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Ragazze di -riad

By Rajaa Alsanea

(86)

| Hardcover

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Book Description

75 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Perplessa

    Ben scritto e idea carina,lo sviluppo non altrettanto bello. A tratti noioso,viene raccontato male,non suscita interesse,educa quel poco che basta ma si limita a descrizioni della vita delle protagoniste. Non mi ha suscitato emozioni,premio comunque ...(continue)

    Ben scritto e idea carina,lo sviluppo non altrettanto bello. A tratti noioso,viene raccontato male,non suscita interesse,educa quel poco che basta ma si limita a descrizioni della vita delle protagoniste. Non mi ha suscitato emozioni,premio comunque l'idea..

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    Ale 98 S said on Dec 23, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    "Sant'Iddio! A noi - ragazze di Riad - sono state proibite troppe cose. Non toglieteci anche la benedizione dellamore!"

    “Tabù e trasgressione, ecco il Sex and the City delle musulmane”, riporta la fascetta in copertina. In alto a destra, la scritta “comedy”. La mia edizione è colorata, colori pastello ma soprattutto tanto rosa.
    Insomma, per qualche strano moti ...(continue)

    “Tabù e trasgressione, ecco il Sex and the City delle musulmane”, riporta la fascetta in copertina. In alto a destra, la scritta “comedy”. La mia edizione è colorata, colori pastello ma soprattutto tanto rosa.
    Insomma, per qualche strano motivo a me sconosciuto la Mondadori vuol far passare a tutti i costi questo libro come uno dei tanti chick-lit divertenti ma per forza di cose scontati. In realtà, la storia è molto meno frivola di quanto si possa immaginare.

    Se è vero che le protagoniste appartengono tutte alla classe più agiata della capitale dell’Arabia Saudita e che una delle loro attività preferite sia senza dubbio lo shopping, è anche vero che di “comedy” c’è ben poco.
    Attraverso i resoconti di una narratrice anonima, che comunica attraverso delle email, facciamo la conoscenza di quattro ragazze saudite. Qamra, Sadim, Michelle e Lamis si conoscono da una vita ma non potrebbero essere più diverse caratterialmente. Ma a parte la già citata passione per lo shopping, a unirle sarà la personale ricerca dell’amore in un paese che sembra averlo dimenticato, oscurato, seppellito sotto una coltre di rigide regole di comportamento da rispettare in pubblico e in privato.
    Qamra è la prima a sposarsi, e a caro prezzo. Sadim faticherà a lungo prima di ottenere il suo finale felice, tuttavia non così sensazionale come aveva sempre sognato. Michelle, la più radicale delle quattro, ha origini americane ed è per questo che sente tutto il peso dello scontro fra civiltà e tradizioni opposte che la formerà e ne determinerà le scelte di vita. Tra tutte, solo Lamis coronerà il sogno di trovare e sposare il primo vero amore.
    Per tutta la durata della storia ero pronta a prendere le difese delle protagoniste che non fanno altro che circondarsi di ragazzi e uomini interessanti e apparentemente stregati dai loro modi piuttosto non convenzionali, ma che di fronte alla prospettiva di legarsi per sempre a queste ragazze (e soprattutto indipendentemente dal loro background culturale), si rivelano tremendamente codardi e riluttanti al cambiamento, pronti a difendere e a solidificare le tradizioni.
    Nessuno d’altronde vuole per moglie un’araba di origini americane, né tantomeno una ragazza che prova il desiderio di concedersi al promesso sposo prima delle nozze effettive.

    Proprio quando è sembrato così facile cogliere l’essenza di un paese regolato dall’Islam, quando ero sicura di poter distinguere i comportamenti “giusti” da quelli “sbagliati”, ecco che si presenta il rovescio della medaglia: Rashid, il marito di Qamra, ha accettato di sposarla unicamente per esaudire i desideri dei suoi genitori. Lui ha trovato già l’amore della sua vita negli Stati Uniti, dove sta studiando; lei è dolce, forte e soprattutto ricambia i suoi sentimenti da molti anni. Ma sia l’autrice che il finto pubblico che legge la newsletter sembrano schierarsi dalla parte di Qamra, rispedita a Riad incinta (forse il vero motivo per biasimare Rashid) e coi documenti per il divorzio.
    Troppo impegnati a giudicarli in base a ciò che manca loro per essere occidentali ci dimentichiamo che sono già esseri umani completi. Qual è dunque la verità?

