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Radiohead: A kid

Testi commentati

Di

Editore: Arcana

3.7
(67)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 437 | Formato: Altri

Isbn-10: 886231065X | Isbn-13: 9788862310659 | Data di pubblicazione: 

Genere: Musica

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Descrizione del libro
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  • 5

    *Le parole possono essere fraintese e confuse, perché qualcosa finisce sempre 'lost in translation'. La musica, invece, non va tradotta. Va amata. Sempre. *

    Per me è sempre terribilmente difficile essere obiettiva quando si tratta dei Radiohead: credo riuscirei a trovare parole buone e piene di adorazione anche sul peggiore dei loro lavori. Quando poi leggo qualcuno scrivere di loro, penso sempre che non sia abbastanza, che sia stato tralasciato qual ...continua

    Per me è sempre terribilmente difficile essere obiettiva quando si tratta dei Radiohead: credo riuscirei a trovare parole buone e piene di adorazione anche sul peggiore dei loro lavori. Quando poi leggo qualcuno scrivere di loro, penso sempre che non sia abbastanza, che sia stato tralasciato qualcosa di fondamentale per sottolineare la loro grandezza.
    In questo caso, l'amore con cui ogni singolo pezzo viene commentato e interpretato lascia chiaramente intuire una ricerca spasmodica e una rielaborazione del pensiero yorkiano (no, non si dice ma mi rende una persona più seria)che un po' commuove.
    Gianfranco ama Tommaso: lo chiama Poeta, lo paragona a una sorta di Salvatore, lo giustifica nelle sue cadute,lo cerca nelle più oscure angosce che mettono in dubbio la sopravvivenza in questo mondo di noi tutti; è sempre tenero con lui, pronto a perdonare la sua più piccola(e rarissima, d'accordo) caduta di stile; spesso - lo ammetto - forse esagera un po' nel voler attribuire un valore altissimo a versi che penso la mente caleidoscopica di thom abbia partorito semplicemente accarezzandosi l'orologio sovrappensiero.
    Eppure le Paure (tante) e l'Amore (sempre Uno) del cantante,poeta,piccolo uomo c'è e si avverte prepotente pagina dopo pagina.
    E noi non possiamo fare altro che essere grati e lasciarci trasportare.. perdonandoci ,sempre, senza smettere di Combattere i nostri mostri guidati dalla sua voce/luce .

    ha scritto il 

  • 3

    Tanti anni fa giurai a me stesso di non leggere più libri della Arcana. Da adolescente malato di musica e di miti a buon mercato, mi abbeveravo alla fonte di chi metteva insieme quattro testi, li traduceva malamente e cercava di leggere grandi disegni e grandi verità nelle parole di artisti morti ...continua

    Tanti anni fa giurai a me stesso di non leggere più libri della Arcana. Da adolescente malato di musica e di miti a buon mercato, mi abbeveravo alla fonte di chi metteva insieme quattro testi, li traduceva malamente e cercava di leggere grandi disegni e grandi verità nelle parole di artisti morti troppo giovani. Ben presto, sentii il bisogno di altro. Soprattutto di buona prosa. E di case editrici che si potessero permettere di pagare dei correttori di bozze. Inoltre, ritenevo di aver sviluppato abbastanza spirito critico da poter affrontare da solo i versi degli artisti che mi piacevano.
    Tuttavia, poiché da quindici anni ascoltavo i dischi di quella che è considerata una delle band più influenti della storia del rock (piaccia o no, è così) e avevo la sensazione che qualcosa continuasse a sfuggirmi, mi sono detto che forse era il caso di farmi dare una mano. Anche per togliermi qualche curiosità. Non avendo il tempo di condurre delle ricerche in proprio, mi sono dunque affidato a chi, presumibilmente per mesi o per anni, ha consumato booklet, scartabellato articoli, collezionato bootleg, monitorato siti web ufficiali e non, partorito elucubrazioni: tutto questo alla ricerca dei messaggi nascosti dietro i versi, quasi mai cristallini, di un songwriter un po’ sui generis che risponde al nome di Thom Yorke.
    Non perdonerò mai all’autore (Gianfranco Franchi) la ripetizione quasi ossessiva di espressioni come “giovane bardo oxoniense” e “mood princeps”; né posso tacere il fatto che la sua “teoria generale” sulla discografia dei Radiohead sia stata nel frattempo confutata dalla storia; ma devo dire che un bel po’ di cose interessanti le ho scoperte, ed ora sono un ascoltatore più consapevole.

