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Racconti notturni

Di

Editore: Einaudi

4.0
(197)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 253 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8806134655 | Isbn-13: 9788806134655 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Alberto Spaini , Carlo Pinelli ; Prefazione: Claudio Magris

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Racconti notturni è tratto dal primo volume di Romanzi e racconti e costituisce un'opera a sé nella produzione di Hoffmann. Il gran tema di questa narrativa è l'angosciosa disgregazione di fatti reali; Hoffmann crea attorno asé un mondo assurdamente grottesco e, soltanto a tratti, in apparenza poetico."Il rapporto tra l'entusiasmo e la follia, fra il sogno e la smorfia, più che poetico, cioè spontaneo, è deliberatamente provocato; provocato con grandissima abilità... L'alternarsi capriccioso, rapidissimo, spesso quasi inavvertibile, del sogno e della realtà distrugge questa e quello; conseguenza ne è il vuoto, unico vero esito artistico dell'opera hoffmaniana". (Mittner)
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  • 4

    E.T.A. Hoffmann: a lungo considerato figura di prim’ordine (oggi abbastanza sul dimenticato andante) nel panorama romantico, spesso associato a Goethe ed etichettato come uno degli “ideatori del romanzo moderno”, ma anche, e in questo caso soprattutto, autore del preternaturale. Chiariamo innanzi ...continua

    E.T.A. Hoffmann: a lungo considerato figura di prim’ordine (oggi abbastanza sul dimenticato andante) nel panorama romantico, spesso associato a Goethe ed etichettato come uno degli “ideatori del romanzo moderno”, ma anche, e in questo caso soprattutto, autore del preternaturale. Chiariamo innanzitutto, visto qualche commento, che questa “Racconti notturni” non è una raccolta pensata dall’editore italiano, bensì trattasi di otto storie composte tra il 1816 e il ’17, pensate da Hoffmann come una sorta di ciclo diviso in due volumi, o meglio parti, aventi come fil rouge un elemento brumale e soprannaturale. Ogni racconto sembra analizzare differenti aspetti del Misterioso, le reazioni del subconscio a quest’ultimo, i meccanismi della psiche se stimolata con l’arcano e l’atavico. E il più compiuto, quello che risulta più significativo sotto quest’aspetto, è il primo, nonché il più noto: “L’orco Insabbia”, o “L’uomo di sabbia”, che conta diversi adattamenti al di fuori del campo letterario. Si tratta di uno dei testi-chiave del capitolo psicanalitico, ben prima che la psicanalisi venisse coniata, e non a caso era uno dei testi più letti da un certo Mr. Freud, il quale gli dedicò persino un saggio. La rilevanza va oltre, visto che “L’orco Insabbia” si segnala e come sottesa critica sociale (la crescente inibizione dell’individuo davanti all’indifferenza) e come primo scritto ad utilizzare a regola d’arte il time-shift, evitando abilmente la cronologia convenzionale: non esiste un ordine cronologico puro; come nel procedimento mentale, come nella vita, i punti di vista - oggettivo, soggettivo, onnisciente - e le condizioni mentali del soggetto – visionario, lucido et sim. – si alternano diuturnamente, inframmezzati da squarci appartenenti alla sfera dell’occulto e a quella squisitamente sensoriale. Il frammento come processo narrativo, la sincope come strumento guida, senza mai avere la sensazione di un qualcosa di artato. Ciò conduce ad un vera e propria frattura nelle varie dimensioni – temporale, mnemonica, psicologica -, un infangamento delle prospettive operando su sovrastrutture multiple: il collasso dell’atto conoscitivo. Anche nel successivo, la splendida favola nera “Ignazio Denner”, è possibile rintracciare quelle caratteristiche proprie della regressione psicologica: il racconto desultorio dell’immagine mentale di un evento si trasmuta spesso nell’evento stesso, sospeso a metà tra incubo e reale, confondendo nuovamente i piani. La realtà che si fa mimesi del pensiero. Come diceva quel tale… quell’O. W., “è la vita ad imitare l’arte”, non il contrario…? Quasi impossibile non percepire l’ansito ottenebrato dell’intemerato protagonista filtrare dalle pagine immacolate. “La chiesa dei Gesuiti di G.” è un’altra pietra miliare, ma stavolta il non-conosciuto compare appena: qui Hoffmann affronta piuttosto un artista che deve fare i conti con se stesso, un uomo motivato da una visione edenica avuta in sogno, ispiratrice delle proprie creazioni. Ma ecco che la visione si palesa sulla Terra e perde di ogni significanza: la creatura terrena porta al disfacimento creativo: la disillusione nei confronti del reale. I successivi tre racconti assumono a volte connotazioni addirittura demoniache (“La casa disabitata” col suo speglio quasi fatato, e “Il maggiorasco “ con le unghie consumate del maggiordomo contro il muro sono esempi top-notch della narrativa “gotica d’autore”), di nuovo analisi delle conseguenze del senso di colpa, e della rimembranza come processo cumulativo fallace e poco affidabile, in chiave preternaturale. Se è vero tutto ciò, è necessario ammettere un calo negli ultimi due racconti, che celano “racconti nel racconto” pleonastici e particolari di poco conto. Imperfezioni che naturalmente non vanno ad invalidare minimamente una collezione essenziale.

