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Radiohead: A kid

Testi commentati

By Gianfranco Franchi

(148)

| Others | 9788862310659

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16 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    *Le parole possono essere fraintese e confuse, perché qualcosa finisce sempre 'lost in translation'. La musica, invece, non va tradotta. Va amata. Sempre. *

    Per me è sempre terribilmente difficile essere obiettiva quando si tratta dei Radiohead: credo riuscirei a trovare parole buone e piene di adorazione anche sul peggiore dei loro lavori. Quando poi leggo qualcuno scrivere di loro, penso sempre che non ...(continue)

    Per me è sempre terribilmente difficile essere obiettiva quando si tratta dei Radiohead: credo riuscirei a trovare parole buone e piene di adorazione anche sul peggiore dei loro lavori. Quando poi leggo qualcuno scrivere di loro, penso sempre che non sia abbastanza, che sia stato tralasciato qualcosa di fondamentale per sottolineare la loro grandezza.
    In questo caso, l'amore con cui ogni singolo pezzo viene commentato e interpretato lascia chiaramente intuire una ricerca spasmodica e una rielaborazione del pensiero yorkiano (no, non si dice ma mi rende una persona più seria)che un po' commuove.
    Gianfranco ama Tommaso: lo chiama Poeta, lo paragona a una sorta di Salvatore, lo giustifica nelle sue cadute,lo cerca nelle più oscure angosce che mettono in dubbio la sopravvivenza in questo mondo di noi tutti; è sempre tenero con lui, pronto a perdonare la sua più piccola(e rarissima, d'accordo) caduta di stile; spesso - lo ammetto - forse esagera un po' nel voler attribuire un valore altissimo a versi che penso la mente caleidoscopica di thom abbia partorito semplicemente accarezzandosi l'orologio sovrappensiero.
    Eppure le Paure (tante) e l'Amore (sempre Uno) del cantante,poeta,piccolo uomo c'è e si avverte prepotente pagina dopo pagina.
    E noi non possiamo fare altro che essere grati e lasciarci trasportare.. perdonandoci ,sempre, senza smettere di Combattere i nostri mostri guidati dalla sua voce/luce .

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    Delle Stelle said on Mar 24, 2013 | 5 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Un libro o seghe mentali dell'autore? Non lo so, ma già solo il dubbio è rivelatore.

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    Edo said on Jun 13, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Tanti anni fa giurai a me stesso di non leggere più libri della Arcana. Da adolescente malato di musica e di miti a buon mercato, mi abbeveravo alla fonte di chi metteva insieme quattro testi, li traduceva malamente e cercava di leggere grandi disegn ...(continue)

    Tanti anni fa giurai a me stesso di non leggere più libri della Arcana. Da adolescente malato di musica e di miti a buon mercato, mi abbeveravo alla fonte di chi metteva insieme quattro testi, li traduceva malamente e cercava di leggere grandi disegni e grandi verità nelle parole di artisti morti troppo giovani. Ben presto, sentii il bisogno di altro. Soprattutto di buona prosa. E di case editrici che si potessero permettere di pagare dei correttori di bozze. Inoltre, ritenevo di aver sviluppato abbastanza spirito critico da poter affrontare da solo i versi degli artisti che mi piacevano.
    Tuttavia, poiché da quindici anni ascoltavo i dischi di quella che è considerata una delle band più influenti della storia del rock (piaccia o no, è così) e avevo la sensazione che qualcosa continuasse a sfuggirmi, mi sono detto che forse era il caso di farmi dare una mano. Anche per togliermi qualche curiosità. Non avendo il tempo di condurre delle ricerche in proprio, mi sono dunque affidato a chi, presumibilmente per mesi o per anni, ha consumato booklet, scartabellato articoli, collezionato bootleg, monitorato siti web ufficiali e non, partorito elucubrazioni: tutto questo alla ricerca dei messaggi nascosti dietro i versi, quasi mai cristallini, di un songwriter un po’ sui generis che risponde al nome di Thom Yorke.
    Non perdonerò mai all’autore (Gianfranco Franchi) la ripetizione quasi ossessiva di espressioni come “giovane bardo oxoniense” e “mood princeps”; né posso tacere il fatto che la sua “teoria generale” sulla discografia dei Radiohead sia stata nel frattempo confutata dalla storia; ma devo dire che un bel po’ di cose interessanti le ho scoperte, ed ora sono un ascoltatore più consapevole.

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    Voragine said on Jan 24, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    L'analisi di testi, e soprattutto di canzoni o poesie non è in genere un qualcosa che apprezzo troppo, perché c'è la tendenza a spezzettare il testo perdendo poi tutto quello che di un testo è importante: la poeticità. Qui è esattamente questo ...(continue)

    L'analisi di testi, e soprattutto di canzoni o poesie non è in genere un qualcosa che apprezzo troppo, perché c'è la tendenza a spezzettare il testo perdendo poi tutto quello che di un testo è importante: la poeticità. Qui è esattamente questo quello che succede: l'autore cerca di continuo non solo riferimenti e citazioni nei testi, ma prova anche a dare un senso alle liriche. A mio parere, essendo troppo spesso così intime, andarne a cercare il perché (o il "da dove" siano nate) è perfettamente inutile.

