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Radio libera Albemuth

Di

Editore: Fanucci

3.8
(222)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 288 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese

Isbn-10: 8834712692 | Isbn-13: 9788834712696 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Maurizio Nati ; Curatore: Pagetti Carlo ; Illustrazione di copertina: Antonello Silverini

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , Religion & Spirituality , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
In un'America alternativa dominata da un tiranno di nome Ferris F. Fremont(inspirato a Richard Nixon), in un clima di terrore e minaccia, si snodano levicende di due personaggi che tentano disperatamente di combatterel'oppressione e la violenza. Sono Nicholas Brady e Philip K. Dick, sì propriolui, lo scrittore di fantascienza che simpatizza per Brady ma è assai più"razionalista". In questa lotta quotidiana, fatta di piccole conquiste erepentine perdite, i due disubbidienti non sono soli: li accompagna una figurainsolita e misteriosa, un essere superiore che porta il nome di VALIS. Ma chio che cosa è VALIS? Quali sono i suoi scopi? E, soprattutto, sarà sufficienteil suo aiuto per sconfiggere l'ottusa brutalità della tirannia?
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  • 5

    Un' America alternativa dove governa un tiranno...un essere misterioso che comunica dallo spazio che si chiama Valis...un gruppo di umani che cerca di ribellarsi al dittatore...trama seria e tosta!
    È un romanzo del 1976, ma pubblicato dopo la morte di Phil. E tra i protagonisti del romanzo ...continua

    Un' America alternativa dove governa un tiranno...un essere misterioso che comunica dallo spazio che si chiama Valis...un gruppo di umani che cerca di ribellarsi al dittatore...trama seria e tosta!
    È un romanzo del 1976, ma pubblicato dopo la morte di Phil. E tra i protagonisti del romanzo c'è lo stesso Dick...;-)

    ha scritto il 

  • 4

    In un mondo spaccato dalle contrapposizioni ideologiche, in una società oppressa dalla tirannia e dal controllo sociale, il cittadino pensante ma ossessionato e vittima dell'ambiente claustrofobico può solo affidarsi ad entità trascendenti o aliene per dare un senso alla propria vita ed affermare ...continua

    In un mondo spaccato dalle contrapposizioni ideologiche, in una società oppressa dalla tirannia e dal controllo sociale, il cittadino pensante ma ossessionato e vittima dell'ambiente claustrofobico può solo affidarsi ad entità trascendenti o aliene per dare un senso alla propria vita ed affermare la sua esistenza? Sembra di sì, ma poi ci viene detto che impegnarsi qui e ora è la strategia migliore.

    ha scritto il 

  • 5

    Nel febbraio e marzo 1974 Dick andò incontro a una serie di esperienze mistico-religiose, forse in parte indotte da un anestetico assunto in sede dentistica. Un vero e proprio disvelamento, uno squarcio nel velo di Maya, la realtà illusoria, dietro la quale Dick scoprì l'esistenza di un entità al ...continua

    Nel febbraio e marzo 1974 Dick andò incontro a una serie di esperienze mistico-religiose, forse in parte indotte da un anestetico assunto in sede dentistica. Un vero e proprio disvelamento, uno squarcio nel velo di Maya, la realtà illusoria, dietro la quale Dick scoprì l'esistenza di un entità aliena e/o divina che successivamente chiamò Valis. La complessa e sfuggente esperienza, che più volte si è tentato di derubricare a evento schizofrenico, indotto dalla droga, o mera mistificazione letteraria, segnò profondamente l'autore al punto che cercò di rielaborarlo in forma di romanzo. Il prodotto finito sarà la nota Trilogia di Valis, di cui questo romanzo, Radio Libera Albemuth, non è altro che una prima versione, poi scartata e riscritta.
    Questa premessa si rende oltremodo necessaria vista la particolare natura del testo, un romanzo compiuto, eppure pubblicato postumo, a favore di una successiva riscrittura più congeniale all'autore. Le differenze con il secondo testo sono così ampie però da rendere Albemuth un testo a se stante, degno di lettura non solo per gli addetti ai lavori e per chi volesse scorgervi i tantissimi e microscopici riferimenti autobiografici.