    ha scritto il 

  • 2

    Non tutti i libri sono fatti per essere dei capolavori immortali, capaci di resistere ai secoli con il loro fascino e la loro bellezza: questi raccontini sono decisamente passati di moda.
    Dal punto di vista delle trame, ci si trova di fronte a spunti anche originali e particolari a cui però ...continua

    Non tutti i libri sono fatti per essere dei capolavori immortali, capaci di resistere ai secoli con il loro fascino e la loro bellezza: questi raccontini sono decisamente passati di moda.
    Dal punto di vista delle trame, ci si trova di fronte a spunti anche originali e particolari a cui però non si accompagna una scrittura che sia all'altezza: stile pesante, spesso difficile da seguire, colpa forse anche di una traduzione alquanto vecchiotta, che non aiuta in nessun modo il lettore ad entrare nella storia e ad appassionarsi alle vicende narrate.
    Molti racconti li ho trovati abbastanza “stupidi”, nel senso che si fatica a capire dove voglia effettivamente andare a parare l'autore o quale sia il senso del tutto: eccessive divagazione rendono la lettura poco scorrevole e spessi ci si impantana in punti particolarmente noiosi che non aiutano.
    Inoltre ho trovato alcuni racconti come “Il maggiorasco” e “Il cuore di pietra” un po' senza senso e ho fatto davvero, davvero fatica a seguirli e anche a capirli.
    Non so con che criterio siano stati scelti i racconti da inserire in questa raccolta, ma credo che una spolveratina alla traduzione non avrebbe fatto male, anzi.
    Non lo consiglio.

    Voto: 4.5/10

    ha scritto il 

  • 3

    Agghiaccianti racconti in bilico tra fantasia e sentimenti, tra emozioni e leggende popolari, nei quali si riflettono le paure, i turbamenti, gli stati d’angoscia e di depressione che minarono da sempre la psiche dello scrittore e che lo portarono a una morte prematura.
    Racconti immersi in ...continua