    ha scritto il 

  • 2

    L'analisi di testi, e soprattutto di canzoni o poesie non è in genere un qualcosa che apprezzo troppo, perché c'è la tendenza a spezzettare il testo perdendo poi tutto quello che di un testo è importante: la poeticità. Qui è esattamente questo quello che succede: l'autore cerca di continuo ...continua

    L'analisi di testi, e soprattutto di canzoni o poesie non è in genere un qualcosa che apprezzo troppo, perché c'è la tendenza a spezzettare il testo perdendo poi tutto quello che di un testo è importante: la poeticità. Qui è esattamente questo quello che succede: l'autore cerca di continuo non solo riferimenti e citazioni nei testi, ma prova anche a dare un senso alle liriche. A mio parere, essendo troppo spesso così intime, andarne a cercare il perché (o il "da dove" siano nate) è perfettamente inutile.

    ha scritto il 

  • 3

    Con le migliori intenzioni

    Irritante questo Franchi piacione e snob, c'è poco da fare. I Radiohead vengono spesso etichettati come cerebrali ed intellettuali e Franchi non fa niente per smantellare questo stereotipo, anzi, ne fornisce le prove: documenta la passione di Yorke per la letteratura e la filosofia orientale con ...continua

    Irritante questo Franchi piacione e snob, c'è poco da fare. I Radiohead vengono spesso etichettati come cerebrali ed intellettuali e Franchi non fa niente per smantellare questo stereotipo, anzi, ne fornisce le prove: documenta la passione di Yorke per la letteratura e la filosofia orientale con uno stile che può causare l'orticaria.
    Tratta il lettore (che sarà ovviamente un fan dei nostri) con un forte "patronizing tone", con accondiscendenza, invitandolo a seguirlo nelle sue elucubrazioni mentali che spesso si rivelano totalmente fallate. A tratti pare snobbi palesemente alcuni riferimenti chiari per sostenere interpretazioni più ardite che non fanno altro che disorientare il lettore.
    A sua difesa riconosco che i testi di Yorke sono un ricettacolo di stimoli e di richiami, dei veri e propri ipertesti (nei quali Franchi ben riesce a delineare la capacità immensa di Yorke nel mescolare stili e spunti eterogenei, capacità che lo rende uno dei più brillanti autori pop), ipertesti che possono far cadere il critico nell'ormai superata visione biografica del testo. Insomma, sì all'individuazione del riferimento esterno, ma senza necessariamente ricondurlo alla biografia di Yorke.
    Bisogna quindi porre una distinzione tra la creazione artistica e l'autore, conferire lo statuto d'indipendenza alla canzone, scevra di qualsiasi informazione biografica che possa condizionarne la visione. Come dice il sottotitolo, sono i testi ad essere commentati, non la figura, sì talentuosa, sì geniale, di Yorke.
    Qui notiamo il limite del Franchi scrittore (scrittore, attenzione, non critico!) al quale tuttavia riconosco un ottimo lavoro di ricerca, un'ampia documentazione, uno stile - a tratti- accattivante e snello che pecca però nel metodo, nell'applicazione.
    Peccato.

    ha scritto il 

  • 1

    Testi commentati?

    I testi dei Radiohead (anzi di Thom) ad uso e consumo delle elucubazioni letterarie dell'autore. Forzature, riferimenti fuori luogo e voli pindarici linguistici a gogo oltre che uno stucchevole approccio con il lettore trattato più come spettatore di un programma radiofonico (di cui l'autore ne è ...continua