    Cosa si trova in Radio Libera Albemuth? Innanzitutto, una straordinaria ricostruzione delle esperienze di vita del suo autore, qui clamorosamente e definitivamente sdoppiato in due protagonisti complementari: lo scrittore Phil Dick, razionale, a tratti cinico, per lo più diffidente e indifferente (tentativo finalmente compiuto di Dick di separarsi da "se stesso", estrapolarsi come narratore puro) e il fittizio Nicholas Brady, personaggio di se stesso, per così dire, invasato idealista contattato dal divino. E' in quest'ultimo che Dick riversa tutta la sua biografia, facendo dunque apparire il testo rilevante già per la sua funzione biografica. Non che ci sia solo questo. Inutile dirlo, Albemuth è un testo complesso e ricchissimo, capace di offrire al lettore un'abbondanza di livelli di lettura e un'eccedenza di senso per la quale, anche quando credi di averlo decifrato interamente, senti che c'è ancora qualcosa di oscuro e non detto.

    Continua su:
    http://www.lastambergadeilettori.com/2014/05/speciale-fantascienza-radio-libera.html

    ha scritto il 

  • 5

    “Come non pensare al normale corso dell’esistenza umana, dell’uomo lasciato a se stesso? Destinato a percorrere la sua traiettoria circolare, come una massa di materia inerte orbitante attorno a un sole morto, inutile e indifferente, sorda all’universo, cieca e fredda. Refrattaria a qualsiasi ...continua

    “Come non pensare al normale corso dell’esistenza umana, dell’uomo lasciato a se stesso? Destinato a percorrere la sua traiettoria circolare, come una massa di materia inerte orbitante attorno a un sole morto, inutile e indifferente, sorda all’universo, cieca e fredda. Refrattaria a qualsiasi nuova idea. Tagliata fuori per sempre dall’originalità. C’era da fermarsi e riflettere".