    Agghiaccianti racconti in bilico tra fantasia e sentimenti, tra emozioni e leggende popolari, nei quali si riflettono le paure, i turbamenti, gli stati d’angoscia e di depressione che minarono da sempre la psiche dello scrittore e che lo portarono a una morte prematura.
    Racconti immersi in un mondo onirico, popolati da immagini romantiche(case infestate dai fantasmi senza pace, uomini e donne straziati da pene e maledizioni ancestrali), nei quali la notte e l’oscurità delle tenebre sono elementi predominanti.
    Il racconto più suggestivo e poetico è “Il cuore di pietra”, una tragica storia di eros e thanatos, ma anche gli altri sono degni di considerazione, in particolar modo “Ignazio Denner”, uno dei miei preferiti.
    Lo stile appartiene ovviamente a più di due secoli fa, è ricercato, lezioso, pieno di aggettivi atti a ricreare atmosfere lugubri e spettrali e questo può rappresentare un ostacolo per il lettore moderno, ma tuttavia la reputo una lettura fondamentale, soprattutto per chi è amante delle cosiddette “letture gotiche”, per comprendere come Hoffman(così come Poe e Lovercraft) abbia avuto un peso determinante su tutta la letteratura horrorifica del nostro secolo.
    L’orco insabbia ***
    Ignazio Denner ****
    La chiesa dei Gesuiti di G.***
    Il Sanctus ***
    La casa disabitata ****
    Il maggiorasco ***
    Il voto ***
    Il cuore di pietra ****

    ha scritto il 

  • 5

    Le notti di un genio

    Una raccolta di racconti minori di Hoffmann i quali tuttavia ci restituiscono appieno la grandezza e il genio dell'autore.
    In particolare Il maggiorasco, L'Orco Insabbia e Ignazio Denner ci immergono in quella atmosfera tipicamente Hoffmanniana, che non è gotica, non è banalme ...continua

    Una raccolta di racconti minori di Hoffmann i quali tuttavia ci restituiscono appieno la grandezza e il genio dell'autore.
    In particolare Il maggiorasco, L'Orco Insabbia e Ignazio Denner ci immergono in quella atmosfera tipicamente Hoffmanniana, che non è gotica, non è banalmente romantica e non è fantastica, ma che da questi elementi, abilmente interpretati, trae una straordinaria capacità di descrizione delle contraddizioni e delle pulsioni della società tedesca di inizio ottocento.
    Il libro è preceduto da un corposo saggio di Claudio Magris, da leggere assolutamente e con attenzione (anche perché non facilissimo) in quanto ci permette di approfondire le tematiche della poetica di Hoffmann.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Come in ogni raccolta di racconti, anche in questa c'è il racconto che si ricorderà di più e quello che si ricorderà di meno. Per quanto riguarda me, basterebbero Ignazio Denner e Il maggiorasco a rendere questa raccolta degna di essere letta. Non che gli altri racconti siano da buttare via, anzi ...continua

