Ragazzi di vita

Di

Editore: Garzanti

4.0
(3230)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 256 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco

Isbn-10: A000011940 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Prefazione: Alberto Moravia

Disponibile anche come: CD audio , Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , Cofanetto , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Scienze Sociali , Adolescenti

Ti piace Ragazzi di vita?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Il romanzo che con scandalo e forza di denuncia rivelò la realtà "diversa" del sottoproletariato romano.
Ordina per
  • 5

    Pasolì, sei grande!!

    C'è tutta la poesia (pur nella "monnezza") di Roma in questo libro di Pasolini che fruga nei sobborghi e quartieri della città infestati da una povertà degradante dei suoi abitanti, con la loro strafo ...continua

    C'è tutta la poesia (pur nella "monnezza") di Roma in questo libro di Pasolini che fruga nei sobborghi e quartieri della città infestati da una povertà degradante dei suoi abitanti, con la loro strafottenza, arroganza e furbizia, fin da piccoli, che sono le armi per affrontare il quotidiano. E d'altronde tutto è necessario per procurarsi qualcosa da mettere nello stomaco e soddisfare qualche vizietto...
    Ma che bella (e lunga!) questa passeggiata tra le vie di Roma! Quelle attraversate sono tante: da quelle che toccano il centro a quelle più periferiche, meno conosciute ma non meno belle. Ed è menzionata anche la zona dove sono nata e che a volte vado a rivedere perchè oggi vivo altrove. Mi è sembrato di essere lì e risentirne gli odori e la..."caciara".
    Pasolini ha reso meravigliosamente bene il tutto, perchè nonostante il tempo sia passato, quella miseria esiste ancora e oggi anzi è forse aggravata dalla droga...
    Bellissime le descrizioni dei paesaggi e indimenticabili 'sti ragazzini "zozzi" e senza scrupoli, con tutto il loro dialetto fortemente romanesco e sboccato che aggiunge, semmai ce ne fosse stato bisogno, bellezza e grandezza a questo capolavoro.

    ha scritto il 

  • 4

    I “ragazzi di vita” pasoliniani sono tutti figli del sottoproletariato, furbi e ingenui al tempo stesso. Si arrangiano per sopravvivere, sempre alla ricerca di denaro, senza nessuna regola o controllo ...continua

    I “ragazzi di vita” pasoliniani sono tutti figli del sottoproletariato, furbi e ingenui al tempo stesso. Si arrangiano per sopravvivere, sempre alla ricerca di denaro, senza nessuna regola o controllo da parte degli adulti della famiglia. Sono “ragazzi che la guerra fascista ha fatto crescere come selvaggi, analfabeti e delinquenti”. Il romanzo racconta in modo scarno le vicende della vita del Riccetto, di Marcello, di Agnolo, Rocco, Alvaro, Zambuia, Caciotta, Bengalone, Amerigo, Lenzetta, Genesio e degli altri personaggi che si alternano in un susseguirsi di episodi che crudamente raccontano una vita istintiva, che oscilla fra furti effettuati o subiti, imbrogli, angherie, violenze, le prime esperienze sessuali, la prostituzione e il carcere. Rispetto a “Una vita violenta”, questo romanzo è corale e cronachistico, ed è privo della valenza “pedagogica” del romanzo di formazione come potrebbe definirsi l’altro. In “Ragazzi di vita” ciascun capitolo è un racconto a sé stante, in cui le vicende dei protagonisti vengono descritte con un realismo quasi ossessivo, privo di qualsiasi giudizio morale e di possibilità di redenzione o riscatto, ed il dialetto romanesco, presente non solo nei dialoghi ma anche con singole parole nella narrazione, costituisce l’unico mezzo per riuscire a penetrare nella realtà quasi primordiale ai margini della società, in luoghi ai margini della periferia romana.

    ha scritto il 

  • 2

    "A Pietralata, per educazione, non c’era nessuno che provasse pietà per i vivi, figurarsi cosa c... provavano per i morti."

    This is so a not-my-cup-of-tea situation, I am seriously wondering whether that phrase was invented solely to fit the eventuality of me reading this book. Probably, it was.
    My main problem with Ragazz ...continua

    This is so a not-my-cup-of-tea situation, I am seriously wondering whether that phrase was invented solely to fit the eventuality of me reading this book. Probably, it was.
    My main problem with Ragazzi di vita was that I wasn't capable, for the life of me, to tune in on the writing. Call it shallowness, if you will, but form, to me, is pivotal. With this, I'm not saying that the book is badly written; I'm saying it was not written for me. I am, to make it clear, fond (madly so) about 19th-century literature: fluid and full and armonious where Pasolini is fragmented and messy and matter-of-fact. It was the perfect, probably the only, way to write this story, but I found it insufferable.
    So, yes. Not my cup of tea.

    ha scritto il 

  • 0

    Ottima l'interpretazione di Gifuni, questo è un audiolibro. Il libro è di una attualità sorprendente, quello che facevano gli italiani indigenti negli anni della guerra e del dopoguerra ora lo fanno g ...continua

    Ottima l'interpretazione di Gifuni, questo è un audiolibro. Il libro è di una attualità sorprendente, quello che facevano gli italiani indigenti negli anni della guerra e del dopoguerra ora lo fanno gli zingari e gli extracomunitari, mancano solo i tedeschi e gli americani. Ma anche se non in presenza quelli si fanno sentire lo stesso con la loro influenza nefasta.

    ha scritto il 

  • 5

    La scrittura in romanesco rende questo libro pieno di stop e ripartite: è un tratto stilistico che per lo stesso autore ha rappresentato un lavoraccio (far scrivere la storia all'io narrante con la st ...continua