    Nel febbraio e marzo 1974 Dick andò incontro a una serie di esperienze mistico-religiose, forse in parte indotte da un anestetico assunto in sede dentistica. Un vero e proprio disvelamento, uno squarcio nel velo di Maya, la realtà illusoria, dietro la quale Dick scoprì l'esistenza di un entità aliena e/o divina che successivamente chiamò Valis. La complessa e sfuggente esperienza, che più volte si è tentato di derubricare a evento schizofrenico, indotto dalla droga, o mera mistificazione letteraria, segnò profondamente l'autore al punto che cercò di rielaborarlo in forma di romanzo. Il prodotto finito sarà la nota Trilogia di Valis, di cui questo romanzo, Radio Libera Albemuth, non è altro che una prima versione, poi scartata e riscritta.
    Questa premessa si rende oltremodo necessaria vista la particolare natura del testo, un romanzo compiuto, eppure pubblicato postumo, a favore di una successiva riscrittura più congeniale all'autore. Le differenze con il secondo testo sono così ampie però da rendere Albemuth un testo a se stante, degno di lettura non solo per gli addetti ai lavori e per chi volesse scorgervi i tantissimi e microscopici riferimenti autobiografici.
    Cosa si trova in Radio Libera Albemuth? Innanzitutto, una straordinaria ricostruzione delle esperienze di vita del suo autore, qui clamorosamente e definitivamente sdoppiato in due protagonisti complementari: lo scrittore Phil Dick, razionale, a tratti cinico, per lo più diffidente e indifferente (tentativo finalmente compiuto di Dick di separarsi da "se stesso", estrapolarsi come narratore puro) e il fittizio Nicholas Brady, personaggio di se stesso, per così dire, invasato idealista contattato dal divino. E' in quest'ultimo che Dick riversa tutta la sua biografia, facendo dunque apparire il testo rilevante già per la sua funzione biografica. Non che ci sia solo questo. Inutile dirlo, Albemuth è un testo complesso e ricchissimo, capace di offrire al lettore un'abbondanza di livelli di lettura e un'eccedenza di senso per la quale, anche quando credi di averlo decifrato interamente, senti che c'è ancora qualcosa di oscuro e non detto.
    La storia, in cui l'elemento fantascientifico appare consistentemente attraverso poche incursioni nette nel reale (ma virtualmente rese improbabili da un narratore inattendibile, quale può essere Nicholas), si riduce al gioco politico in atto negli Stati Uniti, che trasfigura la politica del controllo di Nixon nel personaggio di Fremont, dai vezzi demoniaci e anticristici (quell'allitterazione di F che numericamente corrisponde al satanico 666), mentre due uomini completamente diversi tra loro abbracciano la possibilità della lotta politica, configurandola come complotto (Phil) e missione divina (Nicholas). Tesi politica, filosofica, religiosa ed esistenziale si mescolano così in un intreccio multitestuale e multilinguistico, che s'impone con tutta la sovrabbondante complessità dei suoi livelli di lettura: la velata dittatura di Fremont/Nixon è frutto di una arroganza del potere che rende USA e URSS parti interscambiabili e assimilabili, ma allo stesso tempo è prosecuzione di uno scontro millenario tra l'Impero (romano) e il Popolo (ebraico e proto-cristiano), che ha di fatto congelato il tempo, fermatosi al 70 d.C., ed è ancora il Peccato di una umanità che, corrotta, si è sganciata dalla Rete divina-interstellare che è Valis. In Albemuth si può allargare lo sguardo e scrutare su grande scala l'abisso del cosmo, scoprendo satelliti divini in comunicazione con noi, oppure restringere lo sguardo alla scala subatomica, scoprendo, rimpicciolito tra le righe, uno scrittore di fantascienza che fa pace con se stesso, facendo di se stesso un personaggio. E poi ci sono mondi alternativi, tentativi metanarrativi di riunificare le opere di Dick in un universo comune (ci sono riferimenti sparsi all'ucronia di La svastica sul sole), c'è l'ambiente discografico californiano e il tema della musica, della radio e dall'ascolto, che mette insieme il lavoro giovanile di Dick come impiegato in un negozio di dischi (e, forse, in una radio), il ruolo delle emittenti di controcultura e di opposizione ai regimi, ma soprattutto il tema dell'ascolto e del contatto umano, che si tratti di esseri umani, divini o alieni. Tutto questo e molto altro concorrono a rendere Radio Libera Albemuth uno dei più lucidi e visionari romanzi di Dick, e il più riuscito tentativo di elevare la fantascienza a luogo privilegiato in cui si incontrano gli uomini e la letteratura.

    ha scritto il 

  • 4

    Buona prova di Dick, introduttiva all'ultimo grande ciclo narrativo della sua carriera; gli elementi di alienazione e distorsione del reale qui sono appena accennati in favore di tematiche più sociologiche come la dittatura (rappresentata dal presidente F.F. Freemont ispirato a Nixon), la psicolo ...continua

    Buona prova di Dick, introduttiva all'ultimo grande ciclo narrativo della sua carriera; gli elementi di alienazione e distorsione del reale qui sono appena accennati in favore di tematiche più sociologiche come la dittatura (rappresentata dal presidente F.F. Freemont ispirato a Nixon), la psicologia di massa e l'ingegneria sociale, le suggestioni religiose dell'autore, qui presente come coprotagonista con Nicholas Brady, alter-ego del medesimo.
    Interessante anche la struttura narrativa con il duplice punto di vista molto più coinvolgente rispetto ad altri pur ottimi romanzi Dickiani, complesssivamente un'ottima prova tecnica con buon ritmo narrativo, finale riuscito e buona trattazione delle tematiche care all'ultimo Dick, aprendosi anche a più chiavi interpretative. Consigliatissimo

    ha scritto il 

  • 4

    Prove di Valis

    Prima versione di quello che un paio d'anni dopo diventerà il primo capitolo della trilogia finale di PKD. Molte differenze con "Valis", ma diversi spunti (anche autobiografici) comuni. Se Valis ne uscirà fuori come un romanzo più complesso, vertiginoso, visionario e affascinante, questo espone p ...continua