    E’ una storia che si legge in poco tempo. Tuttavia, trovo che l’autrice abbia dato voce solo a una fetta della popolazione giovanile, quella più abbiente ed evidentemente quella che conosce meglio, essendo lei stessa figlia di medici ed avendo conseguito gli studi universitari in patria e all’estero in prestigiosi istituti.
    Quali sono i pensieri dei poveri, degli analfabeti? Cosa pensano dell’amore quelle ragazze che, a differenza delle protagoniste, non hanno il privilegio di essere accompagnate tutti i giorni all’università da un autista privato? E quelli dei ragazzi che possono solo sognare di ottenere un dottorato all’estero?
    A questo punto c’è da chiedersi quali siano le colpe della società saudita, e soprattutto se essa sarà mai in grado di riconoscerle ed entro quali termini.
    Gli interrogativi rimangono aperti, e ad oggi non sembra esserci una soluzione. Una mente occidentale, forse, non potrà trovarla. Rimane solo un augurio carico di speranza:
    “Quanto all’amore, lotterà ancora per cercare di spuntare alla luce del giorno, in Arabia Saudita. Si può percepire nei sospiri degli uomini annoiati seduti da soli nei caffè, negli occhi delle donne velate che camminano per le strade, nelle linee telefoniche che, dopo mezzanotte, sbocciano alla vita, nelle canzoni e nelle poesie tristi, troppo numeroso per essere cantate, scritte dalle vittime dell’amore non sanzionato dalla famiglia, dalla tradizione, dalla città: Riad”. (p.330)

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    Giuls said on Jul 16, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un pò parca con le mie 2 stelle. Forse la sua scrittura semplice mi ha lasciato con l'amaro in bocca. Di sicuro è stato interessante scoprire alcuni retroscena della vita in Arabia Saudita. Ma non mi è bastato.

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    Simona said on Nov 11, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Bellissimo!
    Cosa mi è piaciuto di più è riuscire a conoscere la cultura dell'Arabia Saudita tramite una ragazza saudita. Si tende a voler cambiare la loro cultura a immagine e somiglianza della nostra. Dal loro punto di vista non è così terribile. S ...(continue)

    Bellissimo!
    Cosa mi è piaciuto di più è riuscire a conoscere la cultura dell'Arabia Saudita tramite una ragazza saudita. Si tende a voler cambiare la loro cultura a immagine e somiglianza della nostra. Dal loro punto di vista non è così terribile. Sicuramente viene penalizzato il vero amore e questo fa soffrire sia le donne che gli uomini, ma soprattutto le donne.
    Con qualche lacrima e qualche risata la protagonista racconta come vivono l'amore le ragazze di Riad e le conseguenze della loro ricerca nei confronti del Vero amore quando si scontra con le tradizioni e gli usi locali.
    Stupende le poesie che ci rivelano una cultura romantica e sognatrice anche se la libertà di amare è ancora lontana, ma forse non così tanto.

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    Sheila said on Sep 15, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Non sono d'accordo con chi l'ha definito un "sex and the city in salsa araba"

    ...ammetto di non capire nulla di letteratura mediorientale, di non conoscere usi, costumi, abitudini e tradizioni islamiche, e di non aver mai letto nulla che ne parlasse prima d'ora, ma se l'autrice è stata votata nel 2006 come "intellettuale araba ...(continue)

    ...ammetto di non capire nulla di letteratura mediorientale, di non conoscere usi, costumi, abitudini e tradizioni islamiche, e di non aver mai letto nulla che ne parlasse prima d'ora, ma se l'autrice è stata votata nel 2006 come "intellettuale araba dell'anno", come riporta la quarta di copertina, allora c'è da pensarci su!