    La scrittura in romanesco rende questo libro pieno di stop e ripartite: è un tratto stilistico che per lo stesso autore ha rappresentato un lavoraccio (far scrivere la storia all'io narrante con la stessa lingua dei personaggi). Ci sono alcuni slittamenti di piani: talvolta non si capisce bene se il narratore è uno dei ragazzi di vita o un osservatore esterno, i commenti che inserisce sono ambigui, a volte disallineati dal piano grezzo dei ragazzi perché troppo poetici. Il testo è davvero troppo denso, Pasolini va poco a capo, quasi mai nei dialoghi, dopo un po' il linguaggio dialettale diventa claustrofobico. La forma e il lessico rivelano un grande lavoro di ricerca, una caratura stilistica, una scelta di poetica importante: ma il risultato è che la lettura è piena di ostacoli, di parole incomprensibili, di fermate inutili. Pasolini non voleva ricalcare la scrittura borghese-intimista ma, ahimè, ha scritto una storia che non avvicina, che scorre poco.
    La trama invece è rivoluzionaria: qui sta secondo me la genialità dello scrittore (tanto che fu processato a Milano per questo libro scandaloso): questa storia è più cruda di Verga, perché l'uomo è rivelato nel suo squallore al 100%, anche sessuale (prostitute, baldracche, parolacce, bestemmie, povertà da bestie: simbolica la scena del bagno dei ragazzini nel fiume schifoso, inquinato...). Il libro racconta uno spaccato di società che nessuno prima aveva mai osato sfiorare, e che forse nessuno ancora sfiora dopo di lui, i ragazzi che vivono di espedienti, anche sessuali (prostituendosi per due spicci), il degrado suburbano che oggi è esploso nelle borgate romane. Finendolo ho avuto l'impressione di aver letto un libro faticosamente meraviglioso.

    ha scritto il 

  • 4

    Non è stato facile avvicinarsi a questo romanzo/saggio sia per il linguaggio che per il contesto. L'Italia del dopoguerra, il sottoproletariato romano, questa miseria intellettuale e morale che fa dei ...continua

    Non è stato facile avvicinarsi a questo romanzo/saggio sia per il linguaggio che per il contesto. L'Italia del dopoguerra, il sottoproletariato romano, questa miseria intellettuale e morale che fa dei protagonisti, tutti, una banda di perdenti il cui destino è segnato fin dall'infanzia.
    E' un romanzo spietato, che mette in risalto le bassezze di una società che non riesce a risollevarsi e cambiare le proprie sorti. Un romanzo di denuncia del degrado in cui era caduta l'Italia e per questo motivo molto coraggioso. Questo è il suo grande merito, oltre all'uso del lessico gergale che contribuisce a definire il contesto sociale. Non tutti sono riusciti a finire il libro, ma tutti hanno riconosciuto la grandezza e la straordinaria abilità linguistica di Pasolini.

    ha scritto il 

  • 3

    Ragazzi di vita è un romanzo di Pier Paolo Pasolini pubblicato la prima volta nel 1955 da Garzanti.
    Sintesi: «Il romanzo è composto di otto capitoli attraverso i quali non emerge una vicenda né la sto ...continua

    Ragazzi di vita è un romanzo di Pier Paolo Pasolini pubblicato la prima volta nel 1955 da Garzanti.
    Sintesi: «Il romanzo è composto di otto capitoli attraverso i quali non emerge una vicenda né la storia di un solo personaggio, ma la rappresentazione della vita del sottoproletariato delle borgate romane. Essi raccontano la vita di un gruppo di pischelli di Pietralata, quartiere dell’infernale periferia romana degli anni ’50. Il Riccetto, Marcello, Alduccio, il Caciotta, il Lenzetta, Genesio, il Begalone, il Pistoletta sono i “ragazzi di vita”. Il Riccetto (nella prima parte del romanzo è la figura principale) abita con la famiglia in una scuola divenuta centro di raccolta per sfollati. Vive come molti suoi coetanei di espedienti, aggirandosi nei bassifondi della città popolati di ladri, truffatori e prostitute. La sua formazione avviene attraverso furti di vario genere, il gioco d’azzardo e l’incontro con la prostituta Nadia. Riesce sempre a cavarsela tranne una volta in cui accusato di un furto non commesso viene condannato a tre anni di galera. Il Riccetto è capace però anche di slanci di generosità, come quando si tuffa nelle acque del Tevere col rischio di annegare per salvare una rondine. Nell’avviarsi alla maturità il Riccetto sceglie il lavoro e si integra nella società consumistica. Gli altri ragazzi di vita, che nella seconda parte del romanzo acquistano maggiore risalto, sono destinati al carcere, alla prostituzione e alla morte precoce. Alduccio è alle prese con una famiglia disgraziata: padre alcolizzato, madre epilettica, sorella incinta con manie suicide. Marcello muore sotto le macerie di un edificio, Amerigo si uccide, il Begalone è gravemente ammalato. Il Piattoletta muore bruciato al palo della tortura durante un gioco feroce; Genesio, il più taciturno, annega nelle acque dell’Aniene. Il Riccetto assiste alla tragedia, ma non interviene perché ora che ha un lavoro vuole evitare guai».
    Sicuramente un libro che non lascia indifferenti, o ci entri subito in confidenza o lo detesti (e di certo le espressioni gergali romane non aiutano la lettura!), che racconta la storia vissuta da questi ragazzotti senza una meta, sbandati, tra vizi, alcol, e gioco d’azzardo. Il libro ha il pregio di trasmettere estrema verità nei fatti che narra, si sente proprio tra le pagine il marciume di questa società, e il lettore legge, ascolta, riflette, e pensa che tanto di tutto ciò oggi – forse – non è cambiato, solo poco si vede, e poco si sente (o forse più spesso – molti – fanno finta di non vedere/sentire).

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per