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Racconti orientali (Mackintosh - L'avamposto)

Racconti d'autore, 13

Di

Editore: Il Sole 24 Ore (I libri della domenica)

3.7
(126)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 79 | Formato: Paperback

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Vanni Bianconi

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Mackintosh, assistente dell'amministratore dell'isola di Talua, è il vice leale di un insopportabile superiore o un subordinato rancoroso che trama vendetta?
E da cosa nasce l'odio di Mr Walburton per il suo aiutante? Due tragedie, due racconti speculari di caratteri inconciliabili, passioni estenuanti, lati oscuri. Di contrasti esasperati dalla vicinanza forzata, sullo sfondo degli avamposti sperduti di un impero ormai prossimo alla fine.
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  • 5

    Magistrale

    Raramente trovo libri che si possono definire perfetti. Racconti orientali di Somerset Maugham è uno di questi. La raccolta contiene due racconti tratti dal volume Honolulu e altri racconti; il primo (Mackintosh) narra lo scontro tra due caratteri antitetici, quello del mite, ...continua

    Raramente trovo libri che si possono definire perfetti. Racconti orientali di Somerset Maugham è uno di questi. La raccolta contiene due racconti tratti dal volume Honolulu e altri racconti; il primo (Mackintosh) narra lo scontro tra due caratteri antitetici, quello del mite, posato e preciso assistente Mackintosh e quello del suo superiore, il volgare, rozzo e borioso Walker. Costretti a lavorare insieme nella colonia di Talua, nell'arcipelago samoano, i due ufficiali mal si tollerano, anche se Mackintosh non ha il coraggio di ribellarsi al suo capo e assiste silenzioso alla sua rovina. Il tragico epilogo appare quasi scontato, in un clima esasperato di odio e di ammirazione.
    Il secondo racconto (L'avamposto) sembra l'acutizzazione della stessa vicenda: Cooper, il prototipo del self-made man, uomo suscettibile e rancoroso, diventa assistente del ministro del Borneo, Warburton, onesto e irreprensibile, ma ossessionato dal riconoscimento sociale e tacciato di snobismo da più parti. Il loro esacerbante antagonismo sfocia in un inevitabile dramma, che il lettore attende come un evento necessario, l'unica logica conclusione di una storia tesa, sul filo del rasoio fin dall'inizio.
    Due racconti brevissimi, quasi speculari, in cui l'autore mostra le complesse relazioni che si instaurano in un clima di convivenza forzata, tra caratteri inconciliabili. Magistrale.

    La mia recensione completa su http://librisucculenti.blogspot.it/2013/09/racconti-orientali-anno-ii-lettura-90.html

    ha scritto il 

  • 4

    in colletto bianco per l'aperitivo, mai rinunciarci...

    Perché Mr. Warburton era uno snob. Non lo snob timoroso che si vergogna un po' di lasciarsi impressionare dal prestigio altrui, né lo snob che cerca l'amicizia di chi ha acquisito celebrità in politica o fama nelle arti, né lo snob abbagliato dalla ricchezza. Lui era l'autentico, schietto snob ch ...continua

    Perché Mr. Warburton era uno snob. Non lo snob timoroso che si vergogna un po' di lasciarsi impressionare dal prestigio altrui, né lo snob che cerca l'amicizia di chi ha acquisito celebrità in politica o fama nelle arti, né lo snob abbagliato dalla ricchezza. Lui era l'autentico, schietto snob che ha un debole per i nobili. Era permaloso e suscettibile, ma avrebbe preferito di gran lunga essere ignorato da un nobile che adulato da una persona qualunque

    ha scritto il 

  • 4

    Cos'è davvero uno snob (Sine NOBilitate)?