    insomma: l'idea è carina, anche il modo in cui le storie di queste quattro ragazze di Riad, amiche tra loro, si intrecciano, e vengono narrate è originale (sotto forma di newsletter, di mailing list)... però il libro non è gran che! fatico a capire se i "difetti" siano dell'autrice, dell'impostazione della trama - che anzi: proprio per questa trovata delle e-mail spesso mi sembra frammentaria dal momento che in un'email si parla delle vicende personali di una ragazza, e nelle email successive si parla delle altre, per poi tornare alla prima ragazza... e se non si legge tutto il libro in uno-due giorni al massimo si rischia di perdere il filo delle vicende o di dimenticare qualche particolare!
    o se difetti la traduzione, o l'edizione: in diversi passi i nomi di due delle protagoniste vengono confusi tra loro, in altri mi sembra che lo stile sia "elementare", come se si limitasse a fare una cronaca degli avvenimenti, senza coinvolgere particolarmente il lettore. d'altronde la giovane età dell'autrice potrebbe anche spiegare una certa immaturità nello stile del libro... e poi i termini che volutamente vengono lasciati in lingua araba (ma anche i termini in inglese: non tutti conoscono l'inglese!) non sempre vengono tradotti in note a piè di pagina, anzi, le note non sono affatto a piè di pagina, ma a fine capitolo (e non tutti!), rendendo la lettura ancora più scomoda!
    per la trama, invece: le storie raccontate non hanno alcuna connotazione che le renda originali se non il fatto di parlare di ragazze - benestanti, comunque! - che vivono nella chiusa e bigotta società di riad!
    Un passo in particolare, scritto dall'autrice delle e-mail indirizzate alla mailing list - che si dichiara amica delle quattro ragazze di cui racconta le storie - sembra una spiegazione della scrittrice del libro a qualsiasi contestazione di tipo "moralistico" possa esserle rivolta per aver scritto un libro così scomodo: "Non faccio che sentire persone che mi dicono: "Non cambierai né il mondo né la gente". Hanno proprio ragione. Quello che però NON voglio fare, è smettere di provarci, come invece fanno tutti gli altri. E' questa la differenza tra me e gli altri. (...) "Le azioni si misurano in base alle intenzioni che le animano". Che Dio possa considerare la mia scrittura come una buona azione, perché sono mossa solo da buoni proponimenti."

    Insomma: non vuol essere un libro-denuncia, un "caso", ma semplicemente vuole raccontare il mondo delle donne arabe, i loro pensieri, le loro speranze, le loro emozioni, che dietro al velo, l'hijab, non vengono mai fatte trasparire, per rispetto alle convenzioni, alle tradizioni, alla legge islamica, ad un bigotto senso della moralità e della vita civile che vede le donne "inferiori" rispetto agli uomini.
    E quando questi sentimenti ingenuamente traspaiono, vengono immediatamente frustrati, negati, feriti.
    In questo libro il matrimonio delle quattro ragazze viene visto come l'unica via per un affrancamento dalle loro condizioni di figlie (e quindi senza uno status effettivo vero e proprio, come se non fossero né carne né pesce), come se solo attraverso il matrimonio - e non necessariamente d'amore - potessero trovare il loro posto nella società saudita, come se un figlio potesse essere, ma il libro dimostra che non è vero, la loro assicurazione contro un divorzio che il marito può chiedere per i motivi più futili. persino una donna che non si sia ancora effettivamente sposata con la "celebrazione" nuziale, ma per la quale sia stato firmato invece il "contratto di matrimonio" - quello che qui chiameremmo il fidanzamento "ufficiale" - se viene lasciata, è considerata una divorziata e rischia di vedere compromessa la possibilità di trovare un buon partito per sposarsi!

    la cosa che però mi sconvolge da occidentale, da donna di una generazione e mezzo fa, vissuta in una città non molto grande del sud, è che alcune delle situazioni sentimentali-sociali descritte in questo libro e che fanno venire i brividi alle lettrici occidentali delle generazioni successive alla mia ( = alle ragazze moderne), io le ho viste e vissute davvero! mi sono sentita dire (dalla mia ex suocera quando le cose tra me e suo figlio non andavano bene) "smetti di prendere la pillola e fatti mettere incinta, così non potrà lasciarti!" - per fortuna che un po' di sale in zucca ce l'avevo e non ho seguito il suo consiglio!
    ho vissuto situazioni in cui mi è stato detto come (non) vestirmi, come comportarmi, come parlare, con chi farlo e con chi non farlo perché non sta bene, perché chissà poi la gente cosa pensa... ho vissuto situazioni in cui trame di avvenimenti e decisioni riguardanti la mia vita sono state tessute alle mie spalle senza che io ne fossi consapevole (non il matrimonio, per fortuna!)... senza che fosse preso minimamente in considerazione il fatto che ero già adulta, senza che fossero mai ascoltate le mie parole, i miei desideri, le mie decisioni! concorso di colpa forse: avrei potuto ribellarmi, in alcune di queste situazioni, avrei potuto impormi... e mi sono lasciata passivamente convincere e condizionare...
    ma questa in fondo è un'altra storia...

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    chi said on Mar 22, 2012 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (86)
    • 5 stars
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    • 1 star
  • Hardcover 332 Pages
  • ISBN-10: A000086605
  • Publisher: Mondadori
  • Publish date: 2008-01-01
  • Also available as: Paperback , Others
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