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Radio libera Albemuth

By Philip K. Dick

(133)

| Hardcover | 9788834712696

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Book Description

In un'America alternativa dominata da un tiranno di nome Ferris F. Fremont(inspirato a Richard Nixon), in un clima di terrore e minaccia, si snodano levicende di due personaggi che tentano disperatamente di combatterel'oppressione e la violenza. Sono Continue

In un'America alternativa dominata da un tiranno di nome Ferris F. Fremont(inspirato a Richard Nixon), in un clima di terrore e minaccia, si snodano levicende di due personaggi che tentano disperatamente di combatterel'oppressione e la violenza. Sono Nicholas Brady e Philip K. Dick, sì propriolui, lo scrittore di fantascienza che simpatizza per Brady ma è assai più"razionalista". In questa lotta quotidiana, fatta di piccole conquiste erepentine perdite, i due disubbidienti non sono soli: li accompagna una figurainsolita e misteriosa, un essere superiore che porta il nome di VALIS. Ma chio che cosa è VALIS? Quali sono i suoi scopi? E, soprattutto, sarà sufficienteil suo aiuto per sconfiggere l'ottusa brutalità della tirannia?

27 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Un' America alternativa dove governa un tiranno...un essere misterioso che comunica dallo spazio che si chiama Valis...un gruppo di umani che cerca di ribellarsi al dittatore...trama seria e tosta!
    È un romanzo del 1976, ma pubblicato dopo la morte ...(continue)

    Un' America alternativa dove governa un tiranno...un essere misterioso che comunica dallo spazio che si chiama Valis...un gruppo di umani che cerca di ribellarsi al dittatore...trama seria e tosta!
    È un romanzo del 1976, ma pubblicato dopo la morte di Phil. E tra i protagonisti del romanzo c'è lo stesso Dick...;-)

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    Massimiliano68 said on Jul 15, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    In un mondo spaccato dalle contrapposizioni ideologiche, in una società oppressa dalla tirannia e dal controllo sociale, il cittadino pensante ma ossessionato e vittima dell'ambiente claustrofobico può solo affidarsi ad entità trascendenti o aliene p ...(continue)

    In un mondo spaccato dalle contrapposizioni ideologiche, in una società oppressa dalla tirannia e dal controllo sociale, il cittadino pensante ma ossessionato e vittima dell'ambiente claustrofobico può solo affidarsi ad entità trascendenti o aliene per dare un senso alla propria vita ed affermare la sua esistenza? Sembra di sì, ma poi ci viene detto che impegnarsi qui e ora è la strategia migliore.

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    Gongolo74 said on Jun 1, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Nel febbraio e marzo 1974 Dick andò incontro a una serie di esperienze mistico-religiose, forse in parte indotte da un anestetico assunto in sede dentistica. Un vero e proprio disvelamento, uno squarcio nel velo di Maya, la realtà illusoria, dietro l ...(continue)

    Nel febbraio e marzo 1974 Dick andò incontro a una serie di esperienze mistico-religiose, forse in parte indotte da un anestetico assunto in sede dentistica. Un vero e proprio disvelamento, uno squarcio nel velo di Maya, la realtà illusoria, dietro la quale Dick scoprì l'esistenza di un entità aliena e/o divina che successivamente chiamò Valis. La complessa e sfuggente esperienza, che più volte si è tentato di derubricare a evento schizofrenico, indotto dalla droga, o mera mistificazione letteraria, segnò profondamente l'autore al punto che cercò di rielaborarlo in forma di romanzo. Il prodotto finito sarà la nota Trilogia di Valis, di cui questo romanzo, Radio Libera Albemuth, non è altro che una prima versione, poi scartata e riscritta.
    Questa premessa si rende oltremodo necessaria vista la particolare natura del testo, un romanzo compiuto, eppure pubblicato postumo, a favore di una successiva riscrittura più congeniale all'autore. Le differenze con il secondo testo sono così ampie però da rendere Albemuth un testo a se stante, degno di lettura non solo per gli addetti ai lavori e per chi volesse scorgervi i tantissimi e microscopici riferimenti autobiografici.

