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Racconti notturni

By E. T. A. Hoffmann

(174)

| Mass Market Paperback | 9788806134655

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Book Description

Racconti notturni è tratto dal primo volume di Romanzi e racconti e costituisce un'opera a sé nella produzione di Hoffmann. Il gran tema di questa narrativa è l'angosciosa disgregazione di fatti reali; Hoffmann crea attorno asé un mondo assurdamente Continue

Racconti notturni è tratto dal primo volume di Romanzi e racconti e costituisce un'opera a sé nella produzione di Hoffmann. Il gran tema di questa narrativa è l'angosciosa disgregazione di fatti reali; Hoffmann crea attorno asé un mondo assurdamente grottesco e, soltanto a tratti, in apparenza poetico."Il rapporto tra l'entusiasmo e la follia, fra il sogno e la smorfia, più che poetico, cioè spontaneo, è deliberatamente provocato; provocato con grandissima abilità... L'alternarsi capriccioso, rapidissimo, spesso quasi inavvertibile, del sogno e della realtà distrugge questa e quello; conseguenza ne è il vuoto, unico vero esito artistico dell'opera hoffmaniana". (Mittner)

16 Reviews

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    E.T.A. Hoffmann: a lungo considerato figura di prim’ordine (oggi abbastanza sul dimenticato andante) nel panorama romantico, spesso associato a Goethe ed etichettato come uno degli “ideatori del romanzo moderno”, ma anche, e in questo caso soprattutt ...(continue)

    E.T.A. Hoffmann: a lungo considerato figura di prim’ordine (oggi abbastanza sul dimenticato andante) nel panorama romantico, spesso associato a Goethe ed etichettato come uno degli “ideatori del romanzo moderno”, ma anche, e in questo caso soprattutto, autore del preternaturale. Chiariamo innanzitutto, visto qualche commento, che questa “Racconti notturni” non è una raccolta pensata dall’editore italiano, bensì trattasi di otto storie composte tra il 1816 e il ’17, pensate da Hoffmann come una sorta di ciclo diviso in due volumi, o meglio parti, aventi come fil rouge un elemento brumale e soprannaturale. Ogni racconto sembra analizzare differenti aspetti del Misterioso, le reazioni del subconscio a quest’ultimo, i meccanismi della psiche se stimolata con l’arcano e l’atavico. E il più compiuto, quello che risulta più significativo sotto quest’aspetto, è il primo, nonché il più noto: “L’orco Insabbia”, o “L’uomo di sabbia”, che conta diversi adattamenti al di fuori del campo letterario. Si tratta di uno dei testi-chiave del capitolo psicanalitico, ben prima che la psicanalisi venisse coniata, e non a caso era uno dei testi più letti da un certo Mr. Freud, il quale gli dedicò persino un saggio. La rilevanza va oltre, visto che “L’orco Insabbia” si segnala e come sottesa critica sociale (la crescente inibizione dell’individuo davanti all’indifferenza) e come primo scritto ad utilizzare a regola d’arte il time-shift, evitando abilmente la cronologia convenzionale: non esiste un ordine cronologico puro; come nel procedimento mentale, come nella vita, i punti di vista - oggettivo, soggettivo, onnisciente - e le condizioni mentali del soggetto – visionario, lucido et sim. – si alternano diuturnamente, inframmezzati da squarci appartenenti alla sfera dell’occulto e a quella squisitamente sensoriale. Il frammento come processo narrativo, la sincope come strumento guida, senza mai avere la sensazione di un qualcosa di artato. Ciò conduce ad un vera e propria frattura nelle varie dimensioni – temporale, mnemonica, psicologica -, un infangamento delle prospettive operando su sovrastrutture multiple: il collasso dell’atto conoscitivo. Anche nel successivo, la splendida favola nera “Ignazio Denner”, è possibile rintracciare quelle caratteristiche proprie della regressione psicologica: il racconto desultorio dell’immagine mentale di un evento si trasmuta spesso nell’evento stesso, sospeso a metà tra incubo e reale, confondendo nuovamente i piani. La realtà che si fa mimesi del pensiero. Come diceva quel tale… quell’O. W., “è la vita ad imitare l’arte”, non il contrario…? Quasi impossibile non percepire l’ansito ottenebrato dell’intemerato protagonista filtrare dalle pagine immacolate. “La chiesa dei Gesuiti di G.” è un’altra pietra miliare, ma stavolta il non-conosciuto compare appena: qui Hoffmann affronta piuttosto un artista che deve fare i conti con se stesso, un uomo motivato da una visione edenica avuta in sogno, ispiratrice delle proprie creazioni. Ma ecco che la visione si palesa sulla Terra e perde di ogni significanza: la creatura terrena porta al disfacimento creativo: la disillusione nei confronti del reale. I successivi tre racconti assumono a volte connotazioni addirittura demoniache (“La casa disabitata” col suo speglio quasi fatato, e “Il maggiorasco “ con le unghie consumate del maggiordomo contro il muro sono esempi top-notch della narrativa “gotica d’autore”), di nuovo analisi delle conseguenze del senso di colpa, e della rimembranza come processo cumulativo fallace e poco affidabile, in chiave preternaturale. Se è vero tutto ciò, è necessario ammettere un calo negli ultimi due racconti, che celano “racconti nel racconto” pleonastici e particolari di poco conto. Imperfezioni che naturalmente non vanno ad invalidare minimamente una collezione essenziale.

