcista determinato che seppellisce la serpe innamorata dopo averla chiusa in un baule, mentre l'insulso camperà fino a tarda età senza più avventure.

    Un monaco zen di provata esperienza giunge in un villaggio funestato da un altro monaco, che dopo una vita rispettabile, perso nell'amore per un giovinetto, alla morte di questi, incapace di separarsene lo aveva divorato; presa la china, ora faceva sortite in cerca di morti recenti per ripetere il banchetto. Quando gli raccontano l'evento il monaco zen dopo aver detto che ne ha viste e sentite ben altre, va piamente a scovare il cannibale nel suo trascurato tempio e sfugge alla sua brama poiché la santità lo ha per così dire disincarnato; l'empio chiede aiuto e il santo gli dà dei versi da recitare senza sosta sino a quando non ne avrà capito il significato; torna dopo un anno, al villaggio tutto è tranquillo, va a trovare l'invitato alla redenzione, trova una larva trasparente che recita la poesia con voce di zanzara tra le rovine inselvatichite del tempio, la colpisce con il bastone e quella liberata si dissolve nel nulla.

    Un samurai parco come dovrebbe essere un samurai, ama però l'oro, che ha accumulato anche grazie a quella virtù; ciò lo sottopone a critiche, o nel migliore dei casi a giudizi di bizzarria; tuttavia questa tendenza gli vale, una notte, la visita dello spirito dell'oro che gli fa un lungo sermone su se stesso. Letto distrattamente: non aggiungo altro: l’oro è noioso.

    ha scritto il 

  • 3

    Sti giapponesi però...

    Questo è precursore per cui non gli vorrò più di tanto male per avermi un pelino annoiata, ma penso che per un po' lascerò da parte gli autori giapponesi che sono venuti dopo di lui e che tendono, ama ...continua

    Questo è precursore per cui non gli vorrò più di tanto male per avermi un pelino annoiata, ma penso che per un po' lascerò da parte gli autori giapponesi che sono venuti dopo di lui e che tendono, amaramente, tutti un po' a ripetersi. Capisco che si scriva e si descriva della cultura cui si appartiene, però santiddio sti ciliegi in fiore hanno un pochino stufato.
    Libercolo poco impegnativo dal punto di vista narrativo, delicato dal punto di vista onirico, apprezzabile a tratti. Brevi racconti ispirati al sogno e, naturalmente, a tutto ciò che è inerente la cultura giapponese, dai simbolismi alle atmosfere. Apprezzati particolarmente due: il racconto dell'amante serpente/demone e quello del monaco che mangia vivi giovanotti in seguito ad una delusione d'amore. Paura.

    ha scritto il 

  • 3

    Nel buio della notte appariranno creature che non appartengono a questo mondo...

    L'Ugetsu monogatari già dal titolo rivela il suo contenuto, poiché gli esseri soprannaturali (non si tratta solo di fantasmi, ma anche di creature "mostruose" e cangianti) si mostrano sopratutto nei g ...continua

    L'Ugetsu monogatari già dal titolo rivela il suo contenuto, poiché gli esseri soprannaturali (non si tratta solo di fantasmi, ma anche di creature "mostruose" e cangianti) si mostrano sopratutto nei giorni di pioggia battente e nelle ore più buie della notte, quando, nel caso dei fantasmi, non si può scorgere l'assenza dei piedi che li caratterizza. Il termine "monogatari" utilizzato per un'opera di epoca Tokugawa in cui ormai era caduto in disuso, indica chiaramente l'evocazione di tempi antichi, dell'eleganza aristocratica di epoca Heian.
    E infatti credo che questi racconti, ripresi e rivisitati dalla ancora più antica tradizione cinese, più che suscitare crudo terrore, volessero ammonire i comportamenti scorretti secondo la morale confuciana e buddhista; e ancora, se si vogliono guardare in un'ottica buddhista, la manifestazione di questi spiriti/creature mostruose non sono altro che la manifestazione concreta dell'attaccamento alle passioni terrene, sia positive (come dimostra il racconto "L'appuntamento dei crisantemi") che negative, incapaci di rassegnarsi alla fugacita di questa vita.
    Dalle parole della prof. Orsi in prefazione "la paura è mitigata dalla poesia e il brivido dell'orrore si accompagna all'emozione della bellezza".

    ha scritto il 

  • 5

    Nove bellissimi racconti di spettri e demoni rielaborati con grande originalità.
    L'appuntamento dei Crisantemi, il Cappuccio Blu e la Passione del Serpente sono i miei preferiti.

    « Non far crescere ma ...continua

    Nove bellissimi racconti di spettri e demoni rielaborati con grande originalità.
    L'appuntamento dei Crisantemi, il Cappuccio Blu e la Passione del Serpente sono i miei preferiti.

    « Non far crescere mai nel tuo giardino i salici che mettono germogli verdi all'arrivo della primavera. Non legarti a una persona dal cuore volubile. I salici crescono subito, ma non resistono al primo soffio del vento d'autunno; le persone volubili si legano con facilità, ma se ne vanno presto, e se i salici rinnovano il colore a ogni primavera, una persona infedele non farà più ritorno. »

    ha scritto il 

  • 5

    Racconti eterei come la pioggia...

    ispirati alla tradizione cinese questi Ugetsu monogatari hanno però l'impronta del Mondo Fluttuante, sono sofisticati, ma mai appesantiti dalla morale confuciana tipica del racconto cinese
    il sovrann ...continua

    ispirati alla tradizione cinese questi Ugetsu monogatari hanno però l'impronta del Mondo Fluttuante, sono sofisticati, ma mai appesantiti dalla morale confuciana tipica del racconto cinese
    il sovrannaturale è intessuto nella trama del racconto, parallelo alla visione reale, i protagonisti non inarcano nemmeno un sopracciglio appena si accorgono di essersi intrattenuti con uno spettro, e il lettore non può che adeguarsi...
    nel complesso una piacevolissima lettura, adatta alle notti d'inverno, quelle in cui la pioggia batte sui vetri e il camino crea ombre sulla parete...

    *il film tratto da questi racconti è ancora molto piacevole, nonostante il tempo passato
    http://www.imdb.com/title/tt0046478/?ref_=fn_al_nm_1a

    ha scritto il 

  • 4

    La casa fra gli sterpi
    La carpa del sogno
    La ghiandaia celeste
    La pentola di Kibitsu
    La passione del serpente
    Il cappuccio blu
    Dibattito su ricchezza e povertà ...continua

    La casa fra gli sterpi
    La carpa del sogno
    La ghiandaia celeste
    La pentola di Kibitsu
    La passione del serpente
    Il cappuccio blu
    Dibattito su ricchezza e povertà

    ha scritto il 

  • 5

    Nell'antico Giappone l'imperatore Honda trascurò il figlio maggiore, il principe Osazaki, designando il figlio minore, il principe Uji, quale erede. Alla sua morte i due fratelli rinunciarono ciascuno ...continua

    Nell'antico Giappone l'imperatore Honda trascurò il figlio maggiore, il principe Osazaki, designando il figlio minore, il principe Uji, quale erede. Alla sua morte i due fratelli rinunciarono ciascuno al trono chiedendo all'altro di assumere l'incarico.
    Dopo tre anni il principe Uji, profondamente addolorato perché la successione non veniva definita, e convinto che ciò procurasse un danno al paese, si tolse la vita. Così il fratello fu costretto a salire sul trono. "Questo, proprio questo - commentò Ueda Akinari - significa onorare il regno, rispettare i doveri verso i genitori e fratelli, in piena sincerità e senza desideri egoistici".

    ha scritto il 

Ordina per