    Cosa si trova in Radio Libera Albemuth? Innanzitutto, una straordinaria ricostruzione delle esperienze di vita del suo autore, qui clamorosamente e definitivamente sdoppiato in due protagonisti complementari: lo scrittore Phil Dick, razionale, a tratti cinico, per lo più diffidente e indifferente (tentativo finalmente compiuto di Dick di separarsi da "se stesso", estrapolarsi come narratore puro) e il fittizio Nicholas Brady, personaggio di se stesso, per così dire, invasato idealista contattato dal divino. E' in quest'ultimo che Dick riversa tutta la sua biografia, facendo dunque apparire il testo rilevante già per la sua funzione biografica. Non che ci sia solo questo. Inutile dirlo, Albemuth è un testo complesso e ricchissimo, capace di offrire al lettore un'abbondanza di livelli di lettura e un'eccedenza di senso per la quale, anche quando credi di averlo decifrato interamente, senti che c'è ancora qualcosa di oscuro e non detto.

    Continua su:
    http://www.lastambergadeilettori.com/2014/05/speciale-f…

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    La Stamberga dei Lettori said on May 14, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    “Come non pensare al normale corso dell’esistenza umana, dell’uomo lasciato a se stesso? Destinato a percorrere la sua traiettoria circolare, come una massa di materia inerte orbitante attorno a un sole morto, inutile e indifferente, sorda all’uni ...(continue)

    “Come non pensare al normale corso dell’esistenza umana, dell’uomo lasciato a se stesso? Destinato a percorrere la sua traiettoria circolare, come una massa di materia inerte orbitante attorno a un sole morto, inutile e indifferente, sorda all’universo, cieca e fredda. Refrattaria a qualsiasi nuova idea. Tagliata fuori per sempre dall’originalità. C’era da fermarsi e riflettere".

    Nel febbraio e marzo 1974 Dick andò incontro a una serie di esperienze mistico-religiose, forse in parte indotte da un anestetico assunto in sede dentistica. Un vero e proprio disvelamento, uno squarcio nel velo di Maya, la realtà illusoria, dietro la quale Dick scoprì l'esistenza di un entità aliena e/o divina che successivamente chiamò Valis. La complessa e sfuggente esperienza, che più volte si è tentato di derubricare a evento schizofrenico, indotto dalla droga, o mera mistificazione letteraria, segnò profondamente l'autore al punto che cercò di rielaborarlo in forma di romanzo. Il prodotto finito sarà la nota Trilogia di Valis, di cui questo romanzo, Radio Libera Albemuth, non è altro che una prima versione, poi scartata e riscritta.
    Questa premessa si rende oltremodo necessaria vista la particolare natura del testo, un romanzo compiuto, eppure pubblicato postumo, a favore di una successiva riscrittura più congeniale all'autore. Le differenze con il secondo testo sono così ampie però da rendere Albemuth un testo a se stante, degno di lettura non solo per gli addetti ai lavori e per chi volesse scorgervi i tantissimi e microscopici riferimenti autobiografici.
    Cosa si trova in Radio Libera Albemuth? Innanzitutto, una straordinaria ricostruzione delle esperienze di vita del suo autore, qui clamorosamente e definitivamente sdoppiato in due protagonisti complementari: lo scrittore Phil Dick, razionale, a tratti cinico, per lo più diffidente e indifferente (tentativo finalmente compiuto di Dick di separarsi da "se stesso", estrapolarsi come narratore puro) e il fittizio Nicholas Brady, personaggio di se stesso, per così dire, invasato idealista contattato dal divino. E' in quest'ultimo che Dick riversa tutta la sua biografia, facendo dunque apparire il testo rilevante già per la sua funzione biografica. Non che ci sia solo questo. Inutile dirlo, Albemuth è un testo complesso e ricchissimo, capace di offrire al lettore un'abbondanza di livelli di lettura e un'eccedenza di senso per la quale, anche quando credi di averlo decifrato interamente, senti che c'è ancora qualcosa di oscuro e non detto.
    La storia, in cui l'elemento fantascientifico appare consistentemente attraverso poche incursioni nette nel reale (ma virtualmente rese improbabili da un narratore inattendibile, quale può essere Nicholas), si riduce al gioco politico in atto negli Stati Uniti, che trasfigura la politica del controllo di Nixon nel personaggio di Fremont, dai vezzi demoniaci e anticristici (quell'allitterazione di F che numericamente corrisponde al satanico 666), mentre due uomini completamente diversi tra loro abbracciano la possibilità della lotta politica, configurandola come complotto (Phil) e missione divina (Nicholas). Tesi politica, filosofica, religiosa ed esistenziale si mescolano così in un intreccio multitestuale e multilinguistico, che s'impone con tutta la sovrabbondante complessità dei suoi livelli di lettura: la velata dittatura di Fremont/Nixon è frutto di una arroganza del potere che rende USA e URSS parti interscambiabili e assimilabili, ma allo stesso tempo è prosecuzione di uno scontro millenario tra l'Impero (romano) e il Popolo (ebraico e proto-cristiano), che ha di fatto congelato il tempo, fermatosi al 70 d.C., ed è ancora il Peccato di una umanità che, corrotta, si è sganciata dalla Rete divina-interstellare che è Valis. In Albemuth si può allargare lo sguardo e scrutare su grande scala l'abisso del cosmo, scoprendo satelliti divini in comunicazione con noi, oppure restringere lo sguardo alla scala subatomica, scoprendo, rimpicciolito tra le righe, uno scrittore di fantascienza che fa pace con se stesso, facendo di se stesso un personaggio. E poi ci sono mondi alternativi, tentativi metanarrativi di riunificare le opere di Dick in un universo comune (ci sono riferimenti sparsi all'ucronia di La svastica sul sole), c'è l'ambiente discografico californiano e il tema della musica, della radio e dall'ascolto, che mette insieme il lavoro giovanile di Dick come impiegato in un negozio di dischi (e, forse, in una radio), il ruolo delle emittenti di controcultura e di opposizione ai regimi, ma soprattutto il tema dell'ascolto e del contatto umano, che si tratti di esseri umani, divini o alieni. Tutto questo e molto altro concorrono a rendere Radio Libera Albemuth uno dei più lucidi e visionari romanzi di Dick, e il più riuscito tentativo di elevare la fantascienza a luogo privilegiato in cui si incontrano gli uomini e la letteratura.

