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Radici

Di

Editore: Club degli Editori

4.3
(1169)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 507 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Svedese , Olandese , Francese

Isbn-10: A000013703 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Marco Amante

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 4

    Scritto in modo semplice e diretto, nonostante il tema non proprio felice della vita di 7 generazioni di "negri" dalla nascita del capostipite della famiglia, in Africa, nel '700, poi rapito dai "taub ...continua

    Scritto in modo semplice e diretto, nonostante il tema non proprio felice della vita di 7 generazioni di "negri" dalla nascita del capostipite della famiglia, in Africa, nel '700, poi rapito dai "taubob" e venduto come schiavo in America, fino alla guerra di secessione e alla liberazione dalla schiavitù per arrivare agli ultimi discendenti ai giorni nostri. Una bella biografia romanzata.

    ha scritto il 

  • 0

    L'avevo iniziato nell'82, avevo 10 anni, ma mia madre me lo ha nascosto perché ero troppo piccola per leggerlo. In un trasloco è andato perso. Per anni ho pensato spesso a questo libro. Trovato tra le ...continua

    L'avevo iniziato nell'82, avevo 10 anni, ma mia madre me lo ha nascosto perché ero troppo piccola per leggerlo. In un trasloco è andato perso. Per anni ho pensato spesso a questo libro. Trovato tra le offerte 3 libri a 5€ del Libraccio, l'ho preso al volo, chiaramente mi aspettava. Una storia lunga duecento anni, un racconto che corre e non ti fa smettere di leggere , nella migliore tradizione della letteratura americana. Da leggere.

    ha scritto il 

  • 4

    RILETTURA

    Ho riletto "Radici" di Alex Haley poco tempo fa e questo libro è rimasto impresso nella mia memoria in maniera indelebile, forse perchè era la secoda volta che leggevo un libro così crudo e con delle ...continua

    Ho riletto "Radici" di Alex Haley poco tempo fa e questo libro è rimasto impresso nella mia memoria in maniera indelebile, forse perchè era la secoda volta che leggevo un libro così crudo e con delle descrizioni così realistiche sulle crudeltà e sevizie subite dai protagonisti.
    Contemporaneamente ricordo il protagonista, Kunta Kinte con infinita dolcezza, soprattutto per la tenacia con cui in ogni modo cercava di proteggere la sua famiglia, unico bene che possedeva, e la sua dignità di uomo.

    ha scritto il 

  • 5

    Radici

    un capolavoro! Inizialmente è un po' lento, ma con il passare dei capitoli comincia a diventare molto interessante.. ti affezioni a tutti i personaggi.. Omoro, Binta, Kunta, Bell, Kissy, Cicken Giorge ...continua

    un capolavoro! Inizialmente è un po' lento, ma con il passare dei capitoli comincia a diventare molto interessante.. ti affezioni a tutti i personaggi.. Omoro, Binta, Kunta, Bell, Kissy, Cicken Giorge, Malizy, Pompey, Sarah, Mingo.. e tutti gli altri.. mi è sembrato di vivere insieme a loro, a patire le loro sofferenze e le loro felicità.. e finendolo mi si spezza quasi il cuore per ciò che hanno dovuto passare ma per fortuna finisce bene e lo scrittore, protagonista finale della storia ha fatto un bel regalo ai loro antenati e specie a se stesso!!!

    ha scritto il 

  • 4

    E' la prima volta che leggo un romanzo che parla della tratta degli schiavi e devo dire che l'impatto è stato molto forte, soprattutto quando descrive il viaggio nella stiva di una nave per arrivare i ...continua

    E' la prima volta che leggo un romanzo che parla della tratta degli schiavi e devo dire che l'impatto è stato molto forte, soprattutto quando descrive il viaggio nella stiva di una nave per arrivare in America e poi i tentativi di fuga di Kunta Kinte.
    Tuttavia ho trovato lo stile piuttosto piatto, per questo non posso dare più di quattro stelline.

    ha scritto il 

  • 3

    Uno dei primi libri non per ragazzi che ho letto e comunque avevo sui dieci anni, all'epoca mi faceva respirare le atmosfere, i sapori i colori del profondo sud schiavista e mi intrigavano addirittura ...continua

    Uno dei primi libri non per ragazzi che ho letto e comunque avevo sui dieci anni, all'epoca mi faceva respirare le atmosfere, i sapori i colori del profondo sud schiavista e mi intrigavano addirittura le vicende passionalmente sanguigne dei protagonisti.
    Oggi posso al massimo apprezzare le capacità professionali dell'editor che ha guidato la stesura, resta un ricordo dell'infanzia come un giocattolo rimastoci chissà come ancora in possesso da quei tempi.

    ha scritto il 

  • 4

    Schiavismo, deportazione, razzismo. L' odissea di una famiglia di schiavi raccontata nei minimi particolari, dal primo ragazzo africano deportato dal Gambia a 17 anni, al giornalista che negli anni 60 ...continua

    Schiavismo, deportazione, razzismo. L' odissea di una famiglia di schiavi raccontata nei minimi particolari, dal primo ragazzo africano deportato dal Gambia a 17 anni, al giornalista che negli anni 60 decise di capire da dove veniva, che storia avesse alle spalle, attraversando sette generazioni. Nasce così un libro intenso, orribile nella crudezza della tragedia ivi raccontata, vero.
    Per non dimenticare di cosa siamo capaci, nel bene e nel male. Anche se soprattutto in quest ultimo.

    ha scritto il 

  • 5

    Vincitore del Premio Bancarella del 1978, è la storia straordinariamente bella e commovente della famiglia dell'Autore – un nero americano del Tennessee - che la nonna materna gli raccontava quando er ...continua

    Vincitore del Premio Bancarella del 1978, è la storia straordinariamente bella e commovente della famiglia dell'Autore – un nero americano del Tennessee - che la nonna materna gli raccontava quando era bambino, andando a ritroso di ben sette generazioni. Il suo capostipite è Kunta Kinte un africano dell'ex Gambia, tempra irriducibile e figura mitica, che nella seconda metà del Settecento viene catturato, trasportato in America e ridotto in schiavitù nelle piantagioni. Mai domo, tenta ripetutamente e vanamente la fuga fino al matrimonio (che giunge in età avanzata) dal quale nasce una figlia, Kizzy, a cui il protagonista racconta la propria vicenda umana e le peripezie della sua vita, impegnandola a tramandarle ai figli, ai nipoti, ai pronipoti ecc. per preservare le proprie origini e fare in modo che non cadassero nell'oblio. Una ricostruzione minuziosa alla quale l'Autore giunge dopo un'ostinata ricerca nel proprio passato, un racconto che trabocca in ogni pagina di una forza ribelle e invincibile e di un'istintiva resistenza all'oppressione. Un capolavoro letterario ed un inno alla libertà degli uomini e dei popoli.

    ha scritto il 

  • 5

    Un inno alla libertà

    Il sottotitolo nella edizione italiana- la saga di una famiglia americana- è quasi straniante nella sua semplicità, perché "Radici" è molto più di questo. E'il simbolo della lotta dell'uomo per affer ...continua

    Il sottotitolo nella edizione italiana- la saga di una famiglia americana- è quasi straniante nella sua semplicità, perché "Radici" è molto più di questo. E'il simbolo della lotta dell'uomo per affermare la propria dignità contro l'ipocrisia , la violenza, la crudeltà. E' un atto dell'eterna tragedia dell'umanità disposta a perpetrare i più orrendi crimini sui propri simili, arrivando a reificare le proprie vittime, per salvaguardare il proprio interesse contingente.

    ha scritto il 

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