    Molto belli questi due racconti di questo grandissimo scrittore, nell'ambientazione che io preferisco e nella quale, secondo me, lui dà il meglio di sè: l'Asia colonizzata dall'impero britannico nella prima metà del secolo scorso. Nel secondo racconto, L'avamposto, troviamo anche una chiarissima ...continua

    Molto belli questi due racconti di questo grandissimo scrittore, nell'ambientazione che io preferisco e nella quale, secondo me, lui dà il meglio di sè: l'Asia colonizzata dall'impero britannico nella prima metà del secolo scorso. Nel secondo racconto, L'avamposto, troviamo anche una chiarissima e finalmente definitiva definizione di Snob: "Perché Mr. Warburton era uno snob. Non lo snob timoroso che si vergogna un po' di lasciarsi impressionare dal prestigio altrui, né lo snob che cerca l'amicizia di chi ha acquisito celebrità in politica o fama nelle arti, né lo snob abbagliato dalla ricchezza. Lui era l'autentico, schietto snob che ha un debole per i nobili. Era permaloso e suscettibile, ma avrebbe preferito di gran lunga essere ignorato da un nobile che adulato da una persona qualunque."
    Ma, a parte questo, Somerset Maugham riesce a raccontare in modo perfetto quello stato d'animo, o forse dovrei dire quel luogo dell'esistenza, in bilico tra ciò che si era e quel che non si è più. La necessità di fare i conti con un "altrove" potente che ci impietrisce di paura e ci salda al passato, ma dentro il quale camminiamo ogni giorno fingendo di non essere terrorizzati e definitivamente ubriachi di malinconia. Sa trovare le parole per dirci cosa dobbiamo seppellire per sempre, conservandone il lutto segretamente, per sopravvivere a noi stessi in questo "altrove". E chi non ce la fa potrà solamente rinunciare alla vita.

    ha scritto il 

  • 4

    parole opere e OMISSIONI

    L'omissione e l'ossessione. Due racconti, quattro personaggi, due o più vittime. Teletrasporto coloniale, calore e straniamento. Due piccoli drammi ben scritti, di facile lettura e morale solo apparentemente scontata.

    ha scritto il 

  • 4

    Tralasciando i racconti troppo simili tra loro - ma forse neanche tanto -, più che su quelli, ho preferito deliziarmi con le capacità di Maugham di delineare in brevi racconti dei personaggi così verosimili con un'introspezione impeccabile.
    Ulteriore prova che dovrò assolutamente leggere al ...continua

    Tralasciando i racconti troppo simili tra loro - ma forse neanche tanto -, più che su quelli, ho preferito deliziarmi con le capacità di Maugham di delineare in brevi racconti dei personaggi così verosimili con un'introspezione impeccabile.
    Ulteriore prova che dovrò assolutamente leggere altro di suo.

    ha scritto il 

  • 4

    Dalla quarta di copertina: [...] Due tragedie, due racconti speculari di caratteri inconciliabili, passioni estenuanti, lati oscuri. Di constrasti esasperati dalla vicinanza forzata, sullo sfondo degli avamposti sperduti di un impero ormai prossimo alla fine.


    Quant'è vero. Direi che ...continua

    Dalla quarta di copertina: [...] Due tragedie, due racconti speculari di caratteri inconciliabili, passioni estenuanti, lati oscuri. Di constrasti esasperati dalla vicinanza forzata, sullo sfondo degli avamposti sperduti di un impero ormai prossimo alla fine.

    Quant'è vero. Direi che questo è un ottimo modo per descrivere questi due racconti, molto simili sotto tanti aspetti. Scritti in modo esemplare, mai noiosi, a tratti persino ironici, con quattro protagonisti delineati alla perfezione, con tutti i loro pregi e i loro difetti.

    L'unica nota stonata, in effetti, è che sono davvero troppo simili. D:

    ha scritto il 

  • 5

    Che classe questo autore!

    Mackintosh e L'avamposto, due colpi dritti all'anima. Non conoscevo questo autore se non per nome ma devo dire che con questi due racconti mi ha davvero stregato. Due storie di rapporti umani tra capo e subalterno, ambientate nelle colonie inglesi del profondo Impero e architettate con un crescen ...continua

    Mackintosh e L'avamposto, due colpi dritti all'anima. Non conoscevo questo autore se non per nome ma devo dire che con questi due racconti mi ha davvero stregato. Due storie di rapporti umani tra capo e subalterno, ambientate nelle colonie inglesi del profondo Impero e architettate con un crescendo magistrale che le conduce dritte dritte al tragico finale. Io lo dico sempre, un bel classico ogni tanto ci vuole e anzi fa proprio bene!

    ha scritto il 

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