    Come in ogni raccolta di racconti, anche in questa c'è il racconto che si ricorderà di più e quello che si ricorderà di meno. Per quanto riguarda me, basterebbero Ignazio Denner e Il maggiorasco a rendere questa raccolta degna di essere letta. Non che gli altri racconti siano da buttare via, anzi: ma questi due sono quelli che mi hanno colpito di più, quelli che rileggerei con più piacere (a dispetto del carattere piccolissimo con cui è stata stampata questa edizione!).
    Di Ignazio Denner mi ha colpita la maestria con cui l'autore introduce l'aspetto "spaventoso" del personaggio che dà il titolo al racconto; inizialmente lo conosciamo come un ricco mercante particolarmente generoso con Andrea, un cacciatore che vive ora in miseria con la moglie, e che trova molto utili i doni che Denner fa in cambio dell'ospitalità. Ma poi a poco a poco si scopre chi è davvero Denner, e l'atmosfera cupa e sinistra del racconto fa da sfondo a una vicenda intricata, ricca di mistero, in cui il succedersi degli eventi e delle ricostruzioni che i personaggi sono costretti a fare per liberarsi da questa presenza ingombrante porta a un finale che fa riconsiderare quasi tutto il racconto. Se all'inizio aveva intuito che c'era qualcosa in Denner che non tornava del tutto, diciamo così, alla fine, quando si è oramai scoperto tutto, ho ripercorso gli eventi del racconto stupendomi ancora di più del personaggio e della doppiezza che aveva mostrato. E' un racconto che mi ha tenuta col fiato sospeso, che mi ha dato spesso il batticuore, insomma un racconto che ho davvero adorato in questa raccolta.
    Il maggiorasco è un altro dei racconti che mi ha tenuto col fiato sospeso: leggevo mangiandomi le unghie per la tensione di sapere cosa sarebbe successo poi (non sto scherzando, giuro!). L'idea di questi rumori, nella notte, che riempiono un'atmosfera di per sé già piuttosto cupa, mi ha attirata tantissimo e ho trovato che si raccontasse di creature soprannaturali in una maniera spettacolare. Non è stata solo lo stile dell'autore, ma anche la capacità, già descritta nel racconto di prima, di portare il lettore nell'atmosfera giusta e poi costruire tutta la vicenda arrivando a culmini di tensione affascinanti. Non amo particolarmente le storie di fantasmi; ma questa mi ha colpito tantissimo e mi ha lasciato davvero in tensione dalla prima riga all'ultima.
    Anche gli altri racconti sono molto belli e intensi, anche se non hanno catturato la mia attenzione come questi due. Di certo tutta la racolta è pregevole, e anche se ha i suoi alti e bassi mantiene sempre uno standard di qualità piuttosto alta che la rende imperdibile per tutti e indispensabile per gli amanti di quei racconti cupi, sinistri, misteriosi, in cui esistono apparizioni, filtri magici, spettri e maledizioni, a volte reali e a volte nati dalla psiche umana. Un difetto che però non dipende dall'autore: ho preso in prestito l'edizione Einaudi dalla biblioteca ed era stampata in caratteri minuscoli, che affaticano gli occhi e rendono più lenta la lettura; questo invece è un libro che fa venire voglia di divorarlo.

    ha scritto il 

  • 4

    Racconti notturni

    Einaudi Editore,prima edizione 1969. L'attuale edizione , nella collana Et Classici del 1994 è stata condotta sul testo dell' edizione E.T.A.Hoffmann, Poetische Werke, Berlino 1957-62. Traduzione di Carlo Pinelli e Alberto Spaini. Introduzione di Claudio Magris.
    I racconti : L'uomo della sa ...continua

    Einaudi Editore,prima edizione 1969. L'attuale edizione , nella collana Et Classici del 1994 è stata condotta sul testo dell' edizione E.T.A.Hoffmann, Poetische Werke, Berlino 1957-62. Traduzione di Carlo Pinelli e Alberto Spaini. Introduzione di Claudio Magris.
    I racconti : L'uomo della sabbia, La chiesa dei gesuiti di G., La casa disabitata, Il maggiorasco, Il cuore di pietra, Il voto...

    ha scritto il 

  • 5

    Il sublime

    Ho amato ogni singola pagina di questo libro.
    L'orco insabbia, Ignazio Denner, La casa disabitata, Il maggiorasco sono i racconti che mi hanno colpito di più. Non smetterò mai di ringraziare il mio professore del liceo che ci fece leggere questo libro, questa magnifica raccolta che tuttora ...continua

    Ho amato ogni singola pagina di questo libro.
    L'orco insabbia, Ignazio Denner, La casa disabitata, Il maggiorasco sono i racconti che mi hanno colpito di più. Non smetterò mai di ringraziare il mio professore del liceo che ci fece leggere questo libro, questa magnifica raccolta che tuttora rileggo e che mi rievoca sempre quei sentimenti che tanto amo: la paura, la suspance;
    Amo il genere horror, i racconti cupi e macabri ma qui è tutta un'altra cosa: Hoffmann sa raccontare, sa emozionare. Non servono smembramenti, esagerazioni, se sai far venire i brividi alla schiena raccontando e descrivendo.
    Dei racconti notturni da leggere assolutamente di notte, quando i colori assumono tonalità pastello (così disse il mio professore).

    ha scritto il 

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