    Prima versione di quello che un paio d'anni dopo diventerà il primo capitolo della trilogia finale di PKD. Molte differenze con "Valis", ma diversi spunti (anche autobiografici) comuni. Se Valis ne uscirà fuori come un romanzo più complesso, vertiginoso, visionario e affascinante, questo espone più limpidamente la sovrapposizione tra il Dio Alieno e il Dio del Cristianesimo, seppure con ripetuti accenni alle teorie care a Dick dello gnosticismo e i riferimenti a divinità pre-cristiane.
    Ma accanto alla meditazione sulla salvezza e sull'eternità è anche ben viva la rivendicazione della libertà dell'individuo di fronte all'ombra del totalitarismo orwelliano, che qui vede capitalismo occidentale e comunismo sovietico come due facce delle stessa medaglia, quell' "Impero" (un sistema che si perpetua fin dall'antica Roma) che altro non è che il potere nella sua forma più assolutistica e tirannica, la materializzazione delle tenebre che ci allontanano dalla luce della verità per renderci schiavi e impedirci la sopravvivenza eterna.
    Molto meno caotico e genialmente visionario rispetto al definitivo Valis e agli altri due romanzi che completano la trilogia (ma anche rispetto a Ubik o alle Stimmate di Palmer Eldritch, di qualche anno precedenti ma nei quali già affioravano scintillanti ipotesi fanta-teologiche), collocherei questo libro (pubblicato postumo) a metà strada tra la produzione SF”classica” di P.Dick e quella “mainstream “ (Confessioni di un artista di merda, Voci dalla strada,..), a tutt’oggi ancora largamente ignorata.
    Forse immeritatamente.

    ha scritto il 

  • 0

    Dopo avere letto da poco il mattone della trilogia di Valis ho ripreso in mano questo libro che di fatto andrebbe inserito nella trilogia come antefatto sebbene sia uscito postumo. Radio Free Albemuth era stato infatti rifiutato dall'editore di Dick che gli aveva chiesto di rimetterci mano (forse ...continua

    Dopo avere letto da poco il mattone della trilogia di Valis ho ripreso in mano questo libro che di fatto andrebbe inserito nella trilogia come antefatto sebbene sia uscito postumo. Radio Free Albemuth era stato infatti rifiutato dall'editore di Dick che gli aveva chiesto di rimetterci mano (forse troppo diretto l'attacco a Nixon?) ma Dick era evidentemente troppo preso da altri progetti (o troppo fuso) quindi preferì accantonarlo per scrivere Valis.

    ha scritto il 

  • 5

    Libro strano, particolarissimo. Lo scrittore diviene anche protagonista e l'altro personaggio del libro è (forse) un suo alter ego. Tuttavia la realtà che è descritta è leggermete diversa dalla nostra, il presidente degli USA è una specie di tiranno che spende il suo tempo nel tentativo di neutra ...continua

    Libro strano, particolarissimo. Lo scrittore diviene anche protagonista e l'altro personaggio del libro è (forse) un suo alter ego. Tuttavia la realtà che è descritta è leggermete diversa dalla nostra, il presidente degli USA è una specie di tiranno che spende il suo tempo nel tentativo di neutralizzare la (forse immaginaria) società segreta aramcheck. Ma di chi è l voce salvifica che parla al protagonista? Un alieno? La sua cscenza? Il suo io di una realtà parallela? Dio? E' perchè assomiglia così tanto alla voce divina che sembra aver guidato i primi cristiani? C'è un piano rivoluzionario in atto, ma nessuno lo conosce, come è possibile realizzarlo? Riflessione sulla realt, sulla percazione, sulla filosofia, la politica e la religione. Cosa sarebbe dell'umanità se fosse sempre stata guidata da spettatori esterni? Inoltre comparsa embrionale di VALIS.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Un'emittente radio sovversiva dalle stelle