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    Staralfur_ju said on Dec 17, 2010 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Con le migliori intenzioni

    Irritante questo Franchi piacione e snob, c'è poco da fare. I Radiohead vengono spesso etichettati come cerebrali ed intellettuali e Franchi non fa niente per smantellare questo stereotipo, anzi, ne fornisce le prove: documenta la passione di Yorke p ...(continue)

    Irritante questo Franchi piacione e snob, c'è poco da fare. I Radiohead vengono spesso etichettati come cerebrali ed intellettuali e Franchi non fa niente per smantellare questo stereotipo, anzi, ne fornisce le prove: documenta la passione di Yorke per la letteratura e la filosofia orientale con uno stile che può causare l'orticaria.
    Tratta il lettore (che sarà ovviamente un fan dei nostri) con un forte "patronizing tone", con accondiscendenza, invitandolo a seguirlo nelle sue elucubrazioni mentali che spesso si rivelano totalmente fallate. A tratti pare snobbi palesemente alcuni riferimenti chiari per sostenere interpretazioni più ardite che non fanno altro che disorientare il lettore.
    A sua difesa riconosco che i testi di Yorke sono un ricettacolo di stimoli e di richiami, dei veri e propri ipertesti (nei quali Franchi ben riesce a delineare la capacità immensa di Yorke nel mescolare stili e spunti eterogenei, capacità che lo rende uno dei più brillanti autori pop), ipertesti che possono far cadere il critico nell'ormai superata visione biografica del testo. Insomma, sì all'individuazione del riferimento esterno, ma senza necessariamente ricondurlo alla biografia di Yorke.
    Bisogna quindi porre una distinzione tra la creazione artistica e l'autore, conferire lo statuto d'indipendenza alla canzone, scevra di qualsiasi informazione biografica che possa condizionarne la visione. Come dice il sottotitolo, sono i testi ad essere commentati, non la figura, sì talentuosa, sì geniale, di Yorke.
    Qui notiamo il limite del Franchi scrittore (scrittore, attenzione, non critico!) al quale tuttavia riconosco un ottimo lavoro di ricerca, un'ampia documentazione, uno stile - a tratti- accattivante e snello che pecca però nel metodo, nell'applicazione.
    Peccato.

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    casadivetro said on Feb 2, 2010 | 1 feedback

  • 4 people find this helpful

    Testi commentati?

    I testi dei Radiohead (anzi di Thom) ad uso e consumo delle elucubazioni letterarie dell'autore. Forzature, riferimenti fuori luogo e voli pindarici linguistici a gogo oltre che uno stucchevole approccio con il lettore trattato più come spettatore di ...(continue)

    I testi dei Radiohead (anzi di Thom) ad uso e consumo delle elucubazioni letterarie dell'autore. Forzature, riferimenti fuori luogo e voli pindarici linguistici a gogo oltre che uno stucchevole approccio con il lettore trattato più come spettatore di un programma radiofonico (di cui l'autore ne è il dj) che non per il suo ruolo. L'impostazione dello scritto mi ha fatto pensare più ad un blog su carta che non ad un libro e la cosa non è affatto piaciuta.
    Nell'interpretazione del tutto personale dell'autore è mancata una visione d'insieme delle discografia dei Radiohead, sono mancati i Radiohead perchè Franchi si è più soffermato sul personaggio di Thom Yorke, è stata del tutto ignorata l'altra metà della Laurea di Yorke il quale s'è laureato in letteratura inglese ed ARTE e soprattutto sono mancati i 'testi commentati', mi è parso più un brainstorming continuo questo libro che non un commento a qualcosa. Inoltre mi meraviglio che sia destinato ai fan dei Radiohead i quali sono trattati in maniera superficiale (un fan dei Radiohead conosce sia Killer Cars, Stupid Car, How I made my millions, Trans Atlantic Drawl etc. etc e s'è sorbito una sfilza di bootleg audio/video oltre che articoli e fanzine dedicati al gruppo!).
    Questo libro mi ha fatto inoltre capire che per certi gruppi è impossibile dividere il testo dalla musica perchè sono due parti complementari fondamentali e che quindi tra tutti i libri dedicati ai Radiohead (al momento ne posseggo 3) quello migliore è di James Doheny (che Franchi pure cita spesso e altre volte non lo cita ma al suo testo si riferisce) perchè davvero aiuta il lettore a comprendere il lavoro che c'è dietro ad ogni brano del gruppo, dove c'è una visione d'insieme della discografia e relativo paradigma delle varie tracklist, e una biografia del gruppo più corrispondente alle cronache giornalistiche. Del resto Franchi di mestiere fa lo scrittore, Doheny invece è un musicologo, produttore e critico e tra i due lavori quello di quest'ultimo è sicuramente più complesso e completo mentre quello di Franchi - di stampo più narrativo - si iscrive in qualcosa che col gruppo davvero non c'entra niente. Si sarebbe dovuto intitolare "Elucubazioni letterarie ispirate dai testi di Thom Yorke", sarebbe stato più corretto. Almeno per il lettore.

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    Breve said on Jan 28, 2010 | 1 feedback

Book Details

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    • 1 star
  • Others 437 Pages
  • ISBN-10: 886231065X
  • ISBN-13: 9788862310659
  • Publisher: Arcana
  • Publish date: 2009-xx-xx
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