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    Tancredi said on May 9, 2014 | 4 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Buona prova di Dick, introduttiva all'ultimo grande ciclo narrativo della sua carriera; gli elementi di alienazione e distorsione del reale qui sono appena accennati in favore di tematiche più sociologiche come la dittatura (rappresentata dal preside ...(continue)

    Buona prova di Dick, introduttiva all'ultimo grande ciclo narrativo della sua carriera; gli elementi di alienazione e distorsione del reale qui sono appena accennati in favore di tematiche più sociologiche come la dittatura (rappresentata dal presidente F.F. Freemont ispirato a Nixon), la psicologia di massa e l'ingegneria sociale, le suggestioni religiose dell'autore, qui presente come coprotagonista con Nicholas Brady, alter-ego del medesimo.
    Interessante anche la struttura narrativa con il duplice punto di vista molto più coinvolgente rispetto ad altri pur ottimi romanzi Dickiani, complesssivamente un'ottima prova tecnica con buon ritmo narrativo, finale riuscito e buona trattazione delle tematiche care all'ultimo Dick, aprendosi anche a più chiavi interpretative. Consigliatissimo

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    Blacktia said on Aug 6, 2013 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Prove di Valis

    Prima versione di quello che un paio d'anni dopo diventerà il primo capitolo della trilogia finale di PKD. Molte differenze con "Valis", ma diversi spunti (anche autobiografici) comuni. Se Valis ne uscirà fuori come un romanzo più complesso, vertigin ...(continue)

    Prima versione di quello che un paio d'anni dopo diventerà il primo capitolo della trilogia finale di PKD. Molte differenze con "Valis", ma diversi spunti (anche autobiografici) comuni. Se Valis ne uscirà fuori come un romanzo più complesso, vertiginoso, visionario e affascinante, questo espone più limpidamente la sovrapposizione tra il Dio Alieno e il Dio del Cristianesimo, seppure con ripetuti accenni alle teorie care a Dick dello gnosticismo e i riferimenti a divinità pre-cristiane.
    Ma accanto alla meditazione sulla salvezza e sull'eternità è anche ben viva la rivendicazione della libertà dell'individuo di fronte all'ombra del totalitarismo orwelliano, che qui vede capitalismo occidentale e comunismo sovietico come due facce delle stessa medaglia, quell' "Impero" (un sistema che si perpetua fin dall'antica Roma) che altro non è che il potere nella sua forma più assolutistica e tirannica, la materializzazione delle tenebre che ci allontanano dalla luce della verità per renderci schiavi e impedirci la sopravvivenza eterna.
    Molto meno caotico e genialmente visionario rispetto al definitivo Valis e agli altri due romanzi che completano la trilogia (ma anche rispetto a Ubik o alle Stimmate di Palmer Eldritch, di qualche anno precedenti ma nei quali già affioravano scintillanti ipotesi fanta-teologiche), collocherei questo libro (pubblicato postumo) a metà strada tra la produzione SF”classica” di P.Dick e quella “mainstream “ (Confessioni di un artista di merda, Voci dalla strada,..), a tutt’oggi ancora largamente ignorata.
    Forse immeritatamente.

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    carloesse said on Jun 7, 2013 | Add your feedback

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