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Racconti neri

Di

Editore: Garzanti Libri

3.9
(224)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 466 | Formato: Paperback

Isbn-10: 881167929X | Isbn-13: 9788811679295 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook

Genere: Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Questo volume raccoglie i migliori racconti "neri" scritti da GiorgioScerbanenco dalla fine degli anni Cinquanta fino alla morte improvvisa, nel1969. Con la facilità e la felicità dei grandi narratori, Scerbanenco raccontaun'Italia vera e sorprendente, un paese che per la prima volta si affacciaalla modernità. Violenza e colpi di scena, in un viaggio alla scoperta dellato più oscuro e feroce della vita. Ma anche un grande amore per la gente,per le sue mille storie, e una sensibilità che racconta magistralmente questieroi tragici e disperati, ingenui e sbagliati, tanto crudeli da risultare avolte addirittura comici. "Storie - scrive Carlo Lucarelli nella prefazione-,storie vere ed eccezionali anche se minime, racconti di poche righe ma che perdensità potrebbero essere le righe centrali di un romanzo di centinaia dipagine. Storie da raccontare, come va fatto senza tante scuse."
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  • 5

    sicuramente segno di un'epoca che non c'è più dove i protagonisti sono quasi sempre giovani; storie noir fatte di passioni e debolezze di gente comune in alcuni casi scritte anche con coraggio in un'e ...continua

    sicuramente segno di un'epoca che non c'è più dove i protagonisti sono quasi sempre giovani; storie noir fatte di passioni e debolezze di gente comune in alcuni casi scritte anche con coraggio in un'epoca dove probabilmente anche solo accennare ad alcuni argomenti era tabù

    ha scritto il 

  • 5

    Capolavoro di sensibilità.
    La descrizione delle emozioni, del mondo in cui i personaggi sono inseriti e dei rapporti umani che Scerbanenco ci regala in questo libro sono impagabili.

    ha scritto il 

  • 0

    Gustavo, il grande amico Gustavo, rispose subito, capì subito, e arrivò subito, in poco più di mezz’ora, con gli abiti, e con il suo viso anglosassone made in Novara, pieno di curiosità e di dedizione ...continua

    Gustavo, il grande amico Gustavo, rispose subito, capì subito, e arrivò subito, in poco più di mezz’ora, con gli abiti, e con il suo viso anglosassone made in Novara, pieno di curiosità e di dedizione pettegola.

    Non avevo un ricordo entusiasmante dell’unico romanzo di Scerbanenco letto. Questa raccolta di racconti mi ha permesso di conoscerlo meglio e di apprezzarlo.
    Sorvolo sui titolo che sono alquanto discutibili ma credo siano dettati dalla pubblicazione su giornali e riviste.
    Il clima è quello da poliziottesco, da Italia violenta. Si ritrovano problematiche sociali come aborto, manicomi, mafia, ma anche questioni psicologiche come la sindrome di Stoccolma.
    Sebbene alcuni racconti non siano propriamente noir, uno è addirittura un rosa con tanto di lieto fine, mi è piaciuta molto l’indagine sui personaggi: a prescindere dal contesto che in cui può più o meno facilmente maturare un crimine, Scerbanenco analizza i suoi personaggi, carnefici o vittime, se non alla ricerca di un perché, quanto meno a un tentativo di comprensione di certe dinamiche.

    Non sapere mai con certezza come l’essere umano reagirà a determinate sollecitazioni, anche estreme. Ecco il vero mistero che caratterizza questi racconti.

    ha scritto il 

  • 2

    Un'Italia che non c'è più

    Raccolta di trentaquattro racconti, scritti fra il 1959 e il 1969, più rosa che neri: molti, infatti, furono pubblicati su settimanali femminili. Storie zuccherose di ragazze sedotte e abbandonate che ...continua

    Raccolta di trentaquattro racconti, scritti fra il 1959 e il 1969, più rosa che neri: molti, infatti, furono pubblicati su settimanali femminili. Storie zuccherose di ragazze sedotte e abbandonate che meditano il suicidio x la vergogna, di uomini romantici alla ricerca di un lontano perduto amore, nostalgici di una donna appena sfiorata in una notte d’estate, di poveracci integerrimi che rifiutano ingenti somme, di bravi ragazzi casti che non vogliono “rovinare” una ragazza prima del matrimonio in abito rigorosamente bianco. Un’Italia bigotta e tradizionalista, in cui gli uomini prendono le decisioni e le donne docilmente obbediscono, non potendo neppure concepire il divorzio e l’aborto. Una società lontana non mezzo secolo ma anni luce, che oggi fa sorridere e non ha lasciato rimpianti, in cui gli omosessuali sono “ schifosi invertiti”, le prostitute “donnacce”, gli africani “negri”. Certo, ci sono anche racconti gialli con morti ammazzati, ma il delitto non paga mai e gli assassini sono sfigati sprovveduti o disperati. Era un’Italia provinciale e contadina, con il sogno della vacanza al mare e della Seicento, della serata in balera e del pranzo in trattoria, triste, rassegnata, sconfitta. Sono storie con indubbia finalità educativa, adatte alle famiglie e alle “ragazze da marito”, diversissime da quelle dure e spietate, rabbiose, del commissario Lamberti. Sullo stesso tema, ma di ben altro spessore, “Milano calibro 9”. Qui, l’inflessibile Scerbanenco dà l’impressione di avere scritto x compiacere l’editore di “Novella 2000” che ha pubblicato i racconti. Migliori quelli x il “Corriere della Sera”. Più interessante delle storie minime, il documento di un tempo che fu, dell’omicidio x gelosia e del delitto d’onore, in cui aborto, divorzio, convivenza, tradimento coniugale erano reato, e di cui, imbarazzati e increduli, ci vergogniamo.

    ha scritto il 

  • 4

    Raccolta di "racconti" "neri", come da titolo...

    ..anche se, più che neri, questi 34 ritratti si leggono su pagine color prugna: perché di fil rosé ce n'è che ce n'è! Del resto si sa, Scerbanenco era anche un gran sentimentalone: per motivi di succe ...continua

    ..anche se, più che neri, questi 34 ritratti si leggono su pagine color prugna: perché di fil rosé ce n'è che ce n'è! Del resto si sa, Scerbanenco era anche un gran sentimentalone: per motivi di successo o per interesse personale, ma tant'è, questi racconti sono tutti più o meno conditi di tanta vena harmony..
    unica pecca: considerata la loro lunghezza contenuta, non vi ho ritrovato quella sottile e tipica analisi psicologica dei personaggi che tanto mi aveva colpita durante la lettura della saga di Duca Lamberti.
    Una delizia per i cuori neri, ad ogni modo.

    ha scritto il