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Ragazzi di vita

Di

Editore: Garzanti

4.0
(3049)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 256 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco

Isbn-10: A000011940 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Prefazione: Alberto Moravia

Disponibile anche come: CD audio , Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , Cofanetto , eBook

Genere: Fiction & Literature , Social Science , Teens

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Descrizione del libro
Il romanzo che con scandalo e forza di denuncia rivelò la realtà "diversa" del sottoproletariato romano.
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  • 4

    4 +

    Una voce che abbraccia, trascina, riempie, rigira, inebria per una cronaca sospesa della provvisorietà, della fatiscenza, della perdita delle radici culturali.
    Tra lepida farsa, avventura e sordida tr ...continua

    Una voce che abbraccia, trascina, riempie, rigira, inebria per una cronaca sospesa della provvisorietà, della fatiscenza, della perdita delle radici culturali.
    Tra lepida farsa, avventura e sordida tragedia, una testimonianza dell'eterno concorrere tra istinto barbaro e dignità.

    ha scritto il 

  • 4

    ... Mmhh... sto impiegando mesi a terminare quest'audiolibro!
    Ma come si fa a smettere d'ascoltare Gifuni? A liquidarlo in quattro e quattr'otto mentre anima questo "pasolini", regalandogli mille voci ...continua

    ... Mmhh... sto impiegando mesi a terminare quest'audiolibro!
    Ma come si fa a smettere d'ascoltare Gifuni? A liquidarlo in quattro e quattr'otto mentre anima questo "pasolini", regalandogli mille voci, mille vite.
    Lo avete mai visto a teatro? Gifuni, intendo! Non perdete il suo "Eros e Priapo"... se avete occasione.

    ha scritto il 

  • 4

    Una scrittura che riesce ad essere insieme poetica e spietata,dove fiorita e dove asciutta, aulica e scabra. Incredibile poi la padronanza e scorrevolezza del dialetto, soprattutto da parte di un fri ...continua

    Una scrittura che riesce ad essere insieme poetica e spietata,dove fiorita e dove asciutta, aulica e scabra. Incredibile poi la padronanza e scorrevolezza del dialetto, soprattutto da parte di un friulano!Al di là dei ragazzi, protagonista è Roma, desolata e verminosa, tormentata da implacabili estati, piagata dalla guerra e dalla ricostruzione selvaggia e infestata da una popolazione composita, senza storia e senza cultura e proprio per questa eterna. La gioventù perduta che ieri si ritrovava nelle borgate della Capitale, oggi si ritrova nelle Vele di Scampia o allargando lo sguardo nelle immense periferie di Rio o Mumbai, lì dove fianco a fianco stridono lusso e necessità e si va avanti giorno dopo giorno per espedienti, esercitandosi a spegnere la propria capacità di sognare , manifestare sentimenti, provare pietà.Un romanzo attualissimo, che potrebbe benissimo essere un docufilm girato per le strade di alcune nostre periferie. Niente donne di spessore, il mondo femminile è fatto solo di figurette marginali, serve e vittime di un mondo fatto di sopraffazione, che premia i più forti e i più astuti, ed anche loro non per sempre, perchè la fortuna gira...Bambini, animali, vecchi, fanno buona compagnia alle femmine in questo limbo di sofferenza e insofferenza. Eppure i "ragazzi di vita", questi giovinetti disposti a tutto per qualche "piotta ", orfani non di genitori ma di un qualsivoglia modello , riescono a cogliere sprazzi di coscienza nell'ottenebramento in cui vivono, magari di fronte alla tenerezza di un cucciolo , all'ingenuità di un bambino, alla bellezza di un paesaggio...sprazzi di umanità da ricacciare indietro appena possibile, debolezze pericolose di cui vergognarsi , per rivestire subito una maschera strafottente e crudele .

    ha scritto il 

  • 4

    Breve e coinvolgente, il romanesco di solito mi innervosisce, ma questo non poteva essere scritto diversamente. Le descrizioni sono efficaci: non c'è né una parola di più né una parola di meno di quel ...continua

    Breve e coinvolgente, il romanesco di solito mi innervosisce, ma questo non poteva essere scritto diversamente. Le descrizioni sono efficaci: non c'è né una parola di più né una parola di meno di quelle che servono. Mi avrebbe fatto piacere sapere come andavano a finire le storie dei vari personaggi, ma forse avrebbe fatto troppo telenovela ...
    Infine - anche a distanza di anni - e con il mondo e Roma radicalmente diversi all'esterno - l'ho trovato di una attualità sconcertante.

    ha scritto il 

  • 4

    Il linguaggio usato ti catapulta nelle borgate romane del primo dopoguerra, con tutte le sue miserie, speranze e realismo: il riscatto sociale per questi ragazzi protagonisti non è previsto

    ha scritto il 

  • 4

    ”Nun c’è da meravijasse tutti rubbano”

    “Riccetto” , “Lenzetta” , “Caciotta” , “Alduccio” , “Begalone” sono solo alcuni dei nomi dei tanti adolescenti sulle cui vuote giornate , sprecate nella continua ricerca di espedienti per raggranellar ...continua

    “Riccetto” , “Lenzetta” , “Caciotta” , “Alduccio” , “Begalone” sono solo alcuni dei nomi dei tanti adolescenti sulle cui vuote giornate , sprecate nella continua ricerca di espedienti per raggranellare qualche “piotta” per tirare avanti , si sviluppano le pagine di un'opera che non è un romanzo vero e proprio bensì un susseguirsi di immagini , peraltro di agghiacciante crudezza , sulla desolante realtà della periferia romana e della gente che vi abitava nel secondo dopoguerra , e dalla lettura non facilissima per i non romani poiché l'autore utilizza esclusivamente il dialetto romanesco “de borgata” (e l'utilissimo glossario salta fuori solo alla fine...).
    E se la prosa asciutta di Pasolini , lucida ed amarissima nell'osservare attentamente il degrado ambientale e morale di una parte dell'Italia poverissima e sbandata di quei tempi , può apparire oggi datata sembra invece tutt'ora attuale il senso di sconforto e di disagio che continua ad opprimere , sia pure se in un contesto completamente diverso , generazioni di giovani che si ritrovano , come allora , senza concrete prospettive di futuro.

    ha scritto il 

  • 2

    Ragazzi di strada

    Non bisogna aspettarsi la Roma monumentale, nobile, antica e raffinata a fare da sfondo alle storie (di vita) di alcuni ragazzi delle borgate. E' una città degradata, povera e sporca quella che funge ...continua

    Non bisogna aspettarsi la Roma monumentale, nobile, antica e raffinata a fare da sfondo alle storie (di vita) di alcuni ragazzi delle borgate. E' una città degradata, povera e sporca quella che funge da cornice alle quotidiane miserie di alcuni giovani della periferia dell'urbe, gente semplice, di scontati destini (galera, morte, fame). Non a caso il linguaggio possiede volutamente un registro basso (numerose le parole presenti in romanesco) che rende perfettamente lo spessore, anche intellettuale, dei personaggi e il melieu all'interno del quali essi vivono. Il libro non si legge facilmente (con la promessa di alzare il voto dopo averlo digerito).

    ha scritto il 

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