    E' doverosa una premessa, cominciando a parlare di questo romanzo: come sempre P.K. Dick è stato in grado di donarci una storia avvincente e coinvolgente e, alla stessa maniera, le tematiche trattate sono davvero complicate e profonde. C'è davvero tanta carne al fuoco e le chiavi di lettura di qu ...continua

    E' doverosa una premessa, cominciando a parlare di questo romanzo: come sempre P.K. Dick è stato in grado di donarci una storia avvincente e coinvolgente e, alla stessa maniera, le tematiche trattate sono davvero complicate e profonde. C'è davvero tanta carne al fuoco e le chiavi di lettura di quest'opera sono molteplici. Come ogni romanzo di fantascienza Dickiano, inoltre, "Radio libera Albemuth" sublima le tensioni del periodo storico in cui è stato scritto, inserendo, nel contempo, alcune riflessioni davvero profonde su un'infinità di tematiche. Alcune spiccano indubbiamente sulle altre e, tra queste, troviamo il trascendentale, la spiritualità ed un'attenta analisi sulla natura del potere nelle società umane.
    Questo romanzo, in particolare, si colloca in un periodo particolare della vita di Philip K. Dick. E' il 1976 e l'autore è impegnato in profonde riflessioni riguardanti la spiritualità. Secondo alcuni, infatti, sarebbe alla ricerca di Dio. Sempre secondo la critica, "Radio libera Albemuth" sarebbe una prima stesura di Valis, primo romanzo dell'omonima trilogia. E proprio con Valis è d'obbligo un paragone, sottolineandone qualche piccola similitudine.
    Innanzitutto, bisogna dire che la struttura di questo romanzo è davvero particolare, come particolare risulta la narrazione che ne è diretta conseguenza. Il libro è diviso in tre parti, intitolate rispettivamente Phil, Nicholas e di nuovo Phil. Questa struttura è dovuta al fatto che nella prima parte il narratore è Phil, ovvero Philip K. Dick, che compare nel suo stesso romanzo come personaggio. Nella seconda, invece, il narratore e Nicholas Brady, che altri non è che un alter ego dell'autore che si sdoppia creando così il protagonista. Infine, nella terza parte, la parola ritorna a Phil. Inoltre, la narrazione di questi due personaggi si continua come fosse un tutt'uno, riprendendo da dove l'altro ha lasciato. Sono solo i punti di vista che cambiano: una volta è Phil a raccontare la storia di Nicholas, quindi è Nicholas a raccontare di sé, mentre Phil diventa per qualche momento poco più di una comparsa. Ma, in fondo, Phil e Nicholas non sono solo due estensioni della stessa personalità?
    La risposta non è così semplice. Sono certamente solo due "maschere" dell'autore e sono senza dubbio funzionali alla narrazione, ma allo stesso tempo sono dei personaggi di fantasia. In particolare Nicholas che pure ripercorre alcune tappe biografiche determinanti nella vita dell'autore, quale, ad esempio, quella di essere cacciato dall'università perchè contrario alla guerra in Vietnam e per non aver voluto sostenere alcuni mesi di addestramento militare, a quei tempi obbligatorio per gli studenti universitari statunitensi.
    La peculiarità dello sdoppiamento tra Phil e un alter ego, inoltre, viene ripresa proprio in Valis, dove non vi è più Nicolas Brady, ma Horselover Fat (calco di Philip Dick). Tuttavia, Nicholas Brady è un personaggio reale, secondo la storia, mentre Horselover è solo un frutto della schizofrenia dello stesso autore. Inoltre, un'altra differenza tra questo romanzo e Valis è la maggiore scorrevolezza che nel romanzo successivo viene invece sacrificata per usare la tecnica del conscious stream. Inoltre, in Valis la riflessione filosofica e religiosa si fa molto più profonda e raffinata, anche se di difficile comprensione e non accessibile a tutti.