    I testi dei Radiohead (anzi di Thom) ad uso e consumo delle elucubazioni letterarie dell'autore. Forzature, riferimenti fuori luogo e voli pindarici linguistici a gogo oltre che uno stucchevole approccio con il lettore trattato più come spettatore di un programma radiofonico (di cui l'autore ne è il dj) che non per il suo ruolo. L'impostazione dello scritto mi ha fatto pensare più ad un blog su carta che non ad un libro e la cosa non è affatto piaciuta.
    Nell'interpretazione del tutto personale dell'autore è mancata una visione d'insieme delle discografia dei Radiohead, sono mancati i Radiohead perchè Franchi si è più soffermato sul personaggio di Thom Yorke, è stata del tutto ignorata l'altra metà della Laurea di Yorke il quale s'è laureato in letteratura inglese ed ARTE e soprattutto sono mancati i 'testi commentati', mi è parso più un brainstorming continuo questo libro che non un commento a qualcosa. Inoltre mi meraviglio che sia destinato ai fan dei Radiohead i quali sono trattati in maniera superficiale (un fan dei Radiohead conosce sia Killer Cars, Stupid Car, How I made my millions, Trans Atlantic Drawl etc. etc e s'è sorbito una sfilza di bootleg audio/video oltre che articoli e fanzine dedicati al gruppo!).
    Questo libro mi ha fatto inoltre capire che per certi gruppi è impossibile dividere il testo dalla musica perchè sono due parti complementari fondamentali e che quindi tra tutti i libri dedicati ai Radiohead (al momento ne posseggo 3) quello migliore è di James Doheny (che Franchi pure cita spesso e altre volte non lo cita ma al suo testo si riferisce) perchè davvero aiuta il lettore a comprendere il lavoro che c'è dietro ad ogni brano del gruppo, dove c'è una visione d'insieme della discografia e relativo paradigma delle varie tracklist, e una biografia del gruppo più corrispondente alle cronache giornalistiche. Del resto Franchi di mestiere fa lo scrittore, Doheny invece è un musicologo, produttore e critico e tra i due lavori quello di quest'ultimo è sicuramente più complesso e completo mentre quello di Franchi - di stampo più narrativo - si iscrive in qualcosa che col gruppo davvero non c'entra niente. Si sarebbe dovuto intitolare "Elucubazioni letterarie ispirate dai testi di Thom Yorke", sarebbe stato più corretto. Almeno per il lettore.

    ha scritto il 

  • 0

    Radiohead. A kid. Testi Commentati di Gianfranco Franchi

    http://www.booksblog.it/post/4940/radiohead-a-kid-testi-commentati-di-gianfranco-franchi

    Gianfranco Franchi compie un’operazione veramente accurata e va a pescare, anche grazie alla consultazione di una folta rassegna stampa cartacea e web, la vera anima di Thom Yorke.

    ha scritto il 

  • 3

    Un libro carino in linea di massima.. alcune interpretazioni però sono alquanto ardite, un po' forzate. Si sente la mancanza dei testi completi con le rispettive traduzioni, sarebbe stato il massimo..

    ha scritto il 

  • 2

    Un'ardita interpretazione sui Radiohead

    non nego che il libro sia interessante, e che abbia qualche spunto e riflessione notevole, ma da molti versi mi è parso un tantino avventato, citando passi della Bibbia e pagine improbabili di libri semi-sconosciuti (per quanto Douglas Adams possa essere semi-sconosciuto, ok, diciamolo).. Forse m ...continua

    non nego che il libro sia interessante, e che abbia qualche spunto e riflessione notevole, ma da molti versi mi è parso un tantino avventato, citando passi della Bibbia e pagine improbabili di libri semi-sconosciuti (per quanto Douglas Adams possa essere semi-sconosciuto, ok, diciamolo).. Forse molte interpretazioni sono un pò campate per aria, ma non conosco thom yorke meglio dell'autore, quindi mi limito a supporre...

    ha scritto il 

  • 4

    Un testo unico nel suo genere.
    Un viaggio dettagliato, preciso, empatico, profondissimo nei Radiohead tra canzoni, poesia delle parole, sensi e retrogusti, incastri di interviste, analisi lucide dei testi, approfodimenti dei significati e retroscena.
    Franchi ha amato, vissuto ossessivam ...continua

    Un testo unico nel suo genere.
    Un viaggio dettagliato, preciso, empatico, profondissimo nei Radiohead tra canzoni, poesia delle parole, sensi e retrogusti, incastri di interviste, analisi lucide dei testi, approfodimenti dei significati e retroscena.
    Franchi ha amato, vissuto ossessivamente ogni canzone, ogni parola di Thom Yorke, ogni alito, ogni pulsione.
    Un piccolo gioiello.
    Partendo dal presupposto che è necessario avere un certo interesse per i Radiohead, evidentemente.
    Eppure resta un testo anche da consultazione frazionata, al bisogno. Perché ogni canzone viene scannerizzata. Non si rischiano confusioni, generalizzazioni o mescolanze di critiche digerite. Tutt'altro.
    E' un valido strumento per appassionati o timidi ascoltatori ancora incerti sulle preferenze musicali.
    Franchi dimostra, coi fatti, con le parole che scavano, come la musica può 'non esser solo canzonette'. Dimostra senza mezze misure quanti messaggi, poesie, affondi, intenti, studi, incastri ci possono essere quando chi canta, suona e compone lo fa con una certa testa ben piantata su labbra, dita e altro.

    Senza dubbio un libro prezioso, una testimonianza e un tributo ai Radiohead e alla musica in generale.

    http://www.primaveraestate.com/2009/10/radiohead-a-kid-testi-commentati-di-gianfranco-franchi-arcana-2009/

    ha scritto il