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Radiopirata

Di

Editore: Marsilio

3.7
(140)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 224 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8831708988 | Isbn-13: 9788831708982 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
È il 1981, Ciccio lavora a Foggia in un negozio di dischi e vuole fare il deejey. Tonio è un genio dell’elettronica, intrappolato nell’officina del padre. Giovanni, bello come Alain Delon, è l’ala destra dell’Aquilana calcio, la grande promessa del calcio italiano. Teresa, la sua fidanzata, ha deciso: partirà, finirà gli studi e diventerà un medico. E poi Lorenzo, il prete che ama Jimi Hendrix, e irrompe in paese all’alba su una vecchia Citroën. Tre ragazzi, una ragazza e un prete. Un luogo inghiottito nella valle, dove tutto sembra immobile e i segreti germogliano sotto i sassi. Un giorno Ciccio ha un’idea: fare una radio, dare una scossa a quella vita fatta di niente. In un paese dove il mondo arriva in ritardo, la musica si lancerà nell’etere per scorticare il silenzio. E la voce di Lupo Solitario, il mitico dj, si materializzerà in una notte di tregenda.
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  • 5

    Semplicità che lascia il segno...

    Francesco Carofiglio è uno dei pochi autori italiani secondo me che ha il potere di raccontare storie semplici senza cadere nella banalità e soprattutto senza quella pesantezza onnipresente che caratterizza molti altri autori italiani (vedi Baricco, Andrea De Carlo ecc).
    Ho amato fin dal primo mo ...continua

    Francesco Carofiglio è uno dei pochi autori italiani secondo me che ha il potere di raccontare storie semplici senza cadere nella banalità e soprattutto senza quella pesantezza onnipresente che caratterizza molti altri autori italiani (vedi Baricco, Andrea De Carlo ecc). Ho amato fin dal primo momento le vicende dei protagonisti: vieni sbalzato come d'incanto nel 1981 e ti sembra di vederli tutti lì, in quell'epoca, di essere lì con loro, di far parte anche tu nella storia. Nostalgico e vivo. Bello. Leggetelo perché ne vale davvero la pena.

    ha scritto il 

  • 4

    Bella storia di provincia per chi ama la musica e le storie di ragazzi che hanno voglia di combinare qualcosa.
    Un gruppo di ragazzi in un paese di campagna decide di aprire una radio pirata. Diversi i protagonisti, dalla ragazza che vuole vivere esperienze di studio al di fuori della piccola re ...continua

    Bella storia di provincia per chi ama la musica e le storie di ragazzi che hanno voglia di combinare qualcosa. Un gruppo di ragazzi in un paese di campagna decide di aprire una radio pirata. Diversi i protagonisti, dalla ragazza che vuole vivere esperienze di studio al di fuori della piccola realtà, quasi subita, al suo ragazzo che potrebbe divenire un ottimo giocatore di calcio, senza dimenticare il protagonista forse principale, colui che crede fermamente nella possibilità di trasmettere musica anche da un piccolo paesino, che lavora in città presso un negozio di dischi. Interessante e da non omettere il personaggio del prete che si dimostra collaborativo e aperto verso le richieste di ha bisogno di aiuto, sia pratico che spirituale 8un religioso che ama la musica di Jimi Hendrix non può che essere in gamba...). Da leggere con stupore.

    ha scritto il 

  • 4

    Ci si lascia trasportare dalla dolcezza e la freschezza dei ragazzi. Un buon libro per chi ha smesso di sognare o per chi ha ancora un cassetto pieno.

    ha scritto il 

  • 3

    Storie non male per una cittadina noiosa, 4 ragazzi amici a modo loro decidono di fare qualcosa di diverso, di costruttivo, per movimentare un pò il paesino in cui vivono.
    Non è male come storia, è scorrevole e molto semplice da leggere, peccato per la durata del racconto che poi dà un ampia libe ...continua

    Storie non male per una cittadina noiosa, 4 ragazzi amici a modo loro decidono di fare qualcosa di diverso, di costruttivo, per movimentare un pò il paesino in cui vivono. Non è male come storia, è scorrevole e molto semplice da leggere, peccato per la durata del racconto che poi dà un ampia libertà di interpretazione della vita futura dei personaggi, forse troppa per i miei gusti. Non da molte linee guida per immaginarsi come potrebbe essere. Quindi ogniuno può immaginare come e cosa vuole.

    ha scritto il 

  • 3

    Mhhh... pensieri ambivalenti su questo libro.
    La storia è vista e rivista. Paese di provincia. Quattro ragazzi che hanno dei sogni, tutti lontani dal loro piccolo paesino.
    La radio pirata è il sogno di uno di loro. Qualcosa che serve alla costruzione della storia e gli dà quel tocco di romantici ...continua

    Mhhh... pensieri ambivalenti su questo libro. La storia è vista e rivista. Paese di provincia. Quattro ragazzi che hanno dei sogni, tutti lontani dal loro piccolo paesino. La radio pirata è il sogno di uno di loro. Qualcosa che serve alla costruzione della storia e gli dà quel tocco di romanticismo che altri desideri non avrebbero dato. Però va anche detto che l'autore scrive bene. I personaggi sono caratterizzati ottimamente. E anche i non protagonisti rendono - a volte più dei quattro protagonisti - il racconto interessante. Insomma, una lettura senza troppe pretese, che sicuramente non vi farà sentire più arricchiti (almeno io non mi ci sono sentito) ma che può essere piacevole. Leggera ma non stupida. E di questi tempi, con tutto lo schifo che gira sotto forma di grande capolavoro, non è per nulla poco. E, per dirla tutta, mi lascia la curiosità di leggere altro di Carofiglio. Anche perché lo ripeto, quello che non tiene qui è la storia, non l'abilità dello scrittore.

    ha scritto il 

  • 4

    Questo libro, scritto dal meno famoso dei Carofiglio, è stato comunque una piacevolissima sorpresa. Si legge in un amen ed è un godibile affresco di quel magico momento della vita in cui tutto è perfetto, anche se già si sta preparando il cambiamento.

    ha scritto il 

  • 2

    Molto più TV che radio

    Si racconta la vita di provincia, ma certo Carofiglio non è il Tondelli di "Altri libertini". Si parte dalla presunta celebrazione delle radio libere degli anni '70, ma da quel punto di vista era decisamente più completo ed evocativo il "Radiofreccia" di Ligabue. Nella scrittura di Carofiglio sem ...continua

    Si racconta la vita di provincia, ma certo Carofiglio non è il Tondelli di "Altri libertini". Si parte dalla presunta celebrazione delle radio libere degli anni '70, ma da quel punto di vista era decisamente più completo ed evocativo il "Radiofreccia" di Ligabue. Nella scrittura di Carofiglio sembra, casomai, prevalere il modello televisivo, quello stile da sceneggiatura di fiction di Raiuno, con un osare sempre "misurato" sia che si tratti di comicità o di dramma. Per non parlare della figura deus-ex-machina del prete hippy, messa lì proprio per accontentare un pubblico "generalista"(un colpo al cerchio e una alla botte) quei lettori che si emozionano con poco e che, ingenuamente, non sanno riconoscere a prima vista i tanti clichè narrativi che affollano il libro.

    ha scritto il