    Pubblicato nel 1985, tre anni dopo la morte dell'autore, "Radio libera Albemuth" è il primo romanzo in cui compare Valis, chiamato anche Valisystem-A, all'inizio. Ma chi o cosa è Valis? VALIS è un acronimo e sta per: Vast Active Living Intelligence System. Dunque, si tratta di un sorta di intelligenza artificiale, ma non è tutto qui. Valis è quanto di più prossimo ad una divinità, un intelligenza benevola che cerca di guidare gli esseri senzienti nella galassia, che cerca di mettersi in contatto con loro. Questa intelligenza è stata lasciata da esseri superiori che hanno sviluppato il terzo occhio. Come spiegherà poi il romanzo Valis, questi esseri sono i figli di Ikhnaton. Ma in "Radio libera Albemuth" vengono solo descritti, ma non nominati esplicitamente.
    Valis tenta di mettersi in contatto con l'umanità che è rimasta esclusa dalla grande rete intergalattica in cui sono connessi tutti gli esseri senzienti, grazie proprio a questa intelligenza e a vari operatori presenti, intelligenze minori, una delle quali e AL, diminutivo di Albemuth, la stella dalla quale vengono inviati satelliti e attraverso la quale si cerca di contattare l'umanità.
    Proprio l'esclusione da questa grande rete intergalattica, inoltre, è la causa di tutte le sofferenze che affliggono l'umanità. La guerra in Vietnam è una delle tante, ma poi vi è la tirannia che si espleta con la salita al potere di Ferris F. Fremont (chiamato anche F.F.F. e alter ego di Richard Nixon) che porta negli Stati Uniti ad un regime di intolleranza, di oppressione. Non è più possibile il dissenso, nessuno è più libero di esprimersi. Viene creato un vero e proprio regime di terrore e paranoia attuando alcune misure drastiche, quale la creazione dei FAP (Friends of American People), una polizia segreta il cui compito è la delazione, la fabbricazione di prove con le quali incastrare la gente, la coercizione e l'obbligare le persone a tradire amici e parenti.
    Paradossalmente, gli Stati Uniti non divengono altro che un'immagine speculare dell'URSS, della quale Fremont si rivela infine essere un agente. E proprio qui si innesta una delle più interessanti riflessioni sul potere che mi sia capitato di leggere. Il potere è estensione nel tempo dell'Impero romano, lo stesso che ha mandato a morte Cristo e martirizzato i cristiani. Esso non è mai caduto veramente, non ha mai avuto fine. Si è solo trasformato nel tempo. Ha solo preso altre forme nel corso della storia, riemergendo a tratti con violenza e con durezza. E adesso si esplica Nella presenza di due grandi imperi che sono solo le due facce della medaglia: USA e URSS (non bisogna dimenticare che il romanzo è stato scritto negli anni '70, quando ancora la tensione tra le due potenze era ancora enorme).
    In questo mondo cupo si muovono Phil e Nicholas, cercando di non rimanere invischiati nei tranelli tesi loro dagli agenti del tiranno. Cercando di capire se Aramcheck (una fantomatica associazione sovversiva, forse inventata da Fremont per fare terrorismo psicologico) esista e cosa sia davvero. Infine, vorrei fare una piccola notazione sul finale che mi ha in parte sorpreso, in quanto non l'ho trovato affatto un tipico finale alla Dick, un po' per i toni tragici, un po' perchè, di solito, questo autore preferisce lasciare molte cose in sospeso. Questa volta, si potrebbe dire che la vicenda si esplica per intero, seppure una sospensione vi sia nel finale: ma questa è solo una flebile speranza!

    ha scritto il