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    Mizoguchi Kenji said on Jul 25, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Non tutti i libri sono fatti per essere dei capolavori immortali, capaci di resistere ai secoli con il loro fascino e la loro bellezza: questi raccontini sono decisamente passati di moda.
    Dal punto di vista delle trame, ci si trova di fronte a spunti ...(continue)

    Non tutti i libri sono fatti per essere dei capolavori immortali, capaci di resistere ai secoli con il loro fascino e la loro bellezza: questi raccontini sono decisamente passati di moda.
    Dal punto di vista delle trame, ci si trova di fronte a spunti anche originali e particolari a cui però non si accompagna una scrittura che sia all'altezza: stile pesante, spesso difficile da seguire, colpa forse anche di una traduzione alquanto vecchiotta, che non aiuta in nessun modo il lettore ad entrare nella storia e ad appassionarsi alle vicende narrate.
    Molti racconti li ho trovati abbastanza “stupidi”, nel senso che si fatica a capire dove voglia effettivamente andare a parare l'autore o quale sia il senso del tutto: eccessive divagazione rendono la lettura poco scorrevole e spessi ci si impantana in punti particolarmente noiosi che non aiutano.
    Inoltre ho trovato alcuni racconti come “Il maggiorasco” e “Il cuore di pietra” un po' senza senso e ho fatto davvero, davvero fatica a seguirli e anche a capirli.
    Non so con che criterio siano stati scelti i racconti da inserire in questa raccolta, ma credo che una spolveratina alla traduzione non avrebbe fatto male, anzi.
    Non lo consiglio.

    Voto: 4.5/10

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    Maharet ♥ Goodbye Happiness said on Jul 16, 2011 | 3 feedbacks

  • 5 people find this helpful

    Agghiaccianti racconti in bilico tra fantasia e sentimenti, tra emozioni e leggende popolari, nei quali si riflettono le paure, i turbamenti, gli stati d’angoscia e di depressione che minarono da sempre la psiche dello scrittore e che lo portarono a ...(continue)

    Agghiaccianti racconti in bilico tra fantasia e sentimenti, tra emozioni e leggende popolari, nei quali si riflettono le paure, i turbamenti, gli stati d’angoscia e di depressione che minarono da sempre la psiche dello scrittore e che lo portarono a una morte prematura.
    Racconti immersi in un mondo onirico, popolati da immagini romantiche(case infestate dai fantasmi senza pace, uomini e donne straziati da pene e maledizioni ancestrali), nei quali la notte e l’oscurità delle tenebre sono elementi predominanti.
    Il racconto più suggestivo e poetico è “Il cuore di pietra”, una tragica storia di eros e thanatos, ma anche gli altri sono degni di considerazione, in particolar modo “Ignazio Denner”, uno dei miei preferiti.
    Lo stile appartiene ovviamente a più di due secoli fa, è ricercato, lezioso, pieno di aggettivi atti a ricreare atmosfere lugubri e spettrali e questo può rappresentare un ostacolo per il lettore moderno, ma tuttavia la reputo una lettura fondamentale, soprattutto per chi è amante delle cosiddette “letture gotiche”, per comprendere come Hoffman(così come Poe e Lovercraft) abbia avuto un peso determinante su tutta la letteratura horrorifica del nostro secolo.
    L’orco insabbia ***
    Ignazio Denner ****
    La chiesa dei Gesuiti di G.***
    Il Sanctus ***
    La casa disabitata ****
    Il maggiorasco ***
    Il voto ***
    Il cuore di pietra ****

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    Banshee said on Jul 12, 2011 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Le notti di un genio

    Una raccolta di racconti minori di Hoffmann i quali tuttavia ci restituiscono appieno la grandezza e il genio dell'autore.
    In particolare Il maggiorasco, L'Orco Insabbia e Ignazio Denner ci immergono in quella atmosfera tipicamente Hoff ...(continue)

    Una raccolta di racconti minori di Hoffmann i quali tuttavia ci restituiscono appieno la grandezza e il genio dell'autore.
    In particolare Il maggiorasco, L'Orco Insabbia e Ignazio Denner ci immergono in quella atmosfera tipicamente Hoffmanniana, che non è gotica, non è banalmente romantica e non è fantastica, ma che da questi elementi, abilmente interpretati, trae una straordinaria capacità di descrizione delle contraddizioni e delle pulsioni della società tedesca di inizio ottocento.
    Il libro è preceduto da un corposo saggio di Claudio Magris, da leggere assolutamente e con attenzione (anche perché non facilissimo) in quanto ci permette di approfondire le tematiche della poetica di Hoffmann.

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    Viducoli said on Jan 30, 2011 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (174)
    • 5 stars
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    • 3 stars
    • 2 stars
  • Mass Market Paperback 253 Pages
  • ISBN-10: 8806134655
  • ISBN-13: 9788806134655
  • Publisher: Einaudi
  • Publish date: 1994-01-01
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