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Ragazzi di vita

Di

Editore: Archimede

4.0
(3026)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 270 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco

Isbn-10: 8879520512 | Isbn-13: 9788879520515 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: CD audio , Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico , Cofanetto , eBook

Genere: Fiction & Literature , Social Science , Teens

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Descrizione del libro
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  • 4

    ”Nun c’è da meravijasse tutti rubbano”

    “Riccetto” , “Lenzetta” , “Caciotta” , “Alduccio” , “Begalone” sono solo alcuni dei nomi dei tanti adolescenti sulle cui vuote giornate , sprecate nella continua ricerca di espedienti per raggranellar ...continua

    “Riccetto” , “Lenzetta” , “Caciotta” , “Alduccio” , “Begalone” sono solo alcuni dei nomi dei tanti adolescenti sulle cui vuote giornate , sprecate nella continua ricerca di espedienti per raggranellare qualche “piotta” per tirare avanti , si sviluppano le pagine di un'opera che non è un romanzo vero e proprio bensì un susseguirsi di immagini , peraltro di agghiacciante crudezza , sulla desolante realtà della periferia romana e della gente che vi abitava nel secondo dopoguerra , e dalla lettura non facilissima per i non romani poiché l'autore utilizza esclusivamente il dialetto romanesco “de borgata” (e l'utilissimo glossario salta fuori solo alla fine...).
    E se la prosa asciutta di Pasolini , lucida ed amarissima nell'osservare attentamente il degrado ambientale e morale di una parte dell'Italia poverissima e sbandata di quei tempi , può apparire oggi datata sembra invece tutt'ora attuale il senso di sconforto e di disagio che continua ad opprimere , sia pure se in un contesto completamente diverso , generazioni di giovani che si ritrovano , come allora , senza concrete prospettive di futuro.

    ha scritto il 

  • 2

    Ragazzi di strada

    Non bisogna aspettarsi la Roma monumentale, nobile, antica e raffinata a fare da sfondo alle storie (di vita) di alcuni ragazzi delle borgate. E' una città degradata, povera e sporca quella che funge ...continua

    Non bisogna aspettarsi la Roma monumentale, nobile, antica e raffinata a fare da sfondo alle storie (di vita) di alcuni ragazzi delle borgate. E' una città degradata, povera e sporca quella che funge da cornice alle quotidiane miserie di alcuni giovani della periferia dell'urbe, gente semplice, di scontati destini (galera, morte, fame). Non a caso il linguaggio possiede volutamente un registro basso (numerose le parole presenti in romanesco) che rende perfettamente lo spessore, anche intellettuale, dei personaggi e il melieu all'interno del quali essi vivono. Il libro non si legge facilmente (con la promessa di alzare il voto dopo averlo digerito).

    ha scritto il 

  • 5

    Uno dei capolavori letterari di Pasolini.Una Roma fatta di periferie fetide,maleodoranti,dove vige solo la legge della sopravvivenza,dove i protagonisti si vendono per sfuggire alla miseria.E' una ter ...continua

    Uno dei capolavori letterari di Pasolini.Una Roma fatta di periferie fetide,maleodoranti,dove vige solo la legge della sopravvivenza,dove i protagonisti si vendono per sfuggire alla miseria.E' una terra senza sogni nè speranze,una Roma che è esistita davvero e che oggi esiste solo in misura molto limitata.Ma quella fauna umana la si può incontrare anche ai giorni nostri,magari non saranno più i ragazzi di borgata romana ma saranno immigrati senegalesi o giovani filippini ma la sostanza non cambia,l'emarginazione non ha terre nè lingue nè confini.

    ha scritto il 

  • 2

    Ragazzi di vita: una serie di episodi di miseria e delinquenza giovanile vengono messi in fila pour epater le bourgeois e poco altro.

    Senz'altro la prosa ci cala con efficacia nel degrado delle borgat ...continua

    Ragazzi di vita: una serie di episodi di miseria e delinquenza giovanile vengono messi in fila pour epater le bourgeois e poco altro.

    Senz'altro la prosa ci cala con efficacia nel degrado delle borgate romane ma per il resto tutto tende al basso, allo squallido.

    Chi ha il gusto dello squallore fine a se stesso potrà apprezzare, io non ci riesco benché il libro inizialmente mi piacesse.

    ha scritto il 

  • 5

    Ma lui non riusciva ad attraversare quella striscia che filava tutta piena di schiume, di segatura e d'olio bruciato, come una corrente dentro la corrente gialla del fiume. Ci restava nel mezzo, e anz ...continua

    Ma lui non riusciva ad attraversare quella striscia che filava tutta piena di schiume, di segatura e d'olio bruciato, come una corrente dentro la corrente gialla del fiume. Ci restava nel mezzo, e anziché accostarsi alla riva, veniva trascinato sempre in giù verso il ponte.
    Il precariato, predatore sia fisico che concettuale, esisteva già nel 1955 e Pier Paolo Pasolini ce ne fa prendere atto descrivendo le avventure dei suoi "Ragazzi di vita". Il Riccetto, Agnolo, Marcello e i numerosi altri protagonisti del celebre romanzo sono tutti precari e non solo dal punto di vista lavorativo: il precariato affettivo è insidioso almeno quanto il suo gemello più conosciuto.
    Esprimere pareri o giudizi su "Ragazzi di vita" o sulla scrittura di Pier Paolo Pasolini è un’impresa non solo fuori portata per chiunque, ma anche inutile e pericolosa, per questo motivo mi limiterò a condividere gli spunti di riflessione e le emozioni che mi ha suscitato la sua lettura.
    Roma è irriconoscibile, lontana: le sue borgate del dopoguerra sono enormi distese di prati spelacchiati, terra e fango, disseminate di baraccopoli lungo il corso dei fiumi Tevere ed Aniene. Intere famiglie sono costrette a vivere all’interno di un’unica stanza o in alloggi improvvisati e i soldi per sfamarsi non bastano mai, nemmeno se si riesce a lavorare in bottega, al mercato o al servizio di qualcuno. Padri perennemente ubriachi e madri urlanti spesso spingono i figli, ancora adolescenti, a dormire fuori casa in cerca di fortuna o, più spesso, di sfortuna.
    I ragazzi di vita per sopravvivere sono costretti ad atteggiarsi a bulli, a rubare, a prostituirsi e tutti i pochi spiccioli di cui entrano in possesso vengono immediatamente spesi in sigarette, prostitute, gioco d’azzardo: non riescono a dare alcuna possibilità al futuro. Gli unici momenti di svago sono quelli trascorsi sulle rive dei fiumi romani a giocare, cantare, fare il bagno nell’acqua sporca, ma anche l’Aniene è un bullo che reclama la sua parte e se la prende, freddo ed implacabile come i peggiori delinquenti, a spese del piccolo Genesio in una delle pagine più toccanti del romanzo.

    ha scritto il 

  • 2

    Al di là del valore contenutistico (prima vera descrizione delle terribili condizioni della Roma borgatara di allora), l'opera tanto osannata di Pasolini mi ha deluso tantissimo, soprattutto per il mo ...continua

    Al di là del valore contenutistico (prima vera descrizione delle terribili condizioni della Roma borgatara di allora), l'opera tanto osannata di Pasolini mi ha deluso tantissimo, soprattutto per il modo quasi saggistico in cui viene approcciata la narrazione, che toglie ritmo all'intreccio, di fatto ridotto a meri episodi, e altera in qualche modo anche lo stile. Non posso dire che la lettura mi abbia entusiasmato.

    ha scritto il 

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