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Radici

Di

Editore: Club degli Editori

4.3
(1153)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 507 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Svedese , Olandese , Francese

Isbn-10: A000013703 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Marco Amante

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 4

    RILETTURA

    Ho riletto "Radici" di Alex Haley poco tempo fa e questo libro è rimasto impresso nella mia memoria in maniera indelebile, forse perchè era la secoda volta che leggevo un libro così crudo e con delle descrizioni così realistiche sulle crudeltà e sevizie subite dai protagonisti.
    Contemporane ...continua

    Ho riletto "Radici" di Alex Haley poco tempo fa e questo libro è rimasto impresso nella mia memoria in maniera indelebile, forse perchè era la secoda volta che leggevo un libro così crudo e con delle descrizioni così realistiche sulle crudeltà e sevizie subite dai protagonisti.
    Contemporaneamente ricordo il protagonista, Kunta Kinte con infinita dolcezza, soprattutto per la tenacia con cui in ogni modo cercava di proteggere la sua famiglia, unico bene che possedeva, e la sua dignità di uomo.

    ha scritto il 

  • 5

    Radici

    un capolavoro! Inizialmente è un po' lento, ma con il passare dei capitoli comincia a diventare molto interessante.. ti affezioni a tutti i personaggi.. Omoro, Binta, Kunta, Bell, Kissy, Cicken Giorge, Malizy, Pompey, Sarah, Mingo.. e tutti gli altri.. mi è sembrato di vivere insieme a loro, a p ...continua

    un capolavoro! Inizialmente è un po' lento, ma con il passare dei capitoli comincia a diventare molto interessante.. ti affezioni a tutti i personaggi.. Omoro, Binta, Kunta, Bell, Kissy, Cicken Giorge, Malizy, Pompey, Sarah, Mingo.. e tutti gli altri.. mi è sembrato di vivere insieme a loro, a patire le loro sofferenze e le loro felicità.. e finendolo mi si spezza quasi il cuore per ciò che hanno dovuto passare ma per fortuna finisce bene e lo scrittore, protagonista finale della storia ha fatto un bel regalo ai loro antenati e specie a se stesso!!!

    ha scritto il 

  • 4

    E' la prima volta che leggo un romanzo che parla della tratta degli schiavi e devo dire che l'impatto è stato molto forte, soprattutto quando descrive il viaggio nella stiva di una nave per arrivare in America e poi i tentativi di fuga di Kunta Kinte.
    Tuttavia ho trovato lo stile piuttosto ...continua

    E' la prima volta che leggo un romanzo che parla della tratta degli schiavi e devo dire che l'impatto è stato molto forte, soprattutto quando descrive il viaggio nella stiva di una nave per arrivare in America e poi i tentativi di fuga di Kunta Kinte.
    Tuttavia ho trovato lo stile piuttosto piatto, per questo non posso dare più di quattro stelline.

    ha scritto il 

  • 3

    Uno dei primi libri non per ragazzi che ho letto e comunque avevo sui dieci anni, all'epoca mi faceva respirare le atmosfere, i sapori i colori del profondo sud schiavista e mi intrigavano addirittura le vicende passionalmente sanguigne dei protagonisti.
    Oggi posso al massimo apprezzare le ...continua

    Uno dei primi libri non per ragazzi che ho letto e comunque avevo sui dieci anni, all'epoca mi faceva respirare le atmosfere, i sapori i colori del profondo sud schiavista e mi intrigavano addirittura le vicende passionalmente sanguigne dei protagonisti.
    Oggi posso al massimo apprezzare le capacità professionali dell'editor che ha guidato la stesura, resta un ricordo dell'infanzia come un giocattolo rimastoci chissà come ancora in possesso da quei tempi.

    ha scritto il 

  • 4

    Schiavismo, deportazione, razzismo. L' odissea di una famiglia di schiavi raccontata nei minimi particolari, dal primo ragazzo africano deportato dal Gambia a 17 anni, al giornalista che negli anni 60 decise di capire da dove veniva, che storia avesse alle spalle, attraversando sette generazioni. ...continua

    Schiavismo, deportazione, razzismo. L' odissea di una famiglia di schiavi raccontata nei minimi particolari, dal primo ragazzo africano deportato dal Gambia a 17 anni, al giornalista che negli anni 60 decise di capire da dove veniva, che storia avesse alle spalle, attraversando sette generazioni. Nasce così un libro intenso, orribile nella crudezza della tragedia ivi raccontata, vero.
    Per non dimenticare di cosa siamo capaci, nel bene e nel male. Anche se soprattutto in quest ultimo.

    ha scritto il 

  • 5

    Vincitore del Premio Bancarella del 1978, è la storia straordinariamente bella e commovente della famiglia dell'Autore – un nero americano del Tennessee - che la nonna materna gli raccontava quando era bambino, andando a ritroso di ben sette generazioni. Il suo capostipite è Kunta Kinte un africa ...continua

    Vincitore del Premio Bancarella del 1978, è la storia straordinariamente bella e commovente della famiglia dell'Autore – un nero americano del Tennessee - che la nonna materna gli raccontava quando era bambino, andando a ritroso di ben sette generazioni. Il suo capostipite è Kunta Kinte un africano dell'ex Gambia, tempra irriducibile e figura mitica, che nella seconda metà del Settecento viene catturato, trasportato in America e ridotto in schiavitù nelle piantagioni. Mai domo, tenta ripetutamente e vanamente la fuga fino al matrimonio (che giunge in età avanzata) dal quale nasce una figlia, Kizzy, a cui il protagonista racconta la propria vicenda umana e le peripezie della sua vita, impegnandola a tramandarle ai figli, ai nipoti, ai pronipoti ecc. per preservare le proprie origini e fare in modo che non cadassero nell'oblio. Una ricostruzione minuziosa alla quale l'Autore giunge dopo un'ostinata ricerca nel proprio passato, un racconto che trabocca in ogni pagina di una forza ribelle e invincibile e di un'istintiva resistenza all'oppressione. Un capolavoro letterario ed un inno alla libertà degli uomini e dei popoli.

    ha scritto il 

  • 5

    Un inno alla libertà

    Il sottotitolo nella edizione italiana- la saga di una famiglia americana- è quasi straniante nella sua semplicità, perché "Radici" è molto più di questo. E'il simbolo della lotta dell'uomo per affermare la propria dignità contro l'ipocrisia , la violenza, la crudeltà. E' un atto dell'eterna tra ...continua

    Il sottotitolo nella edizione italiana- la saga di una famiglia americana- è quasi straniante nella sua semplicità, perché "Radici" è molto più di questo. E'il simbolo della lotta dell'uomo per affermare la propria dignità contro l'ipocrisia , la violenza, la crudeltà. E' un atto dell'eterna tragedia dell'umanità disposta a perpetrare i più orrendi crimini sui propri simili, arrivando a reificare le proprie vittime, per salvaguardare il proprio interesse contingente.

    ha scritto il 

  • 5

    Cinque stelle...si! Cinque stelle perchè anche se non è un capolavoro letterario, anche se ha uno stile fin troppo semplice e lineare, è un libro che mi ha dato tanto e che non dimenticherò mai! La storia di Kunta Kinte in particolare, il modo violento in cui viene strappato alla sua amatissima ...continua

    Cinque stelle...si! Cinque stelle perchè anche se non è un capolavoro letterario, anche se ha uno stile fin troppo semplice e lineare, è un libro che mi ha dato tanto e che non dimenticherò mai! La storia di Kunta Kinte in particolare, il modo violento in cui viene strappato alla sua amatissima terra e alla sua famiglia, il modo in cui viene spersonificato e ridotto a oggetto quantificabile in dollari e poi lui stesso, la sua forza morale, il suo orgoglio, il suo forte legame con le origini rimarrano fissi, indelebili nella mia mente per sempre.

    Attraverso il racconto di 7 generazioni a partire da Kunta, fino ad arrivare allo scrittore stesso, questo libro diventa un manifesto, il manifesto terribile e drammatico di quella che è stata una delle più grandi vergogne della storia dell'umanità.
    Un libro che dovrebbero leggere tutti i ragazzi e che dovremmo far leggere ai nostri figli.

    ha scritto il 

  • 5

    Bellissimo libro. Che vergogna leggere di noi "uomini" che abbiamo ridotto in schiavitù altri uomini. La cattura del giovane e forte Kunta Kinte, preso a simbolo degli schiavi, che ha la sola colpa di essere di colore, poi il viaggio in nave dentro una stiva piena di uomini che lasciano per sempr ...continua

    Bellissimo libro. Che vergogna leggere di noi "uomini" che abbiamo ridotto in schiavitù altri uomini. La cattura del giovane e forte Kunta Kinte, preso a simbolo degli schiavi, che ha la sola colpa di essere di colore, poi il viaggio in nave dentro una stiva piena di uomini che lasciano per sempre la loro donna, i loro figli. L'arrivo in America. Una nuova vita. E con la rassegnazione di non tornare più nel loro paese la voglia di essere liberi anche in America.
    Dopo questo libro il nome di Kunta Kinte non lo dimenticherete mai più.

    ha scritto il 

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